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	<title>Smartfeeling &#187; reputazione</title>
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		<title>Twitter e Facebook? Sì, ma solo se in buona compagnia&#8230;</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/05/twitter-e-facebook-si-ma-solo-se-in-buona-compagnia/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 06:57:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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Non mi sto riferendo a &#8220;Followers&#8221; o &#8220;Fans&#8221;.
E&#8217; innegabile che Facebook, Twitter e compagnia stiano sviluppando un&#8217;attrattiva quasi irresistibile per molte Aziende. Sono gratis, facili da implementare, personalizzabili e soprattutto godono di un&#8217;enorme visibilità. Perchè non farlo? Vien quasi da chiedersi perchè continuare ad investire sul proprio sito o sul proprio (pesante) blog. Sì, perchè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2010%2F05%2Ftwitter-e-facebook-si-ma-solo-se-in-buona-compagnia%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2010%2F05%2Ftwitter-e-facebook-si-ma-solo-se-in-buona-compagnia%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Facebook_by_UncleWoodstock.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-539" title="Facebook_by_UncleWoodstock" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Facebook_by_UncleWoodstock-300x300.jpg" alt="Facebook_by_UncleWoodstock" width="300" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Facebook_by_UncleWoodstock.jpg"></a>Non mi sto riferendo a &#8220;Followers&#8221; o &#8220;Fans&#8221;.<br />
E&#8217; innegabile che <strong>Facebook</strong>, <strong>Twitter </strong>e compagnia stiano sviluppando un&#8217;attrattiva quasi irresistibile per molte Aziende. Sono <strong>gratis</strong>, <strong>facili </strong>da implementare, <strong>personalizzabili </strong>e soprattutto godono di un&#8217;enorme <strong>visibilità</strong>. Perchè non farlo? Vien quasi da chiedersi <strong>perchè continuare ad investire sul proprio sito</strong> o sul proprio (pesante) blog. Sì, perchè <strong>manutenere un sito o un blog costa</strong>. Costa fatica, costa denaro, costa fantasia, costa impegno, costa personale, costa consulenza, ecc&#8230;</p>
<p>Ma c&#8217;è il rovescio della medaglia. I Social Media, i Social Network e le Connect Tech piu&#8217; in generale hanno cambiato radicalmente la realtà comunicativa del nostro secolo. Oggi viviamo in una realtà in cui le informazioni &#8220;fluttuano&#8221; in internet miscelandosi tra loro come in una sorta di <strong><a title="Social Network, la realtà colloidale" href="http://paolodonati.blogspot.com/2009/10/social-network-la-realta-colloidale.html" target="_blank">colloide</a></strong>. <em>Le informazioni </em>(di qualunque natura) <em>si trovano in uno stato finemente disperso, tra la soluzione omogenea e la dispersione eterogenea</em>.</p>
<p>I nostri tweet sono gocce nell&#8217;immenso mare del microblogging, i nostri fan non dedicano le loro attenzioni solo alla nostra pagina, e neppure i nostri readers vivono in trepida attesa di una nostra news o della pubblicazione di un nuovo video.</p>
<p>Se da un lato è vero che <strong>le piattaforme sociali godono di un pubblico<strong>(?)</strong> immenso</strong>, dall&#8217;altro è comunque vero che ogni informazioni si disperde immediatamente in una moltitudine caotica di  flussi informativi.</p>
<p><a title="Social Media Map" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/08/come-posso-utilizzare-i-social-media-per-il-mio-business/" target="_blank">Ogni strumento ha il suo giusto scopo</a>, non dimenticatelo. Una buona strategia comunicativa non può prescindere da questi presupposti. Il sito web ed il blog hanno la funzione di raccogliere i contenuti, organizzarli, conservarli e renderli persistenti (molto piu&#8217; di un tweet). Altre piattaforme, invece, servono molto meglio scopi divulgativi nel breve periodo o favoriscono in modo naturale la partecipazione dei nostri &#8220;followers&#8221; (cliccare su &#8216;mi piace&#8217; è molto piu&#8217; semplice che commentare un articolo).</p>
<p>In ultima analisi, <strong>è il mix di tutte le nostre attività che determina il successo</strong> o meno dei nostri sforzi comunicativi. Focalizzarsi su un unico strumento può voler dire essere destinati al fallimento.<br />
Cosa sarebbe la vostra pagina Facebook se non fosse &#8220;nutrita&#8221; dai contenuti del vostro blog, o dai video della vostro canale YouTube?</p>
<p>Perciò fate molta attenzione a non cadere in facili tentazioni. La strada che sembra piu&#8217; agevole è anche quella piu&#8217; ingannevole. Il Web 2.0 non è fatto da spettatori passivi pronti ad accogliere ogni vostra iniziativa.<a title="L'illusione di controllare la propria comunicazione" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/09/lillusione-di-controllare-la-propria-comunicazione-nellera-dei-social-media/" target="_blank"> Il Web 2.0 è molto diverso da ciò a cui molte Aziende erano abituate</a>.</p>
<p>Vedi anche:</p>
<p><a title="Dal web 1.0 al web 2.0" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/06/limportanza-di-saper-ascoltare-nellera-del-web-2-0/" target="_blank">L&#8217;importanza di saper ascoltare all&#8217;epoca del Web 2.0</a></p>
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		<title>Tutto concorre alla &#8220;Brand Reputation&#8221; e alla perdita del controllo</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 09:29:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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&#8220;La vita è troppo breve per il lavoro sbagliato&#8220;, recita così il pay-off di SOPO. E come dargli torto.
Sopo.it è il portale gestito dalla Ditta Buon Lavoro! S.r.l., vincitrice del bando per idee imprenditoriali innovative promosso dal Governo Italiano Politiche Giovanili dalla regione Puglia, e Principi Attivi.
L&#8217;idea è quella di realizzare un network in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2010%2F01%2Ftutto-concorre-alla-brand-reputation-e-alla-perdita-del-controllo%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2010%2F01%2Ftutto-concorre-alla-brand-reputation-e-alla-perdita-del-controllo%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a title="Sito ufficiale Sopo" href="http://www.sopo.it" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-450" title="sopo" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/sopo.png" alt="sopo" width="265" height="218" /></a>&#8220;<em>La vita è troppo breve per il lavoro sbagliato</em>&#8220;, recita così il pay-off di SOPO. E come dargli torto.</p>
<p><a href="http://www.sopo.it" target="_blank">Sopo.it</a> è il portale gestito dalla Ditta Buon Lavoro! S.r.l., vincitrice del bando per idee imprenditoriali innovative promosso dal Governo Italiano Politiche Giovanili dalla regione Puglia, e <a title="Bollenti Spiriti" href="http://bollentispiriti.regione.puglia.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=187&amp;Itemid=219" target="_blank">Principi Attivi</a>.<br />
L&#8217;idea è quella di realizzare un network in cui i dipendenti delle aziende hanno la possibilità di valutare (in modo <strong>anonimo</strong>) la qualità del loro lavoro, confrontarsi con altri dipendenti e consulenti in grado di supportarli nel cammino che porta al miglioramento della propria vita lavorativa.</p>
<p><strong>Migliorare la qualità del lavoro</strong>. Questo è lo scopo.<br />
Lo scopo è chiaro, un po&#8217; meno il business model (ma il punto non è questo).</p>
<p>Vi starete chiedendo come Sopo.it possa toccarvi, vero? Beh, se siete imprenditori e avete dei dipendenti allora vi tocca eccome, anzi tocca il vostro brand.<br />
Provate a dare un&#8217;occhiata a <a href="http://www.sopo.it/company/570/Ferrari" target="_blank">cosa dicono di Ferrari</a>, in 172 posizione.</p>
<blockquote><p><em>Azienda in profonda crisi organizzativa e manageriale, crisi dovuta agli stessi Managers. Poco chiara, non trasparente nelle decisioni strategiche, fermo restando che risulta difficile comprendere se vi siano strategie di … </em></p></blockquote>
<p>Touchè.</p>
<h2>Ma cosa sta accadendo?</h2>
<p>Questo è il web 2.0, questo è l&#8217;approccio bottom-up, questa è &#8220;<strong><em>l</em><em>a voce di chi fa le cose</em>&#8221; e non di chi viene pagato per raccontarle</strong>.<br />
E questo è ciò che oggi concorre anche alla reputazione del vostro marchio. Pensate a cosa accadrebbe se domani una qualche rete televisiva decidesse di fare un servizio sul web 2.0 e sul mondo del lavoro (del tipo &#8220;Una rivoluzione 2.0 nel mondo del lavoro&#8221;) e citasse il portale sopo.it, come spesso accade oggi con facebook.<br />
Anni di marketing e ricchi budget buttati al vento? Probabilmente no, ma sicuramente sarebbe una bella prova di &#8220;modernità&#8221; per molte imprese.<br />
Le piu&#8217; &#8220;2.0&#8243; riuscirebbero a cogliere l&#8217;occasione di migliorarsi e potrebbero trarre vantaggi anche da questo, ma forse non comparirebbero neppure agli ultimi posti della classifica.</p>
<h3>La perdita del controllo.</h3>
<p>E&#8217; l&#8217; incubo di molti imprenditori ancora troppo legati a retaggi del passato. <a title="L’illusione di controllare la propria comunicazione nell’era dei Social Media" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/09/lillusione-di-controllare-la-propria-comunicazione-nellera-dei-social-media/" target="_blank">Il controllo è solo un&#8217;illusione</a>.<br />
Oggi il vero controllo si ottiene <strong>partecipando alla conversazione</strong>, e non con imposizioni restrittive.<br />
E&#8217; una rivoluzione, è vero. Ma quando si parla di cambiamento prodotto dal web 2.0, e oggi se ne straparla in tutte le salse, si parla in fondo proprio di questo.<br />
&#8220;<strong>Bottom-Up</strong>&#8221; non dovrebbe suonare come una minaccia, ma come un&#8217;<strong>opportunità</strong>. L&#8217;opportunità di mettersi in gioco e migliorare, crescere e consolidare il proprio business e la propria azienda che, non dimentichiamolo, è fatta soprattutto di persone (e dalle persone).</p>
<p>Quindi, se state pensando di limitare l&#8217;accesso ad internet dei vostri dipendenti o di far depositare i cellulari in un apposito armadietto, ripensateci.<br />
Internet non è certo il problema o la causa principale della distrazione dei vostri dipendenti. Semmai è un&#8217; opportunità per voi.<br />
Ma se i vostri impiegati manifestano un calo di produttività, probabilmente dovreste cercare le cause e non i sintomi.</p>
<p>Secondo voi, in un contesto economico come quello attuale, le aziende possono trovare giovamento da un maggior coinvolgimento dei loro dipendenti?<br />
La qualità del lavoro può influire sulla resa?</p>
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		<title>L&#8217;illusione di controllare la propria comunicazione nell&#8217;era dei Social Media</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 08:11:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siete tutti convinti che ciò che scrivete sul vostro sito sia di vostro dominio?
Parlo di sito web e non di blog o community. Il vostro sito web, quello che non consente in alcun modo l'interazione con i vostri clienti, utenti, dipendenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F09%2Flillusione-di-controllare-la-propria-comunicazione-nellera-dei-social-media%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F09%2Flillusione-di-controllare-la-propria-comunicazione-nellera-dei-social-media%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/control_small.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-343" title="control_small" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/control_small.jpg" alt="control_small" width="394" height="324" /></a></p>
<p>Siete tutti convinti che ciò che scrivete sul vostro sito sia sotto il vostro controllo?<br />
Parlo di sito web e non di blog o community. Il vostro sito web, quello che non consente in alcun modo l&#8217;interazione con i vostri clienti, utenti, dipendenti.</p>
<p>Chi decide cosa e come scrivere sul vostro sito web istituzionale? Voi. Giusto?<br />
Nessun &#8220;estraneo&#8221; (brutto termine, scusate) può in alcun modo interagire con i contenuti da voi decisi, giusto?<br />
E se qualcuno ne dovesse parlare sul proprio blog, su twitter o su facebook, voi ne verreste subito a conoscenza, perchè il vostro responsabile marketing, la vostra redazione o il vostro team di comunicatori sono ben attrezzati e skillati 2.0, giusto?</p>
<p>In ogni caso, mai e poi mai sulla vostra home page comparirà il commento o la critica di un vostro cliente, giusto?<br />
Voglio dire, voi decidete la descrizione dei vostri prodotti/servizi, voi decidete la grafica e le foto, il tono e la forma della comunicazione commerciale. La comunicazione sul vostro sito è vostra, solo vostra. Quella la controllate voi, è l&#8217;ultimo baluardo che vi difende dal mondo la fuori, è la vostra isola di pace e serenità &#8220;comunicativa&#8221;.</p>
<p>Ora, prendete fiato. Un bel respiro, rilassatevi e godetevi la quiete e la sicurezza profusa dal vostro &#8220;baluardo&#8221;, il sito web.</p>
<p>Fatto? Vi lascio ancora qualche istante di piacere. Non abbiate fretta di leggere questo post tutto d&#8217;un fiato.</p>
<h2>La vostra comunicazione non è vostra, benvenuti nella quarta dimensione.</h2>
<p>Non piu&#8217; ormai. Stanno nascendo strumenti che mettono in grado gli utenti di interagire, commentare, confutare, estendere e condividere tutto ciò che voi dite a vostra insaputa e direttamente sulle pagine del vostro caro ed &#8220;istituzionalissimo&#8221; sito web. E&#8217; come se esistesse un universo parallelo in grado di sovrapporsi a quello in cui viviamo.<br />
Una sorta di &#8220;<strong>quarta dimensione</strong>&#8220;, un layer visibile solo a chi condivide i due universi paralleli.</p>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/layers.png"><img class="alignleft size-full wp-image-345" title="layers" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/layers.png" alt="layers" width="216" height="217" /></a>Layers, &#8220;strati&#8221; di informazioni che vengono depositate sul vostro sito istituzionale (o altro) e visibili (reali) a tutti coloro che appartengono anche all&#8217;altro universo. Una vera e propria &#8220;<strong>quarta dimensione dell&#8217;informazione</strong>&#8220;.<br />
In realtà è da tempo che i Social Media hanno aperto l&#8217;accesso a questa quarta dimensione. Blog, Micromedia, Social Networks, e affini hanno creato livelli di comunicazione sovrapposta.</p>
<p>Ma mai, fino ad ora, questi nuovi livelli potevano <strong>sovrapporsi fisicamente</strong> ad altri.<br />
Un blog può scrivere del vostro prodotto, un gruppo su facebook può parlare del vostro brand, un tweet può diffondere una notizia alla velocità del pensiero, ma lo fanno ognuno in un contesto separato e ben definito che può forse sovrapporsi <strong>concettualmente </strong>alla vostra informazione, ma mai <strong>fisicamente</strong>.  I Social Media, fino ad ora, non potevano valicare i confini fisici delle loro piattaforme per far capolino su altre senza l&#8217;esplicito desiderio di un qualche &#8220;responsabile di redazione&#8221;.</p>
<p>Una nuova piccola rivoluzione nella rivoluzione del 2.0. I Social Media e gli &#8220;<strong>User Generated Content&#8221; hanno scoperto come valicare i loro confini</strong>.<br />
E mentre molti di noi ancora faticano a comprendere <a href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=288" target="_blank">Twitter </a>e Frienfeed, ecco che silenziosa ma implacabile si fa strada una nuova generazione di strumenti in grado di rimescolare nuovamente le carte in gioco.</p>
<h2>E&#8217; come un gioco, basta unire i puntini.</h2>
<p>I baluardo che proteggeva la roccaforte della comunicazione aziendale stà cedendo. Ma sotto i colpi di chi o cosa?</p>
<p><a href="http://dotspots.com/#dots/all" target="_blank">DotSpots </a>(Spot the Truth, Connect the Dots): Non mi dilungherò a spiegarvi cosa faccia DotSpots, se avete letto fin qui il concetto vi è chiaro. Provatelo e basta. Per farlo vi servirà <strong>Firefox</strong>. Installate l&#8217;estensione per i browser ed eccovi catapultati nella quarta dimensione. Ogni volta che capiterete su una pagina commentata da altri utenti, vi verranno mostrati evidenziati i paragrafi commentati e compariranno a popup le finestre con i commenti (che voi potete arricchire con la vostra opinione). Anche aggiungere un nuovo commento è estremamente semplice, basta evidenziare il paragrafo di vostro interesse e cliccare su &#8220;Click to add a dot to this paragraph&#8221; (vedi immagine sotto).<br />
<a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/dotspots.png"><img class="size-full wp-image-346 alignnone" title="dotspots" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/dotspots.png" alt="dotspots" width="490" height="179" /></a></p>
<p><a href="http://www.google.com/sidewiki/intl/it/index.html" target="_blank">Google SideWiki</a>: E&#8217; il diretto concorrente di DotSpots, anche se tecnicamente presenta qualche differenza. Anche in questo caso dovete installare un&#8217;estensione per il browser (la Google Toolbar). Le funzionalità SideWiki sono disponibili cliccando sull&#8217;apposito bottone della barra, oppure direttamente nella pagina di navigazione, selezionando il testo desiderato.<br />
<a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/sidewiki.png"><img class="alignnone size-full wp-image-347" title="sidewiki" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/sidewiki.png" alt="sidewiki" width="589" height="129" /></a></p>
<p>Se istallerete sia SideWiki che DotSpots su Firefox, tenete presente che per utilizzare DotSpots dovrete disabilitare temporaneamente SideWiki perchè l&#8217;applicazione di Google non consente a DotSpots di funzionare al 100%.</p>
<p>Ecco fatto, ora tocca a voi.</p>
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		<title>Le 10 virtù per padroneggiare il web 2.0</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/08/le-10-virtu-per-padroneggiare-il-web-2-0/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 09:13:49 +0000</pubDate>
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Mastering Web 2.0: Le 10 virtù
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I questa brevissima presentazione ho cercato di riassumere quelle che a mio parere (ed in base alla mia esperienza) sono le 10 principali virtù per avere successo in progetti legati al Web 2.0.
Che si tratti di progetti aziendali di marketing rivolti verso l&#8217;esterno o [...]]]></description>
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			</a>
		</div>
<div id="__ss_1819691" style="width: 425px; text-align: left;"><a style="font:14px Helvetica,Arial,Sans-serif;display:block;margin:12px 0 3px 0;text-decoration:underline;" title="Mastering Web 2.0: Le 10 virtù" href="http://www.slideshare.net/angelo.geminiani/mastering-web-20-le-10-qualit">Mastering Web 2.0: Le 10 virtù</a><object style="margin:0px" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=le10qualit-090806023327-phpapp01&amp;stripped_title=mastering-web-20-le-10-qualit" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed style="margin:0px" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=le10qualit-090806023327-phpapp01&amp;stripped_title=mastering-web-20-le-10-qualit" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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</div>
<p>I questa brevissima presentazione ho cercato di riassumere quelle che a mio parere (ed in base alla mia esperienza) sono le 10 principali virtù per avere successo in progetti legati al Web 2.0.<br />
Che si tratti di progetti aziendali di marketing rivolti verso l&#8217;esterno o progetti interni, il &#8220;<strong>Nuovo Web</strong>&#8221; (Web 2.0) va affrontato con la massima preparazione e professionalità.</p>
<p>Quali caratteristiche deve avere chi si accinge ad affrontare un progetto per la realizzazione di un blog aziendale, di un blog commerciale o professionale, chi inizia ad utilizzare <a title="Ma a cosa serve Twitter?" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=288" target="_blank">Twitter </a>o Facebbok per il proprio business o chi stà pensando di avviare una community (anche se internamente alla propria azienda)?</p>
<p>Esistono delle virtù che dovremmo ritenere fondamentali?<br />
Oppure no? Oppure è sufficiente buttarsi?</p>
<p>Dal mio punto di vista queste 10 caratteristiche (o virtù) personali sono inprescindibili:</p>
<ul>
<li><strong>Empatia</strong>: il web 2.0 è fatto di persone e dalle persone. Relazionati.</li>
<li><strong>Ascolto</strong>: prima di parlare (o urlare), <a title="L'importanza di saper ascoltare all'epoca del web 2.0" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=279" target="_blank">impara ad ascoltare</a>.</li>
<li><strong>Pazienza</strong>: fai le cose per piccoli passi (ma falle).</li>
<li><strong>Generosità</strong>: condividi senza secondi fini.</li>
<li><strong>Prontezza </strong>e Rapidità: devi essere sempre pronto. Pronto a cambiare, pronto ad agire.</li>
<li><strong>Collaborazione</strong>: non puoi fare tutto da solo.</li>
<li><strong>Flessibilità</strong>: adattati al contesto.</li>
<li><strong>Lungimiranza</strong>: pensa in grande e per il lungo periodo.</li>
<li><strong>Abnegazione</strong>: dedicati anima e corpo. Documentati, impara, rifletti.</li>
<li><strong>Umiltà</strong>: impara dagli altri e dai tuoi errori. Le tue idee non devono essere una gabbia.</li>
</ul>
<p>Voi come la vedete? Avete qualche virtù che preferite o che ritenete piu&#8217; importante di altre?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;importanza di saper ascoltare nell&#8217;era del Web 2.0</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/06/limportanza-di-saper-ascoltare-nellera-del-web-2-0/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/06/limportanza-di-saper-ascoltare-nellera-del-web-2-0/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 06:38:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[corporate 2.0]]></category>
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L&#8217;importanza di saper ascoltare all&#8217;epoca del Web 2.0
View more Keynote presentations from Gian angelo Geminiani.

Domattina presenterò i cambiamenti del Web 2.0 ad un gruppo di studenti che stà seguendo un corso di aggiornamento sulla programmazione a 3 livelli.
Per molto tempo sono stato indeciso sul come presentare questi cambiamenti.
Adottare un approccio tecnologico o spostare l&#8217;attenzione sugli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<div id="__ss_1632515" style="width: 425px; text-align: left;"><a style="font:14px Helvetica,Arial,Sans-serif;display:block;margin:12px 0 3px 0;text-decoration:underline;" title="L'importanza di saper ascoltare all'epoca del Web 2.0" href="http://www.slideshare.net/angelo.geminiani/limportanza-di-saper-ascoltare-allepoca-del-web-20?type=powerpoint">L&#8217;importanza di saper ascoltare all&#8217;epoca del Web 2.0</a><object style="margin:0px" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=saperascoltare-090624094514-phpapp01&amp;rel=0&amp;stripped_title=limportanza-di-saper-ascoltare-allepoca-del-web-20" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed style="margin:0px" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=saperascoltare-090624094514-phpapp01&amp;rel=0&amp;stripped_title=limportanza-di-saper-ascoltare-allepoca-del-web-20" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="font-size: 11px; font-family: tahoma,arial; height: 26px; padding-top: 2px;">View more <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/">Keynote presentations</a> from <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/angelo.geminiani">Gian angelo Geminiani</a>.</div>
</div>
<p>Domattina presenterò i cambiamenti del Web 2.0 ad un gruppo di studenti che stà seguendo un corso di aggiornamento sulla programmazione a 3 livelli.<br />
Per molto tempo sono stato indeciso sul come presentare questi cambiamenti.<br />
Adottare un approccio tecnologico o spostare l&#8217;attenzione sugli aspetti realmente importanti del Web 2.0?<br />
Ho scelto la seconda strada. Certo, anche la tecnologia è importante ed il Web 2.0 è caratterizzato da diverse tecnologie e da nuovi paradigmi ed architetture di programmazione, ma il Web 2.0 non è questo. Non sono gli script AJAX o le RIA Flash, e neppure REST o SOAP a fare il Web 2.0.<br />
A fare il Web 2.0 siamo noi.</p>
<p>Siete d&#8217;accordo con me?<br />
Cosa potrei aggiungere, cambiare o migliorare, per un futuro, in questa presentazione?</p>
<p>Risorse:<br />
<a title="web 2.0 - colonna sonora" href="http://webtrendmap.com/Tokyo320.mp3"> Potete scaricare la colonna sonora da qui</a>, o <a href="http://shaneberry.com/" target="_blank">visitare il sito dell&#8217;autore</a>.</p>
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		<title>Premiolino a Wikipedia.</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/02/premiolino-a-wikipedia/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/02/premiolino-a-wikipedia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 10:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[S.E.O 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[marketing 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[reputazione]]></category>

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Wikipedia Italia ha ottenuto il premio giornalistico &#8220;Il Premiolino&#8221; 2009.La motivazione è la seguente:
Per aver messo a disposizione di tutti una grande enciclopedia aperta, democratica, incessantemente perfezionata in tempo reale (come dimostra ad esempio la scheda di Giorgio Napolitano rifinita dal suo stesso staff) fino a diventare uno strumento utilissimo per chi scrive.
A mio parere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F02%2Fpremiolino-a-wikipedia%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F02%2Fpremiolino-a-wikipedia%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SYwXLx320vI/AAAAAAAAAWM/cg010Ex4Lo4/s1600-h/premiolino_small.png"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 152px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SYwXLx320vI/AAAAAAAAAWM/cg010Ex4Lo4/s200/premiolino_small.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5299636352641848050" border="0" /></a>Wikipedia Italia ha ottenuto il premio giornalistico &#8220;<a href="http://www.premiolino.it/" target="_blank" rel="nofollow">Il Premiolino</a>&#8221; 2009.<br />La motivazione è la seguente:<br />
<blockquote>Per aver messo a disposizione di tutti una grande enciclopedia aperta, democratica, incessantemente perfezionata in tempo reale (come dimostra ad esempio la scheda di Giorgio Napolitano rifinita dal suo stesso staff) fino a diventare uno strumento utilissimo per chi scrive.</p></blockquote>
<p>A mio parere piu&#8217; che meritato, ma non per i soli motivi addotti da &#8220;Il Premiolino&#8221;.<br />Tra varie <a href="http://blog.webnews.it/05/02/2009/the-indipendent-vs-wikipedia-scoppia-la-polemica/" target="_blank" rel="nofollow">polemiche</a> sull&#8217;utilità e attendibilità o meno di Wikipedia, alcune &#8220;all&#8217;italiana&#8221;, la notizia non è passata inosservata ed ha sicuramente apportato al sito de &#8220;Il Premiolino&#8221; una inaspettata popolarità, e di conseguenza allo sponsor del sito (ben visibile in basso a sinistra nella home page del sito).</p>
<p>Se fossimo malfidati, ci sarebbe da pensar male. <a href="http://smartfeeling.blogspot.com/2008/11/possiamo-utilizzare-wikipedia-per-fare.html" target="_blank">Che qualcuno abbia trovato un nuovo modo per sfruttare la popolarità di Wikipedia?</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Reputazione 2.0: tra il dire e il fare&#8230;</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2008/07/reputazione-20-tra-il-dire-e-il-fare/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 07:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[reputation 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[reputazione]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

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Reputazione 2.0, o se preferite gli inglesismi: Reputation 2.0.Tra le tante buzz-word che impazzano oggi sul web, questa non c&#8217;è.O meglio, c&#8217;è ma è poco abusata.Ma state pur tranquilli che presto ne sentirete parlare fino ad averne la nausea.Il concetto è elementare: volenti o nolenti, tutti abbiamo una reputazione.La &#8220;reputazione&#8221; è, detto in parole povere, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2008%2F07%2Freputazione-20-tra-il-dire-e-il-fare%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2008%2F07%2Freputazione-20-tra-il-dire-e-il-fare%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SHMnCcUWmtI/AAAAAAAAAJU/qwQa8E4c2WM/s1600-h/infamouse.jpg" target="_blank"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SHMnCcUWmtI/AAAAAAAAAJU/qwQa8E4c2WM/s200/infamouse.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5220559315967318738" border="0" /></a><br /><a href="http://smartfeeling.blogspot.com/2008/06/web-20-10-marketing-faq.html" target="_blank">Reputazione 2.0</a>, o se preferite gli inglesismi: <span style="font-weight: bold;">Reputation 2.0</span>.<br />Tra le tante buzz-word che impazzano oggi sul web, questa non c&#8217;è.<br />O meglio, c&#8217;è ma è poco abusata.<br />Ma state pur tranquilli che presto ne sentirete parlare fino ad averne la nausea.<br />Il concetto è elementare: volenti o nolenti, tutti abbiamo una reputazione.<br />La &#8220;reputazione&#8221; è, detto in parole povere, quello che gli altri dicono di noi.<br />E&#8217; un concetto &#8220;sociale&#8221;, quindi legato al rapporto con gli altri.<br />Il concetto di &#8220;reputazione&#8221; è strettamente legato al concetto di &#8220;identità&#8221; (inteso come riconoscimento sociale e condiviso).</p>
<p>Il concetto di fondo è: <span style="font-weight: bold; font-style: italic;">non siete voi (o noi) a decidere della vostra reputazione, anzi siete <span style="font-size:130%;">l&#8217;ultima persona a cui</span> eventualmente <span style="font-size:130%;">chiedere</span></span>.<br />Ora, aprite Google e cercate di capire cosa pensa il web di voi.<br />Evitate i vostri siti istituzionali, anche se contribuiscono alla reputazione, e concentratevi sui blog, sui forum, sui newsgroup e sulle reti sociali.<br />Se avete effettuato la ricerca, vi renderete conto che non c&#8217;è modo per &#8220;pilotare&#8221; la vostra reputazione sul web 2.0.<br />O forse sì.<br />Certo è che società come &#8220;<a href="http://www.tigertwo.co.uk/" target="_blank" rel="nofollow">Tiger Two</a>&#8220;, &#8220;<a href="http://reputation.distilled.co.uk/" target="_blank" rel="nofollow">Distilled</a>&#8221; e &#8220;<a href="http://www.reputationdefender.com/" target="_blank" rel="nofollow">Reputation Defender</a>&#8221; ci provano (con costi fino a 400.000 euro l&#8217;anno). Se siete Kate Moss, rivolgetevi pure a loro.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Come si ripulisce la reputazione su internet?</span><br />Si usano tecniche simili al S.E.O., pubblicando tante pagine e commenti positivi sui vari siti di commenti e su social network.<br />No, non verrà eliminato nessun blogger <img src='http://www.smartfeeling.org/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span style="font-weight: bold;">Funziona?</span><br />Solo se siete Kate Moss <img src='http://www.smartfeeling.org/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> <br />Purtroppo per le imprese non funziona proprio allo stesso modo.<br />O meglio, potete spendere per ripulire una cattiva reputazione, ma se continuate a &#8220;comportarvi male&#8221; servirà a poco.</p>
<p>Per ora vi lascio con questo tarlo&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Web 2.0: 10 Marketing F.A.Q</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2008/06/web-20-10-marketing-faq/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 08:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[reputazione]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

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Mi rendo conto che oggi, cercare di capire cosa sia il Web 2.0 (o l&#8217;Enterprise 2.0), non sia cosa tra le piu&#8217; semplici. Vuoi per il fatto che non si può essere informati sempre su tutto, vuoi perchè ormai la rete ha metabolizzato le &#8220;buzz word&#8221; del momento (Web 2.0 ed Enterprise 2.0) e produce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2008%2F06%2Fweb-20-10-marketing-faq%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2008%2F06%2Fweb-20-10-marketing-faq%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SGTpipsS0YI/AAAAAAAAAGw/ijrhwGJ1a8I/s1600-h/image.png" target="_blank"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SGTpipsS0YI/AAAAAAAAAGw/ijrhwGJ1a8I/s200/image.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5216551049918337410" border="0" /></a><br />Mi rendo conto che oggi, cercare di capire cosa sia il Web 2.0 (o l&#8217;Enterprise 2.0), non sia cosa tra le piu&#8217; semplici. Vuoi per il fatto che non si può essere informati sempre su tutto, vuoi perchè ormai la rete ha metabolizzato le &#8220;buzz word&#8221; del momento (Web 2.0 ed Enterprise 2.0) e produce tonnellate di informazioni piu&#8217; o meno chiare.<br />Fatto stà che il fenomeno è realmente degno di nota, e per questo motivo vi propongo il mio punto di &#8220;svista&#8221; sull&#8217;argomento sotto forma di F.A.Q.</p>
<ol>
<li><span style="font-weight: bold;">Internet è il Web 2.0?</span><br />No, non tutto Internet è Web 2.0. Ma il Web 2.0 è parte di internet.<br />Internet non ha ne anima ne intelligenza, è solo uno strumento stupido basato su certe tecnologie stupide.<br />L&#8217;unico scopo di internet è quello di connettere le informazioni tramite iperlink.</li>
<li><span style="font-weight: bold;">Ma allora cos&#8217;è il Web 2.0?</span><br />Il termine è stato coniato per descrivere e rendere piu&#8217; chiaro il cambiamento che stava avvenendo nel modo di utilizzare internet.<br />Nuove applicazioni e tecnologie hanno consentito alle persone comuni (non addetti ai lavori) di partecipare alla creazione di contenuti da pubblicare su internet.</li>
<li><span style="font-weight: bold;">Allora, il Web 2.0 sono le persone?</span><br />Sì, sono le persone. Persone che si ritrovano in comunità virtuali, che condividono opinioni, informazioni, che discutono dei loro gusti personali, dei loro interessi, che si mettono in mostra o anche semplicemente ascoltano e osservano.<br />eBay, YouTube, Ning, LinkedIn, Orkut, Hi5, e molti altri, sono diventati un punto di incontro in grado di soddisfare i bisogni piu&#8217; disparati di milioni di utenti.<br />Che si tratti di acquisti, socializzazione, collaborazione o condivisione, i nuovi protagonisti sono i &#8220;social network&#8221;.</li>
<li><span style="font-weight: bold;">eBay? Ma eBay non è un sito per il commercio elettronico?</span><br />Niente affatto. eBay è un social network, fondato sulla reputazione dei suoi partecipanti, per la vendita all&#8217;asta di prodotti on-line.<br />E&#8217; proprio la “reputazione” dei suoi partecipanti, il vero successo di eBay.<br />eBay ha 195 milioni di utenti, e raggiunge un target inimmaginabile fino a pochi anni fa, quando ancora non esisteva.<br />eBay ha capito che il suo successo è legato alla gestione della reputazione, e da qualche mese ha cambiato le politiche di rating: ora basta un solo feedback negativo per compromettere la posizione di un venditore. I venditori sono insorti ed hanno minacciato di boicottare la piattaforma, ma eBay è stato inflessibile.<br />Non è solo il prezzo a fare la differenza per chi acquista, eBay l&#8217;ha capito.<br />Il rischio era che eBay diventasse un bazaar nel quale l&#8217;unico metro di misura fosse il prezzo. Presto molti venditori l&#8217;avrebbero abbandonato, per evitare la corsa al centesimo, e lo stesso avrebbero fatto molti acquirenti, incerti dell&#8217;affidabilità dei venditori stessi (voi comprereste da un venditore cinese con zero feedback o qualche feedback negativo?)</li>
<li><span style="font-weight: bold;">Cosè la “reputazione” su internet?</span><br />La reputazione è ciò che gli altri dicono di noi. La reputazione su internet si costruisce facendo comunicazione su internet, facendo in modo che si parli di noi, parlando di noi a platee interessate a quello che abbiamo da dire.<br />Per chi fa commercio elettronico, la reputazione stà diventando il nuovo tormentone.<br />Chi ha la miglior reputazione per parlarvi di un certo prodotto, sarà anche colui che ascolterete piu&#8217; attentamente al momento dell&#8217;acquisto.</li>
<li><span style="font-weight: bold;">Allora basta scrivere qualche redazionale ed inverstire un po&#8217; su Google per crearsi una reputazione?</span><br />Non basta. La reputazione non si può comprare. Non direttamente. Il posizionamento nei motori di ricerca non è piu&#8217; l&#8217;unica leva su cui agire per acquistare una posizione dominante sul web.<br />Gli utenti valutano altre fonti, considerate molto piu&#8217; attendibili di un banner a pagamento: gli “esperti” (chi ha già fatto l&#8217;esperienza) e i conoscenti.<br />Google stesso, come motore di ricerca, ha tutto l&#8217;interesse a presentare ai suoi clienti (coloro che fanno ricerche sul web) i risultati che piu&#8217; rispondono alle aspettative.</li>
<li><span style="font-weight: bold;">Io ho una reputazione su internet?</span><br />Sì, tutti abbiamo una reputazione, buona, meno buona o non-reputazione.<br />Una buona reputazione è costituita da ciò che si dice di noi, da come noi comunichiamo con i nostri interlocutori.<br />Quando la nostra reputazione è composta anche da giudizi negativi, allora può diventare meno buona, ma non esiste una cattiva reputazione a priori.<br />Una reputazione non buona può essere anche una non-reputazione.<br />Se siamo attori di un mercato, e non si trova traccia di noi, che opinione possono avere i nostri possibili clienti?<br />Una non-reputazione è una cattiva reputazione, se confrontata con una reputazione qualunque.<br />Essere ignorati su internet, equivale a non esistere affatto.</li>
<li><span style="font-weight: bold;">Come posso convincere gli utenti a parlare bene di me?</span><br />Gli utenti non si controllano in alcun modo, devono essere coinvolti.<br />Un utente coinvolto è un utente gratificato, che contribuirà alla nostra buona reputazione su internet.</li>
<li><span style="font-weight: bold;">Un bel sito internet è sufficiente alla mia buona reputazione sul web?</span><br />Il sito istituzionale ha lo stesso effetto di un cartello stradale con indicazioni commerciali.<br />Fa capire che esistiamo, ma non è piu&#8217; efficace del nominativo posto sulle pagine gialle.<br />Oggi nessuno valuta positivamente la comunicazione istituzionale, quella del brand.<br />Chi deve acquistare un prodotto non ascolta il venditore (che è, per forza di cose, di parte), ma preferisce chiedere in giro, informarsi con amici e conoscenti, capire di piu&#8217; da chi ha già acquistato quel prodotto, da chi ha già fatto quell&#8217;esperienza.<br />Chi deve acquistare un nuovo prodotto si informa su quale sia il produttore con la miglior reputazione.</li>
<li><span style="font-weight: bold;">Ma allora internet può diventare un problema?</span><br />Mai, solo un&#8217;opportunità.<br />Il problema nasce solo se la concorrenza è piu&#8217; forte di noi, e riesce ad avere una reputazione web migliore della nostra. Solo allora, nel confronto, risulteremmo svantaggiati.<br />Internet, il Web 2.0 e l&#8217;Enterprise 2.0, ci stanno offrendo un&#8217;immensa serie di opportunità.<br />Per saperle cogliere è sufficiente saperle riconoscere ed allungare la mano.</li>
</ol>
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