Twitter e Facebook? Sì, ma solo se in buona compagnia…

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Twitter e Facebook? Sì, ma solo se in buona compagnia…

Non mi sto riferendo a "Followers" o "Fans". E' innegabile che Facebook, Twitter e compagnia stiano sviluppando un'attrattiva quasi irresistibile per molte Aziende. Sono gratis, facili da implementare, personalizzabili e soprattutto godono di un'enorme visibilità. Perchè non farlo? Vien quasi da chiedersi perchè continuare ad investire sul proprio sito o sul proprio (pesante) blog. Sì, perchè manutenere un sito o un blog costa. Costa fatica, costa denaro, costa fantasia, costa impegno, costa personale, costa consulenza, ecc... Ma c'è il rovescio della medaglia. I Social Media, i Social Network e le Connect Tech piu' in generale hanno cambiato radicalmente la realtà comunicativa del nostro secolo. Oggi viviamo in una realtà in cui le informazioni "fluttuano" in internet miscelandosi tra loro come in una sorta di colloide. Le informazioni (di qualunque natura) si trovano in uno stato finemente disperso, tra la soluzione omogenea e la dispersione eterogenea. I nostri tweet sono gocce nell'immenso mare del microblogging, i nostri fan non dedicano le loro attenzioni solo alla nostra pagina, e neppure i nostri readers vivono in trepida attesa di una nostra news o della pubblicazione di un nuovo video. Se da un lato è vero che le piattaforme sociali godono di un pubblico(?) immenso, dall'altro è comunque ...

Chi ha paura del Web 2.0? (di Gianluigi Zarantonello)

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Chi ha paura del Web 2.0? (di Gianluigi Zarantonello)

Vi segnalo questo ottimo lavoro di Gianluigi Zarantonello: Chi ha paura del Web 2.0? Dedicate qualche minuto a leggerlo tutto d'un fiato, perchè merita e offre interessanti spunti di riflessione. E' la raccolta di 25 brevi, ma intensi, post: Perché è necessario superare la paura del web 2.0 Perché è necessario superare la paura del web 2.0 Come approcciare in modo corretto (e strategico) i social media? Perché i miei clienti non parlano con me? Aziende e social media: sarà vero amore (e vero successo)? Che tecnologia di social media dovreste scegliere? Dipende dai vostri obiettivi… Sai che cosa si dice di te in rete? L’importanza del monitoraggio Meglio inventare ogni volta la ruota o consegnare ad altri i propri utenti? Fareste conversazione con un frullatore? Sul web io sì, e vi spiego il perché! Internet è il media più misurabile ma…lo misuriamo? Come misurare il ritorno dell’investimento sui social media? Il web 2.0, i contenuti e la coda lunga Comunicare nella “nuvola d’informazione” La vostra azienda è ben distribuita sul web? Comunicare sul web nell’economia dell’abbondanza (e della scarsità di attenzione) Avete mai sentito un marketing manager cinguettare? La mia azienda dovrebbe avere un blog? I principi delle reti sociali applicati alla comunicazione interna e all’organizzazione? Enterprise 2.0: i software sono già collaborativi, ma le persone? Gli specialisti del web 2.0, gente sull’orlo del ...

Enterprise 2.0: a scuola di web 2.0 per ri-abituarsi a scrivere

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Enterprise 2.0: a scuola di web 2.0 per ri-abituarsi a scrivere

La ricerca della professoressa di retorica  Andrea Lunsford, recentemente segnalata in un articolo comparso sull'ultimo numero di Wired ("i letterati di Twitter" di Clive Thompson), mi ha stimolato a riflettere nuovamente sulle cause che rendono la comunicazione e la condivisione delle informazioni tanto difficile all'interno di molte strutture aziendali. Tra le varie cause di ordine culturale e strutturale, c'è anche il fatto che molti impiegati (e anche qualche manager) hanno perso l'abitudine di scrivere. Per molti, l'ultima volta in cui è stato prodotto un testo scritto risale ai trascorsi scolastici e non si tratta certo di scritti con particolari finalità comunicative (semmai finalizzate a prendere un bel voto). Ma scrivere per il giudizio del professore o del proprio capo ufficio, non è come scrivere per comunicare, per discutere, per convincere, organizzare o condividere informazioni. La "prosa" aziendale (così come quella accademica) è ben diversa da quella che scopriamo leggendo gli articoli in un blog, i micro-aggiornamenti di twitter o i messaggi liofilizzati di un SMS. La grande differenza sta negli obiettivi. Quando si scrive una relazione per il capo lo scopo non è quello di comunicare (nel senso sociale del termine) o discutere qualche concetto, ma di riportare su carta quanto già detto ...

Enterprise 2.0 a piccoli passi…

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Enterprise 2.0 a piccoli passi…

Tante sono le barriere (e di diversa natura) che ci si trova a dover superare nel momento in cui introduciamo in un'Azienda un qualche cambiamento. Non sempre, nonostante gli intenti dichiarati, tutti riescono a superare le paure indotte dalle novità e dalle innovazioni (novità che portano cambiamenti in positivo). Niente di cui stupirsi, è del tutto naturale. I progetti che introducono i social media all'interno di un'Azienda portano moltissimi cambiamenti, soprattutto culturali. In alcuni casi il nuovo "paradigma" è talmente differente da quello esistente che sembra quasi naturale chiudersi in un atteggiamento difensivo che salvaguardi le (tranquillizzanti) procedure ormai consolidate. Tuttavia è sufficiente varcare appena la soglia del cambiamento, che tutti i pregiudizi e le paure svaniscono improvvisamente. La spirale positiva dei cambiamenti portati dalla maggiore collaborazione tra impiegati, da una comunicazione trasversale molto più chiara ed efficiente, dalla partecipazione e dalla scoperta di nuovi orizzonti partecipativi, abbattono ogni barriera e fanno dimenticare qualsiasi preconcetto. Ma come dare la prima spinta al volano dell'Enterprise 2.0 all'interno dell'Azienda? Il mio consiglio e quello di superare le prime diffidenze partendo "in piccolo", con qualcosa di semplice la cui utilità sia immediatamente percepibile da tutti. Insomma, partire a piccoli passi. Personalmente ho trovato molto efficace partire con un blog interno. ...

Strumenti per l’Enterprise 2.0: Il Blog – Parliamo di trackback.

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Strumenti per l’Enterprise 2.0: Il Blog – Parliamo di trackback.

Cos'è il trackback? Il sistema di TrackBack è stato introdotto nel 2002 dalla società Six Apart (www.sixapart.com) per la piattaforma di blogging Movable Type (open source). Il TrackBack è un protocollo per la comunicazione peer-to-peer tra siti web. Il cuore del TrackBack è il TrackBack Ping, cioè l'informazione inviata mediante URL che informa che la “risorsa A è collegata alla risorsa B”. Grazie all'utilizzo del TrackBack i siti web possono comunicare tra loro e condividere risorse. Il concetto di “condivisione” è molto importante per qualsiasi sito web, in particolar modo per i blog che in pratica “vivono” e prosperano grazie alla “condivisione”. Grazie al TrackBack Ping il Weblogger A (L'autore del blog) può informare il Weblogger B che ha scritto qualcosa che riguarda un suo articolo (una critica, un commento, una citazione, ecc...). A invia un TrackBack Ping a B. URL di TrackBack Quando un blog accetta commenti da altri blog, fornisce un link particolare per ogni articolo: l' URL di TrackBack. Chiunque voglia scrivere un articolo in risposta ad un post, non deve fare altro che includere nel proprio articolo l' URL di TrackBack del post originale. Il TrackBack Ping. E' il cuore su cui si fonda il TrackBack. Il TrackBack Ping informa un sito che qualcuno lo ha, in ...

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