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	<title>SMARTFEELING BLOG &#187; api-cultura</title>
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		<title>Riciclo ed energia rinnovabile uniscono l&#8217;italia? Così la vedono alla &#8220;Scuola primaria Borgo Rosselli&#8221;&quot;</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 08:14:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Google ha indetto un concorso per festeggiare i 150 anni dell&#8217;unità di Italia. Il concorso, &#8220;Doodle per Google &#8216;L&#8217;Italia tra 150 anni&#8217;&#8221;, consisteva nel realizzare un Doodle (il logo a tema che compare nel motore di ricerca) per celebrare i 150 dell&#8217;unità d&#8217;Italia. Migliaia di studenti hanno prodotto oltre 5000 opere impegnandosi a riflettere sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.circolodidatticopsg.it/page.php?11"><img class="alignleft size-full wp-image-798" title="doodle-italia-150" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/doodle-italia-150.png" alt="" width="355" height="262" /></a> Google ha indetto un concorso per festeggiare i 150 anni dell&#8217;unità di Italia. Il concorso, &#8220;Doodle per Google &#8216;L&#8217;Italia tra 150 anni&#8217;&#8221;, consisteva nel realizzare un <a title="Doodle " href="http://www.google.com/logos/" target="_blank">Doodle </a>(il logo a tema che compare nel motore di ricerca) per celebrare i 150 dell&#8217;unità d&#8217;Italia.<br />
Migliaia di studenti hanno prodotto oltre 5000 opere impegnandosi a riflettere sul <strong>significato dell&#8217;Unità d&#8217;Italia</strong> e sul <strong>futuro del nostro paese</strong>.</p>
<p>Tra tutte le opere presentate è stata scelta quella della Scuola primaria <a title="Scuola primaria Borgo Rosselli" href="http://bit.ly/q6m95f" target="_blank">Borgo Rosselli</a>, che oggi vivrà il suo momento di gloria apparendo nella home page di Google.</p>
<p>Ecco come questi bambini ci raccontano cosa sia per loro un&#8217;Italia Unita e quale il futuro del nostro paese.</p>
<p>Energie rinnovabili (altro che nucleare) e riciclo, coscienza sociale e rispetto per la natura.<br />
Semplicemente disarmante.</p>
<p>Ed io che pensavo di vivere in un paese senza futuro.<br />
<strong>Grazie bambini</strong>, per averci ricordato che il futuro del nostro paese è nelle vostre mani.<br />
<strong>Grazie</strong>.<br />
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		<title>C&#8217;è crisi? Beh, siamo tutti sulla stessa barca&#8230; intanto voi remate.</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 04:22:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le Aziende Italiane sanno reagire alle Crisi. (una fiaba aziendale) Una società italiana e una giapponese decisero di sfidarsi annualmente in una gara di canoa, con equipaggio di otto uomini. Entrambe le squadre si allenarono e quando arrivò il giorno della gara ciascuna squadra era al meglio della forma, ma i Giapponesi vinsero con un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/08/consultant4.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-774" title="consultant4" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/08/consultant4.jpg" alt="" width="480" height="338" /></a></p>
<h2>Le Aziende Italiane sanno reagire alle Crisi. (una fiaba aziendale)</h2>
<blockquote><p>Una società <strong>italiana</strong> e una <strong>giapponese</strong> decisero di sfidarsi annualmente in una <strong>gara di canoa</strong>, con equipaggio di otto uomini.</p>
<p>Entrambe le squadre si allenarono e quando arrivò il giorno della gara ciascuna squadra era al meglio della forma, ma<strong> i Giapponesi vinsero con un vantaggio di oltre un chilometro</strong>.</p>
<p>Dopo la sconfitta il morale della squadra italiana era a terra. Il top management decise che si sarebbe dovuto vincere l’anno successivo e mise in piedi un <strong>gruppo di progetto</strong> per investigare il problema.</p>
<p>Il gruppo di progetto scoprì, dopo molte analisi, che<strong> i Giapponesi avevano sette uomini ai remi e uno che comandava</strong>, mentre<strong> la squadra italiana aveva un solo uomo che remava e sette che comandavano</strong>.</p>
<p>In questa situazione di crisi il management dette una chiara prova di capacità gestionale: ingaggiò immediatamente una <strong>società di consulenza per investigare</strong> la struttura della squadra italiana.</p>
<p>Dopo molti mesi di duro lavoro, gli esperti giunsero alla <strong>conclusione</strong> che nella squadra c&#8217;erano <strong>troppe persone a comandare</strong> e troppe poche a remare.</p>
<p>Con il supporto del gruppo degli esperti fu deciso di <strong>cambiare</strong> immediatamente la struttura della squadra. Ora ci sarebbero stati <strong>quattro comandanti,</strong> <strong>due supervisori</strong> dei comandanti, <strong>un capo dei supervisori</strong> e <strong>uno ai remi</strong>. Inoltre si introdusse una serie di <strong>punti per motivare il rematore</strong>: &#8220;<em>dobbiamo ampliare il suo ambito lavorativo e dargli. più responsabilità</em>&#8220;.</p>
<p><strong>L’anno dopo i Giapponesi vinsero con un vantaggio di due chilometri</strong>. La società italiana <strong>licenziò immediatamente il rematore a causa degli scarsi risultati</strong> ottenuti sul lavoro, ma nonostante ciò <strong>pagò un bonus al gruppo di comando</strong>, come ricompensa al grande impegno che la squadra aveva dimostrato.<br />
La società di consulenza preparò <strong>una nuova analisi</strong>, dove si <strong>dimostrò che era stata scelta la giusta tattica</strong>, che anche la motivazione era buona, ma che il materiale usato doveva essere migliorato.</p>
<p>Al momento la società italiana è impegnata a<strong> progettare una nuova canoa</strong> …</p></blockquote>
<p>Ci sono momenti nella vita aziendale di ognuno di noi in cui ci si sente proprio quel rematore.<br />
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</ul>
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		<title>Tre cose veramente strane su come scegliamo i nostri leader</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 06:39:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come si diventa leader? &#160; 1. In genere emerge chi parla di piu&#8217;&#8230; &#160; 2. E non importa che dica cose giuste, basta che parli e che si faccia notare. 3. Quando un nuovo membro entra in un gruppo, in genere tende a strafare&#8230; 4. Anche i nuovi membri possono essere dei leader, ma solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Come si diventa leader?</h2>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/08/leader-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-755" title="leader-1" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/08/leader-1.jpg" alt="" width="600" height="732" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>1. In genere emerge chi parla di piu&#8217;&#8230;</h2>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/08/leader-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-756" title="leader-2" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/08/leader-2.jpg" alt="" width="597" height="474" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>2. E non importa che dica cose giuste, basta che parli e che si faccia notare.</h2>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/08/leader-3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-757" title="leader-3" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/08/leader-3.jpg" alt="" width="600" height="630" /></a></p>
<h2>3. Quando un nuovo membro entra in un gruppo, in genere tende a strafare&#8230;</h2>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/08/leader-4.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-758" title="leader-4" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/08/leader-4.jpg" alt="" width="600" height="462" /></a></p>
<h2>4. Anche i nuovi membri possono essere dei leader, ma solo se si adattano alle regole del gruppo.</h2>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/08/leader-5.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-759" title="leader-5" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/08/leader-5.jpg" alt="" width="600" height="444" /></a></p>
<h2>5. E&#8217; sorprendente, ma anche quando un leader viene scelto a caso spesso le performance del gruppo migliorano.</h2>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/08/leader-6.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-760" title="leader-6" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/08/leader-6.jpg" alt="" width="600" height="536" /></a></p>
<h2>6. Perciò la prossima volta che dovrete scegliere un leader&#8230;</h2>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/08/leader-7.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-761" title="leader-7" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/08/leader-7.jpg" alt="" width="600" height="322" /></a></p>
<ul>
<li>Valutate bene i loro input</li>
<li>Date ai nuovi arrivati il tempo di adattarsi</li>
<li>Provate a sceglierlo a caso</li>
</ul>
<h2>7. Se invece avete intenzione di diventare dei leader</h2>
<div>
<ul>
<li>Iniziate a parlare, non importa quali diavolerie diciate. Producete parole in abbondanza e non preoccupatevi del senso e dei concetti (fate come i nostri politici)</li>
<li>State alle regole del gruppo. Non entrate subito in conflitto ed attendete che siano storditi dal fiume di cavolate che continuate a riversargli addosso. Prima o poi vi riconosceranno come loro leader.</li>
<li>Concentratevi sugli influenti del gruppo e cercate di convincerli che, guarda caso, voi siete proprio il leader che stavano cercando per migliora le performance di quel <span style="text-decoration: line-through;">branco</span> (opss, scusate) gruppo.</li>
</ul>
</div>
<p>&nbsp;<br />
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		<title>Dedicato a tutti gli startupper</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 13:29:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<title>L&#8217;italia che non conosce Internet</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/11/litalia-che-non-conosce-internet/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Nov 2010 07:55:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 30 ottobre scorso, in occasione del SAIE 2010, io e altri 3 collaboratori abbiamo pensato di &#8220;tastare il polso&#8221; agli imprenditori sul tema internet, social media e utilità per le imprese. Devo dire, con tutta sincerità, che i risultati sono stati alquanto sconcertanti. Il 90% degli espositori intervistati non ha idea di cosa sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_613" class="wp-caption alignnone" style="width: 570px"><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/11/the-internet.png"><img class="size-full wp-image-613" title="the-internet" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/11/the-internet.png" alt="" width="560" height="507" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;universo Internet</p></div>
<p>Il 30 ottobre scorso, in occasione del <a title="SAIE 2010" href="http://www.saie.bolognafiere.it/" target="_blank">SAIE 2010</a>, io e altri 3 collaboratori abbiamo pensato di &#8220;tastare il polso&#8221; agli imprenditori sul tema <strong>internet, social media e utilità per le imprese</strong>.</p>
<p>Devo dire, con tutta sincerità, che i risultati sono stati alquanto sconcertanti.<br />
Il <strong>90% degli espositori intervistati non ha idea di cosa sia l&#8217;Internet di oggi</strong>.  Il prendere coscienza di questo fatto ci ha sorpreso. Ma ancora di piu&#8217; lo ha fatto ascoltare imprenditori che hanno investito decine di migliaia di euro per essere in fiera, affermare che <strong>loro il sito internet non ce l&#8217;hanno per scelta </strong>(5%).</p>
<p>Resta un <strong>5% che comprende a fondo le potenziatita&#8217; di Internet</strong> e del Web e che lo utilizza quotidianamente per interagire con i propri clienti, rivenditori e fornitori. E&#8217; stato come respirare una boccata d&#8217;aria fresca dopo una passeggiata sulla tangenziale, il vedere che alcuni espositori avevano allestito <strong>chioschi multimediali con iPad ed Apps di ogni genere</strong> (cataloghi multimediali, configuratori, help desk clienti).<br />
Ma sono bastati pochi passi per ricondurci alla triste realta&#8217;: <strong>gli imprenditori italiani non conoscono e non sanno utilizzare Internet per il proprio business! </strong>Non tutti, solo il 90%.</p>
<p>Questo non vuol dire che non lo utilizzino per lo streaming de &#8220;il grande fratello&#8221;, per leggere news o spettegolare su Facebook. <strong>Non lo sanno utilizzare per il loro business</strong>, per <strong>abbattere i costi</strong>, per trovare <strong>nuovi clienti</strong>, per <strong>servire meglio </strong>i clienti attuali, per <strong>gestire i propri fornitori </strong>o <strong>collaborare </strong>coi propri partners.</p>
<p>Eppure FAX e FOTOCOPIATRICE li sanno utilizzare. Ma Internet no.<br />
Paragonando Internet ed il Web al Fax ed alla Fotocopiatrice, è come se utilizzassero quest&#8217;ultima per <strong>fotocopiarsi le natiche per poi faxarle a tutti</strong> i loro contatti.</p>
<p>Mi fermo qui, che ho un paio di fotocopie da faxare.<br />
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</ul>
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		<title>Api-cultura e innovazione per le PMI</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 15:43:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Web 2.0 * Impresa / Percezione del Pericolo = Impresa 2.0. Questa è una formula per il cambiamento, &#8220;la formula del 2.0&#8243;. Ma come tutti i cambiamenti comporta dei rischi. Creatività, innovazione e rischio sono gli ingredienti del cambiamento. La formula del cambiamento (da Impresa 1.0 a Impresa 2.0) può essere espressa anche così: ( (Internet + [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/ufo.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-226" title="innovation" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/06/ufo-300x244.png" alt="innovation" width="300" height="244" /><br />
</a>Web 2.0 * Impresa / Percezione del Pericolo = Impresa 2.0.</h2>
<p>Questa è una <strong>formula per il cambiamento, &#8220;la formula del 2.0&#8243;</strong>. Ma come tutti i cambiamenti comporta dei <strong>rischi.<br />
<span style="font-weight: normal;">Creatività, innovazione e rischio sono gli ingredienti del </span>cambiamento<span style="font-weight: normal;">.<br />
La formula del cambiamento (da Impresa 1.0 a Impresa 2.0) può essere espressa anche così:<br />
<strong>( (Internet + Persone + Collaborazione + <span style="font-weight: normal;"><strong>Creatività) * Impresa) / Percez. Pericolo = Impresa 2.0</strong>.</span></strong></span></strong></p>
<p><strong>L&#8217;innovazione <span style="font-weight: normal;">presuppone sempre che vengano affrontati dei </span>rischi<span style="font-weight: normal;">, e comporta spesso un </span>cambiamento</strong>. Quindi, per innovare occorre affrontare dei rischi ed essere poi in grado di gestire il cambiamento.<br />
La propensione a rischiare cala, quanto piu&#8217; cresce la percezione del pericolo (rischio inteso in termini negativi e pessimistici).<br />
Il passaggio al web 2.0 da parte di un&#8217;impresa, secondo &#8220;<strong><em>La </em></strong><strong><em>formula del 2.0</em></strong>&#8220;, non funziona se la propensione al rischio  (sia in termini economici di investimento su nuovi progetti, che in termini di coraggio creativo) è pari o vicina allo zero, cioè se la percezione del pericolo è molto elevata.<br />
Capire quale sia la nostra propensione al rischio è molto semplice, basta pensare al concetto di <strong>rischio </strong>e focalizzare quello che la nostra mente ci suggerisce.<br />
Se associamo il rischio al pericolo, al disagio, al danno, anzichè all&#8217;<strong>opportunità di miglioramento</strong>, allora la nostra propensione al rischio è molto bassa (e probabilmente anche quella al cambiamento).</p>
<p>In genere il rischio viene associato al pericolo quando manca la conoscenza del contesto in cui ci si stà muovendo. Per esempio tendiamo a considerare molto rischioso (pericoloso) muoverci al buio in un ambiente sconosciuto, mentre lo facciamo tranquillamente nel salotto di casa nostra o in camera da letto.<br />
Se non conosciamo l&#8217;ambiente che ci circonda tendiamo a <a title="La crisi genera paura o la paura genera crisi?" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=78" target="_blank">muoverci con maggior prudenza</a>.</p>
<h2>La PMI ed il &#8220;problema&#8221; Internet.</h2>
<p>Quando gli imprenditori non conoscono bene i meccanismi che regolano un fenomeno, in genere tendono a limitare i rischi che ne derivano attuando procedure di controllo solitamente rigide e vincolanti. Nel caso di internet ci si muove con atteggiamenti molto prudenti e solitamente limitandone l&#8217;utilizzo e la diffusione in azienda.<br />
I rischi ed i problemi percepiti sono tra i piu&#8217; disparati e di diversa natura e vanno dalla sicurezza dei sistemi alla riservatezza delle informazioni, passando per la produttività degli impiegati.</p>
<p>Fino ad ora queste politiche di &#8220;arginamento&#8221; hanno contribuito a contenere l&#8217;utilizzo di internet (navigazione in genere) e dei social media all&#8217;interno delle imprese. Tuttavia le nuove tecnologie mobili (smartphone e palmari) stanno contribuendo a portare il web 2.0 accanto ad ognuno dei nostri impiegati.<br />
Se prima internet era un problema difficilmente controllabile, oggi per molti stà diventando un  vero e proprio tsunami del tutto inarginabile.</p>
<h2>Internet non è un problema, ma un&#8217;opportunità.</h2>
<p>Nel post precedente &#8220;<a title="Le imprese possono ignorare Facebook?" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=216" target="_blank">Le imprese possono ingnorare Facebook?</a>&#8221; ho cercato di mettere in evidenza come oggi molte imprese stiano letteralmente &#8220;<strong>subendo internet</strong>&#8220;, facendosi cogliere del tutto impreparate dal fenomeno del web 2.0.<br />
Nel web 2.0 non c&#8217;è uno che pensa ed altri che eseguono, è tutto frutto di collaborazione. Blog, Forum, Social Networks, Wiki e Social Tagging si fondono in un milione di intrecci resi possibile da Feed RSS e servizi di Mesh-up che approdano sui nostri Desktop, Telefoni Cellulari, Laptop, Consolle (XBox, Wii, PS3, PSP, NDSi, ecc..), iBox e TV.</p>
<p>Ciò che oggi manca alle imprese italiane, ma soprattutto alle PMI, è &#8220;un&#8217;alfabetizzazione&#8221; del Web 2.0, una cultura di base che porti le conoscenze degli strumenti e delle dinamiche che rendono possibile il fenomeno sempre piu&#8217; crescente dei social media, all&#8217;interno dei muri aziendali.<br />
<strong>Solo investendo tempo nella formazione</strong>, le imprese possono  <strong>ridimensionare la percezione del pericolo</strong> ed affrontare con profitto progetti legati al nuovo web.<br />
In questo modo sarà chiaro a molti piu&#8217; imprenditori quanto internet sia in realtà una grande opportunità per la propria impresa e di come il rischio possa essere visto come possibilità e non come limitazione.</p>
<h2>E&#8217; il  momento giusto per rischiare di innovare.</h2>
<p>C&#8217;è crisi? Sì, è innegabile. Ma piu&#8217; della crisi economica dei mercati, può la crisi dei modelli di business. L&#8217;<strong>internet delle cose</strong>, che non necessita piu&#8217; del controllo umano, le informazioni che viaggiano senza limiti di spazio e tempo, hanno cambiato  il nostro modo di vivere.<br />
Sempre piu&#8217; oggetti comunicano tra loro (P2P, RFID, Domotica, ecc..) e sempre piu&#8217; persone comunicano con gli oggetti. Tutto sembra tendere ad una globalizzazione che coinvolge il contesto economico, sociale, politico e tecnologico dell&#8217;intero pianeta e che per molti versi lega il destino di molti popoli e molti mercati.</p>
<p>Cercate per questa crisi la spiegazione che preferite, ma il risultato non cambia. Il fatto è che qualcosa stà mutando ed il cambiamento è inevitabile e incontrollabile.<br />
Un nuovo paradigma che scavalca ogni controllo e rivoluziona le regole del gioco.<br />
Come in tutte le rivoluzioni si chiudono delle porte e se ne aprono delle altre. Il Web 1.0 ha lasciato il posto al Web 2.0, così come l&#8217;individualismo stà cedendo il passo ad una nuova forma di collaborazione e partecipazione.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Stà a noi decidere se cercare nuove opportunità nel cambiamento, oppure aspettare e sperare che tutto torni come prima.</span></strong><br />
A voi decidere se schierarvi con chi tenta di opporsi al P2P o con chi cerca <a title="Jacques Attali: arte e libertà" href="http://www.wired.it/magazine/archivio/2009/04/password/jacques-attali-arte-e-liberta-.aspx" target="_blank">nuovi modi per rendere redditizio il lavoro degli artisti</a>.<br />
Internet è una grande opportunità, basta conoscerlo un po&#8217; meglio ed inaspettatamente  si scopriranno nuovi modelli di business.<br />
<strong>Innovare </strong>non vuol dire solo inventare nuovi prodotti, ma anche scoprire nuovi mercati o nuovi modelli di business.<br />
Pensate per esempio all&#8217;Open Source, al <a title="Parliamo di crowdsourcing" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=77" target="_blank">Crowdsourcing</a> o al <a title="Craftivism, le nuove frontiere del fai da te" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=84" target="_blank">Craftivism</a> e provate ad immaginare come questi nuovi paradigmi possano rivoluzionare il vostro business.<br />
Ecco, state iniziando ad innovare. E credo questo sia proprio il momento giusto per farlo.</p>
<p>Vedi anche:</p>
<ul>
<li> <a title="Le imprese possono ignorare Facebook?" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=216" target="_blank">Le imprese possono ignorare Facebook?</a></li>
<li><a title="L'enterprise 2.0 è infallibile?" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=159" target="_blank">L&#8217;enterprise 2.0 è infallibile?</a></li>
<li><a title="La crisi genera paura o la paura genera crisi?" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=78" target="_blank">La crisi genera paura o la paura genera crisi?</a></li>
<li><a title="Craftivism, le nuove frontiere del fai da te" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=84" target="_blank">Craftivism, le nuove frontiere del fai da te</a>.</li>
<li><a title="Enterprise 2.0: parliamo di crowdsourcing" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=77" target="_blank">Enterprise 2.0: parliamo di crowdsourcing</a>.</li>
<li><a title="Basi di api-cultura" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=88" target="_blank">Le idee sono come le api&#8230; (fondamenti di api-cultura)</a></li>
</ul>
<p>Da non perdere:</p>
<ul>
<li><a title="I dieci comandamenti per un nuovo diritto d'autore" href="http://www.wired.it/magazine/archivio/2009/04/password/jacques-attali-arte-e-liberta-.aspx" target="_blank">Jacques Attali: Arte e libertà. (i dieci comandamenti per un nuovo diritto d&#8217;autore &#8211;  WIRED)</a></li>
</ul>
<p>Formazione:</p>
<ul>
<li>Smartfeeling.org si stà prodigando per riuscire a portare formazione gratuita sul web 2.0 in tutte le imprese del territorio. Ancora non sappiamo come, ma siamo certi di poterlo fare e lo faremo con gli stessi strumenti che il web 2.0 ci mette a disposizione.<br />
Se siete interessati al programma, a partecipare ai corsi o volete contribuire in qualche modo, non esitate a <a title="L'autore di Smartfeeling" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?page_id=2" target="_blank">contattare l&#8217;autore di questo blog</a>.</li>
</ul>
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</ul>
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		<title>Le imprese possono ignorare Facebook?</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2009 08:29:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
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		<category><![CDATA[collaborazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Le imprese devo investire in formazione, prima ancora che in tecnologie. A poco servono i migliori strumenti di questo mondo se non siamo in grado di utilizzarli al meglio.
Occorre un'alfabetizzazione di base a tutte le imprese che vogliono affrontare il web 2.0, occorre conoscere gli strumenti, saperli utilizzare e capirne le potenzialità ed i lati oscuri (ce ne sono molti).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Obama Poster" href="http://revolutionaryviews.com/obama_poster.html" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-217" title="obama" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/05/obama-300x220.png" alt="obama" width="300" height="220" /></a></p>
<p>Credo di sì. Anzi, credo che <strong>oggi la maggior parte delle imprese debbano ignorare Facebook</strong>.<br />
E non intendo Facebook come sito (www.facebook.com) in senso letterale, ma in senso metaforico come Web 2.0. Credo che oggi a molte imprese convenga molto piu&#8217; <strong>ignorare il Web 2.0</strong>, che non affrontarlo in modo improvvisato.</p>
<p>No, non sono impazzito. Piuttosto che &#8220;<em>esserci perchè non se ne può fare a meno</em>&#8220;, credo sia meglio non esserci.<br />
Credo che molte imprese non siano ancora pronte ad affrontare il web 2.0, e penso sia un grave errore affrontare progetti 2.0 con un atteggiamento e retaggi ancora troppo 1.0.<br />
Il fatto che molti vendor (e parlo di brand importanti) si stanno muovendo sul mercato offrendo servizi &#8220;Web <em>2.0</em>&#8221; pacchettizzati, non significa che il Web 2.0 e l&#8217;Enterprise 2.0 sono semplicemente un software da insallare. Un bel doppio click e via, prodigi della tecnologia.</p>
<p>Che senso ha aprire un gruppo su Facebook se non se ne conoscono a fondo le dinamiche? Quali sono le conseguenze sul brand nel medio lungo periodo?<br />
Quali vantaggi ne derivano dall&#8217;aprire un blog e gestirlo come un sito web istituzionale?<br />
Molto meglio la cara vecchia e-mail e le ormai consolidate mailing list. Non trovate?</p>
<p>Per questo post ho scelto l&#8217;immagine del poster di Obama perchè credo rappresenti simbolicamente la vera essenza del web 2.0: <strong>le persone</strong>, la collaborazione e la conversazione. La figura di Obama è formata dalle foto di migliaia di altri volti, come a dire che lui esiste perchè esistono gli altri.</p>
<p>Mi torna alla mente il ragionamento <a title="Le idee sono come le api" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=88" target="_blank">sulle api e sulle idee (api-cultura)</a>. Ecco, il Web 2.0 è questo. E&#8217; partecipazione dal basso, collaborazione, conversazione, <strong>creatività di gruppo e intelligenza diffusa</strong>. Il Web 2.0 è come un grande alveare, in cui ognuno fa la sua parte, comprese le api regina.</p>
<h3>E le imprese? </h3>
<p>Le imprese devono investire in formazione, prima ancora che in tecnologie. A poco servono i migliori strumenti di questo mondo se non siamo in grado di utilizzarli al meglio.<br />
Occorre un&#8217;alfabetizzazione di base a tutte le imprese che vogliono affrontare il web 2.0, occorre conoscere gli strumenti, saperli utilizzare e capirne le potenzialità ed i lati oscuri (ce ne sono molti).</p>
<p>Credo che in questo senso si stia facendo ancora poco ed in modo disomogeneo.<br />
Per finire vi segnalo questo breve post ed i commenti che ne sono scaturiti: <a title="Opportunità per il business" href="http://www.manageronline.it/articoli/vedi/86/social-network-quale-opportunita-per-migliorare-il-proprio-business/" target="_blank">&#8220;Social Network: quale opportunità per migliorare il proprio business</a>&#8220;. Direi che Paolo ha perfettamante ragione quando dice che <em>&#8220;I social network sono potenzialmente un sacco di cose. Il problema è che, fino a  questo momento, nessuno ha esattamente compreso come domarli.</em>&#8221;</p>
<p>Ma si può &#8220;domare&#8221; un alveare?<br />
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<li><a href='http://www.smartfeeling.org/blog/2011/09/riciclo-ed-energia-rinnovabile-uniscono-litalia-cosi-la-vedono-alla-scuola-primaria-borgo-rosselli/' title='Riciclo ed energia rinnovabile uniscono l&#8217;italia? Così la vedono alla &#8220;Scuola primaria Borgo Rosselli&#8221;&quot;'>Riciclo ed energia rinnovabile uniscono l&#8217;italia? Così la vedono alla &#8220;Scuola primaria Borgo Rosselli&#8221;&#8221;</a></li>
</ul>
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		<title>Le idee sono come le api&#8230;</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/03/le-idee-sono-come-le-api/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 06:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<category><![CDATA[api-cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Spesso mi interrogo sul come nascano le idee, quale sia la scintilla che genera l&#8217;intuizione iniziale. E&#8217; un un&#8217;attività puramente individuale, oppure un processo che vede coinvolti anche gli altri? E&#8217; possibile categorizzare la nascita di un&#8217;idea secondo un modello logico razionale, oppure dobbiamo rifarci alle teorie quantistiche? Le idee sono come le api. Ronzano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://3.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/ScnXJSpKvjI/AAAAAAAAAXE/I8vKQBr3Eus/s1600-h/beeideas.png" target="_blank" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5317017389710884402" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 186px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/ScnXJSpKvjI/AAAAAAAAAXE/I8vKQBr3Eus/s200/beeideas.png" border="0" alt="" /></a>Spesso mi interrogo sul come nascano le idee, quale sia la scintilla che genera l&#8217;intuizione iniziale. E&#8217; un un&#8217;attività puramente individuale, oppure un processo che vede coinvolti anche gli altri?<br />
E&#8217; possibile categorizzare la nascita di un&#8217;idea secondo un modello logico razionale, oppure dobbiamo rifarci alle teorie quantistiche?</p>
<p>Le idee sono come le api. Ronzano attorno ad un alveare (piu&#8217; o meno diffuso, piu&#8217; o meno &#8220;fisico&#8221;) e sviluppano il massimo valore quando collaborano.<br />
Il ciclo di vita delle api è piu&#8217; o meno questo: <span style="font-style: italic;">uovo</span>, <span style="font-style: italic;">larva</span>, <span style="font-style: italic;">pupa</span>, <span style="font-style: italic;">adulto</span>.<br />
Quando nella nostra mente (fisica o diffusa che sia) nasce un&#8217;intuizione, questa è come un uovo. E&#8217; tutt&#8217;altro che definita, ed è molto lontana sia nella forma che nella sostanza da quello che diverrà una volta passata allo stadio &#8220;adulto&#8221;.<br />
In realtà non sappiamo neppure se quell&#8217;<span style="font-style: italic;">uovo </span>diventerà mai una <span style="font-style: italic;">larva</span>, e se la larva troverà l&#8217;<span style="font-weight: bold;">energia </span>per diventare <span style="font-style: italic;">pupa </span>o se la pupa avrà <span style="font-weight: bold;">nutrici </span>che la porteranno allo stadio di <span style="font-style: italic;">adulto</span>.</p>
<p>Ecco, &#8220;<span style="font-weight: bold;">energia</span>&#8221; e &#8220;<span style="font-weight: bold;">nutrici</span>&#8220;, queste sono i concetti chiave che sovrintendono parte dell&#8217;esistenza di un&#8217;ape. Le api esistono perche esiste l&#8217;<span style="font-weight: bold;">alveare</span>. Ma l&#8217;alverare non è solo un luogo o un&#8217;entità fisica, l&#8217;alveare sono anche le altre api.<br />
Cosa diventa un <span style="font-style: italic;">uovo</span>? Pensate, in 16 giorni può diventare <span style="font-weight: bold;">regina</span>, in 21 giorni diventa <span style="font-weight: bold;">operaia </span>o <span style="font-weight: bold;">nutrice </span>ed in 26 diventa un <span style="font-weight: bold;">fuco</span>. L&#8217;alveare esiste perchè esistono le api, e le api esistono grazie alle loro interazioni nei diversi stadi del loro sviluppo.</p>
<p>Le idee e le api&#8230;<br />
Ultimamente rifletto spesso su quanto le imprese abbiano a cuore l&#8217;apicoltura o &#8220;<span style="font-weight: bold;">api-cultura</span>&#8220;.<br />
Vi lascio riflettere su una massima di <a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;q=%22albert+pike%22&amp;btnG=Cerca&amp;meta=" target="_blank">Albert Pike</a>, che stamattina è stata posta alla mia attenzione per una strana coincidenza:</p>
<div style="text-align: center;">
<blockquote><p>&#8220;Quello che abbiamo fatto per noi stessi muore con noi:<br />
quello che abbiamo fatto per gli altri<br />
e per il mondo rimane ed è immortale&#8221;</p></blockquote>
</div>
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