Ecco come la vedo io. Queste sono le cose che bisogna sapere prima di avventurarsi in una qualunque attività sui media sociali. 1. Differenziate le strategie sociali del vostro profilo da quelle delle vostre pagine istituzionali. In poche parole su Facebook, Twitter, Google Plus, ecc.. dovrete promuove contenuti leggermente differenti[...]
Il Cambiamento fa paura. Aprirsi al mondo “Social” del Web 2.0 può sembrare facile. Probabilmente deve essere proprio così, molte Aziende devono aver pensato che sia sempliccisimo, come aprire una pagina Facebook. Ed ecco che ai milioni di contenuti insulsi ed inutili se ne aggiungono altri. Nulla di male, intendiamoci,[...]
Innovazione è un’attività di pensiero che, elevando il livello di conoscenza attuale, perfeziona un processo migliorando quindi il tenore di vita dell’uomo. Innovazione è cambiamento che genera progresso umano; porta con sé valori e risultati positivi, mai negativi. Il cambiamento che porta peggioramento delle condizioni non è innovazione: è regresso.[...]
E’ da qualche tempo che trascuro Smartfeeling per altre attività. Per farmi perdonare vi presento molto brevemente un reale caso di successo (che mi coinvolge direttamente) in cui il lavoro della community ha portato e sta portando moltissimo all’Azienda. Si tratta del contest indetto da Fontanot su Zooppa. Il contest[...]
Di Social Media, nel corso del 2010, si è discusso molto. Ma cosa si è detto? Quali sono stati gli argomenti maggiormente trattati? Ho raccolto in questa lista la top-ten delle questioni affrontate nel corso del 2010 sui Social Media secondo Socialmediaexaminer.com. Come misuro il ROI dei Social Media? Quali[...]
Da Campbell (quella della zuppa di pomodoro ritratta da Andy Warhol) ecco una ricetta molto saporita ed invitante per gli uomini del marketing: UN MILIONE DI UTENTI IN AGRODOLCE.
Ricetta: un pizzico di netnografia, una spuzzata di simpatia, abbondate con la partecipazione, tecnologia quanto basta. Lasciate a cuocere a fuoco vivo per 5 minuti. Da gustare hot.
Andrea Boaretto ci illumina sul ROI dei social media. Devo dire che non ha tutti i torti. Piuttosto che di ROI dovremmo parlare di “giuste prestazioni” in relazione ad un obbiettivo specifico di marketing e definire se e come i social media possono aiutarci a raggiungerlo. Lucia Barzanò (http://www.quellicheilvino.it/) afferma[...]
Non illudetevi, non si tratta del nostro “Bel Paese”. Il Dipartimento di Stato Americano sta lanciando un Social Network interno (Statebook) per consentire agli impiegati di condividere meglio le informazioni e favorire la collaborazione. La piattaforma non assomiglierà tanto a Facebook, quanto al ben piu’ professionale LinkedIn. La speranza di[...]
Una bella presentazione tenutasi alla conferenza Better Software. Mauro Manetti introduce con parole semplici i reali vantaggi dell’utilizzo di soluzioni Enterprise 2.0 in azienda e dell’implementazione mediante strumenti Open Source. Molto interessante il cambiamento di scenario, da 1.0 a 2.0, che si ottiene nello sviluppo del software quando si passa[...]
Se vi siete pentiti dell’iscrizione a Facebook, se non ne potete piu’ delle centinaia di richieste di amicizia da emeriti sconosciuti, se pensate che i social network stiano diventando un caos di contatti inutili, una perdita di tempo ed una palese violazione della vostra privacy, ecco la soluzione che fa[...]
L’importanza di saper ascoltare all’epoca del Web 2.0 View more Keynote presentations from Gian angelo Geminiani. Domattina presenterò i cambiamenti del Web 2.0 ad un gruppo di studenti che stà seguendo un corso di aggiornamento sulla programmazione a 3 livelli. Per molto tempo sono stato indeciso sul come presentare questi[...]
Esistono tecniche particolari non basate su interventi software (alcune tecniche basate su software sono: sniffing, password cracking, keylogging, exploit, spoofing, fishing, DoS, ecc..) per sottrarci informazioni utili che consentano a qualche malintenzionato di appropriarsi di un nostro account, per esempio su facebook. Queste tecniche rientrano sotto il nome di “Ingegneria[...]
Aryn Karpinski non ha dubbi: gli studenti della Ohio State University che fanno attività su Facebook hanno voti piu’ bassi di chi non si interessa al portale. Il motivo è che Facebook distrae. Per arrivare a questa eccezionale scoperta, che credo cambierà il destino dell’umanità, c’è voluta pure una ricerca[...]
