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	<title>SMARTFEELING BLOG &#187; twitter</title>
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		<title>Quali strumenti utilizziamo per condividere</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 11:16:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Facebook domina. Facebook è al primo posto tra gli strumenti maggiormente utilizzati dalle persone per condividere notizie ed informazioni. Seguono la classica posta elettronica e Twitter. &#160; Quindi, se vi stavate chiedendo quali bottoni di condivisione implementare sul vostro sito, ora non potete piu&#8217; avere dubbi. Related Posts: 16 buoni consigli per l&#8217;esordio di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Facebook domina.</h2>
<p><strong>Facebook</strong> è al primo posto tra gli strumenti maggiormente utilizzati dalle persone per condividere notizie ed informazioni.</p>
<p>Seguono la classica <strong>posta elettronica</strong> e <strong>Twitter</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2012/02/sm-how-people-share.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-906" title="Come le persone condividono informazioni su internet" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2012/02/sm-how-people-share.gif" alt="" width="610" height="450" /></a></p>
<p>Quindi, se vi stavate chiedendo quali bottoni di condivisione implementare sul vostro sito, ora non potete piu&#8217; avere dubbi.<br />
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</ul>
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		<title>16 buoni consigli per l&#8217;esordio di una PMI sui Social Media</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 14:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco come la vedo io. Queste sono le cose che bisogna sapere prima di avventurarsi in una qualunque attività sui media sociali. 1. Differenziate le strategie sociali del vostro profilo da quelle delle vostre pagine istituzionali. In poche parole su Facebook, Twitter, Google Plus, ecc.. dovrete promuove contenuti leggermente differenti da quelli del sito istituzionale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><a title="Hire Me" href="http://www.smartfeeling.org/?page_id=47" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-898" title="hire-me_600" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2012/01/hire-me_600.png" alt="" width="600" height="124" /></a></h2>
<p>Ecco come la vedo io. Queste sono le cose che bisogna sapere prima di avventurarsi in una qualunque attività sui media sociali.</p>
<h2>1. Differenziate le strategie sociali del vostro profilo da quelle delle vostre pagine istituzionali.</h2>
<p>In poche parole su Facebook, Twitter, Google Plus, ecc.. dovrete promuove contenuti leggermente differenti da quelli del sito istituzionale. Ogni canale ha le sue caratteristiche ed i suoi utenti, quindi anche il proprio linguaggio.<br />
Gli utenti che usano Facebook non sempre sono gli stessi, o appartengono agli stessi segmenti, che usano Google Plus o Twitter.<br />
Le campagne sui social media dovrebbero avere l&#8217;obiettivo di portare utenti sul sito istituzionale o di e-commerce, mentre il sito dovrebbe invogliare a lasciarsi coinvolgere dalle vostre attività sui social media.<br />
In questo modo avrete creato un vortice in grado di attirare clienti, coinvolgerli e magari farli ritornare o addirittura invitare amici.</p>
<h2>2. Se vuoi dei Fan, devi dare loro qualcosa in cambio.</h2>
<p>Scordatevi che qualcuno clicchi sul &#8220;Mi Piace&#8221; della vostra pagina solo perchè siete voi. A meno che non siate un V.i.p. o un grosso brand, nessuno si sentirà gratificato dal semplice fatto di essersi dichiarato vostro Fan.<br />
Capito questo, siete praticamente a metà dell&#8217;opera. Per l&#8217;altra metà si tratta di trovare qualcosa da condividere coi vostri ipotetici Fan. Foto, Video, Gadgets digitali, Games, buoni consigli, suggerimenti, materiale tecnico, ecc.. Fate voi, l&#8217;importante è che sia materiale valido e originale, meglio ancora se con un qualcosa di virale (ma ora forse è ancora presto per il virale).</p>
<h2>3. Se potete datevi al Podcast o al Video Blogging.</h2>
<p>La gente non ha voglia di leggere. Al massimo guardano una bella immagine, ma leggono poco.<br />
Ascoltare un Podcast mentre si è in auto o in treno, guardare un bel video è invece molto piu&#8217; facile e meno impegnativo. Per agganciare contatti, Podcast e Video sono il massimo.<br />
Lo so, è impegnativo.</p>
<h2> 4. Mantenete l&#8217;immagine del vostro brand coerente su tutte le piattaforme sociali.</h2>
<p>Siamo tutti di memoria corta quando si tratta di ricordare dei nomi. I colori, i suoni e le immagini le ricordiamo meglio. Ecco perchè i colori del vostro brand e l&#8217;aspetto grafico dovrebbero essere molto simili su tutte le piattaforme. Lo sfondo della pagina di Twitter, il logo della pagina di Facebook ed il profilo su Google Plus dovrebbero ricordare tutti il vostro brand o l&#8217;aspetto del vostro sito.</p>
<h2>5. Se hai clienti &#8220;mobile&#8221;, sviluppa un&#8217;App.</h2>
<p>Se pensi che alcuni dei tuoi clienti utilizzino uno smartphone per usufruire dei tuoi contenuti, allora devi sviluppare un&#8217;App nativa. Oggi è molto facile e ci sono decine di strumenti e servizi a costi bassissimi in grado di trasformare il tuo sito in un&#8217;App nativa (es: <a href="http://theappifier.com/" target="_blank">http://theappifier.com/</a>).</p>
<h2>6. Investi qualche soldo in una macchina fotografica ed impara a fare foto accattivanti.</h2>
<p>Costa molto meno di un fotografo professionista e ti consente di produrre materiale a rullo continuo.</p>
<h2>7.  Integra le foto in ogni piattaforma sociale.</h2>
<p>Inonda in web di immagini che in qualche modo riconducano al tuo brand e sarai famoso.<br />
Non dimenticarti di Flickr ed altri servizi dedicati alle foto ed alle immagini. Sono anche questi dei Social Media e fanno il loro dovere al pari di YouTube.</p>
<h2>8. Organizza Contest e promuovi Partnership.</h2>
<p>I tuoi Fan cresceranno e torneranno. A proposito dei contest, ricorda però che siamo in Italia e che esiste una normativa specifica al riguardo. Quindi, prima di indire un concorso a premi ti consiglio di leggere attentamente la <a href="http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;idmenu=944&amp;idarea1=556&amp;andor=AND&amp;idarea2=0&amp;sectionid=2,10&amp;showMenu=1&amp;viewType=0&amp;showCat=1&amp;idarea3=0&amp;idarea4=0&amp;andorcat=AND&amp;partebassaType=0&amp;idareaCalendario1=0&amp;MvediT=1&amp;id=2016511&amp;directionidUser=0" target="_blank">normativa</a>.</p>
<h2>9. Dai ai tuoi Fan un buon motivo per tornare.</h2>
<p>Contenuti interessanti, video a puntate, giochini e contest sono tutti ottimi ingredienti per far tornare i tuoi Fan sul tuo sito o sulla tua piattaforma.</p>
<h2>10. Fornisci ai tuoi visitatori quante piu&#8217; possibili opportunità di connettersi a te socialmente.</h2>
<p>In pratica metti i &#8220;Social Buttons&#8221; ovunque sul sito o sul blog. Dove non fosse possibile (es: background di Twitter) riporta le icone delle piattaforme su cui sei presente.<br />
Semmai a qualcuno, navigando per le tue pagine, venisse voglia di seguirti, non sia mai che non dovesse trovare il modo.</p>
<h2>11. Gamify, se puoi</h2>
<p>Ovvero, costruisci meccaniche simili a quelle dei video game (punteggi assegnati per ogni commento o like, punteggi per aver portato Fan, ecc..). Questo funziona sempre ed incrementa notevolmente l&#8217;interazione tra gli utenti e le tue piattaforme.<br />
Non è una cosa facile e ci sono pochi esperti sul mercato italiano. Pochi, ma non nessuno <img src='http://www.smartfeeling.org/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
In alternativa puoi accontentarti di sistemi di gestione commenti tipo &#8220;IntenseDibate&#8221; o &#8220;Disqus&#8221;. Certo non sono una piattaforma di Gamification dedicata, ma stavo parlando di accontentarsi.</p>
<h2>12.  Crea una community in cui gli utenti possano parlare di loro stessi.</h2>
<p>Non è bello a dirsi, ma è la verità: <strong>di te non frega niente a nessuno</strong>.<br />
Perciò smettila di parlare di te stesso, del tuo brand e di quanto vi sentite fighi. Gli utenti voglio parlare dei fatti loro, se la raccontano tra loro e parleranno anche di te (perciò non dimenticare di ascoltare).<br />
Per evitare che vadano a parlottare alle tue spalle puoi creare e &#8220;gestire&#8221; una qualche community che abbia a che fare col tuo business. Se non lo fai tu, lo farà qualcun altro.</p>
<h2>13. Metti i tuoi Fan in condizione di poter condividere la propria esperienza con altri utenti.</h2>
<p>Se una community (vedi sopra) è troppo per te, almeno apri un canale in cui i tuoi Fan o Clienti possano condividere le loro esperienze. Alla gente piace mettersi in mostra, perciò se hai la possibilità dedica una pagina alle loro foto dei tuoi prodotti. &#8220;Questo l&#8217;ho fatto io&#8221;, &#8220;Questo è come lo uso io&#8221;, ecc..<br />
Alla gente piace certa roba.</p>
<h2>14. Strategie chiare</h2>
<p>Non partire a braccio, pianifica.<br />
Se stai meditando di aprire un blog, definisci prima un piano editoriale (se non sai cos&#8217;è un piano editoriale prova a cercare su Google, se no rinuncia al blog).<br />
Prima di aprire una pagina Facebook, pensa a ciò che vuoi farci con quella pagina. Quali sono gli obiettivi?<br />
Vendere di piu&#8217; non è una strategia ne un obiettivo, ma una conseguenza perciò rimboccati le maniche ed inizia a buttare giù un progettino.</p>
<h2>15. Sfrutta al massimo la Welcome Page di Facebook</h2>
<p>Ecco alcune fonti di ispirazione:</p>
<p>RED BULL: <a href="http://www.facebook.com/redbull" target="_blank">http://www.facebook.com/redbull<br />
</a>BURT&#8217;S BEES: <a href="http://www.facebook.com/burtsbees?sk=app_115770428525595">http://www.facebook.com/burtsbees?sk=app_115770428525595</a><br />
UNO CHICAGO GRILL: <a href="http://www.facebook.com/UnoChicagoGrill?sk=app_244772632248723">http://www.facebook.com/UnoChicagoGrill?sk=app_244772632248723</a><br />
LIVESCRIBE: <a href="http://www.facebook.com/livescribe?sk=app_369666098814">http://www.facebook.com/livescribe?sk=app_369666098814</a><br />
COCACOLA:  <a href="http://www.facebook.com/cocacola">http://www.facebook.com/cocacola</a><br />
OREO: <a href="http://www.facebook.com/oreo">http://www.facebook.com/oreo</a><br />
TRAVEL CHANNEL: <a href="http://www.facebook.com/TravelChannel?sk=app_4949752878">http://www.facebook.com/TravelChannel?sk=app_4949752878</a></p>
<h2>16. Differenzia le strategie in base alla piattaforma usata ed alle tue competenze</h2>
<p>Se sei molto bravo in qualcosa, o hai personale con competenze particolari, allora dovresti pensare quale piattaforma sfrutta meglio queste competenze o questi talenti.<br />
Se sei un mago del video-editing, per esempio, potresti creare un canale YouTube che propone video di tua produzione, magari a puntate. Es: <a href="http://www.youtube.com/user/Blendtec/featured" target="_blank">http://www.youtube.com/user/Blendtec/featured</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"> Aggiornamenti e consigli dalla rete</h2>
<p>Ecco i suggerimenti di altri esperti del settore.</p>
<h2>A. Pianifica per non mollare</h2>
<p>Di<a title="Francesca Concina" href="http://www.linkedin.com/in/francescaconcina" target="_blank"> Francesca Concina</a> via <a title="LinkedIn" href="http://linkd.in/yAyyOD" target="_blank">LinkedIn</a></p>
<blockquote><p>Partendo dal piano editoriale &#8211; imprescindibile per il blog &#8211; io cerco di far pianificare, almeno nei &#8220;minimi indispensabili&#8221;, tutte le uscite sui social media per evitare il fenomeno dell&#8217;abbandono. Spesso mi capita di trovare aziende che hanno un profilo su Twitter. G+ o altri social, aperto e utilizzato la prima settimana&#8230;poi abbandonato. Ecco perché secondo me pianificare è, insieme alla scelta di contenuti rilevanti e del corretto linguaggio per il social di riferimento, fondamentale.</p></blockquote>
<h2> B. E attento a non fare rumore</h2>
<p>Da un suggerimento di <a title="Profilo di Luigi Bauce" href="http://www.linkedin.com/pub/luigi-bauce/17/804/892" target="_blank">Luigi Bauce</a> via <a title="Discussione su LinkedIn" href="http://www.linkedin.com/groupAnswers?viewQuestionAndAnswers=&amp;discussionID=91545030&amp;gid=944177&amp;commentID=66624663&amp;trk=view_disc&amp;ut=0U8iAzoPvQM541" target="_blank">LinkedIn</a></p>
<blockquote><p>L&#8217;unica cosa a mio avviso da sottolineare è la cura con cui si dovranno scegliere i canali di informazione per evitare che l&#8217;iperinformazione diventi rumore.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<h2> C. Il sondaggio aiuta a riaccendere l&#8217;interesse</h2>
<p>Da un soggerimento di <a title="Azzurra Mancuso" href="http://www.linkedin.com/pub/azzurra-mancuso/3b/657/4a4" target="_blank">Azzurra Mancuso</a> via <a title="Discussione su LinkedIn" href="http://www.linkedin.com/groupAnswers?viewQuestionAndAnswers=&amp;discussionID=91551321&amp;gid=69855&amp;commentID=67157608&amp;trk=view_disc&amp;ut=03RE5nBoJMQl41" target="_blank">LinkedIn</a></p>
<blockquote><p>Aggiungerei anche: Cerca di incentivare il dialogo e di coinvolgere i tuoi fan, ad esempio lanciando sondaggi. Anche i <a title="Wikipedia: Webbinar" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Webinar" target="_blank"><strong>webinar</strong> </a>possono essere uno strumento utile per uno scambio di conoscenze davvero multilaterale.</p></blockquote>
<p>&nbsp;<br />
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</ul>
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		<title>2012</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 08:55:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco come ho vissuto il 2011 o come vedo il prossimo 2012. Il mio ottimismo ha lasciato il posto ad un atteggiamento molto piu' realista e disincantato. La vedo nera. Beh, male che vada emigro e raggiungo mio fratello.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/2012_image21.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-857" title="2012" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/2012_image21-1024x426.jpg" alt="" width="610" height="253" /></a><br />
L&#8217;anno passato</h2>
<p>Per quanto mi riguarda, il 2011 è stato un anno deludente.<br />
I sogni di innovazione, riforma e ringiovanimento del paese in cui vivo si sono infranti contro indifferenza, diffidenza e timore del nuovo, familismo, lentezza, staticità, omologazione e varie <strong>metriche della vanità</strong>.</p>
<blockquote><p><a title="Massima di Albert Einstein" href="http://www.google.it/webhp?sourceid=chrome-instant&amp;ix=hea&amp;ie=UTF-8&amp;ion=1#hl=en&amp;cp=20&amp;gs_id=2c&amp;xhr=t&amp;q=follia+%C3%A8+fare+sempre+la+stessa+cosa&amp;pq=pazzia+%C3%A8+fare+la+stessa+cosa&amp;pf=p&amp;sclient=psy-ab&amp;site=webhp&amp;source=hp&amp;pbx=1&amp;oq=follia+%C3%A8+fare+sempre&amp;aq=0L&amp;aqi=g-L1g-vL2&amp;aql=&amp;gs_sm=&amp;gs_upl=&amp;bav=on.2,or.r_gc.r_pw.r_cp.,cf.osb&amp;fp=45b2d8cdbabb18d&amp;ion=1&amp;biw=1156&amp;bih=829" target="_blank">Follia è fare sempre la stessa cosa</a> aspettandosi risultati diversi (Albert Einstein)</p></blockquote>
<p>Questa massima di Einstein mi è particolarmente cara e sta alla base del metodo scientifico che mi fu insegnato quando frequentavo il liceo. La mia insegnante di Chimica non mancava di  ricordarcelo alla prima buona occasione.</p>
<p>Le &#8220;Metriche della Vanità&#8221; che ho visto applicare da molte imprese nel corso del 2011 mi sono parse come un sintomo di quella stessa follia citata da Albert Einstein.<br />
Citerei nomi e porterei esempi pratici, se solo potessi ancora sperare che  questo servisse a qualcosa.<br />
Ma non servirebbe, perchè la maggior parte delle Aziende preferisce guardare di spalle il mondo che cambia, da uno specchio che riflette prima di tutto l&#8217;immagine di quello che erano.</p>
<p>Una visione apocalittica di un 2012 e 2013 di difficoltà e recessione, ecco cosa mi ha lasciato il 2011. Quest&#8217;anno non ho speranze particolari, voglio essere realistico e smettere di illudermi che un paese ormai vecchio e polveroso come il nostro possa risollevarsi come d&#8217;incanto.<br />
E vero che la speranza è l&#8217;ultima a morire, e la mia è morta con l&#8217;ultima finanziaria fatta al pallottoliere. Un fagiolino qui, uno lì, mettiamoli tutti in banca e lasciamo che cali lo spread.<br />
Ma nessuno li pianta quei fagiolini.</p>
<h2>L&#8217;anno che verrà</h2>
<p>Chi sopravviverà al 2012?<br />
Ecco la domanda del secolo. Ma non è una domanda difficile. Si tratta di scelte in un certo senso Darwiniane: <strong>sopravvive chi ha la maggior capacità di adattamento (e non il piu&#8217; forte)</strong>.<br />
Capite ora cosa voleva dire Einstein? Capite perchè i mastodontici dinosauri si sono estinti? Capite perchè occorre abbandonare lo specchio e le metriche della vanità?</p>
<h2>Le scelte che faremo</h2>
<p>Concludo questo post con un elenco facile da capire anche per un bambino.<br />
La prima parola indica la scelta sbagliata, la seconda quella giusta.</p>
<ul>
<li>IERI v.s. DOMANI</li>
<li>LENTEZZA v.s. AGILITA&#8217;</li>
<li>STATICITA&#8217; v.s. DETERMINAZIONE</li>
<li>IMPULSIVITA&#8217; v.s. RIFLESSIONE</li>
<li>IMMAGINE AZIENDALE v.s. REPUTAZIONE</li>
<li>MONOLOGO v.s. DIALOGO</li>
<li>ABITUDINE v.s. RISCHIO</li>
<li>ASPETTARE v.s. FARE</li>
<li>CHIUSURA v.s. ASCOLTO</li>
<li>SICUREZZA v.s. ESPLORAZIONE</li>
<li>AFFARI v.s ETICA DEGLI AFFARI</li>
<li>GREENWASH v.s. SOSTENIBILITA&#8217;</li>
<li>OFFLINE v.s CONNESSO</li>
<li>BREVETTO v.s. OPENSOURCE</li>
<li>CHIUSURA v.s. CONDIVISIONE</li>
<li>KIT v.s. DIY</li>
</ul>
<div>Non è difficile, giusto?</div>
<p>&nbsp;<br />
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		<title>Ma quanta paura ti fa l&#8217;innovazione?</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 09:02:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Innovazione è un’attività di pensiero che, elevando il livello di conoscenza attuale, perfeziona un processo migliorando quindi il tenore di vita dell&#8217;uomo. Innovazione è cambiamento che genera progresso umano; porta con sé valori e risultati positivi, mai negativi. Il cambiamento che porta peggioramento delle condizioni non è innovazione: è regresso. [wikipedia: innovazione] Per me (liberi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-678" title="cat" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/04/cat.jpg" alt="" width="587" height="426" /></p>
<blockquote><p><strong>Innovazione</strong> è un’attività di pensiero che, elevando il livello di conoscenza attuale, perfeziona un processo migliorando quindi il tenore di vita dell&#8217;uomo. Innovazione è cambiamento che genera progresso umano; porta con sé valori e risultati positivi, mai negativi. Il cambiamento che porta peggioramento delle condizioni non è innovazione: è regresso. [<a title="innovazione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Innovazione" target="_blank">wikipedia: innovazione</a>]</p></blockquote>
<p>Per me (liberi di condividere o meno) <strong>Innovazione </strong>significa fare qualcosa che<strong> migliori il quotidiano</strong>, <strong>meglio degli altri</strong>.<br />
Quando metti <strong>passione </strong>e <strong>sentimento </strong>in ciò che fai, allora è facile che prima o poi tu faccia qualcosa di realmente innovativo.</p>
<p>Non si innova negli orari di ufficio &#8220;indossando la giacca e la cravatta&#8221;. E&#8217; molto piu&#8217; facile farlo di notte o al mattino prestissimo in &#8220;jeans e maglietta&#8221;. Non si innova seguendo procedure scritte e prassi consolidate, lo si fa uscendo dagli schemi e rompendo la routine. Per questo motivo <strong>gli innovatori non sono simpatici a nessuno, perchè rompono</strong>.</p>
<p>Innovazione e cambiamento vanno di pari passo. E allora, <strong>quanta paura ti fa l&#8217;innovazione?</strong><br />
Ti sei mai trovato faccia a faccia con una vera innovazione? Che cosa hai fatto? Ti sei fermato a riflettere o ti sei riparato dietro ad un alibi qualunque?<br />
O semplicemente non l&#8217;hai riconosciuta come tale.</p>
<p>Internet è stata una grande innovazione. Google ha innovato Internet. Il Web 2.0 ha cambiato nuovamente le carte in tavola portando nuova innovazione. iPhone e iPad stanno cambiando il nostro modo di utilizzare i contenuti forniti da Internet perchè &#8220;c&#8217;è un&#8217;App per questo&#8221;.</p>
<h2>Ora immagina</h2>
<p>Immagina e <strong>pensa a ciò che sei sul web</strong>. Quanti link ti descrivono, quanti portano a te e alla tua azienda, quanti al tuo lavoro. <strong>Questi link sono la tua essenza</strong> e l&#8217;essenza del tuo brand.</p>
<p>Immagina di poter prendere <strong>tutti i tuoi link, tutto ciò che sei sul web</strong> (sito web, e-commerce, twitter, friendfeed, facebook, linkedin, skype, slideshare, youtube, flickr, ecc..) e di poterli <strong>riassumere in un unico brevissimo insieme di numeri</strong>, un codice univoco di 10 cifre. <strong>Questo è il tuo avatar</strong>.</p>
<p>Immagina di poter associare delle etichette (TAG) a questo avatar per <strong>definire una <a title="wikipedia: Tassonomia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tassonomia" target="_blank">tassonomia</a> </strong>(il link porta alla definizione di tassonomia) <strong>che aiuti gli altri a capire chi sei in tre parole chiave</strong>.</p>
<p>Immagina di poter <strong>liberare il tuo avatar sul web</strong>, di lasciarlo libero di vagare per la rete assieme a tutto ciò che ti rappresenta. Un salto su twitter, una capatina su facebook ed una visita al profilo di qualche cliente interessato su linkedin.</p>
<p>Ed ora immagina di <strong>poter toccare il tuo avatar</strong>, di porterlo far uscire dal mondo digitale e dargli vita, in modo che altri possano <strong>vederlo e farselo amico</strong>. Sì, immagina di poter condividere tutto cio che sei sul web con chi incontri per strada, in modo semplice come una stretta di mano.</p>
<p>Riesci a vedere tutto questo?</p>
<h2>Io l&#8217;ho fatto, ho immaginato</h2>
<p>Quasi due anni fa ho immaginato questo. Ho immaginato la possibilità di <strong>realizzare un &#8220;avatar analogico&#8221; della nostra essenza digitale</strong>.<br />
L&#8217; ho immaginato ed ora ve lo presento, perchè <strong>il solo immaginare non significa innovare, ma sognare</strong>.</p>
<h2>Ora prova qualcosa di nuovo</h2>
<p>Se hai paura delle novità, le osservi con scetticismo o non hai alcuna voglia di sperimentare di persona, allora fermati qui.</p>
<p>Se invece hai un telefono cellulare a portata di mano e sei curioso di provare qualcosa di nuovo, allora preparati.<br />
Non temere, non dovrai inviare alcun SMS e neppure spendere un centesimo.</p>
<p><strong>Fai uno squillo a questo numero 0123917000</strong>. Non otterrai alcuna risposta, ma solo il segnale di chiamata rifiutata (per questo motivo non hai costi).<br />
Assicurati che il numero di telefono non sia nascosto, altrimenti &#8220;l&#8217;avatar&#8221; non potrà risponderti.</p>
<p>Attendi qualche secondo (a volte il traffico GSM può ritardare la risposta anche di qualche minuto) e riceverai la risposta dall&#8217;avatar che hai  &#8221;bookmarkato&#8221;.</p>
<p>L&#8217;SMS che ricevi contiene le istruzioni per collegarti la prima volta al server. Il nome utente utilizzato corrisponde al tuo numero di cellulare e la password è stata creata con un algoritmo casuale.</p>
<p><strong>Collegati al sito</strong>, attendi il caricamento dell&#8217;applicazione (la prima volta può richiedere fino ad un minuto di tempo) ed inserisci le tue credenziali. Una volta entrato puoi completare il tuo profilo.</p>
<p><strong>Ora prova con il mio avatar personale</strong> e fai uno squillo allo <strong>0123917070</strong>. Il mio avatar (0123917070) ti risponderà con alcuni dei miei dati personali (puoi usarli per contattarmi).</p>
<h2>Ora Immagina come potresti utilizzare tutto questo per il tuo brand o per te stesso.</h2>
<ul>
<li>Metti il tuo avatar sul biglietto da visita. Il biglietto non lasciarlo al cliente, ma fagli fare lo squillo.</li>
<li>Metti il tuo avatar nella firma della posta elettronica</li>
<li>Assegna un avatar ad ogni prodotto, saprai quanti clienti sono interessati in tempo reale</li>
<li>Crea un avatar che rapprensenti al meglio la tua azienda e distribuiscilo ovunque (vetrine, cataloghi, pubblicità, brochure, GDO, centri commerciali, ecc..)</li>
<li>Non farti mai piu&#8217; trovare in fiera senza un avatar</li>
<li>Prepara un avatar per i tuoi convegni ed offri a chi ti ascolta un modo immediato per &#8220;seguirti&#8221; (follow me &#8211; non piu&#8217; solo su twitter)</li>
</ul>
<p>Il tuo avatar ti tiene aggiornato in tempo reale su quanti ti stanno seguendo e gradisce moltissimo partecipare al buzz sui principali social media.</p>
<h2>Ti piace l&#8217;idea?</h2>
<p>Allora puoi partire anche subito. Se hai bookmarkato il mio avatar (0123917070) saprai anche come contattarmi.<br />
Se sei entusiasta dell&#8217;idea e ci credi veramente, allora puoi entrare a far parte dell&#8217;&#8221;<a title="Enjoy Program" href="http://www.quick-pin.com/enjoy-program/" target="_blank">Enjoy Program</a>&#8221; che ti regala un avatar per tutto il tempo che vuoi.<br />
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		<title>Il ROI nei Social Media? Una stronzata galattica!</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Oct 2010 18:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Andrea Boaretto ci illumina sul ROI dei social media. Devo dire che non ha tutti i torti. Piuttosto che di ROI dovremmo parlare di &#8220;giuste prestazioni&#8221;  in relazione ad un obbiettivo specifico di marketing e definire  se e come i social media possono aiutarci a raggiungerlo. Lucia Barzanò (http://www.quellicheilvino.it/) afferma di vendere il 20% in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="440" height="390" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/MvmtJ822QQ0&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="440" height="390" src="http://www.youtube.com/v/MvmtJ822QQ0&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Andrea Boaretto ci illumina sul <strong>ROI</strong> dei <strong>social media</strong>.</p>
<p>Devo dire che non ha tutti i torti. Piuttosto che di ROI dovremmo parlare di &#8220;giuste prestazioni&#8221;  in relazione ad un obbiettivo specifico di marketing e definire  se e come i social media possono aiutarci a raggiungerlo.</p>
<p>Lucia Barzanò (<a href="http://www.quellicheilvino.it/">http://www.quellicheilvino.it/</a>) afferma di vendere il 20% in piu&#8217; grazie all&#8217;utilizzo dei socialmedia.<br />
Provate anche voi a <a href="http://twitter.com/#!/uccib" target="_blank">seguirla su Twitter</a>.<br />
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		<title>Possiamo utilizzare i social media anche per la formazione?</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/09/possiamo-utilizzare-i-social-media-anche-per-la-formazione/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 07:12:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Twitter, Facebook &#38; Co. possono essere utilizzati anche per fare formazione? Credo proprio di sì. Twitter, per esempio, è un ottimo strumento per l&#8217;invio di news e tips seguiti da link di approfondimento. Creare un canale tematico (es: javafx, flexbuilder, java, faidate,  ecc..) e molto semplice, ed altrettanto semplice è porre domande al canale, così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Questionario" href="https://spreadsheets.google.com/viewform?hl=it&amp;formkey=dE5tY2poU25OZ2J0WGd0Y3VaZldwT2c6MA#gid=0" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-556" title="twitter-elearning" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/09/twitter-elearning-300x206.png" alt="twitter-elearning" width="300" height="206" /></a></p>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/09/twitter-elearning.png"></a>Twitter, Facebook &amp; Co. <strong>possono essere utilizzati anche per fare formazione?</strong><br />
Credo proprio di sì. <strong>Twitter</strong>, per esempio, è un ottimo strumento per l&#8217;invio di news e tips seguiti da link di approfondimento. Creare un canale tematico (es: javafx, flexbuilder, java, faidate,  ecc..) e molto semplice, ed altrettanto semplice è porre domande al canale, così come fornire spunti o suggerimenti.</p>
<p>Se avete organizzato (o partecipato a) corsi di formazione, saprete quanto spesso le domande ed i dubbi sorgano dopo la sessione in aula. Ecco, Twitter potrebbe essere un ottimo strumento post-corso per aiutare/aiutarvi a consolidare le nozioni apprese o a far luce su dubbi e curiosità. <strong>Twitter vi aiuta a distribuire approfondimenti</strong>.</p>
<p>Potreste utilizzare Twitter anche come <strong>strumento informale di verifica</strong> aprendo un canale di discussione sugli argomenti trattati. Analizzando le conversazioni, potrete rendervi conto del livello di preparazione dei vostri studenti.</p>
<p><strong>Gli hashtag aiutano a definire gli argomenti</strong>, che nel tempo possono essere arricchiti con ulteriori contenuti ed <strong>aggiornamenti. </strong></p>
<p>Altro punto di rilievo è la possibilità di creare Comunità. Chi partecipa ad un corso entra a far parte di una <strong>Comunità di Pratica</strong> che in genere si disperde al termine del corso, disperdendo così anche una parte del valore aggiunto. Quanto piu&#8217; efficace potrebbe risultare la formazione se i partecipanti potessero continuare nel tempo a <strong>condividere </strong>conoscenze ed esperienze?</p>
<p>Perchè un corso di formazione deve essere visto per forza come una strada a senso unico? Non potrebbero gli studenti di oggi divenire i maestri di domani? Inoltre, condividere i propri punti di vista e le proprie esperienze fornisce un apporto fondamentale alla <strong>diversificazione</strong> dei contenuti, <strong>un&#8217;apertura </strong>indispensabile per fare in modo che i contenuti &#8220;proprietari&#8221; del corso possano essere arricchiti da altri di differente provenienza.</p>
<p>Anche i gruppi di <strong>Facebook </strong>o <strong>Linkedin </strong>possono essere utilizzati per <strong>sessioni formative sia in ambito aziendale che esterno all&#8217;azienda</strong>. D&#8217;altro canto i Forum esistono da anni e sono sempre stati un ottimo strumento formativo e di discussione per numerosissime comunità di pratica.<br />
Tuttavia gli strumenti che ci vengono offerti dalle nuovissime piattaforme sociali sono di gran lunga piu&#8217; raffinati e potenti del classico forum. Video, immagini, e contenuti editabili dagli utenti (es: wiki) rendono la partecipazione alla sessione formativa un&#8217;esperienza molto piu&#8217; coinvolgente ed incisiva.</p>
<p>Anche i media rivestono un ruolo importante nelle sessioni formative. Internet, ma anche Smartphone e WebTV, estendono moltissimo la portata, la durata e la fruibilità di qualunque corso di formazione.</p>
<p>Concludo segnalandovi un&#8217;importante iniziativa avviata da Stefano Besana, il &#8220;<a title="Compila il questionario" href="https://spreadsheets.google.com/viewform?hl=it&amp;formkey=dE5tY2poU25OZ2J0WGd0Y3VaZldwT2c6MA#gid=0" target="_blank">Questionario Social-Network Learnig</a>&#8221; al quale vi invito a partecipare.<br />
E&#8217; un po&#8217; lungo, lo so, ma cercate di fare uno sforzo. Il web 2.0 è anche questo.<br />
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</ul>
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		<item>
		<title>Twitter e Facebook? Sì, ma solo se in buona compagnia&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 06:57:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non mi sto riferendo a &#8220;Followers&#8221; o &#8220;Fans&#8221;. E&#8217; innegabile che Facebook, Twitter e compagnia stiano sviluppando un&#8217;attrattiva quasi irresistibile per molte Aziende. Sono gratis, facili da implementare, personalizzabili e soprattutto godono di un&#8217;enorme visibilità. Perchè non farlo? Vien quasi da chiedersi perchè continuare ad investire sul proprio sito o sul proprio (pesante) blog. Sì, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Facebook_by_UncleWoodstock.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-539" title="Facebook_by_UncleWoodstock" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Facebook_by_UncleWoodstock-300x300.jpg" alt="Facebook_by_UncleWoodstock" width="300" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Facebook_by_UncleWoodstock.jpg"></a>Non mi sto riferendo a &#8220;Followers&#8221; o &#8220;Fans&#8221;.<br />
E&#8217; innegabile che <strong>Facebook</strong>, <strong>Twitter </strong>e compagnia stiano sviluppando un&#8217;attrattiva quasi irresistibile per molte Aziende. Sono <strong>gratis</strong>, <strong>facili </strong>da implementare, <strong>personalizzabili </strong>e soprattutto godono di un&#8217;enorme <strong>visibilità</strong>. Perchè non farlo? Vien quasi da chiedersi <strong>perchè continuare ad investire sul proprio sito</strong> o sul proprio (pesante) blog. Sì, perchè <strong>manutenere un sito o un blog costa</strong>. Costa fatica, costa denaro, costa fantasia, costa impegno, costa personale, costa consulenza, ecc&#8230;</p>
<p>Ma c&#8217;è il rovescio della medaglia. I Social Media, i Social Network e le Connect Tech piu&#8217; in generale hanno cambiato radicalmente la realtà comunicativa del nostro secolo. Oggi viviamo in una realtà in cui le informazioni &#8220;fluttuano&#8221; in internet miscelandosi tra loro come in una sorta di <strong><a title="Social Network, la realtà colloidale" href="http://paolodonati.blogspot.com/2009/10/social-network-la-realta-colloidale.html" target="_blank">colloide</a></strong>. <em>Le informazioni </em>(di qualunque natura) <em>si trovano in uno stato finemente disperso, tra la soluzione omogenea e la dispersione eterogenea</em>.</p>
<p>I nostri tweet sono gocce nell&#8217;immenso mare del microblogging, i nostri fan non dedicano le loro attenzioni solo alla nostra pagina, e neppure i nostri readers vivono in trepida attesa di una nostra news o della pubblicazione di un nuovo video.</p>
<p>Se da un lato è vero che <strong>le piattaforme sociali godono di un pubblico<strong>(?)</strong> immenso</strong>, dall&#8217;altro è comunque vero che ogni informazioni si disperde immediatamente in una moltitudine caotica di  flussi informativi.</p>
<p><a title="Social Media Map" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/08/come-posso-utilizzare-i-social-media-per-il-mio-business/" target="_blank">Ogni strumento ha il suo giusto scopo</a>, non dimenticatelo. Una buona strategia comunicativa non può prescindere da questi presupposti. Il sito web ed il blog hanno la funzione di raccogliere i contenuti, organizzarli, conservarli e renderli persistenti (molto piu&#8217; di un tweet). Altre piattaforme, invece, servono molto meglio scopi divulgativi nel breve periodo o favoriscono in modo naturale la partecipazione dei nostri &#8220;followers&#8221; (cliccare su &#8216;mi piace&#8217; è molto piu&#8217; semplice che commentare un articolo).</p>
<p>In ultima analisi, <strong>è il mix di tutte le nostre attività che determina il successo</strong> o meno dei nostri sforzi comunicativi. Focalizzarsi su un unico strumento può voler dire essere destinati al fallimento.<br />
Cosa sarebbe la vostra pagina Facebook se non fosse &#8220;nutrita&#8221; dai contenuti del vostro blog, o dai video della vostro canale YouTube?</p>
<p>Perciò fate molta attenzione a non cadere in facili tentazioni. La strada che sembra piu&#8217; agevole è anche quella piu&#8217; ingannevole. Il Web 2.0 non è fatto da spettatori passivi pronti ad accogliere ogni vostra iniziativa.<a title="L'illusione di controllare la propria comunicazione" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/09/lillusione-di-controllare-la-propria-comunicazione-nellera-dei-social-media/" target="_blank"> Il Web 2.0 è molto diverso da ciò a cui molte Aziende erano abituate</a>.</p>
<p>Vedi anche:</p>
<p><a title="Dal web 1.0 al web 2.0" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/06/limportanza-di-saper-ascoltare-nellera-del-web-2-0/" target="_blank">L&#8217;importanza di saper ascoltare all&#8217;epoca del Web 2.0</a><br />
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</ul>
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		<title>TwitterFeed: Come collegare il vostro blog a Twitter e Facebook</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 13:28:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se avete un blog ed un account Facebook o Twitter, allora avrete già fatto diversi tentativi di collegamento. Se l&#8217;idea è quella di pubblicare ogni post anche su altri account, allora dovete provare  TwitterFeed. TwitterFeed è quello che fa per voi. Dispone di innumerevoli opzioni e consente di collegare qualunque Feed RSS (quindi non solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://twitterfeed.com"><img class="alignnone size-full wp-image-491" title="Twitter Feed" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/twitter_feed.png" alt="twitter_feed" width="241" height="209" /></a></p>
<p>Se avete un blog ed un account Facebook o Twitter, allora avrete già fatto diversi tentativi di collegamento.<br />
Se l&#8217;idea è quella di pubblicare ogni post anche su altri account, allora dovete provare  <a title="TwitterFeed" href="http://twitterfeed.com" target="_blank">TwitterFeed</a>.</p>
<p><a title="TwitterFeed" href="http://twitterfeed.com" target="_blank">TwitterFeed </a>è quello che fa per voi.<br />
Dispone di innumerevoli opzioni e consente di collegare qualunque Feed RSS (quindi non solo quello del vostro blog, ma anche quello di FriendFeed o altro) a Twitter, Facebook, Ping.fm, Laconica, Hellotxt.</p>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/twitter_feed_setting.png"><img class="alignnone size-full wp-image-492" title="twitter_feed_setting" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/twitter_feed_setting.png" alt="twitter_feed_setting" width="592" height="550" /></a></p>
<p>Ha pochi fronzoli e fa esattamente quello che promette.<br />
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		<title>Enterprise 2.0: a scuola di web 2.0 per ri-abituarsi a scrivere</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 08:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La ricerca della professoressa di retorica  Andrea Lunsford, recentemente segnalata in un articolo comparso sull'ultimo numero di Wired ("i letterati di Twitter" di Clive Thompson), mi ha stimolato a riflettere nuovamente sulle cause che rendono la comunicazione e la condivisione delle informazioni tanto difficile all'interno di molte strutture aziendali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/mail_old.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-391" title="mail_old" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/mail_old-300x221.jpg" alt="mail_old" width="300" height="221" /></a> La ricerca della professoressa di retorica  <a title="Andrea Lunsford" href="http://www.stanford.edu/~lunsfor1/" target="_blank">Andrea Lunsford</a>, recentemente segnalata in un articolo comparso sull&#8217;ultimo numero di Wired (<a title="I Lettarati di Twitter - WIRED" href="http://www.wired.it/magazine/archivio/2009/09/password/clive-thompson-i-letterati-di-twitter.aspx" target="_blank">&#8220;i letterati di Twitter</a>&#8221; di Clive Thompson), mi ha stimolato a riflettere nuovamente sulle cause che rendono la comunicazione e la condivisione delle informazioni tanto difficile all&#8217;interno di molte strutture aziendali.</p>
<p>Tra le varie cause di ordine culturale e strutturale, c&#8217;è anche il fatto che molti impiegati (e anche qualche manager) hanno perso l&#8217;abitudine di scrivere. Per molti, l&#8217;ultima volta in cui è stato prodotto un testo scritto risale ai trascorsi scolastici e non si tratta certo di scritti con particolari finalità comunicative (semmai finalizzate a prendere un bel voto).</p>
<p>Ma scrivere per il giudizio del professore o del proprio capo ufficio, non è come scrivere per comunicare, per discutere, per convincere, organizzare o condividere informazioni. La &#8220;prosa&#8221; aziendale (così come quella accademica) è ben diversa da quella che scopriamo leggendo gli articoli in un blog, i micro-aggiornamenti di twitter o i messaggi liofilizzati di un SMS.</p>
<p>La grande differenza sta negli <strong>obiettivi</strong>.<br />
Quando si scrive una relazione per il capo lo scopo <strong>non </strong>è quello di <strong>comunicare </strong>(nel senso sociale del termine) o discutere qualche concetto, ma di riportare su carta quanto già detto e discusso in precedenza. Non abbiamo la pretesa o il desiderio che quel documento arricchisca in alcun modo o stimoli una qualunque conversazione. A voi è mai capitato di leggere i verbali di un&#8217;assemblea o il resoconto di una riunione trovandovi i punti di vista o l&#8217;opinione dell&#8217;autore?</p>
<p>La scrittura &#8220;<strong>sociale</strong>&#8221; è ben altra cosa. Quando scriviamo per gli altri, per fornire una qualche spiegazione, per discutere un concetto, per condividere emozioni o per organizzare un evento di gruppo, dobbiamo essere in grado di variare il tono e la forma del nostro esposto in funzione di chi abbiamo di fronte ed allo <strong>scopo di essere ben compresi</strong>. Non conta tanto il numero di informazioni espresse, quanto il modo e la chiarezza con cui le esprimiamo. In questo senso, ci si aspetta un feedback da parte dell&#8217;interlocutore che ci informi sul fatto che ciò che abbiamo detto sia stato compreso.</p>
<h2>A scuola dai Social Media per imparare a condividere e comunicare.</h2>
<p>Il punto è che molte organizzazioni si strutturano a &#8220;silos&#8221; compartimentali non per scelta razionale, ma per una sorta di automatismo indotto dal fatto che molti individui hanno &#8220;perso&#8221; l&#8217;abitudine di comunicare e produrre informazioni per gli altri.<br />
L&#8217;utilizzo dei Social Media all&#8217;interno delle imprese può diventare un validissimo strumento per l&#8217;accrescimento culturale del personale interno, ri-abituando le persone (o istruendole) a comunicare.<br />
Il <strong>blog </strong>interno, l&#8217;utilizzo di <strong>Twitter </strong>o <strong>Yammer</strong>, la <strong>chat </strong>aziendale, possono essere non solo degli eccezionali media per le informazioni aziendali, ma anche delle vere e proprie &#8220;<strong><em>palestre di comunicazione&#8221;</em></strong>.<br />
Perchè, come già detto ormai in tutte le salse, <strong>il successo non è dovuto agli strumenti, ma alle persone</strong>.</p>
<p>Non credete anche voi che l&#8217;utilizzo dei Social Media all&#8217;interno delle imprese possa produrre molti cambiamenti positivi?<br />
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		<title>Twitter: che faccio, mi compro dei Followers? Ma sì, facciamo un 100.000! Quant&#8217;è?</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 09:35:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Conviene investire sulla qualità o sulla quantità dei propri contatti? I Social Media promettono risultati di eccellenza, ma pochi ancora possono dire di conoscerne i meccanismi piu' profondi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/usocial.png"><img class="alignleft size-full wp-image-313" title="usocial" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/usocial.png" alt="usocial" width="244" height="214" /></a></p>
<p>Forse non tutti sanno dell&#8217;esistenza di società che vendono &#8220;Amici&#8221; o &#8220;Fans&#8221; per Facebook e &#8220;Followers&#8221; per Twitter.<br />
Tra queste spicca <strong>Usocial (http://usocial.net)</strong>, che a prezzi stracciati vi offre 100.000 followers per Twitter (solo 3.479 $) o 5.000 Amici per Facebook (654,30 $).</p>
<p>Ma prima di gettarvi nello shopping sfrenato di nuovi &#8220;amici&#8221; vi consiglio di riflettere su alcuni punti:</p>
<p>1. <strong><em>I Social Media sono per le persone e non per i brand</em></strong>. Se state pensando che è piu&#8217; conveniente <strong>comprarsi </strong>100.000 &#8220;Followers&#8221; piuttosto che <strong>guadagnarsene </strong>qualche decina, allora state pensando da brand. Male, molto male. I Social Media stanno cambiando il marketing ed il modo in cui il marketing deve rivolgersi ai propri ascoltatori. Non dovete &#8220;urlare ai quattro venti&#8221; le vostre proposte, ma &#8220;sussurrarle all&#8217;orecchio di chi vi segue con interesse&#8221;.</p>
<p><strong>2. <em>Quantità o Qualità dei Contatti?</em></strong> Questo è il dilemma di oggi, dell&#8217;era del 2.0. A che servono 100.000 contatti se solo lo 0.0001% interagiscono col vostro brand? L&#8217;impegno a <strong>coinvolgere </strong>ed <strong>appassionare </strong>le persone affinchè <strong>contribuiscano </strong>al successo del brand, è il fondamento ed pilastro portante del Social Media Marketing stesso. Pensate, a chi parlerete? Chi raggiungerete? Si tratta di persone interessate ai vostri prodotti o a ciò che avete da dire? State forse pensando che riuscirete a convertire qualcuno in veri appassionati? Buona fortuna, allora.</p>
<p><strong>3. <em>Avete già una piccola community di autentici appassionati?</em></strong> Allora potete cominciare a parlare di quella community coniugando tutti i verbi al passato. Mettetela pure nel cassetto dei ricordi, perchè ne diluirete il valore con l&#8217;arrivo improvviso di numerosi emeriti sconosciuti.</p>
<p><strong>4.<em> I nuovi arrivi appena comprati, resteranno?</em></strong> Siete veramente sicuri  che quello che avete da dire sia realmente utile ai vostri interlocutori? Sì? Allora perchè comprare Fans o Followers?</p>
<p>In definitiva, prima di avventurarvi verificate l&#8217;esperienza della vostra guida, controllate bene l&#8217;equipaggiamento in dotazione, accertatevi della presenza di tutti gli strumenti necessari e del loro corretto funzionamento.<br />
Se i conti tornano, buttatevi. Usocial promette di risolvere in poco tempo e a costi molto bassi un problema molto sentito nel mondo del Social Media Marketing: la creazione della community.<br />
Nulla di nuovo da un punto di vista concettuale, chi di voi non ha mai acquistato una banca dati di possibili clienti? (e che ritorni avete avuto?)<br />
C&#8217;è da chedersi, tuttavia, quanto sia efficace ed affilato quest&#8217; ultimo strumento che procura &#8220;amici mercenari&#8221;.</p>
<p>Secondo voi conviene investire sulla qualità o sulla quantità dei vostri contatti?<br />
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