<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Smartfeeling &#187; api-cultura</title>
	<atom:link href="http://www.smartfeeling.org/blog/tag/api-cultura/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.smartfeeling.org/blog</link>
	<description>enterprise 2.0 and social media</description>
	<lastBuildDate>Fri, 02 Jul 2010 06:34:08 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Api-cultura e innovazione per le PMI</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/06/api-cultura-e-innovazione-per-le-pmi/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/06/api-cultura-e-innovazione-per-le-pmi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 15:43:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[corporate 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[api-cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.smartfeeling.org/blog/?p=225</guid>
		<description><![CDATA[
			
				
			
		

Web 2.0 * Impresa / Percezione del Pericolo = Impresa 2.0.
Questa è una formula per il cambiamento, &#8220;la formula del 2.0&#8243;. Ma come tutti i cambiamenti comporta dei rischi.
Creatività, innovazione e rischio sono gli ingredienti del cambiamento.
La formula del cambiamento (da Impresa 1.0 a Impresa 2.0) può essere espressa anche così:
( (Internet + Persone + Collaborazione + Creatività) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F06%2Fapi-cultura-e-innovazione-per-le-pmi%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F06%2Fapi-cultura-e-innovazione-per-le-pmi%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<h2><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/ufo.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-226" title="innovation" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/ufo-300x244.png" alt="innovation" width="300" height="244" /><br />
</a>Web 2.0 * Impresa / Percezione del Pericolo = Impresa 2.0.</h2>
<p>Questa è una <strong>formula per il cambiamento, &#8220;la formula del 2.0&#8243;</strong>. Ma come tutti i cambiamenti comporta dei <strong>rischi.<br />
<span style="font-weight: normal;">Creatività, innovazione e rischio sono gli ingredienti del </span>cambiamento<span style="font-weight: normal;">.<br />
La formula del cambiamento (da Impresa 1.0 a Impresa 2.0) può essere espressa anche così:<br />
<strong>( (Internet + Persone + Collaborazione + <span style="font-weight: normal;"><strong>Creatività) * Impresa) / Percez. Pericolo = Impresa 2.0</strong>.</span></strong></span></strong></p>
<p><strong>L&#8217;innovazione <span style="font-weight: normal;">presuppone sempre che vengano affrontati dei </span>rischi<span style="font-weight: normal;">, e comporta spesso un </span>cambiamento</strong>. Quindi, per innovare occorre affrontare dei rischi ed essere poi in grado di gestire il cambiamento.<br />
La propensione a rischiare cala, quanto piu&#8217; cresce la percezione del pericolo (rischio inteso in termini negativi e pessimistici).<br />
Il passaggio al web 2.0 da parte di un&#8217;impresa, secondo &#8220;<strong><em>La </em></strong><strong><em>formula del 2.0</em></strong>&#8220;, non funziona se la propensione al rischio  (sia in termini economici di investimento su nuovi progetti, che in termini di coraggio creativo) è pari o vicina allo zero, cioè se la percezione del pericolo è molto elevata.<br />
Capire quale sia la nostra propensione al rischio è molto semplice, basta pensare al concetto di <strong>rischio </strong>e focalizzare quello che la nostra mente ci suggerisce.<br />
Se associamo il rischio al pericolo, al disagio, al danno, anzichè all&#8217;<strong>opportunità di miglioramento</strong>, allora la nostra propensione al rischio è molto bassa (e probabilmente anche quella al cambiamento).</p>
<p>In genere il rischio viene associato al pericolo quando manca la conoscenza del contesto in cui ci si stà muovendo. Per esempio tendiamo a considerare molto rischioso (pericoloso) muoverci al buio in un ambiente sconosciuto, mentre lo facciamo tranquillamente nel salotto di casa nostra o in camera da letto.<br />
Se non conosciamo l&#8217;ambiente che ci circonda tendiamo a <a title="La crisi genera paura o la paura genera crisi?" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=78" target="_blank">muoverci con maggior prudenza</a>.</p>
<h2>La PMI ed il &#8220;problema&#8221; Internet.</h2>
<p>Quando gli imprenditori non conoscono bene i meccanismi che regolano un fenomeno, in genere tendono a limitare i rischi che ne derivano attuando procedure di controllo solitamente rigide e vincolanti. Nel caso di internet ci si muove con atteggiamenti molto prudenti e solitamente limitandone l&#8217;utilizzo e la diffusione in azienda.<br />
I rischi ed i problemi percepiti sono tra i piu&#8217; disparati e di diversa natura e vanno dalla sicurezza dei sistemi alla riservatezza delle informazioni, passando per la produttività degli impiegati.</p>
<p>Fino ad ora queste politiche di &#8220;arginamento&#8221; hanno contribuito a contenere l&#8217;utilizzo di internet (navigazione in genere) e dei social media all&#8217;interno delle imprese. Tuttavia le nuove tecnologie mobili (smartphone e palmari) stanno contribuendo a portare il web 2.0 accanto ad ognuno dei nostri impiegati.<br />
Se prima internet era un problema difficilmente controllabile, oggi per molti stà diventando un  vero e proprio tsunami del tutto inarginabile.</p>
<h2>Internet non è un problema, ma un&#8217;opportunità.</h2>
<p>Nel post precedente &#8220;<a title="Le imprese possono ignorare Facebook?" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=216" target="_blank">Le imprese possono ingnorare Facebook?</a>&#8221; ho cercato di mettere in evidenza come oggi molte imprese stiano letteralmente &#8220;<strong>subendo internet</strong>&#8220;, facendosi cogliere del tutto impreparate dal fenomeno del web 2.0.<br />
Nel web 2.0 non c&#8217;è uno che pensa ed altri che eseguono, è tutto frutto di collaborazione. Blog, Forum, Social Networks, Wiki e Social Tagging si fondono in un milione di intrecci resi possibile da Feed RSS e servizi di Mesh-up che approdano sui nostri Desktop, Telefoni Cellulari, Laptop, Consolle (XBox, Wii, PS3, PSP, NDSi, ecc..), iBox e TV.</p>
<p>Ciò che oggi manca alle imprese italiane, ma soprattutto alle PMI, è &#8220;un&#8217;alfabetizzazione&#8221; del Web 2.0, una cultura di base che porti le conoscenze degli strumenti e delle dinamiche che rendono possibile il fenomeno sempre piu&#8217; crescente dei social media, all&#8217;interno dei muri aziendali.<br />
<strong>Solo investendo tempo nella formazione</strong>, le imprese possono  <strong>ridimensionare la percezione del pericolo</strong> ed affrontare con profitto progetti legati al nuovo web.<br />
In questo modo sarà chiaro a molti piu&#8217; imprenditori quanto internet sia in realtà una grande opportunità per la propria impresa e di come il rischio possa essere visto come possibilità e non come limitazione.</p>
<h2>E&#8217; il  momento giusto per rischiare di innovare.</h2>
<p>C&#8217;è crisi? Sì, è innegabile. Ma piu&#8217; della crisi economica dei mercati, può la crisi dei modelli di business. L&#8217;<strong>internet delle cose</strong>, che non necessita piu&#8217; del controllo umano, le informazioni che viaggiano senza limiti di spazio e tempo, hanno cambiato  il nostro modo di vivere.<br />
Sempre piu&#8217; oggetti comunicano tra loro (P2P, RFID, Domotica, ecc..) e sempre piu&#8217; persone comunicano con gli oggetti. Tutto sembra tendere ad una globalizzazione che coinvolge il contesto economico, sociale, politico e tecnologico dell&#8217;intero pianeta e che per molti versi lega il destino di molti popoli e molti mercati.</p>
<p>Cercate per questa crisi la spiegazione che preferite, ma il risultato non cambia. Il fatto è che qualcosa stà mutando ed il cambiamento è inevitabile e incontrollabile.<br />
Un nuovo paradigma che scavalca ogni controllo e rivoluziona le regole del gioco.<br />
Come in tutte le rivoluzioni si chiudono delle porte e se ne aprono delle altre. Il Web 1.0 ha lasciato il posto al Web 2.0, così come l&#8217;individualismo stà cedendo il passo ad una nuova forma di collaborazione e partecipazione.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Stà a noi decidere se cercare nuove opportunità nel cambiamento, oppure aspettare e sperare che tutto torni come prima.</span></strong><br />
A voi decidere se schierarvi con chi tenta di opporsi al P2P o con chi cerca <a title="Jacques Attali: arte e libertà" href="http://www.wired.it/magazine/archivio/2009/04/password/jacques-attali-arte-e-liberta-.aspx" target="_blank">nuovi modi per rendere redditizio il lavoro degli artisti</a>.<br />
Internet è una grande opportunità, basta conoscerlo un po&#8217; meglio ed inaspettatamente  si scopriranno nuovi modelli di business.<br />
<strong>Innovare </strong>non vuol dire solo inventare nuovi prodotti, ma anche scoprire nuovi mercati o nuovi modelli di business.<br />
Pensate per esempio all&#8217;Open Source, al <a title="Parliamo di crowdsourcing" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=77" target="_blank">Crowdsourcing</a> o al <a title="Craftivism, le nuove frontiere del fai da te" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=84" target="_blank">Craftivism</a> e provate ad immaginare come questi nuovi paradigmi possano rivoluzionare il vostro business.<br />
Ecco, state iniziando ad innovare. E credo questo sia proprio il momento giusto per farlo.</p>
<p>Vedi anche:</p>
<ul>
<li> <a title="Le imprese possono ignorare Facebook?" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=216" target="_blank">Le imprese possono ignorare Facebook?</a></li>
<li><a title="L'enterprise 2.0 è infallibile?" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=159" target="_blank">L&#8217;enterprise 2.0 è infallibile?</a></li>
<li><a title="La crisi genera paura o la paura genera crisi?" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=78" target="_blank">La crisi genera paura o la paura genera crisi?</a></li>
<li><a title="Craftivism, le nuove frontiere del fai da te" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=84" target="_blank">Craftivism, le nuove frontiere del fai da te</a>.</li>
<li><a title="Enterprise 2.0: parliamo di crowdsourcing" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=77" target="_blank">Enterprise 2.0: parliamo di crowdsourcing</a>.</li>
<li><a title="Basi di api-cultura" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=88" target="_blank">Le idee sono come le api&#8230; (fondamenti di api-cultura)</a></li>
</ul>
<p>Da non perdere:</p>
<ul>
<li><a title="I dieci comandamenti per un nuovo diritto d'autore" href="http://www.wired.it/magazine/archivio/2009/04/password/jacques-attali-arte-e-liberta-.aspx" target="_blank">Jacques Attali: Arte e libertà. (i dieci comandamenti per un nuovo diritto d&#8217;autore &#8211;  WIRED)</a></li>
</ul>
<p>Formazione:</p>
<ul>
<li>Smartfeeling.org si stà prodigando per riuscire a portare formazione gratuita sul web 2.0 in tutte le imprese del territorio. Ancora non sappiamo come, ma siamo certi di poterlo fare e lo faremo con gli stessi strumenti che il web 2.0 ci mette a disposizione.<br />
Se siete interessati al programma, a partecipare ai corsi o volete contribuire in qualche modo, non esitate a <a title="L'autore di Smartfeeling" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?page_id=2" target="_blank">contattare l&#8217;autore di questo blog</a>.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/06/api-cultura-e-innovazione-per-le-pmi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le imprese possono ignorare Facebook?</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/05/le-imprese-possono-ignorare-facebook/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/05/le-imprese-possono-ignorare-facebook/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 May 2009 08:29:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[api-cultura]]></category>
		<category><![CDATA[collaborazione]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.smartfeeling.org/blog/?p=216</guid>
		<description><![CDATA[Le imprese devo investire in formazione, prima ancora che in tecnologie. A poco servono i migliori strumenti di questo mondo se non siamo in grado di utilizzarli al meglio.
Occorre un'alfabetizzazione di base a tutte le imprese che vogliono affrontare il web 2.0, occorre conoscere gli strumenti, saperli utilizzare e capirne le potenzialità ed i lati oscuri (ce ne sono molti).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F05%2Fle-imprese-possono-ignorare-facebook%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F05%2Fle-imprese-possono-ignorare-facebook%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a title="Obama Poster" href="http://revolutionaryviews.com/obama_poster.html" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-217" title="obama" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/05/obama-300x220.png" alt="obama" width="300" height="220" /></a></p>
<p>Credo di sì. Anzi, credo che <strong>oggi la maggior parte delle imprese debbano ignorare Facebook</strong>.<br />
E non intendo Facebook come sito (www.facebook.com) in senso letterale, ma in senso metaforico come Web 2.0. Credo che oggi a molte imprese convenga molto piu&#8217; <strong>ignorare il Web 2.0</strong>, che non affrontarlo in modo improvvisato.</p>
<p>No, non sono impazzito. Piuttosto che &#8220;<em>esserci perchè non se ne può fare a meno</em>&#8220;, credo sia meglio non esserci.<br />
Credo che molte imprese non siano ancora pronte ad affrontare il web 2.0, e penso sia un grave errore affrontare progetti 2.0 con un atteggiamento e retaggi ancora troppo 1.0.<br />
Il fatto che molti vendor (e parlo di brand importanti) si stanno muovendo sul mercato offrendo servizi &#8220;Web <em>2.0</em>&#8221; pacchettizzati, non significa che il Web 2.0 e l&#8217;Enterprise 2.0 sono semplicemente un software da insallare. Un bel doppio click e via, prodigi della tecnologia.</p>
<p>Che senso ha aprire un gruppo su Facebook se non se ne conoscono a fondo le dinamiche? Quali sono le conseguenze sul brand nel medio lungo periodo?<br />
Quali vantaggi ne derivano dall&#8217;aprire un blog e gestirlo come un sito web istituzionale?<br />
Molto meglio la cara vecchia e-mail e le ormai consolidate mailing list. Non trovate?</p>
<p>Per questo post ho scelto l&#8217;immagine del poster di Obama perchè credo rappresenti simbolicamente la vera essenza del web 2.0: <strong>le persone</strong>, la collaborazione e la conversazione. La figura di Obama è formata dalle foto di migliaia di altri volti, come a dire che lui esiste perchè esistono gli altri.</p>
<p>Mi torna alla mente il ragionamento <a title="Le idee sono come le api" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=88" target="_blank">sulle api e sulle idee (api-cultura)</a>. Ecco, il Web 2.0 è questo. E&#8217; partecipazione dal basso, collaborazione, conversazione, <strong>creatività di gruppo e intelligenza diffusa</strong>. Il Web 2.0 è come un grande alveare, in cui ognuno fa la sua parte, comprese le api regina.</p>
<h3>E le imprese? </h3>
<p>Le imprese devono investire in formazione, prima ancora che in tecnologie. A poco servono i migliori strumenti di questo mondo se non siamo in grado di utilizzarli al meglio.<br />
Occorre un&#8217;alfabetizzazione di base a tutte le imprese che vogliono affrontare il web 2.0, occorre conoscere gli strumenti, saperli utilizzare e capirne le potenzialità ed i lati oscuri (ce ne sono molti).</p>
<p>Credo che in questo senso si stia facendo ancora poco ed in modo disomogeneo.<br />
Per finire vi segnalo questo breve post ed i commenti che ne sono scaturiti: <a title="Opportunità per il business" href="http://www.manageronline.it/articoli/vedi/86/social-network-quale-opportunita-per-migliorare-il-proprio-business/" target="_blank">&#8220;Social Network: quale opportunità per migliorare il proprio business</a>&#8220;. Direi che Paolo ha perfettamante ragione quando dice che <em>&#8220;I social network sono potenzialmente un sacco di cose. Il problema è che, fino a  questo momento, nessuno ha esattamente compreso come domarli.</em>&#8221;</p>
<p>Ma si può &#8220;domare&#8221; un alveare?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/05/le-imprese-possono-ignorare-facebook/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le idee sono come le api&#8230;</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/03/le-idee-sono-come-le-api/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/03/le-idee-sono-come-le-api/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 06:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[crowdsourcing]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[api-cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.smartfeeling.org/blog/?p=88</guid>
		<description><![CDATA[
			
				
			
		
Spesso mi interrogo sul come nascano le idee, quale sia la scintilla che genera l&#8217;intuizione iniziale. E&#8217; un un&#8217;attività puramente individuale, oppure un processo che vede coinvolti anche gli altri?
E&#8217; possibile categorizzare la nascita di un&#8217;idea secondo un modello logico razionale, oppure dobbiamo rifarci alle teorie quantistiche?
Le idee sono come le api. Ronzano attorno ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F03%2Fle-idee-sono-come-le-api%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F03%2Fle-idee-sono-come-le-api%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a href="http://3.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/ScnXJSpKvjI/AAAAAAAAAXE/I8vKQBr3Eus/s1600-h/beeideas.png" target="_blank" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5317017389710884402" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 186px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/ScnXJSpKvjI/AAAAAAAAAXE/I8vKQBr3Eus/s200/beeideas.png" border="0" alt="" /></a>Spesso mi interrogo sul come nascano le idee, quale sia la scintilla che genera l&#8217;intuizione iniziale. E&#8217; un un&#8217;attività puramente individuale, oppure un processo che vede coinvolti anche gli altri?<br />
E&#8217; possibile categorizzare la nascita di un&#8217;idea secondo un modello logico razionale, oppure dobbiamo rifarci alle teorie quantistiche?</p>
<p>Le idee sono come le api. Ronzano attorno ad un alveare (piu&#8217; o meno diffuso, piu&#8217; o meno &#8220;fisico&#8221;) e sviluppano il massimo valore quando collaborano.<br />
Il ciclo di vita delle api è piu&#8217; o meno questo: <span style="font-style: italic;">uovo</span>, <span style="font-style: italic;">larva</span>, <span style="font-style: italic;">pupa</span>, <span style="font-style: italic;">adulto</span>.<br />
Quando nella nostra mente (fisica o diffusa che sia) nasce un&#8217;intuizione, questa è come un uovo. E&#8217; tutt&#8217;altro che definita, ed è molto lontana sia nella forma che nella sostanza da quello che diverrà una volta passata allo stadio &#8220;adulto&#8221;.<br />
In realtà non sappiamo neppure se quell&#8217;<span style="font-style: italic;">uovo </span>diventerà mai una <span style="font-style: italic;">larva</span>, e se la larva troverà l&#8217;<span style="font-weight: bold;">energia </span>per diventare <span style="font-style: italic;">pupa </span>o se la pupa avrà <span style="font-weight: bold;">nutrici </span>che la porteranno allo stadio di <span style="font-style: italic;">adulto</span>.</p>
<p>Ecco, &#8220;<span style="font-weight: bold;">energia</span>&#8221; e &#8220;<span style="font-weight: bold;">nutrici</span>&#8220;, queste sono i concetti chiave che sovrintendono parte dell&#8217;esistenza di un&#8217;ape. Le api esistono perche esiste l&#8217;<span style="font-weight: bold;">alveare</span>. Ma l&#8217;alverare non è solo un luogo o un&#8217;entità fisica, l&#8217;alveare sono anche le altre api.<br />
Cosa diventa un <span style="font-style: italic;">uovo</span>? Pensate, in 16 giorni può diventare <span style="font-weight: bold;">regina</span>, in 21 giorni diventa <span style="font-weight: bold;">operaia </span>o <span style="font-weight: bold;">nutrice </span>ed in 26 diventa un <span style="font-weight: bold;">fuco</span>. L&#8217;alveare esiste perchè esistono le api, e le api esistono grazie alle loro interazioni nei diversi stadi del loro sviluppo.</p>
<p>Le idee e le api&#8230;<br />
Ultimamente rifletto spesso su quanto le imprese abbiano a cuore l&#8217;apicoltura o &#8220;<span style="font-weight: bold;">api-cultura</span>&#8220;.<br />
Vi lascio riflettere su una massima di <a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;q=%22albert+pike%22&amp;btnG=Cerca&amp;meta=" target="_blank">Albert Pike</a>, che stamattina è stata posta alla mia attenzione per una strana coincidenza:</p>
<div style="text-align: center;">
<blockquote><p>&#8220;Quello che abbiamo fatto per noi stessi muore con noi:<br />
quello che abbiamo fatto per gli altri<br />
e per il mondo rimane ed è immortale&#8221;</p></blockquote>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/03/le-idee-sono-come-le-api/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
