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	<title>SMARTFEELING BLOG &#187; reputazione</title>
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		<title>Quando la community ha una marcia in piu&#8217;</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 10:49:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; da qualche tempo che trascuro Smartfeeling per altre attività. Per farmi perdonare vi presento molto brevemente un reale caso di successo (che mi coinvolge direttamente) in cui il lavoro della community ha portato e sta portando moltissimo all&#8217;Azienda. Si tratta del contest indetto da Fontanot su Zooppa. Il contest non è ancora terminato ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_674" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://zooppa.it/ads/2-easy-fontanot/videos/la-scelta-4"><img class="size-medium wp-image-674" title="La scelta" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/03/fontanot-viral-300x222.png" alt="" width="300" height="222" /></a><p class="wp-caption-text">La scelta: non è importanete dove andare, ma come andarci</p></div>
<p>E&#8217; da qualche tempo che trascuro Smartfeeling per altre attività. Per farmi perdonare vi presento molto brevemente un reale caso di successo (che mi coinvolge direttamente) in cui il lavoro della community ha portato e sta portando moltissimo all&#8217;Azienda.</p>
<p>Si tratta del contest indetto da <a title="Contest Fontanot su Zooppa" href="http://zooppa.it/contests/2-easy-fontanot" target="_blank">Fontanot su Zooppa</a>.</p>
<p>Il contest non è ancora terminato ed i primi lavori proposti sono già di ottima qualità e forniscono spunti che molto difficilmente sarebbero potuti partire dal personale interno o da agenzie esterne. Alcuni dei video contengono elementi virali molto divertenti, altri sono già ottimi per uno spot o una campagna promozionale senza troppi ritocchi migliorativi.</p>
<p>Inoltre da una prima analisi del buzz i dati sono piu&#8217; che confortanti, direi addirittura sorprendenti (e il Brand ringrazia).</p>
<p>Non voglio annoiarvi oltremodo e vi lascio i link al contest ed ai video. Buon divertimento.</p>
<p>Link:</p>
<ul>
<li><a title="Contest Fontanot su Zooppa" href="http://zooppa.it/contests/2-easy-fontanot" target="_blank">Il contest</a></li>
<li><a title="I video del contest Fontanot su Zooppa" href="http://zooppa.it/ads/2-easy-fontanot" target="_blank">I video</a></li>
<li><a href="http://zooppa.it/ads/2-easy-fontanot/videos/la-scelta-4" target="_blank">Il mio video preferito (fino ad ora)</a></li>
</ul>
<p>Un&#8217;ultima cosa, anche i commenti della community forniscono degli spunti di marketing interessanti.<br />
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</ul>
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		<title>Le 10 cose che le aziende dovrebbero evitare con il loro sito di e-commerce</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/12/le-10-cose-che-le-aziende-dovrebbero-evitare-con-il-loro-sito-di-e-commerce/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 18:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Facendo finta che le aziende italiane sappiano come utilizzare al meglio internet, vorrei raccogliere in un elenco la classifica di tutte le cose che, per distrazione o per incuria, non andrebbero mai fatte su internet con un sito di e-commerce. Non che questo possa in qualche modo aiutare le aziende-dinosauro a migliorarsi, tanto non leggeranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/12/cart.png"><img class="alignnone size-full wp-image-643" title="Sei sicuro che i tuoi clienti non stiano ridendo di te?" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/12/cart.png" alt="Sei sicuro che i tuoi clienti non stiano ridendo di te?" width="554" height="431" /></a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/12/cart.png"></a>Facendo finta che le aziende italiane sappiano come utilizzare al meglio internet</strong>, vorrei raccogliere in un elenco la classifica di tutte le cose che, per distrazione o per incuria, non andrebbero mai fatte su internet con un sito di e-commerce.</p>
<p>Non che questo possa in qualche modo aiutare le aziende-dinosauro a migliorarsi, tanto non leggeranno mai questo post dato che loro non perdono tempo sui blog, tuttavia aiuta moltissimo il sottoscritto che in queste ultime due settimane di shopping on-line ha incamerato &#8220;e-frustrazioni&#8221; a sufficienza. E magari potrebbe aiutare anche voi a scaricare un po&#8217; di tensione con qualche commento di denuncia (prometto di non censurare nessuno).</p>
<h2>10 cose da evitare con il proprio sito di e-commerce</h2>
<ol>
<li><strong>Mentire sulla disponibilità dei prodotti</strong>: se il prodotto non è nel vostro magazzino pronto per la spedizione, non segnalatene la disponibilità a lettere cubitali. Il magazzino del produttore vale come disponibilità solo se ne informate il cliente e se lo tenete aggiornato sull&#8217;andamento dell&#8217;ordine. Quando un cliente acquista un <strong>prodotto disponibile</strong> si aspetta che questo venga <strong>spedito nell&#8217;arco di 24 ore</strong>, non di qualche giorno o settimana. Certo, mentendo potreste spingere qualcuno ad effettuare l&#8217;ordine ma vi garantisco che alla lunga questo genere di trucchetti non paga.</li>
<li><strong>Inviare all&#8217;acquirente informazioni inconsistenti o in ritardo</strong>: appena effettuato l&#8217;ordine il cliente vuole essere tranquillizzato. L&#8217;ordine sarà arrivato a destinazione? Qualcuno ne ha preso visione? Gli importi sono quelli che ha visto sul sito? Quando verrà effettuato l&#8217;addebito? Quando verrà effettuata la spedizione? Il destinatario è corretto?<br />
La risposta all&#8217;ordine del cliente deve essere chiara e soprattutto immediata. Anche pochi minuti sembrano un&#8217;eternità quando hai appena speso centinaia di euro e non sei sicuro che la merce ti arriverà.</li>
<li><strong>Non aggiornare il cliente sullo stato dell&#8217;ordine</strong>: certo, voi siete molto fashion ed il vostro brand è molto fico ed il cliente è un rompiscatole, ma non informarlo che il prodotto non è a magazzino o che c&#8217;è stato un ritardo nelle spedizioni è un grave errore.</li>
<li><strong>Far aspettare troppo il cliente prima di inviargli una mail informativa</strong>: se dopo la prima mail di conferma non vi fate piu&#8217; sentire per un paio di giorni, il cliente comincia a chiedersi che fine abbiate fatto. Non lesinate nelle mail, &#8220;<em>Melius Abbundare Quam Deficere</em>&#8220;.</li>
<li><strong>Spingere il cliente a telefonarvi</strong>: se un cliente del vostro e-commerce è <strong>costretto </strong>a telefonarvi allora siete dei pazzi scatenati ed il vostro sito non funziona. Se vi sentite soli e volete parlare con qualcuno per telefono chiamate qualche amico o parente, ma lasciate perdere i clienti dell&#8217;e-commerce.</li>
<li><strong>Inserire un form di contatto a cui nessuno risponderà mai</strong>: se avete una maschera di contatto sul vostro sito accertatevi che invii la mail ad un indirizzo che viene letto quotidianamente, ma soprattutto che qualcuno risponda nel giro di poche ore. Inoltre non guasta mai un messaggio di risposta automatica per informare il cliente che la sua richiesta è diventata per voi una priorità e che quanto prima un responsabile gli invierà una risposta.</li>
<li><strong>Fornire al cliente un numero a pagamento (199)</strong>: se non fornite servizi erotici vi consiglio di evitare questa pratica fastidiosissima. Non c&#8217;è niente di peggio per chi compra con l&#8217;e-commerce di essere costretti a telefonarvi perchè sul sito non ci sono informazioni sufficienti o perchè nessuno ha risposto alle mail. Se a questo aggiungete il fatto che la chiamata è pure a pagamento, allora avete fatto bingo ed il &#8220;mongolino d&#8217;oro&#8221; non ve lo toglie nessuno. Un numero verde non costa poi molto e se rendete semplice ed immediato il dialogo via email vedrete che nessuno vi telefonerà se non in casi estremi.</li>
<li><strong>Spingere il cliente a chiamarvi piu&#8217; di una volta</strong>: se qualcuno vi ha già chiamato ed è in attesa di una risposta, allora richiamatelo voi. A maggior ragione se poi il numero è a pagamento (vedi punto 7). Se volete un indicatore della qualità del servizio offerto dal vostro sito di e-commerce vi basterà leggere i tabulati telefonici.<br />
MOLTE TELEFONATE = NO-BUONO. MOLTE TELEFONATE STESSO CLIENTE = MOLTO-NO-BUONO.</li>
<li><strong>Mettere il sito in manutenzione per 24 ore o piu&#8217;</strong>: Internet non conosce feste, ferie, non dome e non riposa mai. Se volete un negozio in un posto come questo (su internet), allora dovete strutturarvi per essere on-line 24 ore al giorno, 7 giorni su sette, 365 giorni all&#8217;anno. Le ferie fatele fare alle persone, ma il sito deve essere sempre operativo.</li>
<li><strong>Mettere l&#8217;assistenza in manutenzione per 24 ore o piu&#8217;</strong>: ora immaginate quel poveraccio che avete costretto a telefonarvi che quando vi chiama si sente rispondere che non potete fornirgli le informazioni di cui ha bisogno sul suo ordine perchè avete il sistema in manutenzione. Se siete convinti che sia una cosa normale e che il cliente non ha motivo di arrabbiarsi, allora dovreste dedicarvi ad attività meno impegnative e lasciare perdere internet.</li>
</ol>
<p>Accidenti, sono già arrivato a 10 e non ho ancora finito. Beh, le prossime 10 le lascio a voi e ai vostri commenti.</p>
<p>Segnalatemi altre castronerie o casi di &#8220;<strong>worst practices</strong>&#8221;  che vi sentite in dovere morale di denunciare (non temete di fare nomi e link).<br />
Chissà che prima o poi qualcuno non <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Glaciazione" target="_blank">si svegli dal torpore paleolitico</a> ed inizi ad utilizzare questo potentissimo strumento a proprio vantaggio.<br />
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</ul>
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		<title>Inverni rigidi per i tecno-dinosauri italiani</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 09:00:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questa mattina faceva molto freddo e per strada ci saranno stati quasi 10 cm di neve ghiacciata. Lungo la strada ho trovato un&#8217; Ape Piaggio (di quelle nuove e accessoriate) che percorreva il mio stesso tragitto alla stessa velocità di un anziano pedone che ci guardava sghignazzando. Lo sguardo dell&#8217;anziano pedone era piu&#8217; che eloquente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-632" title="tecnodinosauri" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/12/tecnodinosauri1.png" alt="" width="640" height="400" /></p>
<div>Questa mattina faceva molto freddo e per strada ci saranno stati quasi 10 cm di neve ghiacciata.<br />
Lungo la strada ho trovato un&#8217; Ape Piaggio (di quelle nuove e accessoriate) che percorreva il mio stesso tragitto alla stessa velocità di un anziano pedone che ci guardava sghignazzando. Lo sguardo dell&#8217;anziano pedone era piu&#8217; che eloquente ed esprimeva un misto tra derisione, soddisfazione e solidarietà con l&#8217;autista dell&#8217;Ape Piaggio che era riuscito a rallentare ed imbottigliare auto di ogni tipo e cilindrata.<br />
&#8220;<strong>Chi va piano va sano e va lontano</strong>&#8220;, ha cominciato a sussurrare con tono saccente una vocina  nella mia testa. E poi a cascata &#8220;Chi lascia la vecchia strada per la nuova sa quello che perde ma non sa quello che trova&#8221;, &#8220;Meglio un uovo oggi che una gallina domani&#8221;, &#8220;Chi si accontenta gode&#8221;, ed una serie interminabile di altre perle di saggezza popolare che mi inducevano alla prudenza e a non sorpassare.<br />
In quel momento,  l&#8217;Ape Piaggio pareva aver scelto la strategia migliore. Dopo qualche decina di metri le condizioni della strada sono leggermente migliorate ed io, confidando nelle nuove gomme termiche montate pochi giorni fa, ho dato inizio ad una lunga serie di sorpassi. L&#8217; Ape Piaggio, nonostante la strada fosse migliorata, ha continuato alla stessa velocità e dopo pochi minuti era gia&#8217; dimenticata.</div>
<div>La cosa mi ha fatto riflettere ed ho ripercorso mentalmente due articoli letti di recente:</div>
<div>
<ul>
<li><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2010-12-18/tramonta-occidente-081409.shtml?uuid=AYKppnsC" target="_blank">Tramonta il Sol dell&#8217;Occidente</a></li>
<li><a href="http://www.bitmat.it/articolo.php?aId=0000088387&amp;cId=39&amp;cpId=20&amp;n=%22Se+l'Italia+punta+sull'Ict%22" target="_blank">Se l&#8217;italia punta sull&#8217;ICT</a></li>
</ul>
</div>
<p>Cito solo poche righe tratte da &#8220;Tramonta il Sol dell&#8217;Occidente&#8221;:</p>
<blockquote><p>Peccato, quindi, che buona parte dell&#8217;Occidente paia intenta a nascondersi sotto le coperte.</p></blockquote>
<p>E riporto questi dati piuttosto inquietanti:</p>
<div id="attachment_633" class="wp-caption alignnone" style="width: 588px"><a href="http://www.bitmat.it/articolo.php?aId=0000088387&amp;cId=39&amp;cpId=20&amp;n=%22Se+l'Italia+punta+sull'Ict%22" target="_blank"><img class="size-full wp-image-633" title="Tabella paolazzi" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/12/Tabella-paolazzi.jpg" alt="" width="578" height="489" /></a><p class="wp-caption-text">Tratto dal sito www.bitmat.it</p></div>
<p>L&#8217; Ape Piaggio di questa mattina mi ricorda molto le aziende Occidentali, ed in particolare quelle italiane. I dati di Confindustria sembrano darmi ragione. Purtroppo mi danno ragione anche i dati raccolti di recente all&#8217;ultimo SAIE (vedi: &#8220;<a href="http://www.smartfeeling.org/blog/2010/11/litalia-che-non-conosce-internet/" target="_blank">L&#8217;italia che non conosce internet</a>&#8220;).</p>
<p>Ecco perche&#8217; questa mattina ho voluto rappresentare gli imprenditori italiani con l&#8217;immagine di un tecno-dinosauro impegnato nella lotta alle tecnologie ed all&#8217;innovazione portata dai nuovi media. Perche&#8217; e&#8217; proprio questo l&#8217;atteggiamento di quasi il 90% degli imprenditori nei confronti di internet e dei nuovi media.<br />
Questa interminabile crisi è un&#8217;era glaciale e molti dinosauri sono destinati all&#8217;estinzione o all&#8217;evoluzione.<br />
Cosa sarebbe successo milioni di anni fa se i dinosauri fossero stati in grado di adattare la loro temperatura corporea al cambiamento climatico?</p>
<p>Non trovate anche voi che la metafora del tecno-dinosauro calzi con quello che sono oggi la maggior parte delle nostre imprese?<br />
Dinosauri rivestiti di tecnologie che non conoscono e che non riescono a sfruttare.<br />
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</ul>
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		<title>La ricetta Campbell per un milione di utenti al mese</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 10:00:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da Campbell (quella della zuppa di pomodoro ritratta da Andy Warhol) ecco una ricetta molto saporita ed invitante per gli uomini del marketing: UN MILIONE DI UTENTI IN AGRODOLCE.
Ricetta: un pizzico di netnografia, una spuzzata di simpatia, abbondate con la partecipazione, tecnologia quanto basta. Lasciate a cuocere a fuoco vivo per 5 minuti. Da gustare hot.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_623" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a title="Campbell Community" href="http://www.campbellskitchen.com/Home.aspx" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-623" title="Campbell-Kitchen" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/12/Campbell-Kitchen-300x281.png" alt="" width="300" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">Un estratto dalla Campbell Community</p></div>
<p>Dopo l&#8217;ultimo ed indigesto post <a title="L'Italia che non conosce Internet." href="http://www.smartfeeling.org/blog/2010/11/litalia-che-non-conosce-internet/" target="_blank">sull&#8217;italia che non conosce internet</a>, ho deciso di farmi perdonare con una gustosa ricetta a stelle e strisce: <strong>UN MILIONE DI UTENTI AL MESE IN AGRODOLCE</strong>.<br />
Questa gustosa ricetta la trovate sul sito  <a title="Campbell's Kitchens" href="http://www.campbellskitchen.com/Home.aspx" target="_blank">Campbell&#8217;s Kitchens</a>. Dovete solo aprirlo, navigarlo e parteciparlo.<br />
Tuttavia, per non farvi perdere troppo tempo, a chi avrà la pazienza di leggere le prossime poche righe tenterò di riassumere i tratti salienti della ricetta e di raccontarne aromi e profumi nel modo migliore che mi sarà possibile.</p>
<h2>Chi è Campbell?</h2>
<p><img class="size-thumbnail wp-image-624 alignleft" title="Andy-Warhol-Campbell-SoupCan-tomato-" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/12/Andy-Warhol-Campbell-SoupCan-tomato--150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Come in ogni ricetta che si rispetti, cerchiamo prima di conoscere al meglio il cuoco che ce la propone ed alcuni degli ingredienti principali.<br />
Campbell è quell&#8217;azienda che <strong>Andy Warhol</strong> volle portare agli onori  della cronaca ritraendone  in piu&#8217; occasioni un vasetto di condensato di zuppa di pomodoro.</p>
<p>Prima dell&#8217;avvento di internet e dei social media le ricette Campbell erano un riferimento importante per tutte le cene di gran parte dei &#8220;buon gustai&#8221; di oltre oceano. Poi, con l&#8217;avanzare del popolo dei social network, questo avveniva sempre meno. A quanto pare molti cuochi e cuoche dell&#8217;ultimo minuto preferivano ascoltare il consiglio di un amico o di un&#8217;amica carpito su <strong>Facebook</strong>, su qualche forum o acchiappato al volo da <strong>Twitter</strong>.<br />
Che fare dunque? Campbell aveva un sito con circa 120.000 visitatori al mese ed un budget di investimenti piuttosto elevato in canali pubblicitari e di marketing tradizionale, ma questo non bastava a frenare il lento declino verso il dimenticatoio culinario.</p>
<h2>L&#8217;ingrediente segreto: la Netnografia.</h2>
<p>&#8220;Cavoli &lt;dovette pensare qualcuno&gt; questi social network sono come delle tribu&#8217;. Parlano una loro lingua (a volte il &#8216;kappese&#8217;, altre volte il &#8216;tvtbntese&#8217;), si scambiano opinioni, si emozionano e si lasciano coinvolgere. Queste community sono come piccoli gruppi etnici, condividono un forte senso di appartenenza e si fidano gli uni degli altri &lt;l&#8217;aveva capito anche Obama&gt;&#8221;.</p>
<p>Così chiesero ai professori, quelli sempre impegnati in ricerche apparentemente poco sensate (no, da noi non succede, la ricerca non si fa piu&#8217; perchè non serve) e scoprirono che era possibile applicare i principi dell&#8217;Antropologia Culturale e dell&#8217;Etnografia anche ai Social Network.<br />
Così si rimboccarono le maniche ed iniziarono (magari dopo una o due sessioni di pianificazione) ad analizzare i dati partendo dall&#8217;analisi semantica per poi finire con l&#8217;indagare la porosità degli insight. Qual&#8217;era la loro <strong>diffusione</strong>, quante volte comparivano nella totalità dei tweet (o dei post) analizzati?<br />
Quale <strong>impatto </strong>avevano sugli altri tweet (o post), quanti commenti suscitavano?<br />
Ma soprattutto, qual&#8217;era il loro indice di <strong>penetrazione</strong>, quale attinenza avevano con altri commenti?</p>
<h2>Eureka! La ricetta vincente.</h2>
<p>Ed è così che i cervelloni della Campbell sono arrivati a mettere a punto la ricetta vincente di <strong>&#8220;UN MILIONE DI UTENTI AL  MESE IN AGRODOLCE</strong>&#8220;. Tuttavia, anzichè <strong>brevettarla </strong>e proteggerla come si potrebbe pensare, hanno deciso di <strong>diffonderla </strong>e di farne uno <strong>strumento virale </strong>(infatti voi la state leggendo, giusto?).</p>
<p>INGREDIENTI:</p>
<ul>
<li>Prendere <strong>molto buon senso</strong> ed un&#8217;analisi <strong>antropologica </strong>dei principali social networs (bastano Facebook e Twitter se non vivete in cina). In alternativa potete iscrivervi a qualche gruppo, allentare il colletto della camicia ed iniziare a partecipare (costa meno, è piu&#8217; divertente  e a volte produce gli stessi risultati).</li>
<li>Mettete <strong>da parte i preconcetti</strong>, gli stereotipi sul fatto che internet serve solo per perdere tempo ed evitate con cura che qualche burocrate inquini questo piatto succulento. Il risultato sarebbe deludente.</li>
<li>Preparate a parte una buona dose di &#8220;<strong>Creative Commons</strong>&#8220;, non lesinate perchè come dicevano i nostri avi &#8220;melius abbundare quan deficere&#8221;.</li>
<li>Mescolate il tutto con <strong>idee fresche</strong> di giornata rigorosamente di coltivazione &#8220;under 50&#8243;. Provate a chiedere ai figli o ai nipoti, a volte sono anche meglio della vostra agenzia di fiducia. Campbell ha optato per cose tipo &#8220;Cerca la tua ricetta in base al tuo umore&#8221;, o &#8220;Sorvegliamo le porzioni&#8221; o ancora &#8220;Suggerimenti per cuochi molto indaffarati&#8221;.</li>
<li>Condite con <strong>tecnologia </strong>quanto basta.</li>
<li>Spruzzate con un pizzico di <strong>umiltà</strong>.</li>
<li>Mettere in forno per <strong>365 giorni all&#8217;anno</strong> annegando il tutto con un buon bicchiere di <strong>condivisione</strong> ed integrazione con altri social media.</li>
<li>Servire caldo e abbinare con un nettare D.O.C. schietto e <strong>sincero</strong>.</li>
</ul>
<p>Gustoso, non è vero?<br />
Buon appetito a tutti.<br />
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</ul>
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		<title>Twitter e Facebook? Sì, ma solo se in buona compagnia&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 06:57:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non mi sto riferendo a &#8220;Followers&#8221; o &#8220;Fans&#8221;. E&#8217; innegabile che Facebook, Twitter e compagnia stiano sviluppando un&#8217;attrattiva quasi irresistibile per molte Aziende. Sono gratis, facili da implementare, personalizzabili e soprattutto godono di un&#8217;enorme visibilità. Perchè non farlo? Vien quasi da chiedersi perchè continuare ad investire sul proprio sito o sul proprio (pesante) blog. Sì, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Facebook_by_UncleWoodstock.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-539" title="Facebook_by_UncleWoodstock" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Facebook_by_UncleWoodstock-300x300.jpg" alt="Facebook_by_UncleWoodstock" width="300" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Facebook_by_UncleWoodstock.jpg"></a>Non mi sto riferendo a &#8220;Followers&#8221; o &#8220;Fans&#8221;.<br />
E&#8217; innegabile che <strong>Facebook</strong>, <strong>Twitter </strong>e compagnia stiano sviluppando un&#8217;attrattiva quasi irresistibile per molte Aziende. Sono <strong>gratis</strong>, <strong>facili </strong>da implementare, <strong>personalizzabili </strong>e soprattutto godono di un&#8217;enorme <strong>visibilità</strong>. Perchè non farlo? Vien quasi da chiedersi <strong>perchè continuare ad investire sul proprio sito</strong> o sul proprio (pesante) blog. Sì, perchè <strong>manutenere un sito o un blog costa</strong>. Costa fatica, costa denaro, costa fantasia, costa impegno, costa personale, costa consulenza, ecc&#8230;</p>
<p>Ma c&#8217;è il rovescio della medaglia. I Social Media, i Social Network e le Connect Tech piu&#8217; in generale hanno cambiato radicalmente la realtà comunicativa del nostro secolo. Oggi viviamo in una realtà in cui le informazioni &#8220;fluttuano&#8221; in internet miscelandosi tra loro come in una sorta di <strong><a title="Social Network, la realtà colloidale" href="http://paolodonati.blogspot.com/2009/10/social-network-la-realta-colloidale.html" target="_blank">colloide</a></strong>. <em>Le informazioni </em>(di qualunque natura) <em>si trovano in uno stato finemente disperso, tra la soluzione omogenea e la dispersione eterogenea</em>.</p>
<p>I nostri tweet sono gocce nell&#8217;immenso mare del microblogging, i nostri fan non dedicano le loro attenzioni solo alla nostra pagina, e neppure i nostri readers vivono in trepida attesa di una nostra news o della pubblicazione di un nuovo video.</p>
<p>Se da un lato è vero che <strong>le piattaforme sociali godono di un pubblico<strong>(?)</strong> immenso</strong>, dall&#8217;altro è comunque vero che ogni informazioni si disperde immediatamente in una moltitudine caotica di  flussi informativi.</p>
<p><a title="Social Media Map" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/08/come-posso-utilizzare-i-social-media-per-il-mio-business/" target="_blank">Ogni strumento ha il suo giusto scopo</a>, non dimenticatelo. Una buona strategia comunicativa non può prescindere da questi presupposti. Il sito web ed il blog hanno la funzione di raccogliere i contenuti, organizzarli, conservarli e renderli persistenti (molto piu&#8217; di un tweet). Altre piattaforme, invece, servono molto meglio scopi divulgativi nel breve periodo o favoriscono in modo naturale la partecipazione dei nostri &#8220;followers&#8221; (cliccare su &#8216;mi piace&#8217; è molto piu&#8217; semplice che commentare un articolo).</p>
<p>In ultima analisi, <strong>è il mix di tutte le nostre attività che determina il successo</strong> o meno dei nostri sforzi comunicativi. Focalizzarsi su un unico strumento può voler dire essere destinati al fallimento.<br />
Cosa sarebbe la vostra pagina Facebook se non fosse &#8220;nutrita&#8221; dai contenuti del vostro blog, o dai video della vostro canale YouTube?</p>
<p>Perciò fate molta attenzione a non cadere in facili tentazioni. La strada che sembra piu&#8217; agevole è anche quella piu&#8217; ingannevole. Il Web 2.0 non è fatto da spettatori passivi pronti ad accogliere ogni vostra iniziativa.<a title="L'illusione di controllare la propria comunicazione" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/09/lillusione-di-controllare-la-propria-comunicazione-nellera-dei-social-media/" target="_blank"> Il Web 2.0 è molto diverso da ciò a cui molte Aziende erano abituate</a>.</p>
<p>Vedi anche:</p>
<p><a title="Dal web 1.0 al web 2.0" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/06/limportanza-di-saper-ascoltare-nellera-del-web-2-0/" target="_blank">L&#8217;importanza di saper ascoltare all&#8217;epoca del Web 2.0</a><br />
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</ul>
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		<title>Tutto concorre alla &#8220;Brand Reputation&#8221; e alla perdita del controllo</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 09:29:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;La vita è troppo breve per il lavoro sbagliato&#8220;, recita così il pay-off di SOPO. E come dargli torto. Sopo.it è il portale gestito dalla Ditta Buon Lavoro! S.r.l., vincitrice del bando per idee imprenditoriali innovative promosso dal Governo Italiano Politiche Giovanili dalla regione Puglia, e Principi Attivi. L&#8217;idea è quella di realizzare un network [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Sito ufficiale Sopo" href="http://www.sopo.it" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-450" title="sopo" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/sopo.png" alt="sopo" width="265" height="218" /></a>&#8220;<em>La vita è troppo breve per il lavoro sbagliato</em>&#8220;, recita così il pay-off di SOPO. E come dargli torto.</p>
<p><a href="http://www.sopo.it" target="_blank">Sopo.it</a> è il portale gestito dalla Ditta Buon Lavoro! S.r.l., vincitrice del bando per idee imprenditoriali innovative promosso dal Governo Italiano Politiche Giovanili dalla regione Puglia, e <a title="Bollenti Spiriti" href="http://bollentispiriti.regione.puglia.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=187&amp;Itemid=219" target="_blank">Principi Attivi</a>.<br />
L&#8217;idea è quella di realizzare un network in cui i dipendenti delle aziende hanno la possibilità di valutare (in modo <strong>anonimo</strong>) la qualità del loro lavoro, confrontarsi con altri dipendenti e consulenti in grado di supportarli nel cammino che porta al miglioramento della propria vita lavorativa.</p>
<p><strong>Migliorare la qualità del lavoro</strong>. Questo è lo scopo.<br />
Lo scopo è chiaro, un po&#8217; meno il business model (ma il punto non è questo).</p>
<p>Vi starete chiedendo come Sopo.it possa toccarvi, vero? Beh, se siete imprenditori e avete dei dipendenti allora vi tocca eccome, anzi tocca il vostro brand.<br />
Provate a dare un&#8217;occhiata a <a href="http://www.sopo.it/company/570/Ferrari" target="_blank">cosa dicono di Ferrari</a>, in 172 posizione.</p>
<blockquote><p><em>Azienda in profonda crisi organizzativa e manageriale, crisi dovuta agli stessi Managers. Poco chiara, non trasparente nelle decisioni strategiche, fermo restando che risulta difficile comprendere se vi siano strategie di … </em></p></blockquote>
<p>Touchè.</p>
<h2>Ma cosa sta accadendo?</h2>
<p>Questo è il web 2.0, questo è l&#8217;approccio bottom-up, questa è &#8220;<strong><em>l</em><em>a voce di chi fa le cose</em>&#8221; e non di chi viene pagato per raccontarle</strong>.<br />
E questo è ciò che oggi concorre anche alla reputazione del vostro marchio. Pensate a cosa accadrebbe se domani una qualche rete televisiva decidesse di fare un servizio sul web 2.0 e sul mondo del lavoro (del tipo &#8220;Una rivoluzione 2.0 nel mondo del lavoro&#8221;) e citasse il portale sopo.it, come spesso accade oggi con facebook.<br />
Anni di marketing e ricchi budget buttati al vento? Probabilmente no, ma sicuramente sarebbe una bella prova di &#8220;modernità&#8221; per molte imprese.<br />
Le piu&#8217; &#8220;2.0&#8243; riuscirebbero a cogliere l&#8217;occasione di migliorarsi e potrebbero trarre vantaggi anche da questo, ma forse non comparirebbero neppure agli ultimi posti della classifica.</p>
<h3>La perdita del controllo.</h3>
<p>E&#8217; l&#8217; incubo di molti imprenditori ancora troppo legati a retaggi del passato. <a title="L’illusione di controllare la propria comunicazione nell’era dei Social Media" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/09/lillusione-di-controllare-la-propria-comunicazione-nellera-dei-social-media/" target="_blank">Il controllo è solo un&#8217;illusione</a>.<br />
Oggi il vero controllo si ottiene <strong>partecipando alla conversazione</strong>, e non con imposizioni restrittive.<br />
E&#8217; una rivoluzione, è vero. Ma quando si parla di cambiamento prodotto dal web 2.0, e oggi se ne straparla in tutte le salse, si parla in fondo proprio di questo.<br />
&#8220;<strong>Bottom-Up</strong>&#8221; non dovrebbe suonare come una minaccia, ma come un&#8217;<strong>opportunità</strong>. L&#8217;opportunità di mettersi in gioco e migliorare, crescere e consolidare il proprio business e la propria azienda che, non dimentichiamolo, è fatta soprattutto di persone (e dalle persone).</p>
<p>Quindi, se state pensando di limitare l&#8217;accesso ad internet dei vostri dipendenti o di far depositare i cellulari in un apposito armadietto, ripensateci.<br />
Internet non è certo il problema o la causa principale della distrazione dei vostri dipendenti. Semmai è un&#8217; opportunità per voi.<br />
Ma se i vostri impiegati manifestano un calo di produttività, probabilmente dovreste cercare le cause e non i sintomi.</p>
<p>Secondo voi, in un contesto economico come quello attuale, le aziende possono trovare giovamento da un maggior coinvolgimento dei loro dipendenti?<br />
La qualità del lavoro può influire sulla resa?<br />
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</ul>
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		<title>L&#8217;illusione di controllare la propria comunicazione nell&#8217;era dei Social Media</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 08:11:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/control_small.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-343" title="control_small" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/control_small.jpg" alt="control_small" width="394" height="324" /></a></p>
<p>Siete tutti convinti che ciò che scrivete sul vostro sito sia sotto il vostro controllo?<br />
Parlo di sito web e non di blog o community. Il vostro sito web, quello che non consente in alcun modo l&#8217;interazione con i vostri clienti, utenti, dipendenti.</p>
<p>Chi decide cosa e come scrivere sul vostro sito web istituzionale? Voi. Giusto?<br />
Nessun &#8220;estraneo&#8221; (brutto termine, scusate) può in alcun modo interagire con i contenuti da voi decisi, giusto?<br />
E se qualcuno ne dovesse parlare sul proprio blog, su twitter o su facebook, voi ne verreste subito a conoscenza, perchè il vostro responsabile marketing, la vostra redazione o il vostro team di comunicatori sono ben attrezzati e skillati 2.0, giusto?</p>
<p>In ogni caso, mai e poi mai sulla vostra home page comparirà il commento o la critica di un vostro cliente, giusto?<br />
Voglio dire, voi decidete la descrizione dei vostri prodotti/servizi, voi decidete la grafica e le foto, il tono e la forma della comunicazione commerciale. La comunicazione sul vostro sito è vostra, solo vostra. Quella la controllate voi, è l&#8217;ultimo baluardo che vi difende dal mondo la fuori, è la vostra isola di pace e serenità &#8220;comunicativa&#8221;.</p>
<p>Ora, prendete fiato. Un bel respiro, rilassatevi e godetevi la quiete e la sicurezza profusa dal vostro &#8220;baluardo&#8221;, il sito web.</p>
<p>Fatto? Vi lascio ancora qualche istante di piacere. Non abbiate fretta di leggere questo post tutto d&#8217;un fiato.</p>
<h2>La vostra comunicazione non è vostra, benvenuti nella quarta dimensione.</h2>
<p>Non piu&#8217; ormai. Stanno nascendo strumenti che mettono in grado gli utenti di interagire, commentare, confutare, estendere e condividere tutto ciò che voi dite a vostra insaputa e direttamente sulle pagine del vostro caro ed &#8220;istituzionalissimo&#8221; sito web. E&#8217; come se esistesse un universo parallelo in grado di sovrapporsi a quello in cui viviamo.<br />
Una sorta di &#8220;<strong>quarta dimensione</strong>&#8220;, un layer visibile solo a chi condivide i due universi paralleli.</p>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/layers.png"><img class="alignleft size-full wp-image-345" title="layers" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/layers.png" alt="layers" width="216" height="217" /></a>Layers, &#8220;strati&#8221; di informazioni che vengono depositate sul vostro sito istituzionale (o altro) e visibili (reali) a tutti coloro che appartengono anche all&#8217;altro universo. Una vera e propria &#8220;<strong>quarta dimensione dell&#8217;informazione</strong>&#8220;.<br />
In realtà è da tempo che i Social Media hanno aperto l&#8217;accesso a questa quarta dimensione. Blog, Micromedia, Social Networks, e affini hanno creato livelli di comunicazione sovrapposta.</p>
<p>Ma mai, fino ad ora, questi nuovi livelli potevano <strong>sovrapporsi fisicamente</strong> ad altri.<br />
Un blog può scrivere del vostro prodotto, un gruppo su facebook può parlare del vostro brand, un tweet può diffondere una notizia alla velocità del pensiero, ma lo fanno ognuno in un contesto separato e ben definito che può forse sovrapporsi <strong>concettualmente </strong>alla vostra informazione, ma mai <strong>fisicamente</strong>.  I Social Media, fino ad ora, non potevano valicare i confini fisici delle loro piattaforme per far capolino su altre senza l&#8217;esplicito desiderio di un qualche &#8220;responsabile di redazione&#8221;.</p>
<p>Una nuova piccola rivoluzione nella rivoluzione del 2.0. I Social Media e gli &#8220;<strong>User Generated Content&#8221; hanno scoperto come valicare i loro confini</strong>.<br />
E mentre molti di noi ancora faticano a comprendere <a href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=288" target="_blank">Twitter </a>e Frienfeed, ecco che silenziosa ma implacabile si fa strada una nuova generazione di strumenti in grado di rimescolare nuovamente le carte in gioco.</p>
<h2>E&#8217; come un gioco, basta unire i puntini.</h2>
<p>I baluardo che proteggeva la roccaforte della comunicazione aziendale stà cedendo. Ma sotto i colpi di chi o cosa?</p>
<p><a href="http://dotspots.com/#dots/all" target="_blank">DotSpots </a>(Spot the Truth, Connect the Dots): Non mi dilungherò a spiegarvi cosa faccia DotSpots, se avete letto fin qui il concetto vi è chiaro. Provatelo e basta. Per farlo vi servirà <strong>Firefox</strong>. Installate l&#8217;estensione per i browser ed eccovi catapultati nella quarta dimensione. Ogni volta che capiterete su una pagina commentata da altri utenti, vi verranno mostrati evidenziati i paragrafi commentati e compariranno a popup le finestre con i commenti (che voi potete arricchire con la vostra opinione). Anche aggiungere un nuovo commento è estremamente semplice, basta evidenziare il paragrafo di vostro interesse e cliccare su &#8220;Click to add a dot to this paragraph&#8221; (vedi immagine sotto).<br />
<a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/dotspots.png"><img class="size-full wp-image-346 alignnone" title="dotspots" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/dotspots.png" alt="dotspots" width="490" height="179" /></a></p>
<p><a href="http://www.google.com/sidewiki/intl/it/index.html" target="_blank">Google SideWiki</a>: E&#8217; il diretto concorrente di DotSpots, anche se tecnicamente presenta qualche differenza. Anche in questo caso dovete installare un&#8217;estensione per il browser (la Google Toolbar). Le funzionalità SideWiki sono disponibili cliccando sull&#8217;apposito bottone della barra, oppure direttamente nella pagina di navigazione, selezionando il testo desiderato.<br />
<a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/sidewiki.png"><img class="alignnone size-full wp-image-347" title="sidewiki" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/sidewiki.png" alt="sidewiki" width="589" height="129" /></a></p>
<p>Se istallerete sia SideWiki che DotSpots su Firefox, tenete presente che per utilizzare DotSpots dovrete disabilitare temporaneamente SideWiki perchè l&#8217;applicazione di Google non consente a DotSpots di funzionare al 100%.</p>
<p>Ecco fatto, ora tocca a voi.<br />
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</ul>
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		<title>Le 10 virtù per padroneggiare il web 2.0</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 09:13:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[Mastering Web 2.0: Le 10 virtù View more documents from Gian angelo Geminiani. I questa brevissima presentazione ho cercato di riassumere quelle che a mio parere (ed in base alla mia esperienza) sono le 10 principali virtù per avere successo in progetti legati al Web 2.0. Che si tratti di progetti aziendali di marketing rivolti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="__ss_1819691" style="width: 425px; text-align: left;"><a style="font:14px Helvetica,Arial,Sans-serif;display:block;margin:12px 0 3px 0;text-decoration:underline;" title="Mastering Web 2.0: Le 10 virtù" href="http://www.slideshare.net/angelo.geminiani/mastering-web-20-le-10-qualit">Mastering Web 2.0: Le 10 virtù</a><object style="margin:0px" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=le10qualit-090806023327-phpapp01&amp;stripped_title=mastering-web-20-le-10-qualit" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed style="margin:0px" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=le10qualit-090806023327-phpapp01&amp;stripped_title=mastering-web-20-le-10-qualit" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="font-size: 11px; font-family: tahoma,arial; height: 26px; padding-top: 2px;">View more <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/">documents</a> from <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/angelo.geminiani">Gian angelo Geminiani</a>.</div>
</div>
<p>I questa brevissima presentazione ho cercato di riassumere quelle che a mio parere (ed in base alla mia esperienza) sono le 10 principali virtù per avere successo in progetti legati al Web 2.0.<br />
Che si tratti di progetti aziendali di marketing rivolti verso l&#8217;esterno o progetti interni, il &#8220;<strong>Nuovo Web</strong>&#8221; (Web 2.0) va affrontato con la massima preparazione e professionalità.</p>
<p>Quali caratteristiche deve avere chi si accinge ad affrontare un progetto per la realizzazione di un blog aziendale, di un blog commerciale o professionale, chi inizia ad utilizzare <a title="Ma a cosa serve Twitter?" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=288" target="_blank">Twitter </a>o Facebbok per il proprio business o chi stà pensando di avviare una community (anche se internamente alla propria azienda)?</p>
<p>Esistono delle virtù che dovremmo ritenere fondamentali?<br />
Oppure no? Oppure è sufficiente buttarsi?</p>
<p>Dal mio punto di vista queste 10 caratteristiche (o virtù) personali sono inprescindibili:</p>
<ul>
<li><strong>Empatia</strong>: il web 2.0 è fatto di persone e dalle persone. Relazionati.</li>
<li><strong>Ascolto</strong>: prima di parlare (o urlare), <a title="L'importanza di saper ascoltare all'epoca del web 2.0" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=279" target="_blank">impara ad ascoltare</a>.</li>
<li><strong>Pazienza</strong>: fai le cose per piccoli passi (ma falle).</li>
<li><strong>Generosità</strong>: condividi senza secondi fini.</li>
<li><strong>Prontezza </strong>e Rapidità: devi essere sempre pronto. Pronto a cambiare, pronto ad agire.</li>
<li><strong>Collaborazione</strong>: non puoi fare tutto da solo.</li>
<li><strong>Flessibilità</strong>: adattati al contesto.</li>
<li><strong>Lungimiranza</strong>: pensa in grande e per il lungo periodo.</li>
<li><strong>Abnegazione</strong>: dedicati anima e corpo. Documentati, impara, rifletti.</li>
<li><strong>Umiltà</strong>: impara dagli altri e dai tuoi errori. Le tue idee non devono essere una gabbia.</li>
</ul>
<p>Voi come la vedete? Avete qualche virtù che preferite o che ritenete piu&#8217; importante di altre?<br />
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</ul>
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		<title>L&#8217;importanza di saper ascoltare nell&#8217;era del Web 2.0</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 06:38:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;importanza di saper ascoltare all&#8217;epoca del Web 2.0 View more Keynote presentations from Gian angelo Geminiani. Domattina presenterò i cambiamenti del Web 2.0 ad un gruppo di studenti che stà seguendo un corso di aggiornamento sulla programmazione a 3 livelli. Per molto tempo sono stato indeciso sul come presentare questi cambiamenti. Adottare un approccio tecnologico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="__ss_1632515" style="width: 425px; text-align: left;"><a style="font:14px Helvetica,Arial,Sans-serif;display:block;margin:12px 0 3px 0;text-decoration:underline;" title="L'importanza di saper ascoltare all'epoca del Web 2.0" href="http://www.slideshare.net/angelo.geminiani/limportanza-di-saper-ascoltare-allepoca-del-web-20?type=powerpoint">L&#8217;importanza di saper ascoltare all&#8217;epoca del Web 2.0</a><object style="margin:0px" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=saperascoltare-090624094514-phpapp01&amp;rel=0&amp;stripped_title=limportanza-di-saper-ascoltare-allepoca-del-web-20" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed style="margin:0px" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=saperascoltare-090624094514-phpapp01&amp;rel=0&amp;stripped_title=limportanza-di-saper-ascoltare-allepoca-del-web-20" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="font-size: 11px; font-family: tahoma,arial; height: 26px; padding-top: 2px;">View more <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/">Keynote presentations</a> from <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/angelo.geminiani">Gian angelo Geminiani</a>.</div>
</div>
<p>Domattina presenterò i cambiamenti del Web 2.0 ad un gruppo di studenti che stà seguendo un corso di aggiornamento sulla programmazione a 3 livelli.<br />
Per molto tempo sono stato indeciso sul come presentare questi cambiamenti.<br />
Adottare un approccio tecnologico o spostare l&#8217;attenzione sugli aspetti realmente importanti del Web 2.0?<br />
Ho scelto la seconda strada. Certo, anche la tecnologia è importante ed il Web 2.0 è caratterizzato da diverse tecnologie e da nuovi paradigmi ed architetture di programmazione, ma il Web 2.0 non è questo. Non sono gli script AJAX o le RIA Flash, e neppure REST o SOAP a fare il Web 2.0.<br />
A fare il Web 2.0 siamo noi.</p>
<p>Siete d&#8217;accordo con me?<br />
Cosa potrei aggiungere, cambiare o migliorare, per un futuro, in questa presentazione?</p>
<p>Risorse:<br />
<a title="web 2.0 - colonna sonora" href="http://webtrendmap.com/Tokyo320.mp3"> Potete scaricare la colonna sonora da qui</a>, o <a href="http://shaneberry.com/" target="_blank">visitare il sito dell&#8217;autore</a>.<br />
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</ul>
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		<title>Premiolino a Wikipedia.</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 10:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Wikipedia Italia ha ottenuto il premio giornalistico &#8220;Il Premiolino&#8221; 2009.La motivazione è la seguente: Per aver messo a disposizione di tutti una grande enciclopedia aperta, democratica, incessantemente perfezionata in tempo reale (come dimostra ad esempio la scheda di Giorgio Napolitano rifinita dal suo stesso staff) fino a diventare uno strumento utilissimo per chi scrive. A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SYwXLx320vI/AAAAAAAAAWM/cg010Ex4Lo4/s1600-h/premiolino_small.png"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 152px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SYwXLx320vI/AAAAAAAAAWM/cg010Ex4Lo4/s200/premiolino_small.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5299636352641848050" border="0" /></a>Wikipedia Italia ha ottenuto il premio giornalistico &#8220;<a href="http://www.premiolino.it/" target="_blank" rel="nofollow">Il Premiolino</a>&#8221; 2009.<br />La motivazione è la seguente:<br />
<blockquote>Per aver messo a disposizione di tutti una grande enciclopedia aperta, democratica, incessantemente perfezionata in tempo reale (come dimostra ad esempio la scheda di Giorgio Napolitano rifinita dal suo stesso staff) fino a diventare uno strumento utilissimo per chi scrive.</p></blockquote>
<p>A mio parere piu&#8217; che meritato, ma non per i soli motivi addotti da &#8220;Il Premiolino&#8221;.<br />Tra varie <a href="http://blog.webnews.it/05/02/2009/the-indipendent-vs-wikipedia-scoppia-la-polemica/" target="_blank" rel="nofollow">polemiche</a> sull&#8217;utilità e attendibilità o meno di Wikipedia, alcune &#8220;all&#8217;italiana&#8221;, la notizia non è passata inosservata ed ha sicuramente apportato al sito de &#8220;Il Premiolino&#8221; una inaspettata popolarità, e di conseguenza allo sponsor del sito (ben visibile in basso a sinistra nella home page del sito).</p>
<p>Se fossimo malfidati, ci sarebbe da pensar male. <a href="http://smartfeeling.blogspot.com/2008/11/possiamo-utilizzare-wikipedia-per-fare.html" target="_blank">Che qualcuno abbia trovato un nuovo modo per sfruttare la popolarità di Wikipedia?</a><br />
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