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	<title>SMARTFEELING BLOG &#187; Comunicazione</title>
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	<description>enterprise 2.0 and social media</description>
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		<title>Il prodotto si vende meglio se è su misura</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 13:09:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[configuratori]]></category>
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		<description><![CDATA[Non è una novità che se il cliente può personalizzare il proprio prodotto, allora è anche piu&#8217; propenso all&#8217;acquisto. La tendenza è sempre piu&#8217; quella di offrire ai propri clienti prodotti &#8220;configurabili&#8221; o personalizzabili. Tuttavia un&#8217;interfaccia complessa, una terminologia troppo tecnica o una cascata di domande superflue potrebbero demotivare anche il cliente piu&#8217; caparbio. Realizzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bit.ly/rlkbcw"><img class="size-full wp-image-789 alignnone" title="sphinner-configuratore-bticino" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/sphinner-configuratore-bticino.png" alt="" width="530" height="406" /></a><br />
Non è una novità che se il cliente può personalizzare il proprio prodotto, allora è anche piu&#8217; propenso all&#8217;acquisto.</p>
<p>La tendenza è sempre piu&#8217; quella di offrire ai propri clienti prodotti &#8220;configurabili&#8221; o personalizzabili.<br />
Tuttavia un&#8217;interfaccia complessa, una terminologia troppo tecnica o una cascata di domande superflue potrebbero demotivare anche il cliente piu&#8217; caparbio.</p>
<p>Realizzare una soluzione di configurazione funzionale e piacevole è scienza ed arte al contempo.</p>
<p>BTicino ha realizzato un prodotto molto interessante che credo potrebbe essere utilizzato come fonte di ispirazione da molti punti di vista.<br />
<a title="Un configuratore pensato per i clienti" href="http://bit.ly/rlkbcw">Qui trovate un articolo dedicato ed un piccolo approfondimento. </a><br />
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</ul>
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		<title>Ma quanta paura ti fa l&#8217;innovazione?</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 09:02:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Innovazione è un’attività di pensiero che, elevando il livello di conoscenza attuale, perfeziona un processo migliorando quindi il tenore di vita dell&#8217;uomo. Innovazione è cambiamento che genera progresso umano; porta con sé valori e risultati positivi, mai negativi. Il cambiamento che porta peggioramento delle condizioni non è innovazione: è regresso. [wikipedia: innovazione] Per me (liberi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-678" title="cat" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/04/cat.jpg" alt="" width="587" height="426" /></p>
<blockquote><p><strong>Innovazione</strong> è un’attività di pensiero che, elevando il livello di conoscenza attuale, perfeziona un processo migliorando quindi il tenore di vita dell&#8217;uomo. Innovazione è cambiamento che genera progresso umano; porta con sé valori e risultati positivi, mai negativi. Il cambiamento che porta peggioramento delle condizioni non è innovazione: è regresso. [<a title="innovazione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Innovazione" target="_blank">wikipedia: innovazione</a>]</p></blockquote>
<p>Per me (liberi di condividere o meno) <strong>Innovazione </strong>significa fare qualcosa che<strong> migliori il quotidiano</strong>, <strong>meglio degli altri</strong>.<br />
Quando metti <strong>passione </strong>e <strong>sentimento </strong>in ciò che fai, allora è facile che prima o poi tu faccia qualcosa di realmente innovativo.</p>
<p>Non si innova negli orari di ufficio &#8220;indossando la giacca e la cravatta&#8221;. E&#8217; molto piu&#8217; facile farlo di notte o al mattino prestissimo in &#8220;jeans e maglietta&#8221;. Non si innova seguendo procedure scritte e prassi consolidate, lo si fa uscendo dagli schemi e rompendo la routine. Per questo motivo <strong>gli innovatori non sono simpatici a nessuno, perchè rompono</strong>.</p>
<p>Innovazione e cambiamento vanno di pari passo. E allora, <strong>quanta paura ti fa l&#8217;innovazione?</strong><br />
Ti sei mai trovato faccia a faccia con una vera innovazione? Che cosa hai fatto? Ti sei fermato a riflettere o ti sei riparato dietro ad un alibi qualunque?<br />
O semplicemente non l&#8217;hai riconosciuta come tale.</p>
<p>Internet è stata una grande innovazione. Google ha innovato Internet. Il Web 2.0 ha cambiato nuovamente le carte in tavola portando nuova innovazione. iPhone e iPad stanno cambiando il nostro modo di utilizzare i contenuti forniti da Internet perchè &#8220;c&#8217;è un&#8217;App per questo&#8221;.</p>
<h2>Ora immagina</h2>
<p>Immagina e <strong>pensa a ciò che sei sul web</strong>. Quanti link ti descrivono, quanti portano a te e alla tua azienda, quanti al tuo lavoro. <strong>Questi link sono la tua essenza</strong> e l&#8217;essenza del tuo brand.</p>
<p>Immagina di poter prendere <strong>tutti i tuoi link, tutto ciò che sei sul web</strong> (sito web, e-commerce, twitter, friendfeed, facebook, linkedin, skype, slideshare, youtube, flickr, ecc..) e di poterli <strong>riassumere in un unico brevissimo insieme di numeri</strong>, un codice univoco di 10 cifre. <strong>Questo è il tuo avatar</strong>.</p>
<p>Immagina di poter associare delle etichette (TAG) a questo avatar per <strong>definire una <a title="wikipedia: Tassonomia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tassonomia" target="_blank">tassonomia</a> </strong>(il link porta alla definizione di tassonomia) <strong>che aiuti gli altri a capire chi sei in tre parole chiave</strong>.</p>
<p>Immagina di poter <strong>liberare il tuo avatar sul web</strong>, di lasciarlo libero di vagare per la rete assieme a tutto ciò che ti rappresenta. Un salto su twitter, una capatina su facebook ed una visita al profilo di qualche cliente interessato su linkedin.</p>
<p>Ed ora immagina di <strong>poter toccare il tuo avatar</strong>, di porterlo far uscire dal mondo digitale e dargli vita, in modo che altri possano <strong>vederlo e farselo amico</strong>. Sì, immagina di poter condividere tutto cio che sei sul web con chi incontri per strada, in modo semplice come una stretta di mano.</p>
<p>Riesci a vedere tutto questo?</p>
<h2>Io l&#8217;ho fatto, ho immaginato</h2>
<p>Quasi due anni fa ho immaginato questo. Ho immaginato la possibilità di <strong>realizzare un &#8220;avatar analogico&#8221; della nostra essenza digitale</strong>.<br />
L&#8217; ho immaginato ed ora ve lo presento, perchè <strong>il solo immaginare non significa innovare, ma sognare</strong>.</p>
<h2>Ora prova qualcosa di nuovo</h2>
<p>Se hai paura delle novità, le osservi con scetticismo o non hai alcuna voglia di sperimentare di persona, allora fermati qui.</p>
<p>Se invece hai un telefono cellulare a portata di mano e sei curioso di provare qualcosa di nuovo, allora preparati.<br />
Non temere, non dovrai inviare alcun SMS e neppure spendere un centesimo.</p>
<p><strong>Fai uno squillo a questo numero 0123917000</strong>. Non otterrai alcuna risposta, ma solo il segnale di chiamata rifiutata (per questo motivo non hai costi).<br />
Assicurati che il numero di telefono non sia nascosto, altrimenti &#8220;l&#8217;avatar&#8221; non potrà risponderti.</p>
<p>Attendi qualche secondo (a volte il traffico GSM può ritardare la risposta anche di qualche minuto) e riceverai la risposta dall&#8217;avatar che hai  &#8221;bookmarkato&#8221;.</p>
<p>L&#8217;SMS che ricevi contiene le istruzioni per collegarti la prima volta al server. Il nome utente utilizzato corrisponde al tuo numero di cellulare e la password è stata creata con un algoritmo casuale.</p>
<p><strong>Collegati al sito</strong>, attendi il caricamento dell&#8217;applicazione (la prima volta può richiedere fino ad un minuto di tempo) ed inserisci le tue credenziali. Una volta entrato puoi completare il tuo profilo.</p>
<p><strong>Ora prova con il mio avatar personale</strong> e fai uno squillo allo <strong>0123917070</strong>. Il mio avatar (0123917070) ti risponderà con alcuni dei miei dati personali (puoi usarli per contattarmi).</p>
<h2>Ora Immagina come potresti utilizzare tutto questo per il tuo brand o per te stesso.</h2>
<ul>
<li>Metti il tuo avatar sul biglietto da visita. Il biglietto non lasciarlo al cliente, ma fagli fare lo squillo.</li>
<li>Metti il tuo avatar nella firma della posta elettronica</li>
<li>Assegna un avatar ad ogni prodotto, saprai quanti clienti sono interessati in tempo reale</li>
<li>Crea un avatar che rapprensenti al meglio la tua azienda e distribuiscilo ovunque (vetrine, cataloghi, pubblicità, brochure, GDO, centri commerciali, ecc..)</li>
<li>Non farti mai piu&#8217; trovare in fiera senza un avatar</li>
<li>Prepara un avatar per i tuoi convegni ed offri a chi ti ascolta un modo immediato per &#8220;seguirti&#8221; (follow me &#8211; non piu&#8217; solo su twitter)</li>
</ul>
<p>Il tuo avatar ti tiene aggiornato in tempo reale su quanti ti stanno seguendo e gradisce moltissimo partecipare al buzz sui principali social media.</p>
<h2>Ti piace l&#8217;idea?</h2>
<p>Allora puoi partire anche subito. Se hai bookmarkato il mio avatar (0123917070) saprai anche come contattarmi.<br />
Se sei entusiasta dell&#8217;idea e ci credi veramente, allora puoi entrare a far parte dell&#8217;&#8221;<a title="Enjoy Program" href="http://www.quick-pin.com/enjoy-program/" target="_blank">Enjoy Program</a>&#8221; che ti regala un avatar per tutto il tempo che vuoi.<br />
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</ul>
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		<title>Quando la community ha una marcia in piu&#8217;</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 10:49:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; da qualche tempo che trascuro Smartfeeling per altre attività. Per farmi perdonare vi presento molto brevemente un reale caso di successo (che mi coinvolge direttamente) in cui il lavoro della community ha portato e sta portando moltissimo all&#8217;Azienda. Si tratta del contest indetto da Fontanot su Zooppa. Il contest non è ancora terminato ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_674" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://zooppa.it/ads/2-easy-fontanot/videos/la-scelta-4"><img class="size-medium wp-image-674" title="La scelta" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/03/fontanot-viral-300x222.png" alt="" width="300" height="222" /></a><p class="wp-caption-text">La scelta: non è importanete dove andare, ma come andarci</p></div>
<p>E&#8217; da qualche tempo che trascuro Smartfeeling per altre attività. Per farmi perdonare vi presento molto brevemente un reale caso di successo (che mi coinvolge direttamente) in cui il lavoro della community ha portato e sta portando moltissimo all&#8217;Azienda.</p>
<p>Si tratta del contest indetto da <a title="Contest Fontanot su Zooppa" href="http://zooppa.it/contests/2-easy-fontanot" target="_blank">Fontanot su Zooppa</a>.</p>
<p>Il contest non è ancora terminato ed i primi lavori proposti sono già di ottima qualità e forniscono spunti che molto difficilmente sarebbero potuti partire dal personale interno o da agenzie esterne. Alcuni dei video contengono elementi virali molto divertenti, altri sono già ottimi per uno spot o una campagna promozionale senza troppi ritocchi migliorativi.</p>
<p>Inoltre da una prima analisi del buzz i dati sono piu&#8217; che confortanti, direi addirittura sorprendenti (e il Brand ringrazia).</p>
<p>Non voglio annoiarvi oltremodo e vi lascio i link al contest ed ai video. Buon divertimento.</p>
<p>Link:</p>
<ul>
<li><a title="Contest Fontanot su Zooppa" href="http://zooppa.it/contests/2-easy-fontanot" target="_blank">Il contest</a></li>
<li><a title="I video del contest Fontanot su Zooppa" href="http://zooppa.it/ads/2-easy-fontanot" target="_blank">I video</a></li>
<li><a href="http://zooppa.it/ads/2-easy-fontanot/videos/la-scelta-4" target="_blank">Il mio video preferito (fino ad ora)</a></li>
</ul>
<p>Un&#8217;ultima cosa, anche i commenti della community forniscono degli spunti di marketing interessanti.<br />
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<li><a href='http://www.smartfeeling.org/blog/2010/12/la-ricetta-campbell-per-un-milione-di-utenti-al-mese/' title='La ricetta Campbell per un milione di utenti al mese'>La ricetta Campbell per un milione di utenti al mese</a></li>
<li><a href='http://www.smartfeeling.org/blog/2012/01/16-buoni-consigli-per-lesordio-di-una-pmi-sui-social-media/' title='16 buoni consigli per l&#8217;esordio di una PMI sui Social Media'>16 buoni consigli per l&#8217;esordio di una PMI sui Social Media</a></li>
<li><a href='http://www.smartfeeling.org/blog/2011/08/una-geniale-campagna-di-marketing-virale-progettata-da-apple/' title='Una geniale campagna di marketing virale progettata da Apple?'>Una geniale campagna di marketing virale progettata da Apple?</a></li>
<li><a href='http://www.smartfeeling.org/blog/2011/01/le-10-domande-piu-poste-sui-social-media/' title='Le 10 domande piu&#8217; poste sui Social Media'>Le 10 domande piu&#8217; poste sui Social Media</a></li>
</ul>
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		<title>MemExpo, l&#8217;esposizione &#8220;aumentata&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 13:57:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Web è cambiato moltissimo negli ultimi quattro anni. Oggi è quasi irriconoscibile per chi, come per la maggior parte delle aziende italiane, lo frequenta poco o con disattenzione. Il Web si è frammentato in centinaia di rivoli, uno separato dall&#8217;altro ma allo stesso tempo uniti in un unico ed enorme fiume di informazioni, chiacchiere, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="MemExpo" href="http://www.memexpo.com/augmented-exhibition/memexpo-in-dettaglio/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-588 alignleft" title="memexpo-extend-your-site" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/10/memexpo-extend-your-site-300x210.png" alt="" width="300" height="210" /></a><strong>Il Web è cambiato</strong> moltissimo negli ultimi quattro anni. Oggi è quasi irriconoscibile per chi, come per la maggior parte delle aziende italiane, lo frequenta poco o con disattenzione.</p>
<p>Il <strong>Web si è frammentato</strong> in centinaia di rivoli, uno separato dall&#8217;altro ma allo stesso tempo uniti in <strong>un unico ed enorme fiume di informazioni</strong>, <strong>chiacchiere</strong>, pettegolezzi e <strong>notizie </strong>di ogni genere.<br />
Twitter, Facebook, FriendFeed, LinkedIn, SlideShare, YouTube, Gowalla, Foursquare e compagnia bella si intrecciano con centinaia di Apps per iPhone, Android o Symbian, creando un ecosistema pulsante ed incontrollabile.</p>
<p>E&#8217; qui che finisce <strong>la nostra comunicazione aziendale</strong>, come una piccola goccia in questo mare infinito, <strong>dispersa</strong>.<br />
Diluita, dispersa, colloidale, o mettiamola come ci pare, la nostra comunicazione istituzionale non ha piu&#8217; lo stesso peso, la stessa sostanza e la stessa visibilità di qualche anno fa. I nostri siti web, dalla grafica accattivante o dal design innovativo, non stanno producendo per quello che ci sono costati. Perchè?</p>
<p><strong>Perchè internet è cambiato. </strong>Punto<strong>.<br />
<span style="font-weight: normal;">Ecco perchè oggi vi presento questo video. Perchè MemExpo è un&#8217;occasione di visibilità e </span>partecipazione al Web 2.0 anche se non avete idea di come cominciare<span style="font-weight: normal;">.</span></strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="390" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/7VO3_JRO8Uw&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="390" src="http://www.youtube.com/v/7VO3_JRO8Uw&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Visitate <a title="Home page MemExpo" href="http://www.memexpo.com/augmented-exhibition/" target="_blank">il sito</a> ed esplorate un po&#8217; i vari canali (come quello<a href="http://www.memexpo.com/exhibitors/"> dedicato alle aziende</a> o quello dedicato <a title="MemExpo EIMA 2010" href="http://www.memexpo.com/mem-eima2010/" target="_blank">agli eventi espositivi</a>) di questa nuovissima iniziativa.<br />
Se volete capirne di piu&#8217;, <a title="MemExpo Aziende" href="http://www.memexpo.com/augmented-exhibition/memexpo-exhibitors-in-dettaglio/" target="_blank">qui trovate la spiegazione dettagliata sul come funzioni il canale dedicato alle aziende</a>.</p>
<p>E&#8217; un servizio innovativo e molto economico, che ci consente di partecipare anche se non sappiamo da dove cominciare. Beh, potremmo cominciare proprio da MemExpo.<br />
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</ul>
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		<title>Augmented Reality: arricchiamo la realtà dei nostri clienti.</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 10:33:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La chiamano &#8220;Realtà Aumentata&#8220;, cioè la realtà di sempre con qualcosa in piu&#8217;. Non è fantascienza e nemmeno la visione di un futuro lontano. La realtà aumentata (Augmented Reality) è oggi. Project Natal, di Microsoft, mira a sostituire il controller di gioco con il giocatore stesso. Una o piu&#8217; videocamere riprendono l&#8217;ambiente in cui il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/augmentedreality.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-408" title="augmentedreality" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/augmentedreality-300x200.png" alt="augmentedreality" width="300" height="200" /></a></p>
<p>La chiamano &#8220;<strong>Realtà Aumentata</strong>&#8220;, cioè la realtà di sempre con qualcosa in piu&#8217;.<br />
Non è fantascienza e nemmeno la visione di un futuro lontano. La realtà aumentata (Augmented Reality) è oggi.</p>
<p><a title="Project Natal" href="http://www.xbox.com/en-US/live/projectnatal/" target="_blank">Project Natal</a>, di Microsoft, mira a sostituire il controller di gioco con il giocatore stesso. <strong>Una o piu&#8217; videocamere riprendono l&#8217;ambiente in cui il giocatore si muove</strong> e ne tracciano i movimenti. La realtà dell&#8217;ambiente in cui il giocatore si muove, viene fusa con la rappresentazione digitale che compare sul monitor.</p>
<p>Questo è lo stesso principio di interazione della &#8220;Realtà Aumentata&#8221;: <strong>arricchire la realtà che circonda l&#8217;attore umano</strong> con contenuti digitali interattivi. Il sistema riconosce gli oggetti e le persone ed è in grado di ricostruire la realtà arricchendola c<strong>on nuovi ed interattivi contenuti digitali</strong>.</p>
<p>Grandiosa esperienza di gioco, starete pensando. Tuttavia non si tratta solo di un gioco.<br />
La realtà aumentata può essere una <strong>buona occasione per rinnovare le modalità con cui interagiamo con i nostri clienti </strong>o i nostri clienti interagiscono con i prodotti. NVIDIA sta&#8217; producendo chip grafici sempre piu&#8217; potenti per il mondo Mobile. Presto tutti gli smart-phone (ed altri device, es: i navigatori) saranno in grado di estendere la percezione della realtà che ci circonda (alcuni già lo fanno). I navigatori satellitari di nuova generazione non mostrano piu&#8217; la cartina del territorio, ma tracciano le indicazioni direttamente sul display che mostra la strada ripresa sa una piccola telecamera. Alcuni cellulari dotati di Gps sono in grado di farci da guida turistica mentre passeggiamo per la città, mostrando punti di interesse,  indicazioni interattive o le note lasciate lì da qualche altro passante.</p>
<p>Si tratta di veri e propri layer paralleli, che si sovrappongono alla realtà. Ne &#8220;<a title="L'illusione di controllare la propria comunicazione" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/09/lillusione-di-controllare-la-propria-comunicazione-nellera-dei-social-media/" target="_blank">L&#8217;illusione di controllare la propria comunicazione</a>&#8221; ho introdotto il concetto di &#8220;<strong>iper realtà</strong>&#8221; parlando dei layer introdotti da applicazioni sociali come <strong>DotSpots </strong>o <strong>SideWiki</strong>. Oggi, in questo video, ho tentato di illustrare ancora meglio il concetto. <strong>La realtà</strong> oggi <strong>è quanto mai un concetto relativo</strong>.<br />
Tralasciando gli aspetti inquietanti, ho cercato di concentrarmi sugli aspetti che possano farci comprendere meglio come queste tecnologie siano in grado di aiutare i nostri clienti, amici e noi stessi nelle nostre attività quotidiane e nel nostro business.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/7tLRDS2pfGM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/7tLRDS2pfGM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Come mio solito, vi stimolo a dire la vostra.<br />
Cosa pensate della Realtà Aumentata? Pensate sia un&#8217;aberrazione? Oppure può aiutarci a vivere meglio, a condividere meglio informazioni e conoscenza.  Quali ripercussioni avrà sul futuro delle imprese? Può offrire un vantaggio competitivo? Come potrebbe cambiare il mondo dell&#8217;educazione?<br />
Certo è, che il mondo (ed il mercato) cambia ed io sono convinto che restare a guardare non sia in questo momento la scelta migliore.<br />
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		<title>A tutto WEB 2.0! Ma non per tutti&#8230;.</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 09:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutti 2.0. Affidereste i vostri risparmi al fruttivendolo sotto casa? Ha un buon registratore di cassa e probabilmente è finanziariamente piu&#8217; &#8220;solido&#8221; di molte banche, tuttavia dubito che qualcuno di voi gli affiderebbe i propri risparmi. Allo stesso modo, deleghereste a quel bravissimo pittore che espone tutte le domeniche nella piazza centrale la campagna marketing [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/10/LaBandaDegliOnesti.jpg"><img class="size-full wp-image-381 alignnone" title="LaBandaDegliOnesti" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/10/LaBandaDegliOnesti.jpg" alt="LaBandaDegliOnesti" width="319" height="319" /></a></p>
<h2 style="font-size: 1.5em;">Tutti 2.0.</h2>
<p><strong>Affidereste i vostri risparmi al fruttivendolo sotto casa?</strong><br />
Ha un buon registratore di cassa e probabilmente è finanziariamente piu&#8217; &#8220;solido&#8221; di molte banche, tuttavia dubito che qualcuno di voi gli affiderebbe i propri risparmi.<br />
Allo stesso modo, deleghereste a quel bravissimo pittore che espone tutte le domeniche nella piazza centrale la campagna marketing per il lancio del vostro ultimo prodotto?<br />
Magari ne verrebbe fuori una campagna eccezionale, ma dubito che lo fareste.</p>
<p><strong>Il WEB 2.0 impazza.</strong> Oggi è tutto 2.0.<br />
Web 2.0, Enterprise 2.0, Marketing 2.0, SEO 2.0, Business 2.0, Trading 2.0, Lending  2.0, Comunicazione 2.0, Strategie 2.0, eccetera 2.0.</p>
<p><strong>Ma siamo proprio sicuri che il contenuto di ciò che ci viene proposto in quelle carinissime e coloratissime confezioni etichettate 2.0 corrisponda realmente alle indicazioni riportate sulla confezione?<br />
E noi, siamo pronti per questi prodotti innovativi? </strong></p>
<p>Da una parte abbiamo la <strong>Crisi</strong>, che non è dovuta ad un&#8217;incertezza temporanea ma al cambiamento profondo di alcuni paradigmi.<br />
Dall&#8217;altra le <strong>Imprese</strong>, che in Italia sono per la maggior parte PMI, che hanno pochi ordini a portafoglio, molte incertezze ma tanta voglia di innovare, di sperimentare e di farcela.<br />
In mezzo ci sono i <strong>Consulenti</strong>, le Società di Consulenza, le Agenzie e le Software House, tutti improvvisamente molto<strong> &#8220;2.0&#8243;</strong>.</p>
<p>Riepilogando: <strong>CRISI -&gt; PMI &lt;- IT/MKT CONSULTING</strong></p>
<p>Miscela esplosiva. Ecco che migliaia di Venditori provenienti dai piu&#8217; disparati settori, dopo un&#8217;infarinatura di &#8220;2.0&#8243; si lanciano famelici sul mercato. Poco importa se i clienti non sanno neppure di cosa si stia parlando (purtroppo non solo i clienti) ed a cosa si vada incontro, l&#8217;importante è fare budget. Agenzie di Consulting che fino a pochi mesi fa proponevano soluzioni di &#8220;Tracciabilità&#8221; oggi propongono &#8220;il Corporate Blog&#8221;, Web Designer che passano dal restyling del sito alla vendita di ambiziosi Social Network Aziendali, Agenzie Marketing che improvvisano &#8220;fanta-mirabolanti&#8221; campagne su Facebook e produttori di sistemi di archiviazione documentale che osano soluzioni &#8220;Enterprise 2.0&#8243; .<br />
<strong>IL CAOS!</strong></p>
<p>E gli Imprenditori? Loro sono un po&#8217; confusi ed il rischio è che perdano un treno importante per il loro futuro.<br />
Io sono il primo ad incitare alla sperimentazione ed all&#8217;introduzione del 2.0, ma va fatto con cognizione di causa e <strong>sotto la <span style="text-decoration: underline;">guida </span>di una mano esperta</strong>, <strong>non sotto la <span style="text-decoration: underline;">spinta </span>di venditori invasati</strong>.</p>
<h2 style="font-size: 1.5em;">La ricetta per smascherare i falsari del 2.0.</h2>
<p>Ma non temete, la ricetta per smascherare i &#8220;fake&#8221; è molto semplice ed è composta da pochi ingredienti ed un unico condimento: <strong>il buon senso</strong>.</p>
<ul>
<li><strong>Valutare le persone</strong>:  Nulla di piu&#8217; facile. Digitate nome e cognome di chi vi si propone su Google. Se nella prima pagina non trovate traccia di un <a title="L'importanza di un profilo su internet" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/10/a-cosa-serve-avere-un-profilo-pubblico-su-internet/" target="_blank">profilo</a> su LinkedIn, di un sito personale, di un blog personale, di una qualche attività su viadeo (o altri network professionali), di un canale friendfeed, della pubblicazione di video su YouTube, di presentazioni su SlideShare, della partecipazione a gruppi di discussione o forum, allora potete avere la certezza che chi vi stà di fronte non ha idea di ciò di cui vi stà parlando. <strong>Il Web 2.0 non si racconta, si fa</strong>.</li>
<li><strong>Valutare le agenzie e le società di consulenza</strong>: Vedi sopra. Sotto con Google, ma questa volta cercate anche un account su Twitter, una pagina su Facebook e valutate la bontà delle attività comunicative fatte sul web. Se <strong>fanno web 2.0</strong>, allora state pur certi che troverete anche i giudizi di qualche cliente. Inoltre non può mancare un corporate blog. Cercatelo e provate a postare un commento un po&#8217; cattivello che metta in dubbio la riuscita dei servizi che propongono. Non vi aspettate una risposta ne&#8217; la pubblicazione del post, se il blog è un<a title="Fake Blog su wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fake_blog" target="_blank"> flog</a>. Ma se l&#8217;agenzia è seria e valida, allora risponderà con tono gentile e trasformerà il vostro commento acido in un punto a favore per la loro immagine di comunicatori su internet.</li>
</ul>
<p>Tutto qui. Quando sentite parlare di &#8220;Blog&#8221;, &#8220;Social Network&#8221;, &#8220;Social Media Marketing&#8221;, &#8220;Social Commerce&#8221;, &#8220;Facebook&#8221;, &#8220;Coinvolgimento dei Clienti&#8221;, deve suonarvi un campanellino d&#8217;allarme ed allora sottoponete il vostro interlocutore e la sua azienda a questo semplicissimo test come appena illustrato. Perchè, come diceva il mio caro nonnino: <em>Tra il dire e il fare&#8230;.</em><br />
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</ul>
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		<title>L&#8217;illusione di controllare la propria comunicazione nell&#8217;era dei Social Media</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 08:11:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siete tutti convinti che ciò che scrivete sul vostro sito sia di vostro dominio?
Parlo di sito web e non di blog o community. Il vostro sito web, quello che non consente in alcun modo l'interazione con i vostri clienti, utenti, dipendenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/control_small.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-343" title="control_small" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/control_small.jpg" alt="control_small" width="394" height="324" /></a></p>
<p>Siete tutti convinti che ciò che scrivete sul vostro sito sia sotto il vostro controllo?<br />
Parlo di sito web e non di blog o community. Il vostro sito web, quello che non consente in alcun modo l&#8217;interazione con i vostri clienti, utenti, dipendenti.</p>
<p>Chi decide cosa e come scrivere sul vostro sito web istituzionale? Voi. Giusto?<br />
Nessun &#8220;estraneo&#8221; (brutto termine, scusate) può in alcun modo interagire con i contenuti da voi decisi, giusto?<br />
E se qualcuno ne dovesse parlare sul proprio blog, su twitter o su facebook, voi ne verreste subito a conoscenza, perchè il vostro responsabile marketing, la vostra redazione o il vostro team di comunicatori sono ben attrezzati e skillati 2.0, giusto?</p>
<p>In ogni caso, mai e poi mai sulla vostra home page comparirà il commento o la critica di un vostro cliente, giusto?<br />
Voglio dire, voi decidete la descrizione dei vostri prodotti/servizi, voi decidete la grafica e le foto, il tono e la forma della comunicazione commerciale. La comunicazione sul vostro sito è vostra, solo vostra. Quella la controllate voi, è l&#8217;ultimo baluardo che vi difende dal mondo la fuori, è la vostra isola di pace e serenità &#8220;comunicativa&#8221;.</p>
<p>Ora, prendete fiato. Un bel respiro, rilassatevi e godetevi la quiete e la sicurezza profusa dal vostro &#8220;baluardo&#8221;, il sito web.</p>
<p>Fatto? Vi lascio ancora qualche istante di piacere. Non abbiate fretta di leggere questo post tutto d&#8217;un fiato.</p>
<h2>La vostra comunicazione non è vostra, benvenuti nella quarta dimensione.</h2>
<p>Non piu&#8217; ormai. Stanno nascendo strumenti che mettono in grado gli utenti di interagire, commentare, confutare, estendere e condividere tutto ciò che voi dite a vostra insaputa e direttamente sulle pagine del vostro caro ed &#8220;istituzionalissimo&#8221; sito web. E&#8217; come se esistesse un universo parallelo in grado di sovrapporsi a quello in cui viviamo.<br />
Una sorta di &#8220;<strong>quarta dimensione</strong>&#8220;, un layer visibile solo a chi condivide i due universi paralleli.</p>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/layers.png"><img class="alignleft size-full wp-image-345" title="layers" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/layers.png" alt="layers" width="216" height="217" /></a>Layers, &#8220;strati&#8221; di informazioni che vengono depositate sul vostro sito istituzionale (o altro) e visibili (reali) a tutti coloro che appartengono anche all&#8217;altro universo. Una vera e propria &#8220;<strong>quarta dimensione dell&#8217;informazione</strong>&#8220;.<br />
In realtà è da tempo che i Social Media hanno aperto l&#8217;accesso a questa quarta dimensione. Blog, Micromedia, Social Networks, e affini hanno creato livelli di comunicazione sovrapposta.</p>
<p>Ma mai, fino ad ora, questi nuovi livelli potevano <strong>sovrapporsi fisicamente</strong> ad altri.<br />
Un blog può scrivere del vostro prodotto, un gruppo su facebook può parlare del vostro brand, un tweet può diffondere una notizia alla velocità del pensiero, ma lo fanno ognuno in un contesto separato e ben definito che può forse sovrapporsi <strong>concettualmente </strong>alla vostra informazione, ma mai <strong>fisicamente</strong>.  I Social Media, fino ad ora, non potevano valicare i confini fisici delle loro piattaforme per far capolino su altre senza l&#8217;esplicito desiderio di un qualche &#8220;responsabile di redazione&#8221;.</p>
<p>Una nuova piccola rivoluzione nella rivoluzione del 2.0. I Social Media e gli &#8220;<strong>User Generated Content&#8221; hanno scoperto come valicare i loro confini</strong>.<br />
E mentre molti di noi ancora faticano a comprendere <a href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=288" target="_blank">Twitter </a>e Frienfeed, ecco che silenziosa ma implacabile si fa strada una nuova generazione di strumenti in grado di rimescolare nuovamente le carte in gioco.</p>
<h2>E&#8217; come un gioco, basta unire i puntini.</h2>
<p>I baluardo che proteggeva la roccaforte della comunicazione aziendale stà cedendo. Ma sotto i colpi di chi o cosa?</p>
<p><a href="http://dotspots.com/#dots/all" target="_blank">DotSpots </a>(Spot the Truth, Connect the Dots): Non mi dilungherò a spiegarvi cosa faccia DotSpots, se avete letto fin qui il concetto vi è chiaro. Provatelo e basta. Per farlo vi servirà <strong>Firefox</strong>. Installate l&#8217;estensione per i browser ed eccovi catapultati nella quarta dimensione. Ogni volta che capiterete su una pagina commentata da altri utenti, vi verranno mostrati evidenziati i paragrafi commentati e compariranno a popup le finestre con i commenti (che voi potete arricchire con la vostra opinione). Anche aggiungere un nuovo commento è estremamente semplice, basta evidenziare il paragrafo di vostro interesse e cliccare su &#8220;Click to add a dot to this paragraph&#8221; (vedi immagine sotto).<br />
<a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/dotspots.png"><img class="size-full wp-image-346 alignnone" title="dotspots" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/dotspots.png" alt="dotspots" width="490" height="179" /></a></p>
<p><a href="http://www.google.com/sidewiki/intl/it/index.html" target="_blank">Google SideWiki</a>: E&#8217; il diretto concorrente di DotSpots, anche se tecnicamente presenta qualche differenza. Anche in questo caso dovete installare un&#8217;estensione per il browser (la Google Toolbar). Le funzionalità SideWiki sono disponibili cliccando sull&#8217;apposito bottone della barra, oppure direttamente nella pagina di navigazione, selezionando il testo desiderato.<br />
<a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/sidewiki.png"><img class="alignnone size-full wp-image-347" title="sidewiki" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/sidewiki.png" alt="sidewiki" width="589" height="129" /></a></p>
<p>Se istallerete sia SideWiki che DotSpots su Firefox, tenete presente che per utilizzare DotSpots dovrete disabilitare temporaneamente SideWiki perchè l&#8217;applicazione di Google non consente a DotSpots di funzionare al 100%.</p>
<p>Ecco fatto, ora tocca a voi.<br />
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		<title>Le imprese possono ignorare Facebook?</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/05/le-imprese-possono-ignorare-facebook/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2009 08:29:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[api-cultura]]></category>
		<category><![CDATA[collaborazione]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Le imprese devo investire in formazione, prima ancora che in tecnologie. A poco servono i migliori strumenti di questo mondo se non siamo in grado di utilizzarli al meglio.
Occorre un'alfabetizzazione di base a tutte le imprese che vogliono affrontare il web 2.0, occorre conoscere gli strumenti, saperli utilizzare e capirne le potenzialità ed i lati oscuri (ce ne sono molti).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Obama Poster" href="http://revolutionaryviews.com/obama_poster.html" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-217" title="obama" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/05/obama-300x220.png" alt="obama" width="300" height="220" /></a></p>
<p>Credo di sì. Anzi, credo che <strong>oggi la maggior parte delle imprese debbano ignorare Facebook</strong>.<br />
E non intendo Facebook come sito (www.facebook.com) in senso letterale, ma in senso metaforico come Web 2.0. Credo che oggi a molte imprese convenga molto piu&#8217; <strong>ignorare il Web 2.0</strong>, che non affrontarlo in modo improvvisato.</p>
<p>No, non sono impazzito. Piuttosto che &#8220;<em>esserci perchè non se ne può fare a meno</em>&#8220;, credo sia meglio non esserci.<br />
Credo che molte imprese non siano ancora pronte ad affrontare il web 2.0, e penso sia un grave errore affrontare progetti 2.0 con un atteggiamento e retaggi ancora troppo 1.0.<br />
Il fatto che molti vendor (e parlo di brand importanti) si stanno muovendo sul mercato offrendo servizi &#8220;Web <em>2.0</em>&#8221; pacchettizzati, non significa che il Web 2.0 e l&#8217;Enterprise 2.0 sono semplicemente un software da insallare. Un bel doppio click e via, prodigi della tecnologia.</p>
<p>Che senso ha aprire un gruppo su Facebook se non se ne conoscono a fondo le dinamiche? Quali sono le conseguenze sul brand nel medio lungo periodo?<br />
Quali vantaggi ne derivano dall&#8217;aprire un blog e gestirlo come un sito web istituzionale?<br />
Molto meglio la cara vecchia e-mail e le ormai consolidate mailing list. Non trovate?</p>
<p>Per questo post ho scelto l&#8217;immagine del poster di Obama perchè credo rappresenti simbolicamente la vera essenza del web 2.0: <strong>le persone</strong>, la collaborazione e la conversazione. La figura di Obama è formata dalle foto di migliaia di altri volti, come a dire che lui esiste perchè esistono gli altri.</p>
<p>Mi torna alla mente il ragionamento <a title="Le idee sono come le api" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=88" target="_blank">sulle api e sulle idee (api-cultura)</a>. Ecco, il Web 2.0 è questo. E&#8217; partecipazione dal basso, collaborazione, conversazione, <strong>creatività di gruppo e intelligenza diffusa</strong>. Il Web 2.0 è come un grande alveare, in cui ognuno fa la sua parte, comprese le api regina.</p>
<h3>E le imprese? </h3>
<p>Le imprese devono investire in formazione, prima ancora che in tecnologie. A poco servono i migliori strumenti di questo mondo se non siamo in grado di utilizzarli al meglio.<br />
Occorre un&#8217;alfabetizzazione di base a tutte le imprese che vogliono affrontare il web 2.0, occorre conoscere gli strumenti, saperli utilizzare e capirne le potenzialità ed i lati oscuri (ce ne sono molti).</p>
<p>Credo che in questo senso si stia facendo ancora poco ed in modo disomogeneo.<br />
Per finire vi segnalo questo breve post ed i commenti che ne sono scaturiti: <a title="Opportunità per il business" href="http://www.manageronline.it/articoli/vedi/86/social-network-quale-opportunita-per-migliorare-il-proprio-business/" target="_blank">&#8220;Social Network: quale opportunità per migliorare il proprio business</a>&#8220;. Direi che Paolo ha perfettamante ragione quando dice che <em>&#8220;I social network sono potenzialmente un sacco di cose. Il problema è che, fino a  questo momento, nessuno ha esattamente compreso come domarli.</em>&#8221;</p>
<p>Ma si può &#8220;domare&#8221; un alveare?<br />
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</ul>
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		<title>Il sesto senso dei &#8220;Twit&#8221;!</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 07:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[da non perdere]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[IT]]></category>
		<category><![CDATA[realtà virtuale]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[web 3.0]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Twitter è stato il precursore, e per questo è diventato l&#8217;icona del microblogging sociale. Ora troviamo innumerevoli cloni e rivisitazioni del concetto, ma il succo non cambia: messaggi lanciati in una bottiglia che può ospitare un massimo di 140 caratteri. Vengono chiamati &#8220;aggiornamenti di stato&#8221;. Il 90% dei messaggi postati su twitter sono, in apparenza, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://3.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SdB4Y6Qt03I/AAAAAAAAAXs/Cd6IA7PQ3x4/s1600-h/sixthsense.png" target="_blank" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318883529276117874" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 167px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SdB4Y6Qt03I/AAAAAAAAAXs/Cd6IA7PQ3x4/s200/sixthsense.png" border="0" alt="" /></a>Twitter è stato il precursore, e per questo è diventato l&#8217;icona del microblogging sociale.<br />
Ora troviamo innumerevoli cloni e rivisitazioni del concetto, ma il succo non cambia: messaggi lanciati in una bottiglia che può ospitare un massimo di 140 caratteri.<br />
Vengono chiamati &#8220;aggiornamenti di stato&#8221;.</p>
<p>Il 90% dei messaggi postati su twitter sono, in apparenza, di una banalità disarmante. Ne siete convinti?<br />
Provate a collegarvi per qualche minuto a <a href="http://twittervision.com/maps/show_3d" target="_blank">twittervision</a> e vedrete comparire messaggi del tipo: &#8220;Marco: Sono al bar con Danilo&#8230;.&#8221;, &#8220;Stefano: Vedo una bella bionda passare dalla finestra del mio ufficio&#8230;&#8221;, &#8220;Maggie: Ufff&#8230; riunione col boss!!!&#8221;, ecc&#8230;<br />
Vi interessano? Probabilmente no.<br />
Il fatto è che Marco, Danilo, Stefano e Maggie non sono vostri amici.<br />
Tuttavia, se lo fossero, non la pensereste allo stesso modo.</p>
<p>Essere informati su cosa stanno facendo, o hanno fatto, i vostri amici vi da la senzazione di essergli vicini. E come se loro vi stessero sussurrando: &#8220;Che giornata orribile, magari chiamami nella pausa pranzo che ho voglia di sfogarmi un po&#8217;&#8230;&#8221;, &#8220;Oggi potrei affrontare qualsiasi cosa, se vuoi sfogarti chiamami pure&#8230;&#8221;, &#8220;Non ci sono per nessuno&#8230;&#8221;, &#8220;Vacanze grandiose, non vedo l&#8217;ora di parlartene&#8230;&#8221;.<br />
Gli aggiornamenti di stato delle persone che ci stanno a cuore vengono metabolizzati e rielaborati dal nostro inconscio, lasciandoci delle sensazioni ben precise (&#8220;Maria è triste&#8221;, &#8220;Marco è stressato&#8221;) e degli interessanti spunti di conversazione (&#8220;devo chiedere a Danilo dove è andato a pescare&#8221;, &#8220;voglio che Giulia mi dica assolutamente come raggiungere il nuovo outlet&#8221;).<br />
E&#8217; una sorta di sesto senso, un&#8217;estensione metafisica del nostro &#8220;essere sociale&#8221;.</p>
<p>Possiamo dire che i social media ci forniscono, a modo loro, un qualche tipo di &#8220;sesto senso&#8221;?<br />
Se applichiamo questo &#8220;sesto senso&#8221; alla vita lavorativa, piuttosto che a quella privata, potremmo ottenerne informazioni molto utili. Provate a fare un&#8217;esperimento con i vostri colleghi di lavoro.</p>
<p>L&#8217;idea che la tecnologia possa offrirci un sesto senso mi affascina.<br />
E credo affascini anche Pattie Maes. Questo video non parla di social media, ma ha a che fare con il sesto senso e&#8230; la carta igienica.<br />
<object width="446" height="326" data="http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="bgColor" value="#ffffff" /><param name="flashvars" value="vu=http://video.ted.com/talks/embed/PattieMaes_2009-embed_high.flv&amp;su=http://images.ted.com/images/ted/tedindex/embed-posters/PattieMaes-2009.embed_thumbnail.jpg&amp;vw=432&amp;vh=240&amp;ap=0&amp;ti=481" /><param name="src" value="http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf" /><param name="bgcolor" value="#ffffff" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object><br />
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