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	<title>SMARTFEELING BLOG &#187; impiegati</title>
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	<description>enterprise 2.0 and social media</description>
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		<title>C&#8217;è crisi? Beh, siamo tutti sulla stessa barca&#8230; intanto voi remate.</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 04:22:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le Aziende Italiane sanno reagire alle Crisi. (una fiaba aziendale) Una società italiana e una giapponese decisero di sfidarsi annualmente in una gara di canoa, con equipaggio di otto uomini. Entrambe le squadre si allenarono e quando arrivò il giorno della gara ciascuna squadra era al meglio della forma, ma i Giapponesi vinsero con un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/08/consultant4.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-774" title="consultant4" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/08/consultant4.jpg" alt="" width="480" height="338" /></a></p>
<h2>Le Aziende Italiane sanno reagire alle Crisi. (una fiaba aziendale)</h2>
<blockquote><p>Una società <strong>italiana</strong> e una <strong>giapponese</strong> decisero di sfidarsi annualmente in una <strong>gara di canoa</strong>, con equipaggio di otto uomini.</p>
<p>Entrambe le squadre si allenarono e quando arrivò il giorno della gara ciascuna squadra era al meglio della forma, ma<strong> i Giapponesi vinsero con un vantaggio di oltre un chilometro</strong>.</p>
<p>Dopo la sconfitta il morale della squadra italiana era a terra. Il top management decise che si sarebbe dovuto vincere l’anno successivo e mise in piedi un <strong>gruppo di progetto</strong> per investigare il problema.</p>
<p>Il gruppo di progetto scoprì, dopo molte analisi, che<strong> i Giapponesi avevano sette uomini ai remi e uno che comandava</strong>, mentre<strong> la squadra italiana aveva un solo uomo che remava e sette che comandavano</strong>.</p>
<p>In questa situazione di crisi il management dette una chiara prova di capacità gestionale: ingaggiò immediatamente una <strong>società di consulenza per investigare</strong> la struttura della squadra italiana.</p>
<p>Dopo molti mesi di duro lavoro, gli esperti giunsero alla <strong>conclusione</strong> che nella squadra c&#8217;erano <strong>troppe persone a comandare</strong> e troppe poche a remare.</p>
<p>Con il supporto del gruppo degli esperti fu deciso di <strong>cambiare</strong> immediatamente la struttura della squadra. Ora ci sarebbero stati <strong>quattro comandanti,</strong> <strong>due supervisori</strong> dei comandanti, <strong>un capo dei supervisori</strong> e <strong>uno ai remi</strong>. Inoltre si introdusse una serie di <strong>punti per motivare il rematore</strong>: &#8220;<em>dobbiamo ampliare il suo ambito lavorativo e dargli. più responsabilità</em>&#8220;.</p>
<p><strong>L’anno dopo i Giapponesi vinsero con un vantaggio di due chilometri</strong>. La società italiana <strong>licenziò immediatamente il rematore a causa degli scarsi risultati</strong> ottenuti sul lavoro, ma nonostante ciò <strong>pagò un bonus al gruppo di comando</strong>, come ricompensa al grande impegno che la squadra aveva dimostrato.<br />
La società di consulenza preparò <strong>una nuova analisi</strong>, dove si <strong>dimostrò che era stata scelta la giusta tattica</strong>, che anche la motivazione era buona, ma che il materiale usato doveva essere migliorato.</p>
<p>Al momento la società italiana è impegnata a<strong> progettare una nuova canoa</strong> …</p></blockquote>
<p>Ci sono momenti nella vita aziendale di ognuno di noi in cui ci si sente proprio quel rematore.<br />
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</ul>
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		<title>Statebook, un Social Network per le P.A.</title>
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		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/04/statebook-un-social-network-per-le-p-a/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 15:22:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[corporate 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[Non illudetevi, non si tratta del nostro &#8220;Bel Paese&#8221;. Il Dipartimento di Stato Americano sta lanciando un Social Network interno (Statebook) per consentire agli impiegati di condividere meglio le informazioni e favorire la collaborazione. La piattaforma non assomiglierà tanto a Facebook, quanto al ben piu&#8217; professionale LinkedIn. La speranza di Richard Boly, direttore di Stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/04/usa.png"><img class="alignnone size-full wp-image-510" title="usa" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/04/usa.png" alt="usa" width="200" height="200" /></a></p>
<p>Non illudetevi, non si tratta del nostro &#8220;Bel Paese&#8221;.<br />
Il Dipartimento di Stato Americano sta lanciando un Social Network interno (<strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://ohmygov.com/blogs/general_news/archive/2010/04/17/state-department-to-launch-its-own-social-network-statebook.aspx" target="_blank">Statebook</a></span></strong>) per consentire agli impiegati di condividere meglio le informazioni e favorire la collaborazione. La piattaforma non assomiglierà tanto a <strong>Facebook</strong>, quanto al ben piu&#8217; professionale <strong>LinkedIn</strong>.<br />
La speranza di Richard Boly, direttore di Stato di eDiplomacy (l&#8217;ufficio responsabile della creazione del sito), è che <strong>gli impiegati utilizzino la piattaforma per migliorare la comunicazione intra-dipartimentale</strong> e che condividano sul loro profilo il maggior numero possibile di informazioni.</p>
<p><strong>Collaborazione, condivisione delle informazioni e gestione della conoscenza </strong>sono spesso fonte di problemi in molte strutture, sia pubbliche che private, sia di grandi che piccole dimensioni.<br />
Richard Boly è convinto che i Social Media possano contribuire moltissimo al miglioramento della collaborazione ed alla gestione della conoscenza, offrendo alle strutture che ne fanno un uso professionale un importante strumento di lavoro.</p>
<p>A parte il nome (Statebook), l&#8217;iniziativa mi sembra molto interessante.<br />
Sono un profondo ed accanito sostenitore dei vantaggi che l&#8217;utilizzo di piattaforme sociali possono portare nell&#8217;ambiente lavorativo, tuttavia sono necessari alcuni cambiamenti.<br />
I manager devono abbandonare l&#8217;approccio &#8220;burocratico&#8221; e l&#8217;atteggiamento da &#8220;controllore&#8221; in favore di uno piu&#8217; orientato agli obiettivi ed alle strategie di collaborazione.<br />
L&#8217;utilizzo dei Social Media a livello Enterprise non può essere imposto dall&#8217;alto, non con successo.</p>
<p>Vedi anche:</p>
<ul>
<li> <strong><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/11/enterprise-2-0-dall-archiviazione-documentale-alla-condivisione-documentale/" target="_blank">Archiviazione 2.0: dall&#8217;archiviazione alla condivisione documentale.</a></strong></li>
</ul>
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<li><a href='http://www.smartfeeling.org/blog/2011/12/2012/' title='2012'>2012</a></li>
<li><a href='http://www.smartfeeling.org/blog/2011/04/ma-quanta-paura-ti-fa-linnovazione/' title='Ma quanta paura ti fa l&#8217;innovazione?'>Ma quanta paura ti fa l&#8217;innovazione?</a></li>
<li><a href='http://www.smartfeeling.org/blog/2011/03/quando-la-community-ha-una-marcia-in-piu/' title='Quando la community ha una marcia in piu&#8217;'>Quando la community ha una marcia in piu&#8217;</a></li>
<li><a href='http://www.smartfeeling.org/blog/2010/10/il-roi-nei-social-media-una-stronzata-galattica/' title='Il ROI nei Social Media? Una stronzata galattica!'>Il ROI nei Social Media? Una stronzata galattica!</a></li>
</ul>
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		<title>L&#8217;Enterprise 2.0 è infallibile?</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/05/lenterprise-20-e-infallibile/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 May 2009 05:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[Non c&#8217;è dubbio che l&#8217;introduzione di soluzioni e strumenti tipici del Web 2.0 all&#8217;interno dell&#8217;azienda porti vantaggi molto evidenti in termini di incremento della produttività, riduzione dei costi di gestione della conoscenza, miglioramento dei flussi comunicativi e dei processi, coinvolgimento e motivazione del personale, capacità di innovazione e valorizzazione delle risorse. Ma un progetto Enterprise [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/05/ruins.png"><img class="size-medium wp-image-158 alignleft" title="Enterprise 2.0 ruins" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/05/ruins-300x272.png" alt="Ruins" width="300" height="272" /></a> Non c&#8217;è dubbio che l&#8217;introduzione di soluzioni e strumenti tipici del Web 2.0 all&#8217;interno dell&#8217;azienda porti vantaggi molto evidenti in termini di <span style="color: #000080;"><strong>incremento della produttività</strong></span>, <strong><span style="color: #000080;">riduzione dei costi</span></strong> di gestione della conoscenza, <span style="color: #000080;"><strong>miglioramento</strong></span> dei flussi comunicativi e dei processi, <strong><span style="color: #000080;">coinvolgimento e motivazione del personale</span></strong>, capacità di <span style="color: #000080;"><strong>innovazione</strong></span> e <strong><span style="color: #000080;">valorizzazione delle risorse</span></strong>.</p>
<p>Ma un <strong><span style="text-decoration: underline;">progetto </span></strong>Enterprise 2.0, e sottolineo progetto, non è infallibile.<br />
Ho notato, per esempio, che molti CEO tendono a vedere questo tipo di progetti come &#8220;<em>l&#8217;introduzione di un nuovo sotware all&#8217;interno dell&#8217;azienda</em>&#8220;. C&#8217;è uno start-up, una fase di &#8220;configurazione&#8221; e poi il &#8220;go-live&#8221;. Ecco fatto, tutto qui. Ma è davvero così?</p>
<p>La mia esperienza è un&#8217;altra, e l&#8217; &#8220;<em>installo-un-programmino-col-doppio-click-e-parto</em>&#8221; è solo un miraggio molto pericoloso. Tuttavia questo non è il solo problema che possiamo incontrare durante la fase di implementazione di una soluzione Enterprise 2.0 all&#8217;interno di un&#8217;azienda.</p>
<p>Se pensiamo all&#8217;Enterprise 2.0 solo come ad una serie di attività da svolgere in un limitato lasso di tempo, a breve termine, allora il rischio che  le soluzioni adottate deludano le nostre aspettative diventa piuttosto alto.<br />
Non dobbiamo dimenticare che siamo solo agli inizi con i &#8220;Social Software&#8221;. Non tutti conoscono blog, wiki e micro-blogging, e non tutti sono in grado di capire da subito come utilizzare questi strumenti in ambito professionale e lavorativo. Siamo solo agli inizi, in una fase ancora embrionale. Trascorrerà ancora un po&#8217; di tempo prima che tutti inizino ad utilizzare le piattaforme collaborative con la stessa naturalezza con cui oggi utilizziamo il cellulare per inviare SMS.</p>
<p>L&#8217;introduzione di questi strumenti all&#8217;interno di un&#8217;azienda richiede un grosso lavoro di formazione ed &#8220;evagenlizzazione&#8221; per tranqullizzare i dipendenti e rendere naturale l&#8217;utilizzo di strumenti ancora nuovi per molti.<br />
Non tutti sanno cosa sia un feed RSS (io stesso ho difficoltà a spiegarlo nei miei corsi introduttivi) e come questo possa essere utilizzato per seguire una &#8220;conversazione&#8221;. E il <a title="trackback" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=97" target="_blank">trackback</a>?</p>
<p>Il punto è che quando si parla di <strong>Enterprise 2.0 non si stà parlando di tecnologia, ma di <span style="text-decoration: underline;">persone</span></strong>.<br />
PERSONE, è questo il punto. I manager sono persone, gli impiegati sono persone, e tutti hanno abitudini e procedure consolidate, automatismi, e anche timori. <strong>Quando si parla di Enterprise 2.0 si parla di introdurre in azienda un cambiamento, non un software</strong>.<br />
Non si tratta di fredda tecnologia, ma di un nuovo atteggiamento di apertura, di collaborazione, trasparenza e condivisione. Si parla di coinvolgimento e partecipazione, si parla di cose che avvengono tra le persone e non tra i sistemi informativi.</p>
<p>Certo, riuscireste a mettere in piedi un blog, un wiki, una gestione avanzata dei profili utente e un social network aziendale in poche settimane. Ma come pensate di motivare ed educatre il personale all&#8217;utilizzo di questi strumenti? Può la tecnologia stimolare le persone o cambiare le abitudini? E&#8217; in grado il miglior software di questo mondo di motivare e tranquillizzare  il CEO sul fatto che i propri impiegati non perderanno troppo tempo a &#8220;giocare&#8221; con i nuovi gadgets tecnologici?<br />
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