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	<title>SMARTFEELING BLOG &#187; PMI</title>
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	<description>enterprise 2.0 and social media</description>
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		<title>Ecco perchè molte Aziende non saranno mai 2.0</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 14:37:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[corporate 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Cambiamento fa paura. Aprirsi al mondo &#8220;Social&#8221; del Web 2.0 può sembrare facile. Probabilmente deve essere proprio così, molte Aziende devono aver pensato che sia sempliccisimo, come aprire una pagina Facebook. Ed ecco che ai milioni di contenuti insulsi ed inutili se ne aggiungono altri. Nulla di male, intendiamoci, e poi costa poco, giusto? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><img class="alignleft size-full wp-image-778" title="Smartfeeling: Social media Changes" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/08/change.jpg" alt="" width="320" height="240" />Il Cambiamento fa paura.</h2>
<p>Aprirsi al mondo &#8220;Social&#8221; del Web 2.0 può sembrare facile.<br />
Probabilmente deve essere proprio così, molte Aziende devono aver pensato che sia sempliccisimo, come aprire una pagina Facebook.<br />
Ed ecco che ai milioni di contenuti insulsi ed inutili se ne aggiungono altri.<br />
Nulla di male, intendiamoci, e poi costa poco, giusto?</p>
<p>E così, con una pagina Facebook, un canale Twitter per i piu&#8217; &#8220;avanti&#8221; e magari anche un blog aziendale ci si sente tutti piu&#8217; Social e 2.0.<br />
Ottimo, se ne siete davvero convinti potete anche fermarvi qui e non leggere oltre.</p>
<p>Tuttavia vorrei parlarvi di <strong>Cambiamenti</strong> e non di Facebook.<br />
Sì, perchè <strong>Social Business</strong> non significa essere su Facebook, ma saper aprirsi in modo profondo e definitivo al cambiamento ed alla condivisione.</p>
<h2>Quale cambiamento?</h2>
<p>I cambiamenti devono essere profondi e trasversali a tutta l&#8217;azienda, a partire dal management e dal CEO.<br />
<strong>Essere 2.0 significa cambiare i propri comportamenti.</strong></p>
<ul>
<li> Gli impiegati devono iniziare a pensare e a lavorare in modo diverso</li>
<li>I manager devono accettare e comprendere i &#8220;<em>Social Customers</em>&#8221; (clienti che partecipano attivamente alla reputazione del brand)</li>
<li>Abbattere i &#8220;silos&#8221; dipartimentali e facilitare la collaborazione e la diffusione delle best-practice</li>
<li>Mettere in grado gli impiegati e i gruppi di lavoro di condividere esperienze e conoscenze acquisite sul campo</li>
<li>Investire nella giusta tecnologia e nelle persone in grado di sviluppare questa tecnologia all&#8217;interno dell&#8217;azienda</li>
</ul>
<div>Tutto questo non può essere portato dall&#8217;esterno, ma deve essere guidato dall&#8217;interno ed in particolar modo dal CEO e da tutti i manager e leader aziendali.<br />
<strong>E&#8217; la testa che deve guidare il corpo</strong>, e non viceversa.<br />
Se i leader non credono nel cambiamento e non danno il buon esempio, ci saranno solo piccoli e temporanei cambiamenti all&#8217;interno della struttura aziendale. Basta poco per tornare alla situazione di chiusura precedente e marchiare come inutili tutti gli sforzi fatti in direzione di un cambiamento che appare dispendioso in termini di tempo e risorse.</div>
<h2>Poche chiacchiere, qui serve rimboccarsi le maniche e agire</h2>
<div> A partire dalla figura &#8220;intoccabile&#8221; dell&#8217;Amministratore Delegato, passando per la Direzione Generale, il Marketing e l&#8217;Amministrazione.<br />
<strong>Il corpo cambia solo se cambia la testa.</strong></div>
<div>Cambiare un&#8217;azienda è molto di piu&#8217; che dire semplicemente &#8220;vogliamo essere un&#8217;azienda innovativa e social&#8221; e poi investire qualche soldo per comprare un software per l&#8217;Enterprise 2.0.<strong> Il software non serve a nulla</strong>, siete voi (manager e amministratori) che con il vostro esempio<strong> dovete indicare la strada ai vostri impiegati</strong>, dipendenti e collaboratori.</div>
<div>Se l&#8217;Amm. Del. non conosce Twitter, se Facebook fa venire la nausea al vostro Direttore Generale o se Friendfeed provoca un attacco di orticaria al Direttore Amministrativo, non dovete assolutamente preoccuparvi: basta rimboccarsi le maniche e tornare a scuola.</div>
<h2>Chi ha voglia di tornare a scuola?</h2>
<div>Tornare a scuola non è facile, soprattutto dopo aver raggiunto certi traguardi.<br />
Tuttavia se volete che la vostra azienda cambi nella direzione in cui sta andando il mercato dovete rendervi conto del fatto che <strong>solo voi (manager e amministratori) potete portarla e guidarla in quella direzione</strong>.</div>
<div>Allora tornare a scuola diventa una chiave strategica per il vostro business e conoscere i meccanismi e gli strumenti che regolano il nuovo paradigma sarà la vostra arma piu&#8217; affilata.</div>
<h2>Amministratore, per cambiare la tua azienda ti serve un &#8220;Social Media Coach&#8221;!</h2>
<div>&#8220;Social Media Coach&#8221; è un termine che non esisteva fino a pochi mesi fa.<br />
E&#8217; una figura nuova ed è ciò  di cui le aziende avrebbero bisogno per avviare questo cambiamento.</div>
<div>Si tratta di una figura a cui affidare la responsabilità per:</div>
<div>
<ul>
<li>Formazione del personale interno, dei manager e dei collaboratori esterni sull&#8217;utilizzo dei Social Media</li>
<li>Snellimento delle procedure per la condivisione della conoscenza aziendale</li>
<li>Definire obiettivi</li>
<li>Definire le migliori strategie e tecnologie da utilizzare</li>
<li>Definire i budget (almeno 3 volte all&#8217;anno)</li>
</ul>
<h2>Ecco perchè molte aziende non saranno mai 2.0</h2>
<div>
<ol>
<li>I bassi fatturati provocano panico ed il panico indirizza verso soluzioni per la riduzione dei costi che non facilitano certo l&#8217;investimento in un &#8220;Social Media Coach&#8221;</li>
<li>L&#8217;Amm. Delegato, la Direzione Generale e la gran parte dei manager hanno paura di ciò che non conoscono. I Social Media li terrorizzano</li>
<li>Il mercato è pieno dei soliti &#8220;venditori di fumo&#8221; che con un&#8217;astuta e ben collaudata strategia di dissimulazione contribuiscono a creare confusione (riconoscerli è facile, in genere vendono &#8220;sepolcri imbiancati&#8221; a cui affibiano nomi di moda tipo &#8220;Social Portal 2.0&#8243; o &#8220;Enterprise Cloud Manager 2.0&#8243;)</li>
<li>Siamo tutti convinti che alla fine basti comprare il software, magari quello che costa di piu&#8217; per non sbagliare</li>
<li>Siamo pigri e presuntuosi.</li>
<li>Molti di noi non hanno ancora capito cosa stia succedendo ai mercati. (che si stiano spostando?)</li>
</ol>
<div>Link Utili:</div>
<div>
<ul>
<li><a title="Social Media Coach" href="http://www.google.it/search?sourceid=chrome&amp;ie=UTF-8&amp;q=social+media+coach">Social Media Coach</a></li>
</ul>
</div>
</div>
</div>
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</ul>
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		<title>Le PMI che usano Internet crescono di piu&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 07:32:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo dice il report di Boston Consulting Group e Google. Internet ha contribuito al PIL per circa il 2% con un totale di 31,5 miliardi di euro ed occupando circa 150.000 addetti. Chi usa internet per il proprio business cresce di piu&#8217; e meglio. Questo dato più che raddoppierà entro il 2015. In uno scenario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-691" title="PMI e Internet" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/04/20-04-2011-09-06-54.png" alt="PMI e Internet" width="539" height="357" /></p>
<p>Lo dice il report di<a title="Fattore Internet" href="http://www.fattoreinternet.it/" target="_blank"> Boston Consulting Group e Google</a>. Internet ha contribuito al PIL per circa il 2% con un totale di 31,5 miliardi di euro ed occupando circa 150.000 addetti.<br />
Chi usa internet per il proprio business cresce di piu&#8217; e meglio.</p>
<blockquote><p>Questo dato più che raddoppierà entro il 2015. In uno scenario  conservativo l&#8217;Internet economy rappresenterà 59 miliardi di euro, pari  al 4,4% del PIL italiano, con un tasso di crescita annuo del 18%</p></blockquote>
<p>Il report, in formato PDF, può essere scaricato direttamente da <a title="Report Fattore iNternet" href="http://www.fattoreinternet.it/pdf/Fattore%20internet-2011.pdf" target="_blank">qui </a>o dal sito &#8220;<a title="Fattore Internet" href="http://www.fattoreinternet.it/" target="_blank">Fattore Internet</a>&#8220;.<br />
Qui invece trovate la <a title="Conferenza di presentazione Fattore Internet" href="http://www.altratv.tv/dirette/fattore_internet.php" target="_blank">conferenza di presentazione</a>.</p>
<p>In ultimo vi consiglio di leggere i Post di Luigi Zarantonello:</p>
<ul>
<li><a title="Internet porta ricchezza anche off-line" href="http://networkedblogs.com/gSb8c" target="_blank">Internet porta ricchezza anche off-line</a></li>
<li><a title="Arrivano sempre piu' strumenti, ma avete già pensato a cosa metterci?" href="http://internetmanagerblog.com/2011/02/22/multicanalita-progettare-i-contenuti-per-i-nuovi-strumenti/" target="_blank">Arrivano sempre piu&#8217; strumenti, ma avete già pensato a cosa metterci?</a></li>
</ul>
<p style="text-align: left;">Ed ecco il video:</p>
<div>
<iframe title="YouTube video player" width="640" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/u8MjS7ectbQ" frameborder="0" allowfullscreen></iframe>
</div>
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</ul>
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		<item>
		<title>Inverni rigidi per i tecno-dinosauri italiani</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 09:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa mattina faceva molto freddo e per strada ci saranno stati quasi 10 cm di neve ghiacciata. Lungo la strada ho trovato un&#8217; Ape Piaggio (di quelle nuove e accessoriate) che percorreva il mio stesso tragitto alla stessa velocità di un anziano pedone che ci guardava sghignazzando. Lo sguardo dell&#8217;anziano pedone era piu&#8217; che eloquente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-632" title="tecnodinosauri" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/12/tecnodinosauri1.png" alt="" width="640" height="400" /></p>
<div>Questa mattina faceva molto freddo e per strada ci saranno stati quasi 10 cm di neve ghiacciata.<br />
Lungo la strada ho trovato un&#8217; Ape Piaggio (di quelle nuove e accessoriate) che percorreva il mio stesso tragitto alla stessa velocità di un anziano pedone che ci guardava sghignazzando. Lo sguardo dell&#8217;anziano pedone era piu&#8217; che eloquente ed esprimeva un misto tra derisione, soddisfazione e solidarietà con l&#8217;autista dell&#8217;Ape Piaggio che era riuscito a rallentare ed imbottigliare auto di ogni tipo e cilindrata.<br />
&#8220;<strong>Chi va piano va sano e va lontano</strong>&#8220;, ha cominciato a sussurrare con tono saccente una vocina  nella mia testa. E poi a cascata &#8220;Chi lascia la vecchia strada per la nuova sa quello che perde ma non sa quello che trova&#8221;, &#8220;Meglio un uovo oggi che una gallina domani&#8221;, &#8220;Chi si accontenta gode&#8221;, ed una serie interminabile di altre perle di saggezza popolare che mi inducevano alla prudenza e a non sorpassare.<br />
In quel momento,  l&#8217;Ape Piaggio pareva aver scelto la strategia migliore. Dopo qualche decina di metri le condizioni della strada sono leggermente migliorate ed io, confidando nelle nuove gomme termiche montate pochi giorni fa, ho dato inizio ad una lunga serie di sorpassi. L&#8217; Ape Piaggio, nonostante la strada fosse migliorata, ha continuato alla stessa velocità e dopo pochi minuti era gia&#8217; dimenticata.</div>
<div>La cosa mi ha fatto riflettere ed ho ripercorso mentalmente due articoli letti di recente:</div>
<div>
<ul>
<li><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2010-12-18/tramonta-occidente-081409.shtml?uuid=AYKppnsC" target="_blank">Tramonta il Sol dell&#8217;Occidente</a></li>
<li><a href="http://www.bitmat.it/articolo.php?aId=0000088387&amp;cId=39&amp;cpId=20&amp;n=%22Se+l'Italia+punta+sull'Ict%22" target="_blank">Se l&#8217;italia punta sull&#8217;ICT</a></li>
</ul>
</div>
<p>Cito solo poche righe tratte da &#8220;Tramonta il Sol dell&#8217;Occidente&#8221;:</p>
<blockquote><p>Peccato, quindi, che buona parte dell&#8217;Occidente paia intenta a nascondersi sotto le coperte.</p></blockquote>
<p>E riporto questi dati piuttosto inquietanti:</p>
<div id="attachment_633" class="wp-caption alignnone" style="width: 588px"><a href="http://www.bitmat.it/articolo.php?aId=0000088387&amp;cId=39&amp;cpId=20&amp;n=%22Se+l'Italia+punta+sull'Ict%22" target="_blank"><img class="size-full wp-image-633" title="Tabella paolazzi" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/12/Tabella-paolazzi.jpg" alt="" width="578" height="489" /></a><p class="wp-caption-text">Tratto dal sito www.bitmat.it</p></div>
<p>L&#8217; Ape Piaggio di questa mattina mi ricorda molto le aziende Occidentali, ed in particolare quelle italiane. I dati di Confindustria sembrano darmi ragione. Purtroppo mi danno ragione anche i dati raccolti di recente all&#8217;ultimo SAIE (vedi: &#8220;<a href="http://www.smartfeeling.org/blog/2010/11/litalia-che-non-conosce-internet/" target="_blank">L&#8217;italia che non conosce internet</a>&#8220;).</p>
<p>Ecco perche&#8217; questa mattina ho voluto rappresentare gli imprenditori italiani con l&#8217;immagine di un tecno-dinosauro impegnato nella lotta alle tecnologie ed all&#8217;innovazione portata dai nuovi media. Perche&#8217; e&#8217; proprio questo l&#8217;atteggiamento di quasi il 90% degli imprenditori nei confronti di internet e dei nuovi media.<br />
Questa interminabile crisi è un&#8217;era glaciale e molti dinosauri sono destinati all&#8217;estinzione o all&#8217;evoluzione.<br />
Cosa sarebbe successo milioni di anni fa se i dinosauri fossero stati in grado di adattare la loro temperatura corporea al cambiamento climatico?</p>
<p>Non trovate anche voi che la metafora del tecno-dinosauro calzi con quello che sono oggi la maggior parte delle nostre imprese?<br />
Dinosauri rivestiti di tecnologie che non conoscono e che non riescono a sfruttare.<br />
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</ul>
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		<title>A tutto WEB 2.0! Ma non per tutti&#8230;.</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/10/a-tutto-web-2-0-ma-non-per-tutti/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 09:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutti 2.0. Affidereste i vostri risparmi al fruttivendolo sotto casa? Ha un buon registratore di cassa e probabilmente è finanziariamente piu&#8217; &#8220;solido&#8221; di molte banche, tuttavia dubito che qualcuno di voi gli affiderebbe i propri risparmi. Allo stesso modo, deleghereste a quel bravissimo pittore che espone tutte le domeniche nella piazza centrale la campagna marketing [...]]]></description>
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<h2 style="font-size: 1.5em;">Tutti 2.0.</h2>
<p><strong>Affidereste i vostri risparmi al fruttivendolo sotto casa?</strong><br />
Ha un buon registratore di cassa e probabilmente è finanziariamente piu&#8217; &#8220;solido&#8221; di molte banche, tuttavia dubito che qualcuno di voi gli affiderebbe i propri risparmi.<br />
Allo stesso modo, deleghereste a quel bravissimo pittore che espone tutte le domeniche nella piazza centrale la campagna marketing per il lancio del vostro ultimo prodotto?<br />
Magari ne verrebbe fuori una campagna eccezionale, ma dubito che lo fareste.</p>
<p><strong>Il WEB 2.0 impazza.</strong> Oggi è tutto 2.0.<br />
Web 2.0, Enterprise 2.0, Marketing 2.0, SEO 2.0, Business 2.0, Trading 2.0, Lending  2.0, Comunicazione 2.0, Strategie 2.0, eccetera 2.0.</p>
<p><strong>Ma siamo proprio sicuri che il contenuto di ciò che ci viene proposto in quelle carinissime e coloratissime confezioni etichettate 2.0 corrisponda realmente alle indicazioni riportate sulla confezione?<br />
E noi, siamo pronti per questi prodotti innovativi? </strong></p>
<p>Da una parte abbiamo la <strong>Crisi</strong>, che non è dovuta ad un&#8217;incertezza temporanea ma al cambiamento profondo di alcuni paradigmi.<br />
Dall&#8217;altra le <strong>Imprese</strong>, che in Italia sono per la maggior parte PMI, che hanno pochi ordini a portafoglio, molte incertezze ma tanta voglia di innovare, di sperimentare e di farcela.<br />
In mezzo ci sono i <strong>Consulenti</strong>, le Società di Consulenza, le Agenzie e le Software House, tutti improvvisamente molto<strong> &#8220;2.0&#8243;</strong>.</p>
<p>Riepilogando: <strong>CRISI -&gt; PMI &lt;- IT/MKT CONSULTING</strong></p>
<p>Miscela esplosiva. Ecco che migliaia di Venditori provenienti dai piu&#8217; disparati settori, dopo un&#8217;infarinatura di &#8220;2.0&#8243; si lanciano famelici sul mercato. Poco importa se i clienti non sanno neppure di cosa si stia parlando (purtroppo non solo i clienti) ed a cosa si vada incontro, l&#8217;importante è fare budget. Agenzie di Consulting che fino a pochi mesi fa proponevano soluzioni di &#8220;Tracciabilità&#8221; oggi propongono &#8220;il Corporate Blog&#8221;, Web Designer che passano dal restyling del sito alla vendita di ambiziosi Social Network Aziendali, Agenzie Marketing che improvvisano &#8220;fanta-mirabolanti&#8221; campagne su Facebook e produttori di sistemi di archiviazione documentale che osano soluzioni &#8220;Enterprise 2.0&#8243; .<br />
<strong>IL CAOS!</strong></p>
<p>E gli Imprenditori? Loro sono un po&#8217; confusi ed il rischio è che perdano un treno importante per il loro futuro.<br />
Io sono il primo ad incitare alla sperimentazione ed all&#8217;introduzione del 2.0, ma va fatto con cognizione di causa e <strong>sotto la <span style="text-decoration: underline;">guida </span>di una mano esperta</strong>, <strong>non sotto la <span style="text-decoration: underline;">spinta </span>di venditori invasati</strong>.</p>
<h2 style="font-size: 1.5em;">La ricetta per smascherare i falsari del 2.0.</h2>
<p>Ma non temete, la ricetta per smascherare i &#8220;fake&#8221; è molto semplice ed è composta da pochi ingredienti ed un unico condimento: <strong>il buon senso</strong>.</p>
<ul>
<li><strong>Valutare le persone</strong>:  Nulla di piu&#8217; facile. Digitate nome e cognome di chi vi si propone su Google. Se nella prima pagina non trovate traccia di un <a title="L'importanza di un profilo su internet" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/10/a-cosa-serve-avere-un-profilo-pubblico-su-internet/" target="_blank">profilo</a> su LinkedIn, di un sito personale, di un blog personale, di una qualche attività su viadeo (o altri network professionali), di un canale friendfeed, della pubblicazione di video su YouTube, di presentazioni su SlideShare, della partecipazione a gruppi di discussione o forum, allora potete avere la certezza che chi vi stà di fronte non ha idea di ciò di cui vi stà parlando. <strong>Il Web 2.0 non si racconta, si fa</strong>.</li>
<li><strong>Valutare le agenzie e le società di consulenza</strong>: Vedi sopra. Sotto con Google, ma questa volta cercate anche un account su Twitter, una pagina su Facebook e valutate la bontà delle attività comunicative fatte sul web. Se <strong>fanno web 2.0</strong>, allora state pur certi che troverete anche i giudizi di qualche cliente. Inoltre non può mancare un corporate blog. Cercatelo e provate a postare un commento un po&#8217; cattivello che metta in dubbio la riuscita dei servizi che propongono. Non vi aspettate una risposta ne&#8217; la pubblicazione del post, se il blog è un<a title="Fake Blog su wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fake_blog" target="_blank"> flog</a>. Ma se l&#8217;agenzia è seria e valida, allora risponderà con tono gentile e trasformerà il vostro commento acido in un punto a favore per la loro immagine di comunicatori su internet.</li>
</ul>
<p>Tutto qui. Quando sentite parlare di &#8220;Blog&#8221;, &#8220;Social Network&#8221;, &#8220;Social Media Marketing&#8221;, &#8220;Social Commerce&#8221;, &#8220;Facebook&#8221;, &#8220;Coinvolgimento dei Clienti&#8221;, deve suonarvi un campanellino d&#8217;allarme ed allora sottoponete il vostro interlocutore e la sua azienda a questo semplicissimo test come appena illustrato. Perchè, come diceva il mio caro nonnino: <em>Tra il dire e il fare&#8230;.</em><br />
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</ul>
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		<title>Possono i Social Media aiutare le imprese nel proprio business?</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 08:12:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[Internet ha cambiato il mondo! Siete d&#8217;accordo? Tralasciando per un attimo il discorso Social Media e Web 2.0, provate invece a pensare cosa stia facendo oggi internet per la vostra azienda. Avete un sito web? Il sito web ha dei visitatori? Il sito web fornisce informazioni su di voi e sui vostri prodotti ai visitatori? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/social-media.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-246" title="social-media" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/social-media-300x281.jpg" alt="social-media" width="300" height="281" /></a></p>
<h2><strong>Internet ha cambiato il mondo!</strong></h2>
<p>Siete d&#8217;accordo?<br />
Tralasciando per un attimo il discorso Social Media e Web 2.0, provate invece a pensare cosa stia facendo oggi internet per la vostra azienda.<br />
Avete un <strong>sito web</strong>? Il sito web ha dei visitatori? Il sito web fornisce informazioni su di voi e sui vostri prodotti ai visitatori? Quando lanciate un nuovo prodotto, lo lanciate anche sul vostro sito web?<br />
Utilizzate un indirizzo di <strong>posta elettronica</strong>? Utilizzate piu&#8217; di un indirizzo di posta elettronica? Utilizzate piu&#8217; il fax o la posta elettronica?<br />
Sul sito web è presente anche il vostro indirizzo di posta elettronica?<br />
Utilizzate sistemi <strong>VoIP</strong> (es: skype) ? Sul vostro sito web è presente anche un collegamento ad un servizio VoIP?<br />
Avete una <strong>Extranet/Intranet</strong> aziendale? Il personale interno accede regolarmente alla extranet/intranet? I fornitori hanno accesso alla extranet? I rivenditori hanno accesso alla extranet? Il link alla vostra extranet è presente sul sito web?</p>
<p><strong>Sito web, posta elettronica, VoIP ed extranet, hanno aiutato la vostra impresa in qualche modo</strong>? Vi hanno aiutato a raggiungere nuovi clienti o partners? Hanno reso piu&#8217; immediate ed efficaci le vostre comunicazioni? Hanno contribuito all&#8217;abbatimento dei tempi morti e di alcune voci di costo?<br />
Se oggi non utilizzaste questi strumenti, come sarebbe la vostra impresa?<br />
Prendetevi 15 secondi per riflettere.</p>
<p>Provate a risponde ancora ad un&#8217;ultima domanda.<br />
<strong>Pensate che internet sia tutto qui (sito, e-mail, extranet e VoIP)?</strong></p>
<p>Da quando abbiamo iniziato ad utilizzare Internet, con un semplice click comunichiamo con altre persone, otteniamo informazioni gratuitamente e siamo in grado di utilizzare tecnologie innovative per risolvere problemi operativi.<br />
Tuttavia non è semplice acquisire la <strong>fiducia </strong>e l&#8217;attenzione dei nostri clienti, non sempre riusciamo a <strong>condividere conoscenze</strong> ed esperienze con i nostri partner o collaboratori. E devo dire che molto spesso anche la posta <strong>elettronica perde un po&#8217; di efficacia </strong>(dopo quanto tempo rispondiamo alle e-mail? e lo spam?).</p>
<h2>Il Web 2.0 ha cambiato Internet.</h2>
<p>Chi utilizza internet oggi fa cose che qualche anno fa non poteva fare: <strong>contribuisce</strong>.<br />
Dalle foto delle vacanze alle recensioni sui prodotti acquistati di recente, ogni contributo trova sul Web 2.0 un posto accogliente ed una platea interessata.</p>
<p><a title="Dal Web 1.0 al Web 3.0" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=27" target="_blank">Il paradigma è cambiato</a>. Da un punto di vista imprenditoriale non possiamo ignorare il cambiamento.<br />
Il Web 2.0 non è una moda passeggera, ma un nuovo Internet.<br />
Le PMI possono godere dei vantaggi offerti dal Web 2.0 allo stesso modo in cui ne godono i propri clienti.<br />
Il fatto che il Web 2.0 sia un ecosistema complesso all&#8217;interno del quale la comunicazione non possa essere controllata, non significa che sia contrario agli interessi imprenditoriali.</p>
<p>Le imprese hanno oggi la grande opportunità di conversare direttamente con i propri clienti, di raggiungerli sui Social Networks, di conversare con loro e di <span style="text-decoration: underline;"><strong>conoscerli</strong></span>.<br />
Questa credo sia una grande rivoluzione: <strong>poter conoscere i propri clienti</strong>.  Ed una volta che conosciamo i nostri clienti, possiamo &#8220;facilmente&#8221; acquisire la loro fiducia semplicemente ascontando con attenzione.</p>
<p>Ma se possimao farlo con i clienti, perchè allora non farlo anche con i nostri partners e con i nostri dipendenti?<br />
I Social Media hanno disegnato un percorso molto chiaro che porta all&#8217;acquisizione della fiducia da parte del proprio target (clienti, partners o dipendenti che siano):<br />
<strong>OSSERVARE, ASCOLTARE,  UNIRSI E PARTECIPARE, CONDURRE</strong>.</p>
<p><strong>- OSSERVARE</strong>: Cercare quali siano i media preferiti dal nostro target (Twitter, Blog, Social Networks, Wiki, ecc..).<br />
<strong>- ASCOLTARE</strong>: Una volta individuato il media, restiamo per un po&#8217; ad ascoltare cercando di capire quali sono gli interessi ed i bisogni a cui potremmo dare risposta.<br />
<strong>- PARTECIPARE</strong>: E&#8217; giunto il momento di unirsi al gruppo. Si può iniziare con un commento, fornendo informazioni utili o risolvendo un problema a qualcuno.<br />
<strong>- CONDURRE</strong>:  Se siamo sinceramente interessati ed abbiamo qualcosa di autentico da fornire alla community, allora possiamo iniziare a condurre il gioco assieme a tanti altri attori. Non pensiate di poter avere mai l&#8217;esclusiva. L&#8217;esclusiva è acqua passata, retaggi di un passato che non esite piu&#8217;.</p>
<p>Il percorso descritto nelle &#8220;4 fasi&#8221; può essere utilizzato dal marketing, ma anche da chi si occupa di risorse umane e gestione del personale, da chi fa ricerca e sviluppo o da chi progetta ed innova.<br />
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