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	<title>SMARTFEELING BLOG &#187; enterprise 2.0</title>
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	<description>enterprise 2.0 and social media</description>
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		<title>Ecco perchè molte Aziende non saranno mai 2.0</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 14:37:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[corporate 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Cambiamento fa paura. Aprirsi al mondo &#8220;Social&#8221; del Web 2.0 può sembrare facile. Probabilmente deve essere proprio così, molte Aziende devono aver pensato che sia sempliccisimo, come aprire una pagina Facebook. Ed ecco che ai milioni di contenuti insulsi ed inutili se ne aggiungono altri. Nulla di male, intendiamoci, e poi costa poco, giusto? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><img class="alignleft size-full wp-image-778" title="Smartfeeling: Social media Changes" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/08/change.jpg" alt="" width="320" height="240" />Il Cambiamento fa paura.</h2>
<p>Aprirsi al mondo &#8220;Social&#8221; del Web 2.0 può sembrare facile.<br />
Probabilmente deve essere proprio così, molte Aziende devono aver pensato che sia sempliccisimo, come aprire una pagina Facebook.<br />
Ed ecco che ai milioni di contenuti insulsi ed inutili se ne aggiungono altri.<br />
Nulla di male, intendiamoci, e poi costa poco, giusto?</p>
<p>E così, con una pagina Facebook, un canale Twitter per i piu&#8217; &#8220;avanti&#8221; e magari anche un blog aziendale ci si sente tutti piu&#8217; Social e 2.0.<br />
Ottimo, se ne siete davvero convinti potete anche fermarvi qui e non leggere oltre.</p>
<p>Tuttavia vorrei parlarvi di <strong>Cambiamenti</strong> e non di Facebook.<br />
Sì, perchè <strong>Social Business</strong> non significa essere su Facebook, ma saper aprirsi in modo profondo e definitivo al cambiamento ed alla condivisione.</p>
<h2>Quale cambiamento?</h2>
<p>I cambiamenti devono essere profondi e trasversali a tutta l&#8217;azienda, a partire dal management e dal CEO.<br />
<strong>Essere 2.0 significa cambiare i propri comportamenti.</strong></p>
<ul>
<li> Gli impiegati devono iniziare a pensare e a lavorare in modo diverso</li>
<li>I manager devono accettare e comprendere i &#8220;<em>Social Customers</em>&#8221; (clienti che partecipano attivamente alla reputazione del brand)</li>
<li>Abbattere i &#8220;silos&#8221; dipartimentali e facilitare la collaborazione e la diffusione delle best-practice</li>
<li>Mettere in grado gli impiegati e i gruppi di lavoro di condividere esperienze e conoscenze acquisite sul campo</li>
<li>Investire nella giusta tecnologia e nelle persone in grado di sviluppare questa tecnologia all&#8217;interno dell&#8217;azienda</li>
</ul>
<div>Tutto questo non può essere portato dall&#8217;esterno, ma deve essere guidato dall&#8217;interno ed in particolar modo dal CEO e da tutti i manager e leader aziendali.<br />
<strong>E&#8217; la testa che deve guidare il corpo</strong>, e non viceversa.<br />
Se i leader non credono nel cambiamento e non danno il buon esempio, ci saranno solo piccoli e temporanei cambiamenti all&#8217;interno della struttura aziendale. Basta poco per tornare alla situazione di chiusura precedente e marchiare come inutili tutti gli sforzi fatti in direzione di un cambiamento che appare dispendioso in termini di tempo e risorse.</div>
<h2>Poche chiacchiere, qui serve rimboccarsi le maniche e agire</h2>
<div> A partire dalla figura &#8220;intoccabile&#8221; dell&#8217;Amministratore Delegato, passando per la Direzione Generale, il Marketing e l&#8217;Amministrazione.<br />
<strong>Il corpo cambia solo se cambia la testa.</strong></div>
<div>Cambiare un&#8217;azienda è molto di piu&#8217; che dire semplicemente &#8220;vogliamo essere un&#8217;azienda innovativa e social&#8221; e poi investire qualche soldo per comprare un software per l&#8217;Enterprise 2.0.<strong> Il software non serve a nulla</strong>, siete voi (manager e amministratori) che con il vostro esempio<strong> dovete indicare la strada ai vostri impiegati</strong>, dipendenti e collaboratori.</div>
<div>Se l&#8217;Amm. Del. non conosce Twitter, se Facebook fa venire la nausea al vostro Direttore Generale o se Friendfeed provoca un attacco di orticaria al Direttore Amministrativo, non dovete assolutamente preoccuparvi: basta rimboccarsi le maniche e tornare a scuola.</div>
<h2>Chi ha voglia di tornare a scuola?</h2>
<div>Tornare a scuola non è facile, soprattutto dopo aver raggiunto certi traguardi.<br />
Tuttavia se volete che la vostra azienda cambi nella direzione in cui sta andando il mercato dovete rendervi conto del fatto che <strong>solo voi (manager e amministratori) potete portarla e guidarla in quella direzione</strong>.</div>
<div>Allora tornare a scuola diventa una chiave strategica per il vostro business e conoscere i meccanismi e gli strumenti che regolano il nuovo paradigma sarà la vostra arma piu&#8217; affilata.</div>
<h2>Amministratore, per cambiare la tua azienda ti serve un &#8220;Social Media Coach&#8221;!</h2>
<div>&#8220;Social Media Coach&#8221; è un termine che non esisteva fino a pochi mesi fa.<br />
E&#8217; una figura nuova ed è ciò  di cui le aziende avrebbero bisogno per avviare questo cambiamento.</div>
<div>Si tratta di una figura a cui affidare la responsabilità per:</div>
<div>
<ul>
<li>Formazione del personale interno, dei manager e dei collaboratori esterni sull&#8217;utilizzo dei Social Media</li>
<li>Snellimento delle procedure per la condivisione della conoscenza aziendale</li>
<li>Definire obiettivi</li>
<li>Definire le migliori strategie e tecnologie da utilizzare</li>
<li>Definire i budget (almeno 3 volte all&#8217;anno)</li>
</ul>
<h2>Ecco perchè molte aziende non saranno mai 2.0</h2>
<div>
<ol>
<li>I bassi fatturati provocano panico ed il panico indirizza verso soluzioni per la riduzione dei costi che non facilitano certo l&#8217;investimento in un &#8220;Social Media Coach&#8221;</li>
<li>L&#8217;Amm. Delegato, la Direzione Generale e la gran parte dei manager hanno paura di ciò che non conoscono. I Social Media li terrorizzano</li>
<li>Il mercato è pieno dei soliti &#8220;venditori di fumo&#8221; che con un&#8217;astuta e ben collaudata strategia di dissimulazione contribuiscono a creare confusione (riconoscerli è facile, in genere vendono &#8220;sepolcri imbiancati&#8221; a cui affibiano nomi di moda tipo &#8220;Social Portal 2.0&#8243; o &#8220;Enterprise Cloud Manager 2.0&#8243;)</li>
<li>Siamo tutti convinti che alla fine basti comprare il software, magari quello che costa di piu&#8217; per non sbagliare</li>
<li>Siamo pigri e presuntuosi.</li>
<li>Molti di noi non hanno ancora capito cosa stia succedendo ai mercati. (che si stiano spostando?)</li>
</ol>
<div>Link Utili:</div>
<div>
<ul>
<li><a title="Social Media Coach" href="http://www.google.it/search?sourceid=chrome&amp;ie=UTF-8&amp;q=social+media+coach">Social Media Coach</a></li>
</ul>
</div>
</div>
</div>
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</ul>
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		<title>Ma quanta paura ti fa l&#8217;innovazione?</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2011/04/ma-quanta-paura-ti-fa-linnovazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 09:02:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Innovazione è un’attività di pensiero che, elevando il livello di conoscenza attuale, perfeziona un processo migliorando quindi il tenore di vita dell&#8217;uomo. Innovazione è cambiamento che genera progresso umano; porta con sé valori e risultati positivi, mai negativi. Il cambiamento che porta peggioramento delle condizioni non è innovazione: è regresso. [wikipedia: innovazione] Per me (liberi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-678" title="cat" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/04/cat.jpg" alt="" width="587" height="426" /></p>
<blockquote><p><strong>Innovazione</strong> è un’attività di pensiero che, elevando il livello di conoscenza attuale, perfeziona un processo migliorando quindi il tenore di vita dell&#8217;uomo. Innovazione è cambiamento che genera progresso umano; porta con sé valori e risultati positivi, mai negativi. Il cambiamento che porta peggioramento delle condizioni non è innovazione: è regresso. [<a title="innovazione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Innovazione" target="_blank">wikipedia: innovazione</a>]</p></blockquote>
<p>Per me (liberi di condividere o meno) <strong>Innovazione </strong>significa fare qualcosa che<strong> migliori il quotidiano</strong>, <strong>meglio degli altri</strong>.<br />
Quando metti <strong>passione </strong>e <strong>sentimento </strong>in ciò che fai, allora è facile che prima o poi tu faccia qualcosa di realmente innovativo.</p>
<p>Non si innova negli orari di ufficio &#8220;indossando la giacca e la cravatta&#8221;. E&#8217; molto piu&#8217; facile farlo di notte o al mattino prestissimo in &#8220;jeans e maglietta&#8221;. Non si innova seguendo procedure scritte e prassi consolidate, lo si fa uscendo dagli schemi e rompendo la routine. Per questo motivo <strong>gli innovatori non sono simpatici a nessuno, perchè rompono</strong>.</p>
<p>Innovazione e cambiamento vanno di pari passo. E allora, <strong>quanta paura ti fa l&#8217;innovazione?</strong><br />
Ti sei mai trovato faccia a faccia con una vera innovazione? Che cosa hai fatto? Ti sei fermato a riflettere o ti sei riparato dietro ad un alibi qualunque?<br />
O semplicemente non l&#8217;hai riconosciuta come tale.</p>
<p>Internet è stata una grande innovazione. Google ha innovato Internet. Il Web 2.0 ha cambiato nuovamente le carte in tavola portando nuova innovazione. iPhone e iPad stanno cambiando il nostro modo di utilizzare i contenuti forniti da Internet perchè &#8220;c&#8217;è un&#8217;App per questo&#8221;.</p>
<h2>Ora immagina</h2>
<p>Immagina e <strong>pensa a ciò che sei sul web</strong>. Quanti link ti descrivono, quanti portano a te e alla tua azienda, quanti al tuo lavoro. <strong>Questi link sono la tua essenza</strong> e l&#8217;essenza del tuo brand.</p>
<p>Immagina di poter prendere <strong>tutti i tuoi link, tutto ciò che sei sul web</strong> (sito web, e-commerce, twitter, friendfeed, facebook, linkedin, skype, slideshare, youtube, flickr, ecc..) e di poterli <strong>riassumere in un unico brevissimo insieme di numeri</strong>, un codice univoco di 10 cifre. <strong>Questo è il tuo avatar</strong>.</p>
<p>Immagina di poter associare delle etichette (TAG) a questo avatar per <strong>definire una <a title="wikipedia: Tassonomia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tassonomia" target="_blank">tassonomia</a> </strong>(il link porta alla definizione di tassonomia) <strong>che aiuti gli altri a capire chi sei in tre parole chiave</strong>.</p>
<p>Immagina di poter <strong>liberare il tuo avatar sul web</strong>, di lasciarlo libero di vagare per la rete assieme a tutto ciò che ti rappresenta. Un salto su twitter, una capatina su facebook ed una visita al profilo di qualche cliente interessato su linkedin.</p>
<p>Ed ora immagina di <strong>poter toccare il tuo avatar</strong>, di porterlo far uscire dal mondo digitale e dargli vita, in modo che altri possano <strong>vederlo e farselo amico</strong>. Sì, immagina di poter condividere tutto cio che sei sul web con chi incontri per strada, in modo semplice come una stretta di mano.</p>
<p>Riesci a vedere tutto questo?</p>
<h2>Io l&#8217;ho fatto, ho immaginato</h2>
<p>Quasi due anni fa ho immaginato questo. Ho immaginato la possibilità di <strong>realizzare un &#8220;avatar analogico&#8221; della nostra essenza digitale</strong>.<br />
L&#8217; ho immaginato ed ora ve lo presento, perchè <strong>il solo immaginare non significa innovare, ma sognare</strong>.</p>
<h2>Ora prova qualcosa di nuovo</h2>
<p>Se hai paura delle novità, le osservi con scetticismo o non hai alcuna voglia di sperimentare di persona, allora fermati qui.</p>
<p>Se invece hai un telefono cellulare a portata di mano e sei curioso di provare qualcosa di nuovo, allora preparati.<br />
Non temere, non dovrai inviare alcun SMS e neppure spendere un centesimo.</p>
<p><strong>Fai uno squillo a questo numero 0123917000</strong>. Non otterrai alcuna risposta, ma solo il segnale di chiamata rifiutata (per questo motivo non hai costi).<br />
Assicurati che il numero di telefono non sia nascosto, altrimenti &#8220;l&#8217;avatar&#8221; non potrà risponderti.</p>
<p>Attendi qualche secondo (a volte il traffico GSM può ritardare la risposta anche di qualche minuto) e riceverai la risposta dall&#8217;avatar che hai  &#8221;bookmarkato&#8221;.</p>
<p>L&#8217;SMS che ricevi contiene le istruzioni per collegarti la prima volta al server. Il nome utente utilizzato corrisponde al tuo numero di cellulare e la password è stata creata con un algoritmo casuale.</p>
<p><strong>Collegati al sito</strong>, attendi il caricamento dell&#8217;applicazione (la prima volta può richiedere fino ad un minuto di tempo) ed inserisci le tue credenziali. Una volta entrato puoi completare il tuo profilo.</p>
<p><strong>Ora prova con il mio avatar personale</strong> e fai uno squillo allo <strong>0123917070</strong>. Il mio avatar (0123917070) ti risponderà con alcuni dei miei dati personali (puoi usarli per contattarmi).</p>
<h2>Ora Immagina come potresti utilizzare tutto questo per il tuo brand o per te stesso.</h2>
<ul>
<li>Metti il tuo avatar sul biglietto da visita. Il biglietto non lasciarlo al cliente, ma fagli fare lo squillo.</li>
<li>Metti il tuo avatar nella firma della posta elettronica</li>
<li>Assegna un avatar ad ogni prodotto, saprai quanti clienti sono interessati in tempo reale</li>
<li>Crea un avatar che rapprensenti al meglio la tua azienda e distribuiscilo ovunque (vetrine, cataloghi, pubblicità, brochure, GDO, centri commerciali, ecc..)</li>
<li>Non farti mai piu&#8217; trovare in fiera senza un avatar</li>
<li>Prepara un avatar per i tuoi convegni ed offri a chi ti ascolta un modo immediato per &#8220;seguirti&#8221; (follow me &#8211; non piu&#8217; solo su twitter)</li>
</ul>
<p>Il tuo avatar ti tiene aggiornato in tempo reale su quanti ti stanno seguendo e gradisce moltissimo partecipare al buzz sui principali social media.</p>
<h2>Ti piace l&#8217;idea?</h2>
<p>Allora puoi partire anche subito. Se hai bookmarkato il mio avatar (0123917070) saprai anche come contattarmi.<br />
Se sei entusiasta dell&#8217;idea e ci credi veramente, allora puoi entrare a far parte dell&#8217;&#8221;<a title="Enjoy Program" href="http://www.quick-pin.com/enjoy-program/" target="_blank">Enjoy Program</a>&#8221; che ti regala un avatar per tutto il tempo che vuoi.<br />
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</ul>
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		</item>
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		<title>Possiamo utilizzare i social media anche per la formazione?</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/09/possiamo-utilizzare-i-social-media-anche-per-la-formazione/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 07:12:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<category><![CDATA[wiki]]></category>

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		<description><![CDATA[Twitter, Facebook &#38; Co. possono essere utilizzati anche per fare formazione? Credo proprio di sì. Twitter, per esempio, è un ottimo strumento per l&#8217;invio di news e tips seguiti da link di approfondimento. Creare un canale tematico (es: javafx, flexbuilder, java, faidate,  ecc..) e molto semplice, ed altrettanto semplice è porre domande al canale, così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Questionario" href="https://spreadsheets.google.com/viewform?hl=it&amp;formkey=dE5tY2poU25OZ2J0WGd0Y3VaZldwT2c6MA#gid=0" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-556" title="twitter-elearning" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/09/twitter-elearning-300x206.png" alt="twitter-elearning" width="300" height="206" /></a></p>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/09/twitter-elearning.png"></a>Twitter, Facebook &amp; Co. <strong>possono essere utilizzati anche per fare formazione?</strong><br />
Credo proprio di sì. <strong>Twitter</strong>, per esempio, è un ottimo strumento per l&#8217;invio di news e tips seguiti da link di approfondimento. Creare un canale tematico (es: javafx, flexbuilder, java, faidate,  ecc..) e molto semplice, ed altrettanto semplice è porre domande al canale, così come fornire spunti o suggerimenti.</p>
<p>Se avete organizzato (o partecipato a) corsi di formazione, saprete quanto spesso le domande ed i dubbi sorgano dopo la sessione in aula. Ecco, Twitter potrebbe essere un ottimo strumento post-corso per aiutare/aiutarvi a consolidare le nozioni apprese o a far luce su dubbi e curiosità. <strong>Twitter vi aiuta a distribuire approfondimenti</strong>.</p>
<p>Potreste utilizzare Twitter anche come <strong>strumento informale di verifica</strong> aprendo un canale di discussione sugli argomenti trattati. Analizzando le conversazioni, potrete rendervi conto del livello di preparazione dei vostri studenti.</p>
<p><strong>Gli hashtag aiutano a definire gli argomenti</strong>, che nel tempo possono essere arricchiti con ulteriori contenuti ed <strong>aggiornamenti. </strong></p>
<p>Altro punto di rilievo è la possibilità di creare Comunità. Chi partecipa ad un corso entra a far parte di una <strong>Comunità di Pratica</strong> che in genere si disperde al termine del corso, disperdendo così anche una parte del valore aggiunto. Quanto piu&#8217; efficace potrebbe risultare la formazione se i partecipanti potessero continuare nel tempo a <strong>condividere </strong>conoscenze ed esperienze?</p>
<p>Perchè un corso di formazione deve essere visto per forza come una strada a senso unico? Non potrebbero gli studenti di oggi divenire i maestri di domani? Inoltre, condividere i propri punti di vista e le proprie esperienze fornisce un apporto fondamentale alla <strong>diversificazione</strong> dei contenuti, <strong>un&#8217;apertura </strong>indispensabile per fare in modo che i contenuti &#8220;proprietari&#8221; del corso possano essere arricchiti da altri di differente provenienza.</p>
<p>Anche i gruppi di <strong>Facebook </strong>o <strong>Linkedin </strong>possono essere utilizzati per <strong>sessioni formative sia in ambito aziendale che esterno all&#8217;azienda</strong>. D&#8217;altro canto i Forum esistono da anni e sono sempre stati un ottimo strumento formativo e di discussione per numerosissime comunità di pratica.<br />
Tuttavia gli strumenti che ci vengono offerti dalle nuovissime piattaforme sociali sono di gran lunga piu&#8217; raffinati e potenti del classico forum. Video, immagini, e contenuti editabili dagli utenti (es: wiki) rendono la partecipazione alla sessione formativa un&#8217;esperienza molto piu&#8217; coinvolgente ed incisiva.</p>
<p>Anche i media rivestono un ruolo importante nelle sessioni formative. Internet, ma anche Smartphone e WebTV, estendono moltissimo la portata, la durata e la fruibilità di qualunque corso di formazione.</p>
<p>Concludo segnalandovi un&#8217;importante iniziativa avviata da Stefano Besana, il &#8220;<a title="Compila il questionario" href="https://spreadsheets.google.com/viewform?hl=it&amp;formkey=dE5tY2poU25OZ2J0WGd0Y3VaZldwT2c6MA#gid=0" target="_blank">Questionario Social-Network Learnig</a>&#8221; al quale vi invito a partecipare.<br />
E&#8217; un po&#8217; lungo, lo so, ma cercate di fare uno sforzo. Il web 2.0 è anche questo.<br />
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		<title>Twitter e Facebook? Sì, ma solo se in buona compagnia&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 06:57:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non mi sto riferendo a &#8220;Followers&#8221; o &#8220;Fans&#8221;. E&#8217; innegabile che Facebook, Twitter e compagnia stiano sviluppando un&#8217;attrattiva quasi irresistibile per molte Aziende. Sono gratis, facili da implementare, personalizzabili e soprattutto godono di un&#8217;enorme visibilità. Perchè non farlo? Vien quasi da chiedersi perchè continuare ad investire sul proprio sito o sul proprio (pesante) blog. Sì, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Facebook_by_UncleWoodstock.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-539" title="Facebook_by_UncleWoodstock" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Facebook_by_UncleWoodstock-300x300.jpg" alt="Facebook_by_UncleWoodstock" width="300" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Facebook_by_UncleWoodstock.jpg"></a>Non mi sto riferendo a &#8220;Followers&#8221; o &#8220;Fans&#8221;.<br />
E&#8217; innegabile che <strong>Facebook</strong>, <strong>Twitter </strong>e compagnia stiano sviluppando un&#8217;attrattiva quasi irresistibile per molte Aziende. Sono <strong>gratis</strong>, <strong>facili </strong>da implementare, <strong>personalizzabili </strong>e soprattutto godono di un&#8217;enorme <strong>visibilità</strong>. Perchè non farlo? Vien quasi da chiedersi <strong>perchè continuare ad investire sul proprio sito</strong> o sul proprio (pesante) blog. Sì, perchè <strong>manutenere un sito o un blog costa</strong>. Costa fatica, costa denaro, costa fantasia, costa impegno, costa personale, costa consulenza, ecc&#8230;</p>
<p>Ma c&#8217;è il rovescio della medaglia. I Social Media, i Social Network e le Connect Tech piu&#8217; in generale hanno cambiato radicalmente la realtà comunicativa del nostro secolo. Oggi viviamo in una realtà in cui le informazioni &#8220;fluttuano&#8221; in internet miscelandosi tra loro come in una sorta di <strong><a title="Social Network, la realtà colloidale" href="http://paolodonati.blogspot.com/2009/10/social-network-la-realta-colloidale.html" target="_blank">colloide</a></strong>. <em>Le informazioni </em>(di qualunque natura) <em>si trovano in uno stato finemente disperso, tra la soluzione omogenea e la dispersione eterogenea</em>.</p>
<p>I nostri tweet sono gocce nell&#8217;immenso mare del microblogging, i nostri fan non dedicano le loro attenzioni solo alla nostra pagina, e neppure i nostri readers vivono in trepida attesa di una nostra news o della pubblicazione di un nuovo video.</p>
<p>Se da un lato è vero che <strong>le piattaforme sociali godono di un pubblico<strong>(?)</strong> immenso</strong>, dall&#8217;altro è comunque vero che ogni informazioni si disperde immediatamente in una moltitudine caotica di  flussi informativi.</p>
<p><a title="Social Media Map" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/08/come-posso-utilizzare-i-social-media-per-il-mio-business/" target="_blank">Ogni strumento ha il suo giusto scopo</a>, non dimenticatelo. Una buona strategia comunicativa non può prescindere da questi presupposti. Il sito web ed il blog hanno la funzione di raccogliere i contenuti, organizzarli, conservarli e renderli persistenti (molto piu&#8217; di un tweet). Altre piattaforme, invece, servono molto meglio scopi divulgativi nel breve periodo o favoriscono in modo naturale la partecipazione dei nostri &#8220;followers&#8221; (cliccare su &#8216;mi piace&#8217; è molto piu&#8217; semplice che commentare un articolo).</p>
<p>In ultima analisi, <strong>è il mix di tutte le nostre attività che determina il successo</strong> o meno dei nostri sforzi comunicativi. Focalizzarsi su un unico strumento può voler dire essere destinati al fallimento.<br />
Cosa sarebbe la vostra pagina Facebook se non fosse &#8220;nutrita&#8221; dai contenuti del vostro blog, o dai video della vostro canale YouTube?</p>
<p>Perciò fate molta attenzione a non cadere in facili tentazioni. La strada che sembra piu&#8217; agevole è anche quella piu&#8217; ingannevole. Il Web 2.0 non è fatto da spettatori passivi pronti ad accogliere ogni vostra iniziativa.<a title="L'illusione di controllare la propria comunicazione" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/09/lillusione-di-controllare-la-propria-comunicazione-nellera-dei-social-media/" target="_blank"> Il Web 2.0 è molto diverso da ciò a cui molte Aziende erano abituate</a>.</p>
<p>Vedi anche:</p>
<p><a title="Dal web 1.0 al web 2.0" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/06/limportanza-di-saper-ascoltare-nellera-del-web-2-0/" target="_blank">L&#8217;importanza di saper ascoltare all&#8217;epoca del Web 2.0</a><br />
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		<title>La scelta dei collaboratori</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/04/la-scelta-dei-collaboratori/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 07:35:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Web 2.0 sono le persone. Non le macchine, non le piattaforme software, non i template grafici e neppure i fogli di stile, ma le persone. Punto.
Oggi il web marketing è cambiato, ciò che funzionava cinque anni fa ora non produce piu' gli stessi risultati.
Le imprese che vogliono fare Web 2.0 devono cambiare. Punto.
Un Blog, un gruppo su Facebook, un account Twitter, una pagina MySpace o un album su Flickr sono "tentazioni" irresistibili per molte imprese, che inebriate dai fumi del Web 2.0 si gettano a capofitto nel mare dei Social Media.
Molti, tuttavia, rischiano di annegare. Non ci si tuffa in acque sconosciute se non si padroneggia la tecnica del nuoto.
Solo chi è conscio del fatto che il Web 2.0 sono le persone può passare l'esame di nuoto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/04/rooster.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-516" title="moms rooster" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/04/rooster.jpg" alt="moms rooster" width="380" height="357" /></a></p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il Web 2.0 sono le persone. Non le macchine, non le piattaforme software, non i template grafici e neppure i fogli di stile, ma le persone. Punto.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Oggi il web marketing è cambiato, ciò che funzionava cinque anni fa ora non produce piu&#8217; gli stessi risultati.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Le imprese che vogliono fare Web 2.0 devono cambiare. Punto.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Un Blog, un gruppo su Facebook, un account Twitter, una pagina MySpace o un album su Flickr sono &#8220;tentazioni&#8221; irresistibili per molte imprese, che inebriate dai fumi del Web 2.0 si gettano a capofitto nel mare dei Social Media.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Molti, tuttavia, rischiano di annegare. Non ci si tuffa in acque sconosciute se non si padroneggia la tecnica del nuoto.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Solo chi è conscio del fatto che il Web 2.0 sono le persone può passare l&#8217;esame di nuoto.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Voglio raccontarvi una storiella.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">L&#8217;Ing. Gallo, padrone de &#8220;il Pollaio&#8221; sta attraversando un momento di crisi. In realtà molte altre aziende come la sua sono in profonda crisi. La situazione è preoccupante.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">L&#8217;Ing. Gallo inizia a guardarsi attorno per cercare una scappatoia, una via di miglioramento che lo aiuti a superare &#8220;l&#8217;impasse&#8221;. Ben presto scopre che &#8220;la Giungla&#8221;, capitanata dal Sig. Leone sta vivendo un momento di grande prosperità. L&#8217;Ing. Gallo vuole assolutamente conoscere il segreto di Leone e fissa un appuntamento per far visita allo stabilimento del collega.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il Sig. Leone, a dispetto dell&#8217;aria un po&#8217; burbera, è molto cortese e disponibile.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Vede&#8221;, dice il Sig. Leone, &#8220;il mio segrato è molto semplice: scelgo con grande attenzione i miei collaboratori. Ho un metodo infallibile, utilizzo un test di intelligenza&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">L&#8217;Ing. Gallo non sta piu&#8217; nella pelle.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Ecco&#8221;, continua Leone, &#8220;stia a vedere&#8221;. E chiama il Dott. Elefante, il direttore Marketing.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Dott. Elefante&#8221;, domanda Leone, &#8220;risponda per cortesia a questa mia domanda: chi è figlio di tua madre e di tuo padre, ma non è nè tua sorella nè tuo fratello?&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Ma sono io&#8221;, risponde Elefante prima di congedarsi.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Ha capito ora Ing. Gallo?&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">L&#8217;Ing. Gallo è al settimo cielo. &#8220;Certo ho capito! Tutto qui?&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Al suo ritorno a &#8220;il Pollaio&#8221;, l&#8217;Ing. Gallo convoca il Dott. Tacchino per illustargli il test.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Dott. Tacchino, da oggi affronteremo il mercato in un modo nuovo e con nuovi partner che sceglieremo secondo un semplice test.&#8221;, esclama raggiante l&#8217;Ing. Gallo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Ascolti con attenzione, rifletta bene e mi risponda: chi è figlio di tua madre e di tuo padre, ma non è nè tua sorella nè tuo fratello?&#8221;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il Dott. Tacchino sembra perplesso e tentenna: &#8220;Mhh&#8230; devo riflettere. Convocherò i nostri manager migliori per un brain storming. Poi le sapremmo dire&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Così fu. Ma la sessione di brain storming non sembra dare i risultati sperati. I manager, stremati, optano per una pausa e chiedono alla segrataria, la Sig.na Gallina, di portare loro qualche caffè. La Sign.na Gallina deposita i caffè sul tavolo e non può fare a meno di leggere la frase scritta sulla lavagna: &#8220;chi è figlio di tua madre e di tuo padre, ma non è nè tua sorella nè tuo fratello?&#8221;. Sorride e nell&#8217;uscire dalla sala riunioni sussurra: &#8220;facile, ma sono io&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Eureka!&#8221;, esclama il Dott. Tacchino, &#8220;abbiamo la risposta!&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Così Tacchino, gonfio di orgoglio e sicuro del successo, si affretta verso l&#8217;ufficio dell&#8217;Ing. Gallo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Ing. Gallo&#8221;, cinguetta Tacchino, &#8220;abbiamo risolto il test.&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Benissimo&#8221;, ribatte Gallo, &#8220;sapevo di poter contare sul mio team. Allora qual&#8217;è la risposta&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Tacchino sorride e risponde: &#8220;la risposta è molto semplice: è la Sig.na Gallina!&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Ma cosa dice!! Idiota!!&#8221;, tuona l&#8217;Ing. Gallo, &#8220;La risposta esatta è che si tratta del Dott. Elefante&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La morale fatela voi.</div>
<p><strong>Il Web 2.0 sono le persone</strong>. Non le macchine, non le piattaforme software, non i template grafici e neppure i fogli di stile, ma le persone. Punto.</p>
<p>Oggi il web marketing è cambiato, ciò che funzionava cinque anni fa ora non produce piu&#8217; gli stessi risultati.</p>
<p><strong>Le imprese che vogliono fare Web 2.0 devono cambiare</strong>. Punto.</p>
<p>Un Blog, un gruppo su Facebook, un account Twitter, una pagina MySpace o un album su Flickr sono &#8220;tentazioni&#8221; irresistibili per molte imprese, che inebriate dai fumi del Web 2.0 si gettano a capofitto nel mare dei Social Media.</p>
<p>Molti, tuttavia, rischiano di annegare. <span style="text-decoration: underline;">Non ci si tuffa in acque sconosciute se non si padroneggia la tecnica del nuoto</span>.</p>
<p>Solo chi è conscio del fatto che il <span style="text-decoration: underline;"><strong>Web 2.0 sono le persone</strong></span> può passare l&#8217;esame di nuoto.</p>
<h2>Una breve storiella: L&#8217;Ing. Gallo vuole uscire dalla Crisi.</h2>
<p>L&#8217;Ing. Gallo, padrone de &#8220;il Pollaio&#8221; sta attraversando un momento di crisi. In realtà molte altre aziende come la sua sono in profonda crisi. La situazione è preoccupante.</p>
<p>L&#8217;Ing. Gallo inizia a guardarsi attorno per cercare una scappatoia, una via di miglioramento che lo aiuti a superare &#8220;l&#8217;impasse&#8221;.<br />
Ben presto scopre che &#8220;la Giungla&#8221;, capitanata dal Sig. Leone sta vivendo un momento di grande prosperità. L&#8217;Ing. Gallo vuole assolutamente conoscere il segreto di Leone e fissa un appuntamento per far visita allo stabilimento del collega.</p>
<p>Il Sig. Leone, a dispetto dell&#8217;aria un po&#8217; burbera, è molto cortese e disponibile.</p>
<p>&#8220;<em>Vede</em>&#8220;, dice il Sig. Leone, &#8220;<em>il mio segreto è molto semplice: scelgo con grande attenzione i miei collaboratori. Ho un metodo infallibile, utilizzo un test di intelligenza</em>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;Ing. Gallo non sta piu&#8217; nella pelle.</p>
<p>&#8220;<em>Ecco</em>&#8220;, continua Leone, &#8220;<em>stia a vedere</em>&#8220;. E chiama il Dott. Elefante, il direttore Marketing.</p>
<p>&#8220;<em>Dott. Elefante</em>&#8220;, domanda Leone, &#8220;<em>risponda per cortesia a questa mia domanda: chi è figlio di tua madre e di tuo padre, ma non è nè tua sorella nè tuo fratello?</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Ma sono io</em>&#8220;, risponde Elefante prima di congedarsi.</p>
<p>&#8220;<em>Ha capito ora Ing. Gallo?</em>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;Ing. Gallo è al settimo cielo. &#8220;<em>Certo ho capito! Tutto qui?</em>&#8220;.</p>
<p>Al suo ritorno a &#8220;il Pollaio&#8221;, l&#8217;Ing. Gallo convoca il Dott. Tacchino per illustargli il test.</p>
<p>&#8220;<em>Dott. Tacchino, da oggi affronteremo il mercato in un modo nuovo e con nuovi partner che sceglieremo secondo un semplice test.</em>&#8220;, esclama raggiante l&#8217;Ing. Gallo.</p>
<p>&#8220;<em>Ascolti con attenzione, rifletta bene e mi risponda: chi è figlio di tua madre e di tuo padre, ma non è nè tua sorella nè tuo fratello?</em>&#8221;</p>
<p>Il Dott. Tacchino sembra perplesso e tentenna: &#8220;<em>Mhh&#8230; devo riflettere. Convocherò i nostri manager migliori per un brain storming. Poi le sapremo dire</em>&#8220;.</p>
<p>Così fu. Ma la sessione di brain storming non sembra dare i risultati sperati. I manager, stremati, optano per una pausa e chiedono alla segrataria, la Sig.na Gallina, di portare loro qualche caffè. La Sign.na Gallina deposita i caffè sul tavolo e non può fare a meno di leggere la frase scritta sulla lavagna: &#8220;chi è figlio di tua madre e di tuo padre, ma non è nè tua sorella nè tuo fratello?&#8221;. Sorride, e nell&#8217;uscire dalla sala riunioni sussurra: &#8220;<em>facile, ma sono io</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Eureka!</em>&#8220;, esclama il Dott. Tacchino, &#8220;<em>abbiamo la risposta!</em>&#8220;.</p>
<p>Così Tacchino, gonfio di orgoglio e sicuro del successo, si affretta verso l&#8217;ufficio dell&#8217;Ing. Gallo.</p>
<p>&#8220;<em>Ing. Gallo</em>&#8220;, cinguetta Tacchino, &#8220;<em>abbiamo risolto il test.</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Benissimo</em>&#8220;, ribatte Gallo, &#8220;<em>sapevo di poter contare sul mio team. Allora qual&#8217;è la risposta</em>&#8220;.</p>
<p>Tacchino sorride e risponde: &#8220;<em>la risposta è molto semplice: è la Sig.na Gallina!</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Ma cosa dice!! Idiota!!</em>&#8220;, tuona l&#8217;Ing. Gallo, &#8220;<em>La risposta esatta è che si tratta del Dott. Elefante</em>&#8220;.</p>
<p>La morale fatela voi.<br />
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</ul>
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		<title>Social Media Tour: da non perdere</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/03/social-media-tour-da-non-perdere/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 16:17:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Social Media Tour Perchè Internet fa davvero bene all&#8217;Italia. Da Firenze, passando per Milano e Roma, un tour di eventi gratuiti per spiegare come i Social Media possano contribuire a rilanciare l&#8217;Italia, nel mondo. Clicca qui per registrarti. Related Posts: Ecco perchè molte Aziende non saranno mai 2.0 Ma quanta paura ti fa l&#8217;innovazione? Possiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Ve_3kt8bBVo&amp;rel=0&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/Ve_3kt8bBVo&amp;rel=0&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<h1>Social Media Tour</h1>
<p>Perchè Internet fa davvero bene all&#8217;Italia.</p>
<p>Da Firenze, passando per Milano e Roma, un tour di eventi gratuiti per spiegare come i Social Media possano contribuire a rilanciare l&#8217;Italia, nel mondo.</p>
<p><a title="Registrati" href="http://socialmediatour.it/" target="_blank">Clicca qui per registrarti.</a><br />
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		<title>Enterprise 2.0 e Open Source</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 07:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una bella presentazione tenutasi alla conferenza Better Software. Mauro Manetti introduce con parole semplici i reali vantaggi dell&#8217;utilizzo di soluzioni Enterprise 2.0 in azienda e dell&#8217;implementazione mediante strumenti Open Source. Molto interessante il cambiamento di scenario, da 1.0 a 2.0, che si ottiene nello sviluppo del software quando si passa da un modello piramidale ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object id="viddler" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="437" height="288" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="flashvars" value="fake=1" /><param name="src" value="http://www.viddler.com/player/c8345055/" /><param name="name" value="viddler" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="viddler" type="application/x-shockwave-flash" width="437" height="288" src="http://www.viddler.com/player/c8345055/" name="viddler" flashvars="fake=1" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>Una bella presentazione tenutasi alla conferenza <a title="Better Software" href="http://www.viddler.com/explore/BetterSoftware/" target="_blank">Better Software</a>.<br />
<a title="Mauro Manetti" href="http://it.linkedin.com/in/mmanetti" target="_blank">Mauro Manetti</a> introduce con parole semplici i reali vantaggi dell&#8217;utilizzo di soluzioni Enterprise 2.0 in azienda e dell&#8217;implementazione mediante strumenti Open Source.</p>
<p>Molto interessante il cambiamento di scenario, da 1.0 a 2.0, che si ottiene nello sviluppo del software quando si passa da un modello piramidale ad uno organizzato secondo i paradigmi dell&#8217;<a title="Metodologia Agile" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Metodologia_agile" target="_blank">Agile Programming</a>.<br />
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</ul>
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		<title>Connection Technologies sempre piu&#8217; flessibili.</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/02/connection-technologies-sempre-piu-flessibili/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/02/connection-technologies-sempre-piu-flessibili/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 12:26:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Portare le nuove &#8220;ConnectTech&#8221; (o Social Media) all&#8217;interno dell&#8217;azienda non è cosa facile. Molti concetti che fanno il successo del Web 2.0 (condivisione, user generated contents, profilo pubblico) sembrano stridere se nominati ad alta voce all&#8217;interno dei corridoi aziendali. Una cosa è certa, l&#8217;Enterprise 2.0 non è il Web 2.0. Perciò non c&#8217;è da meravigliarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="BEEing" href="http://www.smartfeeling.org/beeing/2010/02/18/la-flessibilita-di-beeing/" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-486" title="BEEing: tecnologia flessibile" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/flexible2.png" alt="BEEing: tecnologia flessibile" width="343" height="324" /></a></p>
<p>Portare le nuove &#8220;ConnectTech&#8221; (o Social Media) all&#8217;interno dell&#8217;azienda non è cosa facile.<br />
Molti concetti che fanno il successo del Web 2.0 (condivisione, user generated contents, profilo pubblico) sembrano stridere se nominati ad alta voce all&#8217;interno dei corridoi aziendali.</p>
<p>Una cosa è certa, l&#8217;Enterprise 2.0 non è il Web 2.0. Perciò non c&#8217;è da meravigliarsi se molti progetti partono con grandi idee ed obiettivi ambiziosi e finiscono poi con il ritrovarsi intrappolati tra le maglie della rete aziendale fatta di procedure scritte e prassi consolidate.</p>
<p>Gli strumenti &#8220;sociali&#8221; da applicare all&#8217;interno di un&#8217;azienda devono essere <strong>molto piu&#8217; flessibili e personalizzabili</strong> (e controllabili) di quelli che potremmo applicare tranquillamente al di fuori dei cancelli aziendali.</p>
<p>Questi i presupposti da cui sono partiti gli sviluppatori del primo framework Italiano orientato allo sviluppo di soluzioni Enterprise 2.0: <a title="BEEing" href="http://www.smartfeeling.org/beeing/2010/02/18/la-flessibilita-di-beeing/" target="_blank">BEEing</a>.<br />
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		<title>Chi ha paura del Web 2.0? (di Gianluigi Zarantonello)</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/01/chi-ha-paura-del-web-2-0-di-gianluigi-zarantonello/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/01/chi-ha-paura-del-web-2-0-di-gianluigi-zarantonello/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 08:02:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vi segnalo questo ottimo lavoro di Gianluigi Zarantonello: Chi ha paura del Web 2.0? Dedicate qualche minuto a leggerlo tutto d&#8217;un fiato, perchè merita e offre interessanti spunti di riflessione. E&#8217; la raccolta di 25 brevi, ma intensi, post: Perché è necessario superare la paura del web 2.0 Perché è necessario superare la paura del web [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/chihapauradelweb.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-460" title="chihapauradelweb" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/chihapauradelweb-300x215.png" alt="chihapauradelweb" width="300" height="215" /></a>Vi segnalo questo ottimo lavoro di Gianluigi Zarantonello:<br />
<a rel="nofollow" href="http://webspecialist.wordpress.com/2010/01/11/e-book-chi-ha-paura-del-web-2-0-raccolta-di-posts/" target="_blank">Chi ha paura del Web 2.0?</a></p>
<p>Dedicate qualche minuto a leggerlo tutto d&#8217;un fiato, perchè merita e offre interessanti spunti di riflessione.<br />
E&#8217; la raccolta di 25 brevi, ma intensi, post:</p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Perché è necessario superare</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">la paura del web 2.0</div>
<div>
<ul>
<li>Perché è necessario superare la paura del web 2.0</li>
<li></li>
<li>Come approcciare in modo corretto (e strategico) i social media?</li>
<li>Perché i miei clienti non parlano con me?</li>
<li>Aziende e social media: sarà vero amore (e vero successo)?</li>
<li>Che tecnologia di social media dovreste scegliere? Dipende dai vostri obiettivi…</li>
<li>Sai che cosa si dice di te in rete? L’importanza del monitoraggio</li>
<li>Meglio inventare ogni volta la ruota o consegnare ad altri i propri utenti?</li>
<li>Fareste conversazione con un frullatore? Sul web io sì, e vi spiego il perché!</li>
<li>Internet è il media più misurabile ma…lo misuriamo?</li>
<li>Come misurare il ritorno dell’investimento sui social media?</li>
<li>Il web 2.0, i contenuti e la coda lunga</li>
<li>Comunicare nella “nuvola d’informazione”</li>
<li>La vostra azienda è ben distribuita sul web?</li>
<li>Comunicare sul web nell’economia dell’abbondanza (e della scarsità di attenzione)</li>
<li>Avete mai sentito un marketing manager cinguettare?</li>
<li>La mia azienda dovrebbe avere un blog?</li>
<li>I principi delle reti sociali applicati alla comunicazione interna e all’organizzazione?</li>
<li>Enterprise 2.0: i software sono già collaborativi, ma le persone?</li>
<li>Gli specialisti del web 2.0, gente sull’orlo del caos (in senso fisico)?</li>
<li>Identità 2.0, voi state costruendo la vostra presenza in rete?</li>
<li>Perché il nuovo professionista del web è sempre più specialista, umanista e… redditizio per l’azienda</li>
<li>Il personal branding nell’era del web 2.0 e dei social network</li>
<li>I social media, il chiasso e la coda lunga</li>
<li>Social Network, perché sono così adatti al mobile web?</li>
<li>L’evoluzione del Social Web, dallo sharing al (futuro?) social commerce</li>
</ul>
</div>
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<li><a href='http://www.smartfeeling.org/blog/2010/10/memexpo-lesposizione-aumentata-2/' title='MemExpo, l&#8217;esposizione &#8220;aumentata&#8221;'>MemExpo, l&#8217;esposizione &#8220;aumentata&#8221;</a></li>
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<li><a href='http://www.smartfeeling.org/blog/2010/04/la-scelta-dei-collaboratori/' title='La scelta dei collaboratori'>La scelta dei collaboratori</a></li>
<li><a href='http://www.smartfeeling.org/blog/2009/11/enterprise-2-0-a-scuola-di-web-2-0-per-ri-abituarsi-a-scrivere/' title='Enterprise 2.0: a scuola di web 2.0 per ri-abituarsi a scrivere'>Enterprise 2.0: a scuola di web 2.0 per ri-abituarsi a scrivere</a></li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Enterprise 2.0: dall&#8217; &#8220;Archiviazione Documentale&#8221; alla &#8220;Condivisione Documentale&#8221;</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/11/enterprise-2-0-dall-archiviazione-documentale-alla-condivisione-documentale/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/11/enterprise-2-0-dall-archiviazione-documentale-alla-condivisione-documentale/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 09:41:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[corporate 2.0]]></category>
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		<category><![CDATA[presentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.smartfeeling.org/blog/?p=402</guid>
		<description><![CDATA[In questa presentazione ho cercato di affrontare il concetto di "Archiviazione Documentale" da un punto di vista collaborativo, quello dei progetti Enterprise 2.0.
Per moltissime imprese è ancora difficile comprendere i vantaggi di soluzioni Enterprise 2.0.
Troppo spesso si confonde l'Enterprise 2.0 con il Web 2.0. Tuttavia utilizzare strumenti come i Social Media all'interno dell'azienda e ben altra cosa che farlo a scopo personale e privato per il proprio svago.
Dedicare tempo e risorse ad attività "sociali" all'interno e verso l'esterno dell'azienda fornisce alle imprese un grandissimo vantaggio competitivo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="__ss_2481929" style="width: 425px; text-align: left;"><a style="font: 14px Helvetica,Arial,Sans-serif; display: block; margin: 12px 0 3px 0; text-decoration: underline;" title="Archiviazione2.0" href="http://www.slideshare.net/angelo.geminiani/archiviazione20">Archiviazione2.0</a><object style="margin: 0px;" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=archiviazione2-0-091112030959-phpapp01&amp;stripped_title=archiviazione20" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed style="margin: 0px;" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=archiviazione2-0-091112030959-phpapp01&amp;stripped_title=archiviazione20" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="font-size: 11px; font-family: tahoma,arial; height: 26px; padding-top: 2px;">View more <a style="text-decoration: underline;" href="http://www.slideshare.net/">documents</a> from <a style="text-decoration: underline;" href="http://www.slideshare.net/angelo.geminiani">Gian Angelo Geminiani</a>.</div>
</div>
<p>In questa presentazione ho cercato di affrontare il concetto di &#8220;Archiviazione Documentale&#8221; da un punto di vista collaborativo, quello dei progetti Enterprise 2.0.<br />
Per moltissime imprese è ancora difficile comprendere i vantaggi di soluzioni Enterprise 2.0.<br />
Troppo spesso si confonde l&#8217;Enterprise 2.0 con il Web 2.0. Tuttavia utilizzare strumenti come i Social Media all&#8217;interno dell&#8217;azienda e ben altra cosa che farlo a scopo personale e privato per il proprio svago.<br />
Dedicare tempo e risorse ad attività &#8220;sociali&#8221; all&#8217;interno e verso l&#8217;esterno dell&#8217;azienda fornisce alle imprese un grandissimo vantaggio competitivo.</p>
<p>Anche un semplice progetto di &#8220;Archiviazione Documentale&#8221; può trasformarsi in un progetto collaborativo in grado di innestare una spirale di miglioramento dei processi e crescita del personale interno.<br />
Già, perchè non dobbiamo dimenticarci del personale interno.</p>
<p>Secondo voi, sono piu&#8217; i rischi o i vantaggi nell&#8217;affrontare un progetto di questo tipo. E perchè?<br />
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