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	<title>Smartfeeling &#187; impiegati</title>
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	<description>enterprise 2.0 and social media</description>
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		<title>Statebook, un Social Network per le P.A.</title>
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		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/04/statebook-un-social-network-per-le-p-a/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 15:22:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[corporate 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[crowdsourcing]]></category>
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		<description><![CDATA[
			
				
			
		

Non illudetevi, non si tratta del nostro &#8220;Bel Paese&#8221;.
Il Dipartimento di Stato Americano sta lanciando un Social Network interno (Statebook) per consentire agli impiegati di condividere meglio le informazioni e favorire la collaborazione. La piattaforma non assomiglierà tanto a Facebook, quanto al ben piu&#8217; professionale LinkedIn.
La speranza di Richard Boly, direttore di Stato di eDiplomacy [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2010%2F04%2Fstatebook-un-social-network-per-le-p-a%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2010%2F04%2Fstatebook-un-social-network-per-le-p-a%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/04/usa.png"><img class="alignnone size-full wp-image-510" title="usa" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/04/usa.png" alt="usa" width="200" height="200" /></a></p>
<p>Non illudetevi, non si tratta del nostro &#8220;Bel Paese&#8221;.<br />
Il Dipartimento di Stato Americano sta lanciando un Social Network interno (<strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://ohmygov.com/blogs/general_news/archive/2010/04/17/state-department-to-launch-its-own-social-network-statebook.aspx" target="_blank">Statebook</a></span></strong>) per consentire agli impiegati di condividere meglio le informazioni e favorire la collaborazione. La piattaforma non assomiglierà tanto a <strong>Facebook</strong>, quanto al ben piu&#8217; professionale <strong>LinkedIn</strong>.<br />
La speranza di Richard Boly, direttore di Stato di eDiplomacy (l&#8217;ufficio responsabile della creazione del sito), è che <strong>gli impiegati utilizzino la piattaforma per migliorare la comunicazione intra-dipartimentale</strong> e che condividano sul loro profilo il maggior numero possibile di informazioni.</p>
<p><strong>Collaborazione, condivisione delle informazioni e gestione della conoscenza </strong>sono spesso fonte di problemi in molte strutture, sia pubbliche che private, sia di grandi che piccole dimensioni.<br />
Richard Boly è convinto che i Social Media possano contribuire moltissimo al miglioramento della collaborazione ed alla gestione della conoscenza, offrendo alle strutture che ne fanno un uso professionale un importante strumento di lavoro.</p>
<p>A parte il nome (Statebook), l&#8217;iniziativa mi sembra molto interessante.<br />
Sono un profondo ed accanito sostenitore dei vantaggi che l&#8217;utilizzo di piattaforme sociali possono portare nell&#8217;ambiente lavorativo, tuttavia sono necessari alcuni cambiamenti.<br />
I manager devono abbandonare l&#8217;approccio &#8220;burocratico&#8221; e l&#8217;atteggiamento da &#8220;controllore&#8221; in favore di uno piu&#8217; orientato agli obiettivi ed alle strategie di collaborazione.<br />
L&#8217;utilizzo dei Social Media a livello Enterprise non può essere imposto dall&#8217;alto, non con successo.</p>
<p>Vedi anche:</p>
<ul>
<li> <strong><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/11/enterprise-2-0-dall-archiviazione-documentale-alla-condivisione-documentale/" target="_blank">Archiviazione 2.0: dall&#8217;archiviazione alla condivisione documentale.</a></strong></li>
</ul>
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		<item>
		<title>L&#8217;Enterprise 2.0 è infallibile?</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/05/lenterprise-20-e-infallibile/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/05/lenterprise-20-e-infallibile/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 May 2009 05:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[impiegati]]></category>
		<category><![CDATA[persone]]></category>

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		<description><![CDATA[
			
				
			
		
 Non c&#8217;è dubbio che l&#8217;introduzione di soluzioni e strumenti tipici del Web 2.0 all&#8217;interno dell&#8217;azienda porti vantaggi molto evidenti in termini di incremento della produttività, riduzione dei costi di gestione della conoscenza, miglioramento dei flussi comunicativi e dei processi, coinvolgimento e motivazione del personale, capacità di innovazione e valorizzazione delle risorse.
Ma un progetto Enterprise [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F05%2Flenterprise-20-e-infallibile%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F05%2Flenterprise-20-e-infallibile%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/05/ruins.png"><img class="size-medium wp-image-158 alignleft" title="Enterprise 2.0 ruins" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/05/ruins-300x272.png" alt="Ruins" width="300" height="272" /></a> Non c&#8217;è dubbio che l&#8217;introduzione di soluzioni e strumenti tipici del Web 2.0 all&#8217;interno dell&#8217;azienda porti vantaggi molto evidenti in termini di <span style="color: #000080;"><strong>incremento della produttività</strong></span>, <strong><span style="color: #000080;">riduzione dei costi</span></strong> di gestione della conoscenza, <span style="color: #000080;"><strong>miglioramento</strong></span> dei flussi comunicativi e dei processi, <strong><span style="color: #000080;">coinvolgimento e motivazione del personale</span></strong>, capacità di <span style="color: #000080;"><strong>innovazione</strong></span> e <strong><span style="color: #000080;">valorizzazione delle risorse</span></strong>.</p>
<p>Ma un <strong><span style="text-decoration: underline;">progetto </span></strong>Enterprise 2.0, e sottolineo progetto, non è infallibile.<br />
Ho notato, per esempio, che molti CEO tendono a vedere questo tipo di progetti come &#8220;<em>l&#8217;introduzione di un nuovo sotware all&#8217;interno dell&#8217;azienda</em>&#8220;. C&#8217;è uno start-up, una fase di &#8220;configurazione&#8221; e poi il &#8220;go-live&#8221;. Ecco fatto, tutto qui. Ma è davvero così?</p>
<p>La mia esperienza è un&#8217;altra, e l&#8217; &#8220;<em>installo-un-programmino-col-doppio-click-e-parto</em>&#8221; è solo un miraggio molto pericoloso. Tuttavia questo non è il solo problema che possiamo incontrare durante la fase di implementazione di una soluzione Enterprise 2.0 all&#8217;interno di un&#8217;azienda.</p>
<p>Se pensiamo all&#8217;Enterprise 2.0 solo come ad una serie di attività da svolgere in un limitato lasso di tempo, a breve termine, allora il rischio che  le soluzioni adottate deludano le nostre aspettative diventa piuttosto alto.<br />
Non dobbiamo dimenticare che siamo solo agli inizi con i &#8220;Social Software&#8221;. Non tutti conoscono blog, wiki e micro-blogging, e non tutti sono in grado di capire da subito come utilizzare questi strumenti in ambito professionale e lavorativo. Siamo solo agli inizi, in una fase ancora embrionale. Trascorrerà ancora un po&#8217; di tempo prima che tutti inizino ad utilizzare le piattaforme collaborative con la stessa naturalezza con cui oggi utilizziamo il cellulare per inviare SMS.</p>
<p>L&#8217;introduzione di questi strumenti all&#8217;interno di un&#8217;azienda richiede un grosso lavoro di formazione ed &#8220;evagenlizzazione&#8221; per tranqullizzare i dipendenti e rendere naturale l&#8217;utilizzo di strumenti ancora nuovi per molti.<br />
Non tutti sanno cosa sia un feed RSS (io stesso ho difficoltà a spiegarlo nei miei corsi introduttivi) e come questo possa essere utilizzato per seguire una &#8220;conversazione&#8221;. E il <a title="trackback" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=97" target="_blank">trackback</a>?</p>
<p>Il punto è che quando si parla di <strong>Enterprise 2.0 non si stà parlando di tecnologia, ma di <span style="text-decoration: underline;">persone</span></strong>.<br />
PERSONE, è questo il punto. I manager sono persone, gli impiegati sono persone, e tutti hanno abitudini e procedure consolidate, automatismi, e anche timori. <strong>Quando si parla di Enterprise 2.0 si parla di introdurre in azienda un cambiamento, non un software</strong>.<br />
Non si tratta di fredda tecnologia, ma di un nuovo atteggiamento di apertura, di collaborazione, trasparenza e condivisione. Si parla di coinvolgimento e partecipazione, si parla di cose che avvengono tra le persone e non tra i sistemi informativi.</p>
<p>Certo, riuscireste a mettere in piedi un blog, un wiki, una gestione avanzata dei profili utente e un social network aziendale in poche settimane. Ma come pensate di motivare ed educatre il personale all&#8217;utilizzo di questi strumenti? Può la tecnologia stimolare le persone o cambiare le abitudini? E&#8217; in grado il miglior software di questo mondo di motivare e tranquillizzare  il CEO sul fatto che i propri impiegati non perderanno troppo tempo a &#8220;giocare&#8221; con i nuovi gadgets tecnologici?</p>
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