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	<title>SMARTFEELING BLOG &#187; trash</title>
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	<description>enterprise 2.0 and social media</description>
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		<title>C&#8217;è chi confonde ancora il web con le streghe</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 11:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Mi piange il cuore. Sono deluso, purtroppo come molti di voi, dalla classe politica di questo paese, ma nutro grandi speranze grazie alle persone che lo abitano. Passate la parola, condividete, scrivete sui vostri blog e ribellatevi a chi confonde ancora il web con le streghe. Non ho piu&#8217; parole, sono troppo stanco e deluso. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011"><img class="alignleft size-full wp-image-803" title="la vergogna dell'italia" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/05-10-2011-13-15-44.png" alt="la vergogna dell'italia" width="376" height="323" /></a>Mi piange il cuore.<br />
Sono deluso, purtroppo come molti di voi, dalla classe politica di questo paese, ma <strong>nutro grandi speranze grazie alle persone</strong> che lo abitano.</p>
<p>Passate la parola, <strong>condividete</strong>, scrivete sui vostri blog e ribellatevi a chi confonde ancora il web con le streghe.</p>
<p>Non ho piu&#8217; parole, sono troppo stanco e deluso.<br />
Non solo perchè da sempre sostengo la filosofia dell&#8217;Open Source e del Free, non solo perchè credo fermamente e fortemente nella condivisione e nella collaborazione come unico e valido strumento di crescita ed innovazione, ma  anche e soprattutto perchè ci sono beni comuni e principi fondamentali che non andrebbero toccati.</p>
<p>E non parlo di Wikipedia in se, ma del principio di <strong>collaborazione</strong> e <strong>condivisione</strong> che c&#8217;è dietro, del fatto che è un fulgido esempio di cosa milioni di persone, <strong>auto-regolamentandosi</strong>, possono fare senza il bisogno di qualcuno che dica loro cosa e come fare.<br />
Parlo di <strong>DEMOCRAZIA</strong>, non di Wikipedia.</p>
<p>Di questo parlo, di democrazia, e per questo resto attonito e basito.</p>
<p>Scrivetene sui vostri blog, condividete sulla vostra rete sociale, twittate, mandate mail e protestate con tutti i mezzi, tutta la forza e l&#8217;amore che nutrite per la libertà e per internet. Fatelo.<br />
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</ul>
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		<title>A tutto WEB 2.0! Ma non per tutti&#8230;.</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/10/a-tutto-web-2-0-ma-non-per-tutti/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 09:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[corporate 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutti 2.0. Affidereste i vostri risparmi al fruttivendolo sotto casa? Ha un buon registratore di cassa e probabilmente è finanziariamente piu&#8217; &#8220;solido&#8221; di molte banche, tuttavia dubito che qualcuno di voi gli affiderebbe i propri risparmi. Allo stesso modo, deleghereste a quel bravissimo pittore che espone tutte le domeniche nella piazza centrale la campagna marketing [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/10/LaBandaDegliOnesti.jpg"><img class="size-full wp-image-381 alignnone" title="LaBandaDegliOnesti" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/10/LaBandaDegliOnesti.jpg" alt="LaBandaDegliOnesti" width="319" height="319" /></a></p>
<h2 style="font-size: 1.5em;">Tutti 2.0.</h2>
<p><strong>Affidereste i vostri risparmi al fruttivendolo sotto casa?</strong><br />
Ha un buon registratore di cassa e probabilmente è finanziariamente piu&#8217; &#8220;solido&#8221; di molte banche, tuttavia dubito che qualcuno di voi gli affiderebbe i propri risparmi.<br />
Allo stesso modo, deleghereste a quel bravissimo pittore che espone tutte le domeniche nella piazza centrale la campagna marketing per il lancio del vostro ultimo prodotto?<br />
Magari ne verrebbe fuori una campagna eccezionale, ma dubito che lo fareste.</p>
<p><strong>Il WEB 2.0 impazza.</strong> Oggi è tutto 2.0.<br />
Web 2.0, Enterprise 2.0, Marketing 2.0, SEO 2.0, Business 2.0, Trading 2.0, Lending  2.0, Comunicazione 2.0, Strategie 2.0, eccetera 2.0.</p>
<p><strong>Ma siamo proprio sicuri che il contenuto di ciò che ci viene proposto in quelle carinissime e coloratissime confezioni etichettate 2.0 corrisponda realmente alle indicazioni riportate sulla confezione?<br />
E noi, siamo pronti per questi prodotti innovativi? </strong></p>
<p>Da una parte abbiamo la <strong>Crisi</strong>, che non è dovuta ad un&#8217;incertezza temporanea ma al cambiamento profondo di alcuni paradigmi.<br />
Dall&#8217;altra le <strong>Imprese</strong>, che in Italia sono per la maggior parte PMI, che hanno pochi ordini a portafoglio, molte incertezze ma tanta voglia di innovare, di sperimentare e di farcela.<br />
In mezzo ci sono i <strong>Consulenti</strong>, le Società di Consulenza, le Agenzie e le Software House, tutti improvvisamente molto<strong> &#8220;2.0&#8243;</strong>.</p>
<p>Riepilogando: <strong>CRISI -&gt; PMI &lt;- IT/MKT CONSULTING</strong></p>
<p>Miscela esplosiva. Ecco che migliaia di Venditori provenienti dai piu&#8217; disparati settori, dopo un&#8217;infarinatura di &#8220;2.0&#8243; si lanciano famelici sul mercato. Poco importa se i clienti non sanno neppure di cosa si stia parlando (purtroppo non solo i clienti) ed a cosa si vada incontro, l&#8217;importante è fare budget. Agenzie di Consulting che fino a pochi mesi fa proponevano soluzioni di &#8220;Tracciabilità&#8221; oggi propongono &#8220;il Corporate Blog&#8221;, Web Designer che passano dal restyling del sito alla vendita di ambiziosi Social Network Aziendali, Agenzie Marketing che improvvisano &#8220;fanta-mirabolanti&#8221; campagne su Facebook e produttori di sistemi di archiviazione documentale che osano soluzioni &#8220;Enterprise 2.0&#8243; .<br />
<strong>IL CAOS!</strong></p>
<p>E gli Imprenditori? Loro sono un po&#8217; confusi ed il rischio è che perdano un treno importante per il loro futuro.<br />
Io sono il primo ad incitare alla sperimentazione ed all&#8217;introduzione del 2.0, ma va fatto con cognizione di causa e <strong>sotto la <span style="text-decoration: underline;">guida </span>di una mano esperta</strong>, <strong>non sotto la <span style="text-decoration: underline;">spinta </span>di venditori invasati</strong>.</p>
<h2 style="font-size: 1.5em;">La ricetta per smascherare i falsari del 2.0.</h2>
<p>Ma non temete, la ricetta per smascherare i &#8220;fake&#8221; è molto semplice ed è composta da pochi ingredienti ed un unico condimento: <strong>il buon senso</strong>.</p>
<ul>
<li><strong>Valutare le persone</strong>:  Nulla di piu&#8217; facile. Digitate nome e cognome di chi vi si propone su Google. Se nella prima pagina non trovate traccia di un <a title="L'importanza di un profilo su internet" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/10/a-cosa-serve-avere-un-profilo-pubblico-su-internet/" target="_blank">profilo</a> su LinkedIn, di un sito personale, di un blog personale, di una qualche attività su viadeo (o altri network professionali), di un canale friendfeed, della pubblicazione di video su YouTube, di presentazioni su SlideShare, della partecipazione a gruppi di discussione o forum, allora potete avere la certezza che chi vi stà di fronte non ha idea di ciò di cui vi stà parlando. <strong>Il Web 2.0 non si racconta, si fa</strong>.</li>
<li><strong>Valutare le agenzie e le società di consulenza</strong>: Vedi sopra. Sotto con Google, ma questa volta cercate anche un account su Twitter, una pagina su Facebook e valutate la bontà delle attività comunicative fatte sul web. Se <strong>fanno web 2.0</strong>, allora state pur certi che troverete anche i giudizi di qualche cliente. Inoltre non può mancare un corporate blog. Cercatelo e provate a postare un commento un po&#8217; cattivello che metta in dubbio la riuscita dei servizi che propongono. Non vi aspettate una risposta ne&#8217; la pubblicazione del post, se il blog è un<a title="Fake Blog su wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fake_blog" target="_blank"> flog</a>. Ma se l&#8217;agenzia è seria e valida, allora risponderà con tono gentile e trasformerà il vostro commento acido in un punto a favore per la loro immagine di comunicatori su internet.</li>
</ul>
<p>Tutto qui. Quando sentite parlare di &#8220;Blog&#8221;, &#8220;Social Network&#8221;, &#8220;Social Media Marketing&#8221;, &#8220;Social Commerce&#8221;, &#8220;Facebook&#8221;, &#8220;Coinvolgimento dei Clienti&#8221;, deve suonarvi un campanellino d&#8217;allarme ed allora sottoponete il vostro interlocutore e la sua azienda a questo semplicissimo test come appena illustrato. Perchè, come diceva il mio caro nonnino: <em>Tra il dire e il fare&#8230;.</em><br />
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</ul>
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		<title>Web 3.0 è una versione meglio di Web 2.0?</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2008/11/web-30-e-una-versione-meglio-di-web-20/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 07:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io stò scherzando, naturalmente.Ma c&#8217;è chi non lo fa e forse un (brutto) giorno ci ritroveremo a leggere cose come quelle pubblicizzate in questa mia finta locandina. Molti ancora si stanno chiedendo cosa sia il web2.0, che già si parla di web3.0. Quanto manca al 4.0?Il web stà diventando un &#8220;prodotto software&#8221; soggetto al versioning [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SRqIEEKd7rI/AAAAAAAAAQ0/rSJbdVuMI-s/s1600-h/upgradetoweb3.jpg" target="_blank"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 394px; height: 394px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SRqIEEKd7rI/AAAAAAAAAQ0/rSJbdVuMI-s/s320/upgradetoweb3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5267672317581717170" border="0" /></a>Io stò scherzando, naturalmente.<br />Ma c&#8217;è chi non lo fa e forse un (brutto) giorno ci ritroveremo a leggere cose come quelle pubblicizzate in questa mia finta locandina.</p>
<p>Molti ancora si stanno chiedendo cosa sia il web2.0, che già si parla di web3.0. Quanto manca al 4.0?<br />Il web stà diventando un &#8220;prodotto software&#8221; soggetto al versioning come tanti altri?<br />Avremo una versione 3.0 beta 1?<br />Conviene investire nel web2.0, quando il 3.0 è già alle porte?</p>
<p>Che confusione! Meglio aspettare?<br />Si chiederanno molti imprenditori.</p>
<p>Il fatto è che il versioning del web non ha nulla a che fare col versioning del software. Si tratta di una similitudine che indica un cambiamento di paradigma e non un aggiornamento del prodotto digitale (o software).<br />Windows 3.0 è stato utilizzato allo stesso modo in cui oggi utilizziamo Windows Vista, o Linux, o Mac. Firefox 1, 2 e 3 vengono utilizzati esattamente allo stesso modo, anche se hanno funzionalità ed interfaccia grafica diverse.</p>
<p>Quando invece si parla di web, le differenze tra 1.0 e 2.0 sono legate a profondi cambiamenti nelle modalità di utilizzo di internet. A tal proposito vi invito a <a href="http://smartfeeling.blogspot.com/2008/04/evoluzione-del-web-20-verso-lecosistema.html" target="_blank">rileggere questo mio post</a>.<br /><span style="font-weight: bold;">Il web 2.0 non è fatto di grafica accattivante e icone stile iPhone, ma di persone.</span><br />E&#8217; questo il vero cambiamento, non le migliorie dal punto di vista estetico.<br />Il cambiamento stà nel fatto che io potrei scrivere questo post anche se non fossi un addetto ai lavori, sta nel fatto che voi potete scrivere un&#8217;altro post sul vostro blog rispondendo a questo, e che qualcun&#8217;altro può rispondere ad entrambi commentando ed esprimendo la propria opinione.<br />Il cambiamento stà nel fatto che questo post finirà indicizzato in diversi motori di ricerca, aggregatori di news, sarà inviato via e-mail, &#8220;twitterato&#8221;, digerito da LIQUIDA e WIKIO, riversato sui desktop di qualche lettore e mostrato in una piccola finestra del loro widget preferito.<br />Il cambiamento stà nel fatto che leggendo questo post qualcuno potrebbe sentirsi &#8220;ispirato&#8221;, potrebbe cogliere l&#8217;intuizione per una nuova discussione o focalizzare meglio un&#8217;idea che da tempo gli &#8220;ronzava&#8221; (sul ronzio ci ritorneremo) in testa.</p>
<p>Le persone partecipano, si esprimono, si connettono le une con le altre, chiedono e ottengono risposta, rispondono e ottengono reputazione, si confrontano, apprendono ed insegnano. E tutto questo lo fanno da sempre, ma oggi con internet lo fanno meglio, piu&#8217; in fretta e scavalcando gli status quo. Questo è il cambiamento che ha portato O&#8217;Reilly a definire il web di oggi come WEB 2.0.<br />
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		<title>Lo zio Bill va in pensione. Io non volevo fare commenti, ma&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jun 2008 14:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[trash]]></category>

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		<description><![CDATA[A quanto pare lo zio Bill ha deciso di lasciare le redini dell&#8217;azienda di Redmond.Buon pro gli faccia, mi vien da dire. Che commenti vuoi fare?E non ne farei nessuno, anche se la blogosfera non lascia certo passare inosservata la notizia.C&#8217;è chi coglie l&#8217;occasione per fare commenti piu&#8217; o meno intelligenti, chi si limita al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SGeY8jTOVMI/AAAAAAAAAHU/pq7UcF9L-Qk/s1600-h/news.jpeg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SGeY8jTOVMI/AAAAAAAAAHU/pq7UcF9L-Qk/s400/news.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217306859367453890" border="0" /></a>A quanto pare lo zio Bill ha deciso di lasciare le redini dell&#8217;azienda di Redmond.<br />Buon pro gli faccia, mi vien da dire. Che commenti vuoi fare?<br />E non ne farei nessuno, anche se la blogosfera non lascia certo passare inosservata la notizia.<br />C&#8217;è chi coglie l&#8217;occasione per fare commenti piu&#8217; o meno intelligenti, chi si limita al dovere di cronaca, ma anche chi esagera sparandole proprio grosse.<br />Avete letto &#8220;LA STAMPA&#8221; di oggi, domenica 29 giugno?<br />Mi riferisco al trafiletto di Mina: &#8220;Bill Gates homo abilis&#8221;.<br />Io, che ho scritto il mio primo video game a dodici anni (1980), posso digerire quasi tutto l&#8217;articolo, con le attenuanti che è stato scritto da chi &#8220;ancora non sa cosa vuol dire software&#8221;. Ma ci sono un paio di cose che proprio non mi vanno giu&#8217;.<br />Bill Gates non è l&#8217;inventore del computer, e non è grazie a lui che oggi in ogni casa c&#8217;è un PC. E&#8217; un grande imprenditore, questo sì, forse anche un benefattore (vedi fondazione Gates), ma non è certo per seguire un ideale di &#8220;libertà ed uguaglianza&#8221; che ha fondato Microsoft.<br />E&#8217; stato bravo a cavalcare l&#8217;onda un cambiamento che altri, come IBM, non avevano neppure intuito.<br />Ma, forse, Xerox e IBM avevano già inventato quasi tutto. Ok, non proprio tutto.</p>
<p>Ma il punto non è questo.<br />La cosa che proprio non ho digerito è l&#8217;affermazione che &#8220;Gates ha retrocesso <span style="font-style: italic;">l&#8217;Homo sapiens</span> a <span style="font-style: italic;">Homo techno-abilis</span>&#8220;. &#8220;Chiunque usi il computer&#8221;, continua Mina, &#8220;è un utente, cui non è necessariamente richiesta una conoscenza. La tecnologia ha soppiantato la scienza, l&#8217;uso pratico è diventato piu&#8217; importante del sapere&#8221;.<br />Ma scherziamo?<br />E chi usa il frullatore allora cos&#8217;è? E la TV? E chi ascolta la musica con il lettore CD?<br />Ma di cosa stiamo parlando?<br />La tecnologia ci impedisce forse di pensare, ragionare, socializzare?<br />Siamo tornati alla santa inquisizione? Vogliamo continuare a demonizzare la tecnologia come male del nostro secolo? E la ferrovia allora? E la scoperta del ferro?<br />E&#8217; una polemica arida, vecchia, trita e ritrita, che ormai non funziona piu&#8217; neppure nel trash del trash piu&#8217; trash.</p>
<p>Ma Mina, noi geek dal cervello ormai atrofizzato dalle radiazioni emesse dalle CPU dei nostri marchingegni diabolici, ti perdoniamo e continueremo ad amarti ed ammirarti.<br />Perdonaci anche tu, se vuoi, in fondo le nostre sono solo parole, parole, parole&#8230;<br />
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