<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Smartfeeling &#187; blog</title>
	<atom:link href="http://www.smartfeeling.org/blog/tag/blog/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.smartfeeling.org/blog</link>
	<description>enterprise 2.0 and social media</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Sep 2010 07:05:33 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Twitter e Facebook? Sì, ma solo se in buona compagnia&#8230;</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/05/twitter-e-facebook-si-ma-solo-se-in-buona-compagnia/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/05/twitter-e-facebook-si-ma-solo-se-in-buona-compagnia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 May 2010 06:57:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[marketing 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[marketing virale]]></category>
		<category><![CDATA[reputation 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[reputazione]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.smartfeeling.org/blog/?p=535</guid>
		<description><![CDATA[
			
				
			
		

Non mi sto riferendo a &#8220;Followers&#8221; o &#8220;Fans&#8221;.
E&#8217; innegabile che Facebook, Twitter e compagnia stiano sviluppando un&#8217;attrattiva quasi irresistibile per molte Aziende. Sono gratis, facili da implementare, personalizzabili e soprattutto godono di un&#8217;enorme visibilità. Perchè non farlo? Vien quasi da chiedersi perchè continuare ad investire sul proprio sito o sul proprio (pesante) blog. Sì, perchè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2010%2F05%2Ftwitter-e-facebook-si-ma-solo-se-in-buona-compagnia%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2010%2F05%2Ftwitter-e-facebook-si-ma-solo-se-in-buona-compagnia%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Facebook_by_UncleWoodstock.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-539" title="Facebook_by_UncleWoodstock" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Facebook_by_UncleWoodstock-300x300.jpg" alt="Facebook_by_UncleWoodstock" width="300" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Facebook_by_UncleWoodstock.jpg"></a>Non mi sto riferendo a &#8220;Followers&#8221; o &#8220;Fans&#8221;.<br />
E&#8217; innegabile che <strong>Facebook</strong>, <strong>Twitter </strong>e compagnia stiano sviluppando un&#8217;attrattiva quasi irresistibile per molte Aziende. Sono <strong>gratis</strong>, <strong>facili </strong>da implementare, <strong>personalizzabili </strong>e soprattutto godono di un&#8217;enorme <strong>visibilità</strong>. Perchè non farlo? Vien quasi da chiedersi <strong>perchè continuare ad investire sul proprio sito</strong> o sul proprio (pesante) blog. Sì, perchè <strong>manutenere un sito o un blog costa</strong>. Costa fatica, costa denaro, costa fantasia, costa impegno, costa personale, costa consulenza, ecc&#8230;</p>
<p>Ma c&#8217;è il rovescio della medaglia. I Social Media, i Social Network e le Connect Tech piu&#8217; in generale hanno cambiato radicalmente la realtà comunicativa del nostro secolo. Oggi viviamo in una realtà in cui le informazioni &#8220;fluttuano&#8221; in internet miscelandosi tra loro come in una sorta di <strong><a title="Social Network, la realtà colloidale" href="http://paolodonati.blogspot.com/2009/10/social-network-la-realta-colloidale.html" target="_blank">colloide</a></strong>. <em>Le informazioni </em>(di qualunque natura) <em>si trovano in uno stato finemente disperso, tra la soluzione omogenea e la dispersione eterogenea</em>.</p>
<p>I nostri tweet sono gocce nell&#8217;immenso mare del microblogging, i nostri fan non dedicano le loro attenzioni solo alla nostra pagina, e neppure i nostri readers vivono in trepida attesa di una nostra news o della pubblicazione di un nuovo video.</p>
<p>Se da un lato è vero che <strong>le piattaforme sociali godono di un pubblico<strong>(?)</strong> immenso</strong>, dall&#8217;altro è comunque vero che ogni informazioni si disperde immediatamente in una moltitudine caotica di  flussi informativi.</p>
<p><a title="Social Media Map" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/08/come-posso-utilizzare-i-social-media-per-il-mio-business/" target="_blank">Ogni strumento ha il suo giusto scopo</a>, non dimenticatelo. Una buona strategia comunicativa non può prescindere da questi presupposti. Il sito web ed il blog hanno la funzione di raccogliere i contenuti, organizzarli, conservarli e renderli persistenti (molto piu&#8217; di un tweet). Altre piattaforme, invece, servono molto meglio scopi divulgativi nel breve periodo o favoriscono in modo naturale la partecipazione dei nostri &#8220;followers&#8221; (cliccare su &#8216;mi piace&#8217; è molto piu&#8217; semplice che commentare un articolo).</p>
<p>In ultima analisi, <strong>è il mix di tutte le nostre attività che determina il successo</strong> o meno dei nostri sforzi comunicativi. Focalizzarsi su un unico strumento può voler dire essere destinati al fallimento.<br />
Cosa sarebbe la vostra pagina Facebook se non fosse &#8220;nutrita&#8221; dai contenuti del vostro blog, o dai video della vostro canale YouTube?</p>
<p>Perciò fate molta attenzione a non cadere in facili tentazioni. La strada che sembra piu&#8217; agevole è anche quella piu&#8217; ingannevole. Il Web 2.0 non è fatto da spettatori passivi pronti ad accogliere ogni vostra iniziativa.<a title="L'illusione di controllare la propria comunicazione" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/09/lillusione-di-controllare-la-propria-comunicazione-nellera-dei-social-media/" target="_blank"> Il Web 2.0 è molto diverso da ciò a cui molte Aziende erano abituate</a>.</p>
<p>Vedi anche:</p>
<p><a title="Dal web 1.0 al web 2.0" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/06/limportanza-di-saper-ascoltare-nellera-del-web-2-0/" target="_blank">L&#8217;importanza di saper ascoltare all&#8217;epoca del Web 2.0</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/05/twitter-e-facebook-si-ma-solo-se-in-buona-compagnia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La scelta dei collaboratori</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/04/la-scelta-dei-collaboratori/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/04/la-scelta-dei-collaboratori/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 07:35:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[corporate 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[project management 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.smartfeeling.org/blog/?p=515</guid>
		<description><![CDATA[Il Web 2.0 sono le persone. Non le macchine, non le piattaforme software, non i template grafici e neppure i fogli di stile, ma le persone. Punto.
Oggi il web marketing è cambiato, ciò che funzionava cinque anni fa ora non produce piu' gli stessi risultati.
Le imprese che vogliono fare Web 2.0 devono cambiare. Punto.
Un Blog, un gruppo su Facebook, un account Twitter, una pagina MySpace o un album su Flickr sono "tentazioni" irresistibili per molte imprese, che inebriate dai fumi del Web 2.0 si gettano a capofitto nel mare dei Social Media.
Molti, tuttavia, rischiano di annegare. Non ci si tuffa in acque sconosciute se non si padroneggia la tecnica del nuoto.
Solo chi è conscio del fatto che il Web 2.0 sono le persone può passare l'esame di nuoto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2010%2F04%2Fla-scelta-dei-collaboratori%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2010%2F04%2Fla-scelta-dei-collaboratori%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/04/rooster.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-516" title="moms rooster" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/04/rooster.jpg" alt="moms rooster" width="380" height="357" /></a></p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il Web 2.0 sono le persone. Non le macchine, non le piattaforme software, non i template grafici e neppure i fogli di stile, ma le persone. Punto.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Oggi il web marketing è cambiato, ciò che funzionava cinque anni fa ora non produce piu&#8217; gli stessi risultati.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Le imprese che vogliono fare Web 2.0 devono cambiare. Punto.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Un Blog, un gruppo su Facebook, un account Twitter, una pagina MySpace o un album su Flickr sono &#8220;tentazioni&#8221; irresistibili per molte imprese, che inebriate dai fumi del Web 2.0 si gettano a capofitto nel mare dei Social Media.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Molti, tuttavia, rischiano di annegare. Non ci si tuffa in acque sconosciute se non si padroneggia la tecnica del nuoto.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Solo chi è conscio del fatto che il Web 2.0 sono le persone può passare l&#8217;esame di nuoto.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Voglio raccontarvi una storiella.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">L&#8217;Ing. Gallo, padrone de &#8220;il Pollaio&#8221; sta attraversando un momento di crisi. In realtà molte altre aziende come la sua sono in profonda crisi. La situazione è preoccupante.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">L&#8217;Ing. Gallo inizia a guardarsi attorno per cercare una scappatoia, una via di miglioramento che lo aiuti a superare &#8220;l&#8217;impasse&#8221;. Ben presto scopre che &#8220;la Giungla&#8221;, capitanata dal Sig. Leone sta vivendo un momento di grande prosperità. L&#8217;Ing. Gallo vuole assolutamente conoscere il segreto di Leone e fissa un appuntamento per far visita allo stabilimento del collega.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il Sig. Leone, a dispetto dell&#8217;aria un po&#8217; burbera, è molto cortese e disponibile.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Vede&#8221;, dice il Sig. Leone, &#8220;il mio segrato è molto semplice: scelgo con grande attenzione i miei collaboratori. Ho un metodo infallibile, utilizzo un test di intelligenza&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">L&#8217;Ing. Gallo non sta piu&#8217; nella pelle.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Ecco&#8221;, continua Leone, &#8220;stia a vedere&#8221;. E chiama il Dott. Elefante, il direttore Marketing.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Dott. Elefante&#8221;, domanda Leone, &#8220;risponda per cortesia a questa mia domanda: chi è figlio di tua madre e di tuo padre, ma non è nè tua sorella nè tuo fratello?&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Ma sono io&#8221;, risponde Elefante prima di congedarsi.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Ha capito ora Ing. Gallo?&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">L&#8217;Ing. Gallo è al settimo cielo. &#8220;Certo ho capito! Tutto qui?&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Al suo ritorno a &#8220;il Pollaio&#8221;, l&#8217;Ing. Gallo convoca il Dott. Tacchino per illustargli il test.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Dott. Tacchino, da oggi affronteremo il mercato in un modo nuovo e con nuovi partner che sceglieremo secondo un semplice test.&#8221;, esclama raggiante l&#8217;Ing. Gallo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Ascolti con attenzione, rifletta bene e mi risponda: chi è figlio di tua madre e di tuo padre, ma non è nè tua sorella nè tuo fratello?&#8221;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il Dott. Tacchino sembra perplesso e tentenna: &#8220;Mhh&#8230; devo riflettere. Convocherò i nostri manager migliori per un brain storming. Poi le sapremmo dire&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Così fu. Ma la sessione di brain storming non sembra dare i risultati sperati. I manager, stremati, optano per una pausa e chiedono alla segrataria, la Sig.na Gallina, di portare loro qualche caffè. La Sign.na Gallina deposita i caffè sul tavolo e non può fare a meno di leggere la frase scritta sulla lavagna: &#8220;chi è figlio di tua madre e di tuo padre, ma non è nè tua sorella nè tuo fratello?&#8221;. Sorride e nell&#8217;uscire dalla sala riunioni sussurra: &#8220;facile, ma sono io&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Eureka!&#8221;, esclama il Dott. Tacchino, &#8220;abbiamo la risposta!&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Così Tacchino, gonfio di orgoglio e sicuro del successo, si affretta verso l&#8217;ufficio dell&#8217;Ing. Gallo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Ing. Gallo&#8221;, cinguetta Tacchino, &#8220;abbiamo risolto il test.&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Benissimo&#8221;, ribatte Gallo, &#8220;sapevo di poter contare sul mio team. Allora qual&#8217;è la risposta&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Tacchino sorride e risponde: &#8220;la risposta è molto semplice: è la Sig.na Gallina!&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Ma cosa dice!! Idiota!!&#8221;, tuona l&#8217;Ing. Gallo, &#8220;La risposta esatta è che si tratta del Dott. Elefante&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La morale fatela voi.</div>
<p><strong>Il Web 2.0 sono le persone</strong>. Non le macchine, non le piattaforme software, non i template grafici e neppure i fogli di stile, ma le persone. Punto.</p>
<p>Oggi il web marketing è cambiato, ciò che funzionava cinque anni fa ora non produce piu&#8217; gli stessi risultati.</p>
<p><strong>Le imprese che vogliono fare Web 2.0 devono cambiare</strong>. Punto.</p>
<p>Un Blog, un gruppo su Facebook, un account Twitter, una pagina MySpace o un album su Flickr sono &#8220;tentazioni&#8221; irresistibili per molte imprese, che inebriate dai fumi del Web 2.0 si gettano a capofitto nel mare dei Social Media.</p>
<p>Molti, tuttavia, rischiano di annegare. <span style="text-decoration: underline;">Non ci si tuffa in acque sconosciute se non si padroneggia la tecnica del nuoto</span>.</p>
<p>Solo chi è conscio del fatto che il <span style="text-decoration: underline;"><strong>Web 2.0 sono le persone</strong></span> può passare l&#8217;esame di nuoto.</p>
<h2>Una breve storiella: L&#8217;Ing. Gallo vuole uscire dalla Crisi.</h2>
<p>L&#8217;Ing. Gallo, padrone de &#8220;il Pollaio&#8221; sta attraversando un momento di crisi. In realtà molte altre aziende come la sua sono in profonda crisi. La situazione è preoccupante.</p>
<p>L&#8217;Ing. Gallo inizia a guardarsi attorno per cercare una scappatoia, una via di miglioramento che lo aiuti a superare &#8220;l&#8217;impasse&#8221;.<br />
Ben presto scopre che &#8220;la Giungla&#8221;, capitanata dal Sig. Leone sta vivendo un momento di grande prosperità. L&#8217;Ing. Gallo vuole assolutamente conoscere il segreto di Leone e fissa un appuntamento per far visita allo stabilimento del collega.</p>
<p>Il Sig. Leone, a dispetto dell&#8217;aria un po&#8217; burbera, è molto cortese e disponibile.</p>
<p>&#8220;<em>Vede</em>&#8220;, dice il Sig. Leone, &#8220;<em>il mio segreto è molto semplice: scelgo con grande attenzione i miei collaboratori. Ho un metodo infallibile, utilizzo un test di intelligenza</em>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;Ing. Gallo non sta piu&#8217; nella pelle.</p>
<p>&#8220;<em>Ecco</em>&#8220;, continua Leone, &#8220;<em>stia a vedere</em>&#8220;. E chiama il Dott. Elefante, il direttore Marketing.</p>
<p>&#8220;<em>Dott. Elefante</em>&#8220;, domanda Leone, &#8220;<em>risponda per cortesia a questa mia domanda: chi è figlio di tua madre e di tuo padre, ma non è nè tua sorella nè tuo fratello?</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Ma sono io</em>&#8220;, risponde Elefante prima di congedarsi.</p>
<p>&#8220;<em>Ha capito ora Ing. Gallo?</em>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;Ing. Gallo è al settimo cielo. &#8220;<em>Certo ho capito! Tutto qui?</em>&#8220;.</p>
<p>Al suo ritorno a &#8220;il Pollaio&#8221;, l&#8217;Ing. Gallo convoca il Dott. Tacchino per illustargli il test.</p>
<p>&#8220;<em>Dott. Tacchino, da oggi affronteremo il mercato in un modo nuovo e con nuovi partner che sceglieremo secondo un semplice test.</em>&#8220;, esclama raggiante l&#8217;Ing. Gallo.</p>
<p>&#8220;<em>Ascolti con attenzione, rifletta bene e mi risponda: chi è figlio di tua madre e di tuo padre, ma non è nè tua sorella nè tuo fratello?</em>&#8221;</p>
<p>Il Dott. Tacchino sembra perplesso e tentenna: &#8220;<em>Mhh&#8230; devo riflettere. Convocherò i nostri manager migliori per un brain storming. Poi le sapremo dire</em>&#8220;.</p>
<p>Così fu. Ma la sessione di brain storming non sembra dare i risultati sperati. I manager, stremati, optano per una pausa e chiedono alla segrataria, la Sig.na Gallina, di portare loro qualche caffè. La Sign.na Gallina deposita i caffè sul tavolo e non può fare a meno di leggere la frase scritta sulla lavagna: &#8220;chi è figlio di tua madre e di tuo padre, ma non è nè tua sorella nè tuo fratello?&#8221;. Sorride, e nell&#8217;uscire dalla sala riunioni sussurra: &#8220;<em>facile, ma sono io</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Eureka!</em>&#8220;, esclama il Dott. Tacchino, &#8220;<em>abbiamo la risposta!</em>&#8220;.</p>
<p>Così Tacchino, gonfio di orgoglio e sicuro del successo, si affretta verso l&#8217;ufficio dell&#8217;Ing. Gallo.</p>
<p>&#8220;<em>Ing. Gallo</em>&#8220;, cinguetta Tacchino, &#8220;<em>abbiamo risolto il test.</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Benissimo</em>&#8220;, ribatte Gallo, &#8220;<em>sapevo di poter contare sul mio team. Allora qual&#8217;è la risposta</em>&#8220;.</p>
<p>Tacchino sorride e risponde: &#8220;<em>la risposta è molto semplice: è la Sig.na Gallina!</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Ma cosa dice!! Idiota!!</em>&#8220;, tuona l&#8217;Ing. Gallo, &#8220;<em>La risposta esatta è che si tratta del Dott. Elefante</em>&#8220;.</p>
<p>La morale fatela voi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/04/la-scelta-dei-collaboratori/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Chi ha paura del Web 2.0? (di Gianluigi Zarantonello)</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/01/chi-ha-paura-del-web-2-0-di-gianluigi-zarantonello/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/01/chi-ha-paura-del-web-2-0-di-gianluigi-zarantonello/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 08:02:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.smartfeeling.org/blog/?p=459</guid>
		<description><![CDATA[
			
				
			
		
Vi segnalo questo ottimo lavoro di Gianluigi Zarantonello:
Chi ha paura del Web 2.0?
Dedicate qualche minuto a leggerlo tutto d&#8217;un fiato, perchè merita e offre interessanti spunti di riflessione.
E&#8217; la raccolta di 25 brevi, ma intensi, post:
Perché è necessario superare
la paura del web 2.0


Perché è necessario superare la paura del web 2.0

Come approcciare in modo corretto (e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2010%2F01%2Fchi-ha-paura-del-web-2-0-di-gianluigi-zarantonello%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2010%2F01%2Fchi-ha-paura-del-web-2-0-di-gianluigi-zarantonello%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/chihapauradelweb.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-460" title="chihapauradelweb" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/chihapauradelweb-300x215.png" alt="chihapauradelweb" width="300" height="215" /></a>Vi segnalo questo ottimo lavoro di Gianluigi Zarantonello:<br />
<a rel="nofollow" href="http://webspecialist.wordpress.com/2010/01/11/e-book-chi-ha-paura-del-web-2-0-raccolta-di-posts/" target="_blank">Chi ha paura del Web 2.0?</a></p>
<p>Dedicate qualche minuto a leggerlo tutto d&#8217;un fiato, perchè merita e offre interessanti spunti di riflessione.<br />
E&#8217; la raccolta di 25 brevi, ma intensi, post:</p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Perché è necessario superare</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">la paura del web 2.0</div>
<div>
<ul>
<li>Perché è necessario superare la paura del web 2.0</li>
<li></li>
<li>Come approcciare in modo corretto (e strategico) i social media?</li>
<li>Perché i miei clienti non parlano con me?</li>
<li>Aziende e social media: sarà vero amore (e vero successo)?</li>
<li>Che tecnologia di social media dovreste scegliere? Dipende dai vostri obiettivi…</li>
<li>Sai che cosa si dice di te in rete? L’importanza del monitoraggio</li>
<li>Meglio inventare ogni volta la ruota o consegnare ad altri i propri utenti?</li>
<li>Fareste conversazione con un frullatore? Sul web io sì, e vi spiego il perché!</li>
<li>Internet è il media più misurabile ma…lo misuriamo?</li>
<li>Come misurare il ritorno dell’investimento sui social media?</li>
<li>Il web 2.0, i contenuti e la coda lunga</li>
<li>Comunicare nella “nuvola d’informazione”</li>
<li>La vostra azienda è ben distribuita sul web?</li>
<li>Comunicare sul web nell’economia dell’abbondanza (e della scarsità di attenzione)</li>
<li>Avete mai sentito un marketing manager cinguettare?</li>
<li>La mia azienda dovrebbe avere un blog?</li>
<li>I principi delle reti sociali applicati alla comunicazione interna e all’organizzazione?</li>
<li>Enterprise 2.0: i software sono già collaborativi, ma le persone?</li>
<li>Gli specialisti del web 2.0, gente sull’orlo del caos (in senso fisico)?</li>
<li>Identità 2.0, voi state costruendo la vostra presenza in rete?</li>
<li>Perché il nuovo professionista del web è sempre più specialista, umanista e… redditizio per l’azienda</li>
<li>Il personal branding nell’era del web 2.0 e dei social network</li>
<li>I social media, il chiasso e la coda lunga</li>
<li>Social Network, perché sono così adatti al mobile web?</li>
<li>L’evoluzione del Social Web, dallo sharing al (futuro?) social commerce</li>
</ul>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/01/chi-ha-paura-del-web-2-0-di-gianluigi-zarantonello/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Enterprise 2.0: a scuola di web 2.0 per ri-abituarsi a scrivere</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/11/enterprise-2-0-a-scuola-di-web-2-0-per-ri-abituarsi-a-scrivere/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/11/enterprise-2-0-a-scuola-di-web-2-0-per-ri-abituarsi-a-scrivere/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 08:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[corporate 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.smartfeeling.org/blog/?p=390</guid>
		<description><![CDATA[La ricerca della professoressa di retorica  Andrea Lunsford, recentemente segnalata in un articolo comparso sull'ultimo numero di Wired ("i letterati di Twitter" di Clive Thompson), mi ha stimolato a riflettere nuovamente sulle cause che rendono la comunicazione e la condivisione delle informazioni tanto difficile all'interno di molte strutture aziendali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F11%2Fenterprise-2-0-a-scuola-di-web-2-0-per-ri-abituarsi-a-scrivere%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F11%2Fenterprise-2-0-a-scuola-di-web-2-0-per-ri-abituarsi-a-scrivere%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/mail_old.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-391" title="mail_old" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/mail_old-300x221.jpg" alt="mail_old" width="300" height="221" /></a> La ricerca della professoressa di retorica  <a title="Andrea Lunsford" href="http://www.stanford.edu/~lunsfor1/" target="_blank">Andrea Lunsford</a>, recentemente segnalata in un articolo comparso sull&#8217;ultimo numero di Wired (<a title="I Lettarati di Twitter - WIRED" href="http://www.wired.it/magazine/archivio/2009/09/password/clive-thompson-i-letterati-di-twitter.aspx" target="_blank">&#8220;i letterati di Twitter</a>&#8221; di Clive Thompson), mi ha stimolato a riflettere nuovamente sulle cause che rendono la comunicazione e la condivisione delle informazioni tanto difficile all&#8217;interno di molte strutture aziendali.</p>
<p>Tra le varie cause di ordine culturale e strutturale, c&#8217;è anche il fatto che molti impiegati (e anche qualche manager) hanno perso l&#8217;abitudine di scrivere. Per molti, l&#8217;ultima volta in cui è stato prodotto un testo scritto risale ai trascorsi scolastici e non si tratta certo di scritti con particolari finalità comunicative (semmai finalizzate a prendere un bel voto).</p>
<p>Ma scrivere per il giudizio del professore o del proprio capo ufficio, non è come scrivere per comunicare, per discutere, per convincere, organizzare o condividere informazioni. La &#8220;prosa&#8221; aziendale (così come quella accademica) è ben diversa da quella che scopriamo leggendo gli articoli in un blog, i micro-aggiornamenti di twitter o i messaggi liofilizzati di un SMS.</p>
<p>La grande differenza sta negli <strong>obiettivi</strong>.<br />
Quando si scrive una relazione per il capo lo scopo <strong>non </strong>è quello di <strong>comunicare </strong>(nel senso sociale del termine) o discutere qualche concetto, ma di riportare su carta quanto già detto e discusso in precedenza. Non abbiamo la pretesa o il desiderio che quel documento arricchisca in alcun modo o stimoli una qualunque conversazione. A voi è mai capitato di leggere i verbali di un&#8217;assemblea o il resoconto di una riunione trovandovi i punti di vista o l&#8217;opinione dell&#8217;autore?</p>
<p>La scrittura &#8220;<strong>sociale</strong>&#8221; è ben altra cosa. Quando scriviamo per gli altri, per fornire una qualche spiegazione, per discutere un concetto, per condividere emozioni o per organizzare un evento di gruppo, dobbiamo essere in grado di variare il tono e la forma del nostro esposto in funzione di chi abbiamo di fronte ed allo <strong>scopo di essere ben compresi</strong>. Non conta tanto il numero di informazioni espresse, quanto il modo e la chiarezza con cui le esprimiamo. In questo senso, ci si aspetta un feedback da parte dell&#8217;interlocutore che ci informi sul fatto che ciò che abbiamo detto sia stato compreso.</p>
<h2>A scuola dai Social Media per imparare a condividere e comunicare.</h2>
<p>Il punto è che molte organizzazioni si strutturano a &#8220;silos&#8221; compartimentali non per scelta razionale, ma per una sorta di automatismo indotto dal fatto che molti individui hanno &#8220;perso&#8221; l&#8217;abitudine di comunicare e produrre informazioni per gli altri.<br />
L&#8217;utilizzo dei Social Media all&#8217;interno delle imprese può diventare un validissimo strumento per l&#8217;accrescimento culturale del personale interno, ri-abituando le persone (o istruendole) a comunicare.<br />
Il <strong>blog </strong>interno, l&#8217;utilizzo di <strong>Twitter </strong>o <strong>Yammer</strong>, la <strong>chat </strong>aziendale, possono essere non solo degli eccezionali media per le informazioni aziendali, ma anche delle vere e proprie &#8220;<strong><em>palestre di comunicazione&#8221;</em></strong>.<br />
Perchè, come già detto ormai in tutte le salse, <strong>il successo non è dovuto agli strumenti, ma alle persone</strong>.</p>
<p>Non credete anche voi che l&#8217;utilizzo dei Social Media all&#8217;interno delle imprese possa produrre molti cambiamenti positivi?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/11/enterprise-2-0-a-scuola-di-web-2-0-per-ri-abituarsi-a-scrivere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Enterprise 2.0 a piccoli passi&#8230;</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/05/enterprise-20-a-piccoli-passi/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/05/enterprise-20-a-piccoli-passi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 May 2009 08:31:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.smartfeeling.org/blog/?p=140</guid>
		<description><![CDATA[Come partire per avviare all'interno delle nostre imprese l'innovazione portata da progetti Enterprise 2.0?
Il blog può essere uno strumento molto importante nel contribuire all'avviamento di progetti anche molto grossi. L'importante è partire a piccoli passi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F05%2Fenterprise-20-a-piccoli-passi%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F05%2Fenterprise-20-a-piccoli-passi%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/05/passodopopasso.png"><img class="size-medium wp-image-139 alignleft" title="Enterprise2.0 a piccoli passi" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/05/passodopopasso-288x300.png" alt="Enterprise 2.0 a piccoli passi" width="197" height="205" /></a><br />
Tante sono le barriere (e di diversa natura) che ci si trova a dover superare nel momento in cui introduciamo in un&#8217;Azienda un qualche cambiamento. Non sempre, nonostante gli intenti dichiarati, tutti riescono a superare le paure indotte dalle novità e dalle innovazioni (novità che portano cambiamenti in positivo).<br />
Niente di cui stupirsi, è del tutto naturale.</p>
<p>I progetti che introducono i social media all&#8217;interno di un&#8217;Azienda portano moltissimi cambiamenti, soprattutto culturali. In alcuni casi il nuovo &#8220;paradigma&#8221; è talmente differente da quello esistente che sembra quasi naturale chiudersi in un atteggiamento difensivo che salvaguardi le (tranquillizzanti) procedure ormai consolidate.<br />
Tuttavia è sufficiente varcare appena la soglia del cambiamento, che tutti i pregiudizi e le paure svaniscono improvvisamente. La spirale positiva dei cambiamenti portati dalla maggiore collaborazione tra impiegati, da una comunicazione trasversale molto più chiara ed efficiente, dalla partecipazione e dalla scoperta di nuovi orizzonti partecipativi, abbattono ogni barriera e fanno dimenticare qualsiasi preconcetto.</p>
<p>Ma <strong>come dare la prima spinta al volano dell&#8217;Enterprise 2.0 all&#8217;interno dell&#8217;Azienda?</strong><br />
Il mio consiglio e quello di superare le prime diffidenze partendo &#8220;in piccolo&#8221;, con qualcosa di semplice la cui utilità sia immediatamente percepibile da tutti.<br />
Insomma, partire a piccoli passi.<br />
Personalmente ho trovato molto efficace partire con un blog interno. Molto probabilmente già in fase di pianificazione del progetto potreste rilevare la necessità di avviarne contemporaneamente piu&#8217; di un0 (alcuni reparti aziendali hanno esigenze specifiche).<br />
I vantaggi legati all&#8217;utilizzo di un blog interno sono molti e possono coinvolgere diversi settori dell&#8217;Azienda.<br />
Ecco alcuni degli esempi che ho riportato in un progetto recente:</p>
<ul>
<li><strong>Accorcia le distanze tra gli uffici</strong>, favorendo la conversazione tra argomenti di interesse comune.</li>
<li><strong>Stimola la partecipazione</strong> e da voce a tutti gli utenti. Chiunque può rispondere ad un post con un commento.</li>
<li>Può diventare un <strong>valido strumento formativo</strong>, avviando un processo di <strong>&#8220;Formazione Continua&#8221; </strong>all&#8217;interno dell&#8217;Azienda (avete mai pensato ad una serie di post dedicati all&#8217;utilizzo dei vari strumenti software presenti in azienda?)</li>
<li>Favorisce la nascita di una &#8220;<strong>Community Aziendale</strong>&#8220;, consentendo la condivisione sia di momenti lavorativi che di svago.</li>
<li><strong>Riduce il carico di lavoro e gli archivi dei server di posta elettronica</strong>. Tutti i messaggi che interessano gruppi di utenti o tutta l&#8217;Azienda, vengono inseriti all&#8217;interno di un unico archivio aziendale e non piu&#8217; replicati su ogni singola casella di posta.<br />
Questo comporta un minor traffico di rete ed una minor quantità di spazio utilizzato, quindi costi minori.</li>
<li><strong>Non contribuisce al congestionamento delle nostre caselle di posta elettronica</strong>, che vengono già messe a dura prova dal lavoro quotidiano e dallo spamming.</li>
<li><strong>Non costringe i lettori ad aprire un messaggio e doverlo gestire</strong> (eliminare o archiviare in qualche modo).</li>
<li><strong>Tiene traccia della comunicazione aziendale </strong>molto meglio di quanto non faccia la nostra casella di posta elettronica (soprattutto dopo l&#8217;attività di riorganizzazione degli archivi e pulizia dei messaggi considerati inutili).</li>
</ul>
<p>Questi sono solo alcuni dei vantaggi che comporta l&#8217;utilizzo di un blog interno.<br />
Ogni realtà ha i suoi, e molti derivano direttamente dal piano editoriale.<br />
Vi prometto che nei prossimi post cercherò di approfondire ulteriormente il concetto di &#8220;blog interno&#8221;, proponendo alcuni esempi di utilizzo e magari dando qualche indicazione aggiuntiva su come preparare il piano editoriale (oppure non serve?)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/05/enterprise-20-a-piccoli-passi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Strumenti per l&#8217;Enterprise 2.0: Il Blog &#8211; Parliamo di trackback.</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/04/strumenti-per-lenterprise-20-il-blog-parliamo-di-trackback/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/04/strumenti-per-lenterprise-20-il-blog-parliamo-di-trackback/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 07:47:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[strumenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.smartfeeling.org/blog/?p=97</guid>
		<description><![CDATA[
			
				
			
		

Cos&#8217;è il trackback?
Il sistema di TrackBack è stato introdotto nel 2002 dalla società Six Apart (www.sixapart.com) per la piattaforma di blogging Movable Type (open source).
Il TrackBack è un protocollo per la comunicazione peer-to-peer tra siti web.
Il cuore del TrackBack è il TrackBack Ping, cioè l&#8217;informazione inviata mediante URL che informa che la “risorsa A è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F04%2Fstrumenti-per-lenterprise-20-il-blog-parliamo-di-trackback%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F04%2Fstrumenti-per-lenterprise-20-il-blog-parliamo-di-trackback%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a href="http://1.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SfLAhvpmL9I/AAAAAAAAAZM/zd3py4dRFGQ/s1600-h/linked.png" target="_blank" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328532995091869650" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 193px; height: 180px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SfLAhvpmL9I/AAAAAAAAAZM/zd3py4dRFGQ/s320/linked.png" border="0" alt="" /></a><span style="font-size:130%;"><span style="font-weight: bold;"><br />
Cos&#8217;è il trackback?</span></span></p>
<p>Il sistema di TrackBack è stato introdotto nel 2002 dalla società <a href="http://www.sixapart.com/">Six Apart</a> (<a href="http://www.sixapart.com/" target="_blank">www.sixapart.com</a>) per la piattaforma di blogging <a href="http://www.movabletype.org/download.html" target="_blank">Movable Type</a> (open source).</p>
<p>Il TrackBack è un protocollo per la comunicazione peer-to-peer tra siti web.</p>
<p style="line-height: 150%;">Il cuore del TrackBack è il <strong>TrackBack Ping</strong>, cioè l&#8217;informazione inviata mediante URL che informa che la “risorsa A è collegata alla risorsa B”.</p>
<p style="line-height: 150%;">Grazie all&#8217;utilizzo del TrackBack i siti web possono comunicare tra loro e <span style="text-decoration: underline;"><strong>condividere risorse</strong></span>. Il concetto di “condivisione” è molto importante per qualsiasi sito web, in particolar modo per i blog che in pratica “vivono” e prosperano grazie alla “condivisione”.</p>
<p style="line-height: 150%;">Grazie al TrackBack Ping il Weblogger A (L&#8217;autore del blog) può informare il Weblogger B che ha scritto qualcosa che riguarda un suo articolo (una critica, un commento, una citazione, ecc&#8230;). <strong>A invia un TrackBack Ping a B</strong>.</p>
<p style="line-height: 150%;">
<h2>URL di TrackBack</h2>
<p style="line-height: 150%;">Quando un blog accetta commenti da altri blog, fornisce un link particolare per ogni articolo: l&#8217; <strong>URL di TrackBack</strong>.</p>
<p style="line-height: 150%;">Chiunque voglia scrivere un articolo in risposta ad un post, non deve fare altro che includere nel proprio articolo l&#8217; <strong>URL di TrackBack</strong> del post originale.</p>
<h2>Il TrackBack Ping.</h2>
<p style="line-height: 150%;"><a href="http://3.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SfLCzktQQEI/AAAAAAAAAZU/3hGyJ-ZvoMs/s1600-h/blog_trackback.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328535500415320130" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 433px; height: 311px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SfLCzktQQEI/AAAAAAAAAZU/3hGyJ-ZvoMs/s400/blog_trackback.png" border="0" alt="" /></a></p>
<p>E&#8217; il cuore su cui si fonda il TrackBack.</p>
<p style="line-height: 150%;">Il TrackBack Ping informa un sito che qualcuno lo ha, in qualche modo, citato (<strong>A invia un TrackBack Ping a B</strong>).</p>
<p style="line-height: 150%;">
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">Il TrackBack Ping rende possibili due cose fondamentali:</p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">Il Weblogger B  è in grado di listare automaticamente tutti i siti che fanno  riferimento ad un post particolare sul proprio sito, consentendo  così a tutti i propri lettori di visitare anche altri siti che  trattano gli stessi argomenti, compreso il sito del Weblogger A.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">Il ping  fornisce un link esplicito al sito di B.</p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">Quando leggiamo un articolo che ci interessa su un altro blog e desideriamo fare un commento, abbiamo due possibilità:</p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">Inserire un  commento direttamente sul blog che contiene il post originale</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">Scrivere un  nuovo post sul nostro blog sfruttando il meccanismo di TrackBack del  blog che ospita il post originale.</p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">Nel primo caso non faremmo uso del TrackBack Ping, avremmo però la possibilità di inserire il link al nostro blog o sito direttamente nelle informazioni di testata del commento. Tuttavia lo spazio per il commento è ridotto e non sempre è sufficiente a contenere tutto quello che vorremmo dire e magari illustrarlo con qualche elemento grafico.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">Nel secondo caso, invece, potremmo utilizzare l&#8217;editor di post del nostro blog e comparire comunque, grazie al TrackBack Ping, nella lista dei commenti sul post originale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">Per poter utilizzare le potenzialità del TrackBack Ping, anche il nostro blog dovrà ovviamente supportare il protocollo e consentici l&#8217;inserimento di:</p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">Permalink del  nostro articolo</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">Titolo  dell&#8217;articolo</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">Riassunto o  “excerpt” dell&#8217;articolo</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">Nome del blog</p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">A questo punto, una volta ricevuto il TrackBack Ping, il blog che contiene l&#8217;articolo originale sarà in grado di elencare il nostro articolo tra i propri commenti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">In questo modo i lettori dell&#8217;articolo originale potranno accedere anche al nostro blog, leggere la nostra opinione e magari soffermarsi ad approfondire anche qualche altro argomento.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">La forza del TrackBack Ping sta tutta nella <strong>capacità di creare network di blog, capace di guidarci in un percorso informativo senza eguali</strong>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">Grazie al TrackBack il mio blog/sito entra a far parte di un vero e proprio network informativo tematico, senza che per questo debba esserci una regia a definire categorie, piani editoriali, o altro.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"><span style="font-size:100%;">Molti dei nostri lettori arriveranno dai motori di ricerca, ma molti altri dai link presenti su altri blog.<br />
Detto questo dovrebbe essere chiaro il motivo per cui il TrackBack è così importante per il nostro blog.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">
<h2>Cosa possiamo fare grazie al TrackBack</h2>
<p style="line-height: 150%;">Proviamo ora a riassumere brevemente quali sia l&#8217;utilità del TrackBack e quali conseguenze pratiche possa avere un utilizzo corretto di questa funzionalità:</p>
<ul>
<li>
<p style="line-height: 150%;"><strong>Network di blog:</strong> Come visto  sopra, grazie al TrackBack è possibile entrare a far parte di un  vero e proprio circuito di siti collegati in vari modi tra loro. In  questo modo le informazioni vengono aggregate e organizzate  all&#8217;interno del network proprio grazie ai link inversi (o  TrackBack).</p>
</li>
<li>
<p style="line-height: 150%;"><strong>Aggregazione di contenuti</strong>:  Molti aggregatori di blog sfruttano proprio i TrackBack URL per  creare archivi che raccolgono post dai più&#8217; disparati blog, e lo  fanno in un arco temporale indeterminato. Questa tecnica consente di  rintracciare post organizzati per argomento anche se piuttosto  datati.</p>
</li>
<li>
<p style="line-height: 150%;"><strong>Commento remoto</strong>: E&#8217;  l&#8217;utilizzo dei TrackBack più&#8217; conosciuto e più&#8217; chiaro alla  maggior parte degli utenti. Grazie al TrackBack abbiamo la  possibilità di “commentare” l&#8217;articolo di un blog che  consideriamo interessante direttamente dal nostro blog, con tutti i  vantaggi che ne derivano in termini di traffico.</p>
</li>
</ul>
<p style="line-height: 150%;">Approfondimenti:<br />
<a rel="nofollow" href="http://www.masternewmedia.org/it/2005/03/22/creare_blog_che_cosa_e.htm" target="_blank">Creare Blog: Che cosa è il trackback (di Robin Good)</a></p>
<p>Vedi anche:<br />
<a href="http://smartfeeling.blogspot.com/2008/10/strumenti-per-lenterprise-20-le-mappe.html" target="_blank">Strumenti per l&#8217;Enterprise 2.0: le Mappe Concettuali</a><br />
<a href="http://smartfeeling.blogspot.com/2008/10/strumenti-per-lenterprise-20-il.html" target="_blank">Strumenti per l&#8217;Enterprise 2.0: Il Corporate Blog</a><br />
<a href="http://smartfeeling.blogspot.com/2008/11/strumenti-per-lenterprise-20-il.html" target="_blank">Strumenti per l&#8217;Enterprise 2.0: Il Corporate Blog (seconda parte)</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/04/strumenti-per-lenterprise-20-il-blog-parliamo-di-trackback/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
