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	<title>SMARTFEELING BLOG &#187; S.E.O 2.0</title>
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		<title>16 buoni consigli per l&#8217;esordio di una PMI sui Social Media</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 14:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco come la vedo io. Queste sono le cose che bisogna sapere prima di avventurarsi in una qualunque attività sui media sociali. 1. Differenziate le strategie sociali del vostro profilo da quelle delle vostre pagine istituzionali. In poche parole su Facebook, Twitter, Google Plus, ecc.. dovrete promuove contenuti leggermente differenti da quelli del sito istituzionale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><a title="Hire Me" href="http://www.smartfeeling.org/?page_id=47" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-898" title="hire-me_600" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2012/01/hire-me_600.png" alt="" width="600" height="124" /></a></h2>
<p>Ecco come la vedo io. Queste sono le cose che bisogna sapere prima di avventurarsi in una qualunque attività sui media sociali.</p>
<h2>1. Differenziate le strategie sociali del vostro profilo da quelle delle vostre pagine istituzionali.</h2>
<p>In poche parole su Facebook, Twitter, Google Plus, ecc.. dovrete promuove contenuti leggermente differenti da quelli del sito istituzionale. Ogni canale ha le sue caratteristiche ed i suoi utenti, quindi anche il proprio linguaggio.<br />
Gli utenti che usano Facebook non sempre sono gli stessi, o appartengono agli stessi segmenti, che usano Google Plus o Twitter.<br />
Le campagne sui social media dovrebbero avere l&#8217;obiettivo di portare utenti sul sito istituzionale o di e-commerce, mentre il sito dovrebbe invogliare a lasciarsi coinvolgere dalle vostre attività sui social media.<br />
In questo modo avrete creato un vortice in grado di attirare clienti, coinvolgerli e magari farli ritornare o addirittura invitare amici.</p>
<h2>2. Se vuoi dei Fan, devi dare loro qualcosa in cambio.</h2>
<p>Scordatevi che qualcuno clicchi sul &#8220;Mi Piace&#8221; della vostra pagina solo perchè siete voi. A meno che non siate un V.i.p. o un grosso brand, nessuno si sentirà gratificato dal semplice fatto di essersi dichiarato vostro Fan.<br />
Capito questo, siete praticamente a metà dell&#8217;opera. Per l&#8217;altra metà si tratta di trovare qualcosa da condividere coi vostri ipotetici Fan. Foto, Video, Gadgets digitali, Games, buoni consigli, suggerimenti, materiale tecnico, ecc.. Fate voi, l&#8217;importante è che sia materiale valido e originale, meglio ancora se con un qualcosa di virale (ma ora forse è ancora presto per il virale).</p>
<h2>3. Se potete datevi al Podcast o al Video Blogging.</h2>
<p>La gente non ha voglia di leggere. Al massimo guardano una bella immagine, ma leggono poco.<br />
Ascoltare un Podcast mentre si è in auto o in treno, guardare un bel video è invece molto piu&#8217; facile e meno impegnativo. Per agganciare contatti, Podcast e Video sono il massimo.<br />
Lo so, è impegnativo.</p>
<h2> 4. Mantenete l&#8217;immagine del vostro brand coerente su tutte le piattaforme sociali.</h2>
<p>Siamo tutti di memoria corta quando si tratta di ricordare dei nomi. I colori, i suoni e le immagini le ricordiamo meglio. Ecco perchè i colori del vostro brand e l&#8217;aspetto grafico dovrebbero essere molto simili su tutte le piattaforme. Lo sfondo della pagina di Twitter, il logo della pagina di Facebook ed il profilo su Google Plus dovrebbero ricordare tutti il vostro brand o l&#8217;aspetto del vostro sito.</p>
<h2>5. Se hai clienti &#8220;mobile&#8221;, sviluppa un&#8217;App.</h2>
<p>Se pensi che alcuni dei tuoi clienti utilizzino uno smartphone per usufruire dei tuoi contenuti, allora devi sviluppare un&#8217;App nativa. Oggi è molto facile e ci sono decine di strumenti e servizi a costi bassissimi in grado di trasformare il tuo sito in un&#8217;App nativa (es: <a href="http://theappifier.com/" target="_blank">http://theappifier.com/</a>).</p>
<h2>6. Investi qualche soldo in una macchina fotografica ed impara a fare foto accattivanti.</h2>
<p>Costa molto meno di un fotografo professionista e ti consente di produrre materiale a rullo continuo.</p>
<h2>7.  Integra le foto in ogni piattaforma sociale.</h2>
<p>Inonda in web di immagini che in qualche modo riconducano al tuo brand e sarai famoso.<br />
Non dimenticarti di Flickr ed altri servizi dedicati alle foto ed alle immagini. Sono anche questi dei Social Media e fanno il loro dovere al pari di YouTube.</p>
<h2>8. Organizza Contest e promuovi Partnership.</h2>
<p>I tuoi Fan cresceranno e torneranno. A proposito dei contest, ricorda però che siamo in Italia e che esiste una normativa specifica al riguardo. Quindi, prima di indire un concorso a premi ti consiglio di leggere attentamente la <a href="http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;idmenu=944&amp;idarea1=556&amp;andor=AND&amp;idarea2=0&amp;sectionid=2,10&amp;showMenu=1&amp;viewType=0&amp;showCat=1&amp;idarea3=0&amp;idarea4=0&amp;andorcat=AND&amp;partebassaType=0&amp;idareaCalendario1=0&amp;MvediT=1&amp;id=2016511&amp;directionidUser=0" target="_blank">normativa</a>.</p>
<h2>9. Dai ai tuoi Fan un buon motivo per tornare.</h2>
<p>Contenuti interessanti, video a puntate, giochini e contest sono tutti ottimi ingredienti per far tornare i tuoi Fan sul tuo sito o sulla tua piattaforma.</p>
<h2>10. Fornisci ai tuoi visitatori quante piu&#8217; possibili opportunità di connettersi a te socialmente.</h2>
<p>In pratica metti i &#8220;Social Buttons&#8221; ovunque sul sito o sul blog. Dove non fosse possibile (es: background di Twitter) riporta le icone delle piattaforme su cui sei presente.<br />
Semmai a qualcuno, navigando per le tue pagine, venisse voglia di seguirti, non sia mai che non dovesse trovare il modo.</p>
<h2>11. Gamify, se puoi</h2>
<p>Ovvero, costruisci meccaniche simili a quelle dei video game (punteggi assegnati per ogni commento o like, punteggi per aver portato Fan, ecc..). Questo funziona sempre ed incrementa notevolmente l&#8217;interazione tra gli utenti e le tue piattaforme.<br />
Non è una cosa facile e ci sono pochi esperti sul mercato italiano. Pochi, ma non nessuno <img src='http://www.smartfeeling.org/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
In alternativa puoi accontentarti di sistemi di gestione commenti tipo &#8220;IntenseDibate&#8221; o &#8220;Disqus&#8221;. Certo non sono una piattaforma di Gamification dedicata, ma stavo parlando di accontentarsi.</p>
<h2>12.  Crea una community in cui gli utenti possano parlare di loro stessi.</h2>
<p>Non è bello a dirsi, ma è la verità: <strong>di te non frega niente a nessuno</strong>.<br />
Perciò smettila di parlare di te stesso, del tuo brand e di quanto vi sentite fighi. Gli utenti voglio parlare dei fatti loro, se la raccontano tra loro e parleranno anche di te (perciò non dimenticare di ascoltare).<br />
Per evitare che vadano a parlottare alle tue spalle puoi creare e &#8220;gestire&#8221; una qualche community che abbia a che fare col tuo business. Se non lo fai tu, lo farà qualcun altro.</p>
<h2>13. Metti i tuoi Fan in condizione di poter condividere la propria esperienza con altri utenti.</h2>
<p>Se una community (vedi sopra) è troppo per te, almeno apri un canale in cui i tuoi Fan o Clienti possano condividere le loro esperienze. Alla gente piace mettersi in mostra, perciò se hai la possibilità dedica una pagina alle loro foto dei tuoi prodotti. &#8220;Questo l&#8217;ho fatto io&#8221;, &#8220;Questo è come lo uso io&#8221;, ecc..<br />
Alla gente piace certa roba.</p>
<h2>14. Strategie chiare</h2>
<p>Non partire a braccio, pianifica.<br />
Se stai meditando di aprire un blog, definisci prima un piano editoriale (se non sai cos&#8217;è un piano editoriale prova a cercare su Google, se no rinuncia al blog).<br />
Prima di aprire una pagina Facebook, pensa a ciò che vuoi farci con quella pagina. Quali sono gli obiettivi?<br />
Vendere di piu&#8217; non è una strategia ne un obiettivo, ma una conseguenza perciò rimboccati le maniche ed inizia a buttare giù un progettino.</p>
<h2>15. Sfrutta al massimo la Welcome Page di Facebook</h2>
<p>Ecco alcune fonti di ispirazione:</p>
<p>RED BULL: <a href="http://www.facebook.com/redbull" target="_blank">http://www.facebook.com/redbull<br />
</a>BURT&#8217;S BEES: <a href="http://www.facebook.com/burtsbees?sk=app_115770428525595">http://www.facebook.com/burtsbees?sk=app_115770428525595</a><br />
UNO CHICAGO GRILL: <a href="http://www.facebook.com/UnoChicagoGrill?sk=app_244772632248723">http://www.facebook.com/UnoChicagoGrill?sk=app_244772632248723</a><br />
LIVESCRIBE: <a href="http://www.facebook.com/livescribe?sk=app_369666098814">http://www.facebook.com/livescribe?sk=app_369666098814</a><br />
COCACOLA:  <a href="http://www.facebook.com/cocacola">http://www.facebook.com/cocacola</a><br />
OREO: <a href="http://www.facebook.com/oreo">http://www.facebook.com/oreo</a><br />
TRAVEL CHANNEL: <a href="http://www.facebook.com/TravelChannel?sk=app_4949752878">http://www.facebook.com/TravelChannel?sk=app_4949752878</a></p>
<h2>16. Differenzia le strategie in base alla piattaforma usata ed alle tue competenze</h2>
<p>Se sei molto bravo in qualcosa, o hai personale con competenze particolari, allora dovresti pensare quale piattaforma sfrutta meglio queste competenze o questi talenti.<br />
Se sei un mago del video-editing, per esempio, potresti creare un canale YouTube che propone video di tua produzione, magari a puntate. Es: <a href="http://www.youtube.com/user/Blendtec/featured" target="_blank">http://www.youtube.com/user/Blendtec/featured</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"> Aggiornamenti e consigli dalla rete</h2>
<p>Ecco i suggerimenti di altri esperti del settore.</p>
<h2>A. Pianifica per non mollare</h2>
<p>Di<a title="Francesca Concina" href="http://www.linkedin.com/in/francescaconcina" target="_blank"> Francesca Concina</a> via <a title="LinkedIn" href="http://linkd.in/yAyyOD" target="_blank">LinkedIn</a></p>
<blockquote><p>Partendo dal piano editoriale &#8211; imprescindibile per il blog &#8211; io cerco di far pianificare, almeno nei &#8220;minimi indispensabili&#8221;, tutte le uscite sui social media per evitare il fenomeno dell&#8217;abbandono. Spesso mi capita di trovare aziende che hanno un profilo su Twitter. G+ o altri social, aperto e utilizzato la prima settimana&#8230;poi abbandonato. Ecco perché secondo me pianificare è, insieme alla scelta di contenuti rilevanti e del corretto linguaggio per il social di riferimento, fondamentale.</p></blockquote>
<h2> B. E attento a non fare rumore</h2>
<p>Da un suggerimento di <a title="Profilo di Luigi Bauce" href="http://www.linkedin.com/pub/luigi-bauce/17/804/892" target="_blank">Luigi Bauce</a> via <a title="Discussione su LinkedIn" href="http://www.linkedin.com/groupAnswers?viewQuestionAndAnswers=&amp;discussionID=91545030&amp;gid=944177&amp;commentID=66624663&amp;trk=view_disc&amp;ut=0U8iAzoPvQM541" target="_blank">LinkedIn</a></p>
<blockquote><p>L&#8217;unica cosa a mio avviso da sottolineare è la cura con cui si dovranno scegliere i canali di informazione per evitare che l&#8217;iperinformazione diventi rumore.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<h2> C. Il sondaggio aiuta a riaccendere l&#8217;interesse</h2>
<p>Da un soggerimento di <a title="Azzurra Mancuso" href="http://www.linkedin.com/pub/azzurra-mancuso/3b/657/4a4" target="_blank">Azzurra Mancuso</a> via <a title="Discussione su LinkedIn" href="http://www.linkedin.com/groupAnswers?viewQuestionAndAnswers=&amp;discussionID=91551321&amp;gid=69855&amp;commentID=67157608&amp;trk=view_disc&amp;ut=03RE5nBoJMQl41" target="_blank">LinkedIn</a></p>
<blockquote><p>Aggiungerei anche: Cerca di incentivare il dialogo e di coinvolgere i tuoi fan, ad esempio lanciando sondaggi. Anche i <a title="Wikipedia: Webbinar" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Webinar" target="_blank"><strong>webinar</strong> </a>possono essere uno strumento utile per uno scambio di conoscenze davvero multilaterale.</p></blockquote>
<p>&nbsp;<br />
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</ul>
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		<title>La ricetta Campbell per un milione di utenti al mese</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 10:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da Campbell (quella della zuppa di pomodoro ritratta da Andy Warhol) ecco una ricetta molto saporita ed invitante per gli uomini del marketing: UN MILIONE DI UTENTI IN AGRODOLCE.
Ricetta: un pizzico di netnografia, una spuzzata di simpatia, abbondate con la partecipazione, tecnologia quanto basta. Lasciate a cuocere a fuoco vivo per 5 minuti. Da gustare hot.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_623" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a title="Campbell Community" href="http://www.campbellskitchen.com/Home.aspx" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-623" title="Campbell-Kitchen" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/12/Campbell-Kitchen-300x281.png" alt="" width="300" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">Un estratto dalla Campbell Community</p></div>
<p>Dopo l&#8217;ultimo ed indigesto post <a title="L'Italia che non conosce Internet." href="http://www.smartfeeling.org/blog/2010/11/litalia-che-non-conosce-internet/" target="_blank">sull&#8217;italia che non conosce internet</a>, ho deciso di farmi perdonare con una gustosa ricetta a stelle e strisce: <strong>UN MILIONE DI UTENTI AL MESE IN AGRODOLCE</strong>.<br />
Questa gustosa ricetta la trovate sul sito  <a title="Campbell's Kitchens" href="http://www.campbellskitchen.com/Home.aspx" target="_blank">Campbell&#8217;s Kitchens</a>. Dovete solo aprirlo, navigarlo e parteciparlo.<br />
Tuttavia, per non farvi perdere troppo tempo, a chi avrà la pazienza di leggere le prossime poche righe tenterò di riassumere i tratti salienti della ricetta e di raccontarne aromi e profumi nel modo migliore che mi sarà possibile.</p>
<h2>Chi è Campbell?</h2>
<p><img class="size-thumbnail wp-image-624 alignleft" title="Andy-Warhol-Campbell-SoupCan-tomato-" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/12/Andy-Warhol-Campbell-SoupCan-tomato--150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Come in ogni ricetta che si rispetti, cerchiamo prima di conoscere al meglio il cuoco che ce la propone ed alcuni degli ingredienti principali.<br />
Campbell è quell&#8217;azienda che <strong>Andy Warhol</strong> volle portare agli onori  della cronaca ritraendone  in piu&#8217; occasioni un vasetto di condensato di zuppa di pomodoro.</p>
<p>Prima dell&#8217;avvento di internet e dei social media le ricette Campbell erano un riferimento importante per tutte le cene di gran parte dei &#8220;buon gustai&#8221; di oltre oceano. Poi, con l&#8217;avanzare del popolo dei social network, questo avveniva sempre meno. A quanto pare molti cuochi e cuoche dell&#8217;ultimo minuto preferivano ascoltare il consiglio di un amico o di un&#8217;amica carpito su <strong>Facebook</strong>, su qualche forum o acchiappato al volo da <strong>Twitter</strong>.<br />
Che fare dunque? Campbell aveva un sito con circa 120.000 visitatori al mese ed un budget di investimenti piuttosto elevato in canali pubblicitari e di marketing tradizionale, ma questo non bastava a frenare il lento declino verso il dimenticatoio culinario.</p>
<h2>L&#8217;ingrediente segreto: la Netnografia.</h2>
<p>&#8220;Cavoli &lt;dovette pensare qualcuno&gt; questi social network sono come delle tribu&#8217;. Parlano una loro lingua (a volte il &#8216;kappese&#8217;, altre volte il &#8216;tvtbntese&#8217;), si scambiano opinioni, si emozionano e si lasciano coinvolgere. Queste community sono come piccoli gruppi etnici, condividono un forte senso di appartenenza e si fidano gli uni degli altri &lt;l&#8217;aveva capito anche Obama&gt;&#8221;.</p>
<p>Così chiesero ai professori, quelli sempre impegnati in ricerche apparentemente poco sensate (no, da noi non succede, la ricerca non si fa piu&#8217; perchè non serve) e scoprirono che era possibile applicare i principi dell&#8217;Antropologia Culturale e dell&#8217;Etnografia anche ai Social Network.<br />
Così si rimboccarono le maniche ed iniziarono (magari dopo una o due sessioni di pianificazione) ad analizzare i dati partendo dall&#8217;analisi semantica per poi finire con l&#8217;indagare la porosità degli insight. Qual&#8217;era la loro <strong>diffusione</strong>, quante volte comparivano nella totalità dei tweet (o dei post) analizzati?<br />
Quale <strong>impatto </strong>avevano sugli altri tweet (o post), quanti commenti suscitavano?<br />
Ma soprattutto, qual&#8217;era il loro indice di <strong>penetrazione</strong>, quale attinenza avevano con altri commenti?</p>
<h2>Eureka! La ricetta vincente.</h2>
<p>Ed è così che i cervelloni della Campbell sono arrivati a mettere a punto la ricetta vincente di <strong>&#8220;UN MILIONE DI UTENTI AL  MESE IN AGRODOLCE</strong>&#8220;. Tuttavia, anzichè <strong>brevettarla </strong>e proteggerla come si potrebbe pensare, hanno deciso di <strong>diffonderla </strong>e di farne uno <strong>strumento virale </strong>(infatti voi la state leggendo, giusto?).</p>
<p>INGREDIENTI:</p>
<ul>
<li>Prendere <strong>molto buon senso</strong> ed un&#8217;analisi <strong>antropologica </strong>dei principali social networs (bastano Facebook e Twitter se non vivete in cina). In alternativa potete iscrivervi a qualche gruppo, allentare il colletto della camicia ed iniziare a partecipare (costa meno, è piu&#8217; divertente  e a volte produce gli stessi risultati).</li>
<li>Mettete <strong>da parte i preconcetti</strong>, gli stereotipi sul fatto che internet serve solo per perdere tempo ed evitate con cura che qualche burocrate inquini questo piatto succulento. Il risultato sarebbe deludente.</li>
<li>Preparate a parte una buona dose di &#8220;<strong>Creative Commons</strong>&#8220;, non lesinate perchè come dicevano i nostri avi &#8220;melius abbundare quan deficere&#8221;.</li>
<li>Mescolate il tutto con <strong>idee fresche</strong> di giornata rigorosamente di coltivazione &#8220;under 50&#8243;. Provate a chiedere ai figli o ai nipoti, a volte sono anche meglio della vostra agenzia di fiducia. Campbell ha optato per cose tipo &#8220;Cerca la tua ricetta in base al tuo umore&#8221;, o &#8220;Sorvegliamo le porzioni&#8221; o ancora &#8220;Suggerimenti per cuochi molto indaffarati&#8221;.</li>
<li>Condite con <strong>tecnologia </strong>quanto basta.</li>
<li>Spruzzate con un pizzico di <strong>umiltà</strong>.</li>
<li>Mettere in forno per <strong>365 giorni all&#8217;anno</strong> annegando il tutto con un buon bicchiere di <strong>condivisione</strong> ed integrazione con altri social media.</li>
<li>Servire caldo e abbinare con un nettare D.O.C. schietto e <strong>sincero</strong>.</li>
</ul>
<p>Gustoso, non è vero?<br />
Buon appetito a tutti.<br />
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		<title>MemExpo, l&#8217;esposizione &#8220;aumentata&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 13:57:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Web è cambiato moltissimo negli ultimi quattro anni. Oggi è quasi irriconoscibile per chi, come per la maggior parte delle aziende italiane, lo frequenta poco o con disattenzione. Il Web si è frammentato in centinaia di rivoli, uno separato dall&#8217;altro ma allo stesso tempo uniti in un unico ed enorme fiume di informazioni, chiacchiere, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="MemExpo" href="http://www.memexpo.com/augmented-exhibition/memexpo-in-dettaglio/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-588 alignleft" title="memexpo-extend-your-site" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/10/memexpo-extend-your-site-300x210.png" alt="" width="300" height="210" /></a><strong>Il Web è cambiato</strong> moltissimo negli ultimi quattro anni. Oggi è quasi irriconoscibile per chi, come per la maggior parte delle aziende italiane, lo frequenta poco o con disattenzione.</p>
<p>Il <strong>Web si è frammentato</strong> in centinaia di rivoli, uno separato dall&#8217;altro ma allo stesso tempo uniti in <strong>un unico ed enorme fiume di informazioni</strong>, <strong>chiacchiere</strong>, pettegolezzi e <strong>notizie </strong>di ogni genere.<br />
Twitter, Facebook, FriendFeed, LinkedIn, SlideShare, YouTube, Gowalla, Foursquare e compagnia bella si intrecciano con centinaia di Apps per iPhone, Android o Symbian, creando un ecosistema pulsante ed incontrollabile.</p>
<p>E&#8217; qui che finisce <strong>la nostra comunicazione aziendale</strong>, come una piccola goccia in questo mare infinito, <strong>dispersa</strong>.<br />
Diluita, dispersa, colloidale, o mettiamola come ci pare, la nostra comunicazione istituzionale non ha piu&#8217; lo stesso peso, la stessa sostanza e la stessa visibilità di qualche anno fa. I nostri siti web, dalla grafica accattivante o dal design innovativo, non stanno producendo per quello che ci sono costati. Perchè?</p>
<p><strong>Perchè internet è cambiato. </strong>Punto<strong>.<br />
<span style="font-weight: normal;">Ecco perchè oggi vi presento questo video. Perchè MemExpo è un&#8217;occasione di visibilità e </span>partecipazione al Web 2.0 anche se non avete idea di come cominciare<span style="font-weight: normal;">.</span></strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="390" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/7VO3_JRO8Uw&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="390" src="http://www.youtube.com/v/7VO3_JRO8Uw&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Visitate <a title="Home page MemExpo" href="http://www.memexpo.com/augmented-exhibition/" target="_blank">il sito</a> ed esplorate un po&#8217; i vari canali (come quello<a href="http://www.memexpo.com/exhibitors/"> dedicato alle aziende</a> o quello dedicato <a title="MemExpo EIMA 2010" href="http://www.memexpo.com/mem-eima2010/" target="_blank">agli eventi espositivi</a>) di questa nuovissima iniziativa.<br />
Se volete capirne di piu&#8217;, <a title="MemExpo Aziende" href="http://www.memexpo.com/augmented-exhibition/memexpo-exhibitors-in-dettaglio/" target="_blank">qui trovate la spiegazione dettagliata sul come funzioni il canale dedicato alle aziende</a>.</p>
<p>E&#8217; un servizio innovativo e molto economico, che ci consente di partecipare anche se non sappiamo da dove cominciare. Beh, potremmo cominciare proprio da MemExpo.<br />
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</ul>
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		<title>A tutto WEB 2.0! Ma non per tutti&#8230;.</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 09:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutti 2.0. Affidereste i vostri risparmi al fruttivendolo sotto casa? Ha un buon registratore di cassa e probabilmente è finanziariamente piu&#8217; &#8220;solido&#8221; di molte banche, tuttavia dubito che qualcuno di voi gli affiderebbe i propri risparmi. Allo stesso modo, deleghereste a quel bravissimo pittore che espone tutte le domeniche nella piazza centrale la campagna marketing [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/10/LaBandaDegliOnesti.jpg"><img class="size-full wp-image-381 alignnone" title="LaBandaDegliOnesti" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/10/LaBandaDegliOnesti.jpg" alt="LaBandaDegliOnesti" width="319" height="319" /></a></p>
<h2 style="font-size: 1.5em;">Tutti 2.0.</h2>
<p><strong>Affidereste i vostri risparmi al fruttivendolo sotto casa?</strong><br />
Ha un buon registratore di cassa e probabilmente è finanziariamente piu&#8217; &#8220;solido&#8221; di molte banche, tuttavia dubito che qualcuno di voi gli affiderebbe i propri risparmi.<br />
Allo stesso modo, deleghereste a quel bravissimo pittore che espone tutte le domeniche nella piazza centrale la campagna marketing per il lancio del vostro ultimo prodotto?<br />
Magari ne verrebbe fuori una campagna eccezionale, ma dubito che lo fareste.</p>
<p><strong>Il WEB 2.0 impazza.</strong> Oggi è tutto 2.0.<br />
Web 2.0, Enterprise 2.0, Marketing 2.0, SEO 2.0, Business 2.0, Trading 2.0, Lending  2.0, Comunicazione 2.0, Strategie 2.0, eccetera 2.0.</p>
<p><strong>Ma siamo proprio sicuri che il contenuto di ciò che ci viene proposto in quelle carinissime e coloratissime confezioni etichettate 2.0 corrisponda realmente alle indicazioni riportate sulla confezione?<br />
E noi, siamo pronti per questi prodotti innovativi? </strong></p>
<p>Da una parte abbiamo la <strong>Crisi</strong>, che non è dovuta ad un&#8217;incertezza temporanea ma al cambiamento profondo di alcuni paradigmi.<br />
Dall&#8217;altra le <strong>Imprese</strong>, che in Italia sono per la maggior parte PMI, che hanno pochi ordini a portafoglio, molte incertezze ma tanta voglia di innovare, di sperimentare e di farcela.<br />
In mezzo ci sono i <strong>Consulenti</strong>, le Società di Consulenza, le Agenzie e le Software House, tutti improvvisamente molto<strong> &#8220;2.0&#8243;</strong>.</p>
<p>Riepilogando: <strong>CRISI -&gt; PMI &lt;- IT/MKT CONSULTING</strong></p>
<p>Miscela esplosiva. Ecco che migliaia di Venditori provenienti dai piu&#8217; disparati settori, dopo un&#8217;infarinatura di &#8220;2.0&#8243; si lanciano famelici sul mercato. Poco importa se i clienti non sanno neppure di cosa si stia parlando (purtroppo non solo i clienti) ed a cosa si vada incontro, l&#8217;importante è fare budget. Agenzie di Consulting che fino a pochi mesi fa proponevano soluzioni di &#8220;Tracciabilità&#8221; oggi propongono &#8220;il Corporate Blog&#8221;, Web Designer che passano dal restyling del sito alla vendita di ambiziosi Social Network Aziendali, Agenzie Marketing che improvvisano &#8220;fanta-mirabolanti&#8221; campagne su Facebook e produttori di sistemi di archiviazione documentale che osano soluzioni &#8220;Enterprise 2.0&#8243; .<br />
<strong>IL CAOS!</strong></p>
<p>E gli Imprenditori? Loro sono un po&#8217; confusi ed il rischio è che perdano un treno importante per il loro futuro.<br />
Io sono il primo ad incitare alla sperimentazione ed all&#8217;introduzione del 2.0, ma va fatto con cognizione di causa e <strong>sotto la <span style="text-decoration: underline;">guida </span>di una mano esperta</strong>, <strong>non sotto la <span style="text-decoration: underline;">spinta </span>di venditori invasati</strong>.</p>
<h2 style="font-size: 1.5em;">La ricetta per smascherare i falsari del 2.0.</h2>
<p>Ma non temete, la ricetta per smascherare i &#8220;fake&#8221; è molto semplice ed è composta da pochi ingredienti ed un unico condimento: <strong>il buon senso</strong>.</p>
<ul>
<li><strong>Valutare le persone</strong>:  Nulla di piu&#8217; facile. Digitate nome e cognome di chi vi si propone su Google. Se nella prima pagina non trovate traccia di un <a title="L'importanza di un profilo su internet" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/10/a-cosa-serve-avere-un-profilo-pubblico-su-internet/" target="_blank">profilo</a> su LinkedIn, di un sito personale, di un blog personale, di una qualche attività su viadeo (o altri network professionali), di un canale friendfeed, della pubblicazione di video su YouTube, di presentazioni su SlideShare, della partecipazione a gruppi di discussione o forum, allora potete avere la certezza che chi vi stà di fronte non ha idea di ciò di cui vi stà parlando. <strong>Il Web 2.0 non si racconta, si fa</strong>.</li>
<li><strong>Valutare le agenzie e le società di consulenza</strong>: Vedi sopra. Sotto con Google, ma questa volta cercate anche un account su Twitter, una pagina su Facebook e valutate la bontà delle attività comunicative fatte sul web. Se <strong>fanno web 2.0</strong>, allora state pur certi che troverete anche i giudizi di qualche cliente. Inoltre non può mancare un corporate blog. Cercatelo e provate a postare un commento un po&#8217; cattivello che metta in dubbio la riuscita dei servizi che propongono. Non vi aspettate una risposta ne&#8217; la pubblicazione del post, se il blog è un<a title="Fake Blog su wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fake_blog" target="_blank"> flog</a>. Ma se l&#8217;agenzia è seria e valida, allora risponderà con tono gentile e trasformerà il vostro commento acido in un punto a favore per la loro immagine di comunicatori su internet.</li>
</ul>
<p>Tutto qui. Quando sentite parlare di &#8220;Blog&#8221;, &#8220;Social Network&#8221;, &#8220;Social Media Marketing&#8221;, &#8220;Social Commerce&#8221;, &#8220;Facebook&#8221;, &#8220;Coinvolgimento dei Clienti&#8221;, deve suonarvi un campanellino d&#8217;allarme ed allora sottoponete il vostro interlocutore e la sua azienda a questo semplicissimo test come appena illustrato. Perchè, come diceva il mio caro nonnino: <em>Tra il dire e il fare&#8230;.</em><br />
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		<title>Premiolino a Wikipedia.</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 10:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Wikipedia Italia ha ottenuto il premio giornalistico &#8220;Il Premiolino&#8221; 2009.La motivazione è la seguente: Per aver messo a disposizione di tutti una grande enciclopedia aperta, democratica, incessantemente perfezionata in tempo reale (come dimostra ad esempio la scheda di Giorgio Napolitano rifinita dal suo stesso staff) fino a diventare uno strumento utilissimo per chi scrive. A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SYwXLx320vI/AAAAAAAAAWM/cg010Ex4Lo4/s1600-h/premiolino_small.png"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 152px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SYwXLx320vI/AAAAAAAAAWM/cg010Ex4Lo4/s200/premiolino_small.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5299636352641848050" border="0" /></a>Wikipedia Italia ha ottenuto il premio giornalistico &#8220;<a href="http://www.premiolino.it/" target="_blank" rel="nofollow">Il Premiolino</a>&#8221; 2009.<br />La motivazione è la seguente:<br />
<blockquote>Per aver messo a disposizione di tutti una grande enciclopedia aperta, democratica, incessantemente perfezionata in tempo reale (come dimostra ad esempio la scheda di Giorgio Napolitano rifinita dal suo stesso staff) fino a diventare uno strumento utilissimo per chi scrive.</p></blockquote>
<p>A mio parere piu&#8217; che meritato, ma non per i soli motivi addotti da &#8220;Il Premiolino&#8221;.<br />Tra varie <a href="http://blog.webnews.it/05/02/2009/the-indipendent-vs-wikipedia-scoppia-la-polemica/" target="_blank" rel="nofollow">polemiche</a> sull&#8217;utilità e attendibilità o meno di Wikipedia, alcune &#8220;all&#8217;italiana&#8221;, la notizia non è passata inosservata ed ha sicuramente apportato al sito de &#8220;Il Premiolino&#8221; una inaspettata popolarità, e di conseguenza allo sponsor del sito (ben visibile in basso a sinistra nella home page del sito).</p>
<p>Se fossimo malfidati, ci sarebbe da pensar male. <a href="http://smartfeeling.blogspot.com/2008/11/possiamo-utilizzare-wikipedia-per-fare.html" target="_blank">Che qualcuno abbia trovato un nuovo modo per sfruttare la popolarità di Wikipedia?</a><br />
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		<title>Marketing 2.0: il vero valore dei nostri clienti.</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 07:01:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Era da parecchio tempo che l&#8217;idea di scrivere qualcosa sul gruppo Fiat mi stava stuzzicando (direi 500 giorni), e di come sia magicamente risorto con grande maestria grazie anche alle innumerevoli attività avviate su internet.Poi, un po&#8217; per pigrizia e un po&#8217; per una serie di impegni imprevisti, ho continuato a rimandare trascinandomi dietro questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.fiat500.com/" target="_blank" rel="nofollow"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 305px; height: 264px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SRU5zCAzbJI/AAAAAAAAAP8/vTA2BGUWCDM/s320/500.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5266178888156015762" border="0" /></a>Era da parecchio tempo che l&#8217;idea di scrivere qualcosa sul gruppo Fiat mi stava stuzzicando (direi 500 giorni), e di come sia magicamente risorto con grande maestria grazie anche alle innumerevoli attività avviate su internet.<br />Poi, un po&#8217; per pigrizia e un po&#8217; per una serie di impegni imprevisti, ho continuato a rimandare trascinandomi dietro questo tarlo fino ad oggi.</p>
<p>E&#8217; stato allo <a href="http://www.iabforum.it/IAB_FORUM_2008/default.aspx" target="_blank" rel="nofollow">IAB </a>Forum che mi si è riaccesa la lampadina, ed in particolare assistendo alla presentazione del case history del Gruppo Fiat di uno spumeggiante e travolgente <a href="http://iab.blogosfere.it/2008/11/iab-forum-2008-la-tavola-rotonda-due-con-upa.html" target="_blank" rel="nofollow">Giovanni Perosino</a>.<br />La presentazione riguardava la MITO (Alfa Romeo) e ha offerto una coinvolgente panoramica  sulla riuscitissima campagna &#8220;Alfabet&#8221; (ne parleremo magari in seguito).<br />Oggi vorrei farvi riflettere sul come la fiat 500 sia diventata un vero e proprio caso di &#8220;successo annunciato&#8221; proprio grazie ad internet ed alle innumerevoli attività tipiche del web 2.0 che i creativi del Gruppo hanno intrapreso.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">L&#8217;utente/cliente è il protagonista</span>: &#8220;500 WANTS YOU&#8221; recita il pay-off  del sito fiat500.com. Piu&#8217; chiaro di così! Che tu possieda una 500 o che la desideri, puoi entrare a far parte di una community che crea <a href="http://www.fiat500.com/videospeak/main.asp?lang=IT" target="_blank" rel="nofollow">video</a>, <a href="http://www.fiat500.com/jingle/main.asp?L=IT&amp;FS=0">jingle</a>, <a href="http://www.fiat500.com/masterpiece/" target="_blank" rel="nofollow">spot</a>, slogan, filmati di configurazioni custom e perfino una 500logia.<br />Il web 2.0 supporta fortemente il brand e le informazioni che i propri utenti entusiasti portano all&#8217;azienda hanno un<span style="font-style: italic;"> valore che va ben oltre la somma dei singoli contributi</span>.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Chiunque è connesso a chiunque</span>: e di conseguenza divenda un mezzo di comunicazione che può assumere caratteristiche virali. &#8220;Mandalo ad un amico&#8221;, &#8220;Invita un amico&#8221;, sono link che semplificano la diffusione dei contenuti o dei gadget che riteniamo piu&#8217; &#8220;fighi&#8221;.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Perdere il controllo per acquistare attendibilità</span>: ovvero, lasciati andare e goditi il successo. Lascia che la community cresca e coltivane la partecipazione. Le persone partecipano attivamente alla comunicazione ed alla generazione dei contenuti, esprimendo opinioni, fornendo contributi creativi ed informandoci sui loro punti di vista e tendenze. I dati, i contributi e le informazioni raccolte hanno un valore immenso, molto superiore a quello che può essere sviluppato da un qualunque survey.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">L&#8217;ecosistema internet</span>: internet è un ecosistema nel quale interagiscono macchine, persone ed imprese. Non è una strada a senso unico, non è la televisione, non è la radio ne la carta stampata. Internet si vede, si ascolta, si legge come i media che meglio conosciamo, ma su internet possiamo partecipare, possiamo conversare, creare contenuti, votare e giudicare o essere giudicati, giocare, imparare e insegnare, socializzare e condividere, ricordare o intravedere il futuro. E tutto questo non lo fanno le macchine, ne le imprese. Lo fanno le persone</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Attirare l&#8217;attenzione è facile, la cosa difficile è mantenerla</span>: Uno spot scioccante attira facilmente l&#8217;attenzione, che tuttavia svanisce altrettanto rapidamente. Ma la partecipazione è un&#8217;altra cosa. Quando gli utenti diventano proattivi ed iniziano a partecipare, quando creano contenuti, iniziano a percepire quello spazio come familiare, come qualcosa di intimamente loro. Siamo orgogliosi delle nostre idee (che in qualche modo ci rappresentano) e teniamo a condividerle con altri. Il rapporto con gli altri ci cambia e cambiano così anche le nostre idee, ne nascono di nuove. La partecipazione ci coinvolge (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Abraham_Maslow" target="_blank" rel="nofollow">bisogno di appartenenza</a>) e ci &#8220;trattiene&#8221;.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Google ama i siti &#8220;attendibili&#8221;</span>: E&#8217; banale e scontato lo so, tutti noi lo sappiamo, ma ricordarlo non fa mai male. Il web 2.0 porta anche enormi vantaggi in termini di posizionamento, anche se poi sono ben poca cosa se paragonati al fenomeno del piu&#8217; classico &#8220;passaparola&#8221;.</p>
<p>Possiamo parlare di Fiat2.0?<br />Una nuova Fiat, con idee nuove che ascolta i propri clienti. Una Fiat che sembra lontana anni luce dalla Fiat1.0 di qualche anno fa. Una Fiat che vive un mercato in profonda crisi (come molti altri faranno nel prossimo triennio), ma che ha capito e ha saputo valorizzare il contributo che i nuovi media possono dare alle nostre imprese.</p>
<p>Se state pensando che solo un colosso come Fiat possa permettersi questo genere di attività, allora vi state sbagliando di grosso.<br />Il web è per tutti ed è estremamanete democratico e meritocratico. Le idee vincenti vincono sempre.<br />Imprese dinamiche, che credono e comprendono le potenzialità offerte dal web, possono ottenere risultati pari a quelli di Fiat o Alfa Romeo con investimenti molto ridotti.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">C&#8217;è solo una cosa che fa la differenza, e questa cosa sono le idee.</span><br />
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		<title>Come posso fare per indicizzare il mio sito in google perche&#8217; sia in alto nella gradautoria?</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 06:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
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		<category><![CDATA[S.E.O 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[Credo sia proprio la domanda da un milione di dollari. Se state cercando la risposta su google, allora avrete usato le parola chiave &#8216;SEO&#8217;, &#8216;google&#8217;, &#8216;indicizzazione&#8217;, &#8216;tips&#8217;, ecc.. Ed ecco che vi ritrovate a sfogliare piu&#8217; di un milione di risultati.Leggeteli pure, e vi renderete conto che è un vero labirinto di trucchi ed accorgimenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SNClkrzsJCI/AAAAAAAAANA/uQyiJ6x8idI/s1600-h/linked.jpg" target="_blank"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SNClkrzsJCI/AAAAAAAAANA/uQyiJ6x8idI/s320/linked.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5246875615540028450" border="0" /></a>Credo sia proprio la domanda da un milione di dollari.</p>
<p>Se state cercando la risposta su google, allora avrete usato le parola chiave &#8216;SEO&#8217;, &#8216;google&#8217;, &#8216;indicizzazione&#8217;, &#8216;tips&#8217;, ecc..</p>
<p>Ed ecco che vi ritrovate a sfogliare piu&#8217; di un milione di risultati.<br />Leggeteli pure, e vi renderete conto che è un vero labirinto di trucchi ed accorgimenti di ogni tipo.<br />Si spazia dai consigli su come scegliere le key-words (parole chiave), al come agganciarle ai links e ai contenuti, al come evitare lo spamming, o a quanto sia importante includerle nel titolo della pagina (ma evitate titoli oltre i 255 caratteri <img src='http://www.smartfeeling.org/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> ).</p>
<p>Si tratta di tecniche &#8220;SEO 1.0&#8243;, <span style="font-size:130%;"><span style="font-weight: bold;">ovviamente </span></span>necessarie.<br />Talmente necessarie, che ormai le adottano tutti. E secondo voi, se tutti adottano questi accorgimenti, quanto sono ancora efficaci?<br />Apro una piccola parentesi per gli utenti Joomla: <a href="http://www.compassdesigns.net/joomla-blog/Top-10-Joomla-SEO-tips-for-Google.html" target="_blank" rel="nofollow">leggete questo post su come ottimizzare le pagine del vostro portale</a>.</p>
<p>Detto questo, ne approfitto per introdurre una nuova parola chiave che spero utilizzerete da qui a cinque minuti per una nuova ricerca su google: &#8220;<span style="font-size:130%;"><span style="font-weight: bold;">SEO 2.0</span></span>&#8220;.<br />Fate questa prova:<br />- A) Cercate prima  <span style=";font-family:courier new;font-size:130%;"  ><span style="font-weight: bold;">seo -&#8221;seo 2.0&#8243;</span></span> (tutto il testo in grassetto e apici compresi)<br />- B) Cercate ora <span style="font-size:130%;"><span style="font-weight: bold;font-family:courier new;" >&#8220;seo 2.0&#8243;</span></span> (apici compresi)<br />Noterete che la ricerca <span style="font-weight: bold;">A</span> ha prodotto circa 174.000.000 di risultati, mentre la <span style="font-weight: bold;">B</span> solo 63.000 (piu&#8217; o meno, i valori possono cambiare nel tempo ed in funzione della zona geografica).</p>
<p><span style="font-weight: bold;"></span>Questi valori ci comunicano che il termine &#8220;SEO 2.0&#8243; è molto meno popolare del termine &#8220;SEO&#8221;. Ne consegue che &#8220;SEO 2.0&#8243; è un concetto relativamente nuovo (vedrete che tra pochi mesi le cose cambieranno).<br />Ma perchè è nata l&#8217;esigenza di &#8220;evolvere&#8221; il SEO?<br />La risposta è semplicissima: perchè<span style="font-weight: bold;"> i motori di ricerca hanno migliorato i loro algortimi</span> per poter fornire ai lori clienti (coloro che effettuano le ricerche) i <span style="font-weight: bold;">migliori risultati </span>possibili (cioè quelli piu&#8217; attinenti alle parole chiave).</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Web 2.0, Enterprise 2.0, SEO 2.0: che confusione!?</span><br />Macchè, questa volta non è colpa del marketing <img src='http://www.smartfeeling.org/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> <br />Nessuno stà cercando di venderci nulla di trito e ritrito, vestendolo con termini nuovi.<br />Non si tratta di mode, ma di <a href="http://smartfeeling.blogspot.com/2008/04/evoluzione-del-web-20-verso-lecosistema.html" target="_blank">cambiamenti radicali</a> che stanno avvenendo (in realtà sono già avvenuti) &#8220;in&#8221; internet e &#8220;con&#8221; internet.<br />Tutto gira intorno agli <a href="http://smartfeeling.blogspot.com/search/label/ugc" target="_blank">UTENTI </a>(Web 2.0, Enterprise 2.0) ed ai <a href="http://smartfeeling.blogspot.com/2008/07/il-web-30-seppellir-i-motori-di-ricerca.html" target="_blank">CONTENUTI </a>(SEO 2.0), e non piu&#8217; intorno alle istituzioni aziendali (Web 1.0) ed agli accorgimenti sintattici  e strutturali delle pagine HTML (SEO).</p>
<p>Ma non voglio annoiarvi troppo con la solita storia del cambiamento, e che il vostro sito non è piu&#8217; efficace come prima (se prima lo era), e che oggi sono gli utenti a gestire la comunicazione su internet, e che il Web 3.0 estrometterà chi non è pronto, e blablabla&#8230; e poi bla. Solita storia, se siete interessati a questo potete leggere gli altri post su questo blog (ormai non parlo di altro da mesi).</p>
<p>Oggi, per rispondere alla famosa domanda da un milione di dollari,  voglio darvi i &#8220;<span style="font-size:130%;"><span style="font-weight: bold;">consigli della nonna</span></span>&#8220;.<br />Quelli che vengono dall&#8217;esperienza e dal buon senso, e che in genere sono facili da capire.
<ul>
<li>Non preoccuparti ora del posizionamento sui motori di ricerca, saranno loro a  trovarti</li>
<li>Cura i contenuti. I tuoi utenti vogliono contenuti chiari, di qualità, fatti per loro e per soddisfare le loro esigenze.</li>
<li>Preoccupati che il sito sia sfogliabile anche da utenti non  registrati, che si possano leggere i commenti sui forum o sui blog (valgono  moltissimo per i tuoi utenti, e di conseguenza anche per i search-engine)</li>
<li>Cura un blog pubblico (es: su blogger) legato al tuo  portale, in cui almeno una volta a settimana parli in modo informale di un  qualche argomento a tema col tuo sito e assicurati che il post abbia un link al sito stesso (ma che sia coerente con il contenuto, mi raccomando)</li>
<li>Cura le  pubbliche relazioni: sfrutta facebook e altri social network per pubblicizzare blog  e portale, per rintracciare utenti interessati ad iscriversi e a contribuire  attivamente. Se crei interesse e partecipazione, allora hai vinto.</li>
<li>Stimola la partecipazione, coinvolgi in qualche modo gli utenti. dai un motivo a chi ti visita per tornare.</li>
<li>Cerca meccanismi di  diffusione virale del tuo portale. E&#8217; la cosa piu&#8217; difficile, ma se funziona hai  fatto bingo. Il concetto è quello di fare in modo che si accenda la scintilla  del passaparola. Utenti iscritti che sono talmente contenti e motivati, da  diffondere la notizia dell&#8217;esistenza del portale e da portarne altri.</li>
<li>Attiva  un sistema di statistiche per monitorare gli accessi (tipo google analytics), ma soprattutto per monitorare le attività interne e la partecipazione. E&#8217;  fondamentale per capire come stai andando.</li>
</ul>
<p>Non siete d&#8217;accordo con me?<br />Sentitevi liberi di commentare questo post&#8230;:)<br />
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