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	<title>SMARTFEELING BLOG &#187; IT</title>
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		<title>2012</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 08:55:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco come ho vissuto il 2011 o come vedo il prossimo 2012. Il mio ottimismo ha lasciato il posto ad un atteggiamento molto piu' realista e disincantato. La vedo nera. Beh, male che vada emigro e raggiungo mio fratello.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/2012_image21.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-857" title="2012" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/2012_image21-1024x426.jpg" alt="" width="610" height="253" /></a><br />
L&#8217;anno passato</h2>
<p>Per quanto mi riguarda, il 2011 è stato un anno deludente.<br />
I sogni di innovazione, riforma e ringiovanimento del paese in cui vivo si sono infranti contro indifferenza, diffidenza e timore del nuovo, familismo, lentezza, staticità, omologazione e varie <strong>metriche della vanità</strong>.</p>
<blockquote><p><a title="Massima di Albert Einstein" href="http://www.google.it/webhp?sourceid=chrome-instant&amp;ix=hea&amp;ie=UTF-8&amp;ion=1#hl=en&amp;cp=20&amp;gs_id=2c&amp;xhr=t&amp;q=follia+%C3%A8+fare+sempre+la+stessa+cosa&amp;pq=pazzia+%C3%A8+fare+la+stessa+cosa&amp;pf=p&amp;sclient=psy-ab&amp;site=webhp&amp;source=hp&amp;pbx=1&amp;oq=follia+%C3%A8+fare+sempre&amp;aq=0L&amp;aqi=g-L1g-vL2&amp;aql=&amp;gs_sm=&amp;gs_upl=&amp;bav=on.2,or.r_gc.r_pw.r_cp.,cf.osb&amp;fp=45b2d8cdbabb18d&amp;ion=1&amp;biw=1156&amp;bih=829" target="_blank">Follia è fare sempre la stessa cosa</a> aspettandosi risultati diversi (Albert Einstein)</p></blockquote>
<p>Questa massima di Einstein mi è particolarmente cara e sta alla base del metodo scientifico che mi fu insegnato quando frequentavo il liceo. La mia insegnante di Chimica non mancava di  ricordarcelo alla prima buona occasione.</p>
<p>Le &#8220;Metriche della Vanità&#8221; che ho visto applicare da molte imprese nel corso del 2011 mi sono parse come un sintomo di quella stessa follia citata da Albert Einstein.<br />
Citerei nomi e porterei esempi pratici, se solo potessi ancora sperare che  questo servisse a qualcosa.<br />
Ma non servirebbe, perchè la maggior parte delle Aziende preferisce guardare di spalle il mondo che cambia, da uno specchio che riflette prima di tutto l&#8217;immagine di quello che erano.</p>
<p>Una visione apocalittica di un 2012 e 2013 di difficoltà e recessione, ecco cosa mi ha lasciato il 2011. Quest&#8217;anno non ho speranze particolari, voglio essere realistico e smettere di illudermi che un paese ormai vecchio e polveroso come il nostro possa risollevarsi come d&#8217;incanto.<br />
E vero che la speranza è l&#8217;ultima a morire, e la mia è morta con l&#8217;ultima finanziaria fatta al pallottoliere. Un fagiolino qui, uno lì, mettiamoli tutti in banca e lasciamo che cali lo spread.<br />
Ma nessuno li pianta quei fagiolini.</p>
<h2>L&#8217;anno che verrà</h2>
<p>Chi sopravviverà al 2012?<br />
Ecco la domanda del secolo. Ma non è una domanda difficile. Si tratta di scelte in un certo senso Darwiniane: <strong>sopravvive chi ha la maggior capacità di adattamento (e non il piu&#8217; forte)</strong>.<br />
Capite ora cosa voleva dire Einstein? Capite perchè i mastodontici dinosauri si sono estinti? Capite perchè occorre abbandonare lo specchio e le metriche della vanità?</p>
<h2>Le scelte che faremo</h2>
<p>Concludo questo post con un elenco facile da capire anche per un bambino.<br />
La prima parola indica la scelta sbagliata, la seconda quella giusta.</p>
<ul>
<li>IERI v.s. DOMANI</li>
<li>LENTEZZA v.s. AGILITA&#8217;</li>
<li>STATICITA&#8217; v.s. DETERMINAZIONE</li>
<li>IMPULSIVITA&#8217; v.s. RIFLESSIONE</li>
<li>IMMAGINE AZIENDALE v.s. REPUTAZIONE</li>
<li>MONOLOGO v.s. DIALOGO</li>
<li>ABITUDINE v.s. RISCHIO</li>
<li>ASPETTARE v.s. FARE</li>
<li>CHIUSURA v.s. ASCOLTO</li>
<li>SICUREZZA v.s. ESPLORAZIONE</li>
<li>AFFARI v.s ETICA DEGLI AFFARI</li>
<li>GREENWASH v.s. SOSTENIBILITA&#8217;</li>
<li>OFFLINE v.s CONNESSO</li>
<li>BREVETTO v.s. OPENSOURCE</li>
<li>CHIUSURA v.s. CONDIVISIONE</li>
<li>KIT v.s. DIY</li>
</ul>
<div>Non è difficile, giusto?</div>
<p>&nbsp;<br />
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		<title>Usi Internet Explorer? Allora il tuo QI non deve essere molto alto</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 07:08:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo dice una ricerca di Aptiquant, società specializzata in rilevazioni psicometriche. Da qui potete scaricare il report completo. Ma ci voleva proprio una ricerca per &#8220;dimostrare&#8221; che chi usa Internet Explorer non è proprio un genio? Suvvia, è come sparare sulla croce rossa. Perchè infierire su chi già sopporta l&#8217;onere e la disgrazia di navigare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aptiquant.com/IQ-Browser-AptiQuant-2011.pdf"><img class="alignnone size-full wp-image-752" title="IQ Browser" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/08/01-08-2011-08-37-24.png" alt="" width="515" height="384" /></a></p>
<p>Lo dice una ricerca di Aptiquant, società specializzata in rilevazioni psicometriche.</p>
<p><a title="Report IQ Browser" href="http://www.aptiquant.com/IQ-Browser-AptiQuant-2011.pdf">Da qui potete scaricare il report completo</a>.</p>
<p>Ma ci voleva proprio una ricerca per &#8220;dimostrare&#8221; che chi usa Internet Explorer non è proprio un genio?<br />
Suvvia, è come sparare sulla croce rossa. Perchè infierire su chi già sopporta l&#8217;onere e la disgrazia di navigare con un browser lento e poco sicuro come IE?</p>
<p>Se poi state utilizzando versioni non aggiornate di IE, allora Aptiquant vi premia con un posto a &#8220;Il Grande Fratello&#8221;: avete passato la selezione automaticamente.</p>
<p>Ecco la conclusione della ricerca:</p>
<blockquote><p>The study showed a substantial relationship between an individual’s cognitive ability and their choice of web browser. From the test results, it is a clear indication that individuals on the lower side of the IQ scale tend to resist a change/upgrade of their browsers. This hypothesis can be extended to any software in general,<br />
however more research is needed for that, which is a potential future work as an extension to this report.<br />
It is common knowledge, that Internet Explorer Versions to 6.0 to 8.0 are highly incompatible with modern web standards. In order to make websites work properly on these browsers, web developers have to spend a lot of unnecessary effort. This results in an extra financial strain on web projects, and has over the last decade cost millions of man-hours to IT companies. Now that we have a statistical pattern on the continuous usage of incompatible browsers, better steps can be taken to eradicate this nuisance.</p></blockquote>
<p>Che tradotto sarebbe:</p>
<blockquote><p>Lo studio ha dimostrato un rapporto sostanziale tra le <strong>capacità cognitive</strong> di un individuo e la loro<strong> scelta del browser web</strong>.<br />
Ne risulta che<strong> le persone con un inferiore QI tendono a resistere al cambiamento</strong> / aggiornamento del proprio browser.<br />
<span style="text-decoration: underline;">Questa ipotesi può essere estesa a qualsiasi software in generale</span>.<br />
E &#8216;noto che <strong>le versioni di Internet Explorer dalla 6.0 alla 8.0 sono altamente incompatibili con gli standard web moderni</strong>.<br />
Al fine di rendere i siti correttamente funzionanti su questi browser, gli sviluppatori web devono spendere un sacco di fatica inutile.<br />
Ciò si traduce in uno sforzo finanziario aggiuntivo sui progetti web che è costato alle aziende IT milioni di ore uomo.<br />
Ora che abbiamo un modello statistico per l&#8217;uso dei browser incompatibili, potremmo adottate misure piu&#8217; efficaci per eliminare questo inconveniente.</p></blockquote>
<p>Quindi, &#8220;se sei poco intelligente sei anche un costo ed un pericolo per i sistemi informativi aziendali, oltre che per l&#8217;intera Internet&#8221;.<br />
Però, chi l&#8217;avrebbe mai detto.<br />
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		<title>E se un giorno qualcuno vi rubasse l&#8217;account?</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 07:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quanti account avete per le vostre attività piu&#8217; importanti? In genere se ne utilizza uno, ed io preferisco affidarmi a quello di Google. In realtà utilizzo anche un account Yahoo!, ma anche questo a sua volta è collegato al mio account Google. Nel tempo ho collegato al mio account Google una lista innumerevole di applicazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_699" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-699" title="google-accounts-passkey" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/06/google-accounts-passkey-300x205.png" alt="" width="300" height="205" /><p class="wp-caption-text">Google 2-step verification</p></div>
<h2>Quanti account avete per le vostre attività piu&#8217; importanti?</h2>
<p>In genere se ne utilizza uno, ed io preferisco affidarmi a quello di Google. In realtà utilizzo anche un account Yahoo!, ma anche questo a sua volta è collegato al mio account Google. Nel tempo ho collegato al mio account Google una lista innumerevole di applicazioni e tools di vario genere come per esempio decine di altri account di email, HootSuite ed altri SMM tools, Analitycs e Web Master Tools dei miei clienti, ecc..</p>
<p>Utilizzo Google perchè è quello piu&#8217; comodo e sicuro.</p>
<h2>Ma cosa accadrebbe se qualcuno violasse il vostro account?</h2>
<p>Immaginate, una mattina vi svegliate (una gran brutta mattina) e scoprite con sconcerto che il vostro account di emal non è piu&#8217; vostro. O meglio, voi non riuscite piu&#8217; ad accedervi. Allora prendete un altro caffè per garantirvi la massima lucidità e riprovate ad inserire la password.<br />
Niente, il vostro adorato account Google sembra non riconoscervi.</p>
<p>E&#8217; chiaro che qualcuno vi ha &#8220;rubato&#8221; la password. Eppure avete scelto una password sicura (ci credo poco, ma fingiamo comunque), com&#8217;è potuto accadere?<br />
Beh, accade. Sappiate che accade molto spesso. Vi è mai capitato di ricevere strane email (spesso arrivano dalla costa d&#8217;avorio)? Sono sicuro cha avrete un ottimo antivirus ed un eccellente sistema antispam, tuttavia non sono sufficienti a proteggervi dai tanti worm e keylogger &#8220;fai-da-te&#8221; oggi giorno in circolazione (vi garantisco che svilupparne uno non è poi cosa da grandi esperti).</p>
<h2>Google 2-step Verification</h2>
<p>A riprova del fatto che non è poi così difficile che qualcuno ci rubi l&#8217;account e tutto il contenuto, Google ha da pochi mesi attivato una procedura di autenticazione molto simile a quella che utilizzano alcune banche.<br />
<a title=" Advanced sign-in security for your Google account" href="http://googleblog.blogspot.com/2011/02/advanced-sign-in-security-for-your.html" target="_blank">Leggete pure sul blog Google tutti i dettagli</a>.</p>
<p>Attivare questa uteriore procedura di autenticazione è molto semplice e renderà il vostro account praticamente inviolabile.<br />
Si tratta di installare un&#8217;applicazione sul vosto cellulare che, una volta attivata e collegata al vostro account, si occuperà di generare delle chiavi a tempo del tutto simili a quelle generate dalle chiavette in uso da molte banche.<br />
Quando vi collegherete all&#8217;account Google, oltre ai soliti nome utente e password, vi verrà richiesto anche questo nuovo codice.</p>
<p>Non dimenticate di stampare la pagina con i codici di backup, che vi sarà di grande aiuto per accedere all&#8217;account  in caso il vostro telefono non sia a portata di mano.</p>
<h2>Tutti Social, Sicuri e Contenti</h2>
<p>Se state pensando che a voi questo post non interessa perchè tanto non utilizzate un account Google, allora vi chiedo scusa perchè molto probabilmente mi sono spiegato male.<br />
Non si tratta di un problema di sicurezza che riguarda gli account Google, ma noi utenti in genere.<br />
Il problema è che abbiamo la brutta abitudine di scegliere password facili da ricordare (e da indovinare &#8211; quanti di voi usano una data o un derivato simile?), di appuntarle su post-it da lasciare appiccicati al monitor, di comunicarle in chat ad amici o conoscenti, ecc..</p>
<p><strong>Google ci offre una soluzione che anche altri dovrebbero adottare</strong>. Avete pensato a cosa accadrebbe se qualcuno violasse il vostro account Facebook, o Twitter o ancora peggio PayPal?<br />
Nessuno è al sicuro dalla violazione del proprio account, a maggior ragione se ogni volta che vi iscrivete ad un qualche nuovo tool o network utilizzate sempre la stessa email e la stessa password.</p>
<p>Cercando un po&#8217; su google ho scoperto diversi articoli che parlano di disavventure molto simili e tutte basate sul fatto che qualche malintenzionato è riuscito a sottrarre la password di un qualche account account.<br />
<a title="Hacked Gmail Account" href="http://www.multitasked.net/2011/jun/27/hacked-gmail-google-account/" target="_blank">Eccone uno su tutti</a>.<br />
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</ul>
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		<item>
		<title>La TV che verrà: Internet TV</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/07/la-tv-che-verra-internet-tv/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 06:18:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuove opportunità di business. Non sarà certo passato inosservato l&#8217;annuncio di Google TV. L&#8217;idea è quella di portare internet nella TV. Detta così non sembra poi una gran novità. In realtà è una rivoluzione che apre nuove opportunità di business. Pensate alla vastità dei contenuti presenti su web ed alla comodità del nostro divano e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Nuove opportunità di business.</h2>
<p>Non sarà certo passato inosservato l&#8217;annuncio di <strong>Google TV</strong>.<br />
L&#8217;idea è quella di portare internet nella TV. Detta così non sembra poi una gran novità.</p>
<p>In realtà è una <strong>rivoluzione </strong>che apre <strong>nuove opportunità di business</strong>. Pensate alla vastità dei contenuti presenti su web ed alla comodità del nostro divano e della nostra poltrona preferita.<br />
<strong>Internet a portata di telecomando</strong>.</p>
<p><strong>Migliaia di applicazioni per l&#8217;intrattenimento e la produttività</strong> comodamente fruibili sdraiati in camera da letto. Internet diventa attraente per una fascia di utenza ancora poco avvezza all&#8217;uso del PC, del Netbook o dello smartphone (quelli che pensano che un iPad sia un tappetino).</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/diTpeYoqAhc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="385" src="http://www.youtube.com/v/diTpeYoqAhc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<h2>L&#8217;e-commerce e  la social intranet vanno in TV.</h2>
<p>Se dovessi elencare tutte le nuove opportunità offerte dalle Web TV, correrei il rischio di dilungarmi troppo. Ma piu&#8217; ci penso e piu&#8217; ne vedo.<br />
Prime tra tutte le opportunità offerte alle Imprese ed alle Agenzie di Comunicazione.<br />
Insomma, è innegabile che la TV sia in tutte le case. E&#8217; presente anche dove i personal computer non lo sono.<br />
Ma è internet a scavalcare i confini geografici; il computer però è scomodo e quando torniamo a casa dal lavoro molte volte preferiamo un bel tuffo carpiato sul divano piuttosto che un&#8217;altro paio d&#8217;ore seduti davanti ad un terminale.</p>
<p>Impugnate il telecomando e pensate invece di poter abbinare il tuffo carpiato ad una <strong>veloce visitina alla intranet</strong> aziendale per un aggiornamento sugli ordini in arrivo, proprio <strong>mentre seguite le previsioni del tempo</strong> per il prossimo week-end, e subito prima dello <strong>shopping on-line</strong>. Il tutto accompagnato dalla musica della vostra <strong>web radio</strong> del cuore.</p>
<p>State intravedendo le nuove opportunità o volete che continui?</p>
<h2>Siete pronti? Allora tenete presente che&#8230;</h2>
<p>La TV non è un PC, ne&#8217; un Netbook, ne&#8217; uno Smartphone e neppure un iPad. Non si utilizzano il mouse e la tastiera, ma il telecomando.<br />
Perciò:</p>
<ul>
<li>Tenete presente che il contenuto è re.
<ul>
<li>Portate gli utenti ai contenuti più velocemente e facilmente possibile.</li>
<li><span style="background-color: #ffffff;">Non interrompete quando gli utenti stanno guardando la TV. </span><span>Al contrario, rendete l&#8217;esperienza visiva migliore.</span></li>
</ul>
</li>
<li>Rispettate il contesto del soggiorno (o della camera da letto).
<ul>
<li>Pensate a quello che gli utenti e non vogliono fare quando stanno vedendo la TV con i loro familiari ed amici.</li>
</ul>
</li>
<li>Ricordate che la televisione è sociale.
<ul>
<li>Considerate come i gruppi potrebbero usare il vostro sito web o la vostra applicazione o intranet.</li>
<li>Offrite alle persone modi di utilizzare il sito o l&#8217;applicazione in contesti sociali.</li>
</ul>
</li>
<li>Imparate i pro ei contro degli schermi TV e audio.
<ul>
<li>Gli schermi televisivi sono più ampi ed i colori possono apparire molto diversi.</li>
<li>Il testo deve essere leggibile a distanza.</li>
<li>Il suono è ora un elemento di interfaccia utente.</li>
</ul>
</li>
<li>Rendetelo molto facile.
<ul>
<li>Offrite scelte semplici e rendete le azioni evidenti e facili da selezionare.</li>
<li><span style="background-color: #ffffff;">Fornite una navigazione semplice e adatta al telecomando.</span></li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Allora, cosa ne pensate delle Web TV? E&#8217; solo una moda passeggera o una nuova opportunità?<br />
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</ul>
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		<title>TwitterFeed: Come collegare il vostro blog a Twitter e Facebook</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 13:28:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se avete un blog ed un account Facebook o Twitter, allora avrete già fatto diversi tentativi di collegamento. Se l&#8217;idea è quella di pubblicare ogni post anche su altri account, allora dovete provare  TwitterFeed. TwitterFeed è quello che fa per voi. Dispone di innumerevoli opzioni e consente di collegare qualunque Feed RSS (quindi non solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://twitterfeed.com"><img class="alignnone size-full wp-image-491" title="Twitter Feed" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/twitter_feed.png" alt="twitter_feed" width="241" height="209" /></a></p>
<p>Se avete un blog ed un account Facebook o Twitter, allora avrete già fatto diversi tentativi di collegamento.<br />
Se l&#8217;idea è quella di pubblicare ogni post anche su altri account, allora dovete provare  <a title="TwitterFeed" href="http://twitterfeed.com" target="_blank">TwitterFeed</a>.</p>
<p><a title="TwitterFeed" href="http://twitterfeed.com" target="_blank">TwitterFeed </a>è quello che fa per voi.<br />
Dispone di innumerevoli opzioni e consente di collegare qualunque Feed RSS (quindi non solo quello del vostro blog, ma anche quello di FriendFeed o altro) a Twitter, Facebook, Ping.fm, Laconica, Hellotxt.</p>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/twitter_feed_setting.png"><img class="alignnone size-full wp-image-492" title="twitter_feed_setting" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/twitter_feed_setting.png" alt="twitter_feed_setting" width="592" height="550" /></a></p>
<p>Ha pochi fronzoli e fa esattamente quello che promette.<br />
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</ul>
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		<title>A tutto WEB 2.0! Ma non per tutti&#8230;.</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 09:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutti 2.0. Affidereste i vostri risparmi al fruttivendolo sotto casa? Ha un buon registratore di cassa e probabilmente è finanziariamente piu&#8217; &#8220;solido&#8221; di molte banche, tuttavia dubito che qualcuno di voi gli affiderebbe i propri risparmi. Allo stesso modo, deleghereste a quel bravissimo pittore che espone tutte le domeniche nella piazza centrale la campagna marketing [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/10/LaBandaDegliOnesti.jpg"><img class="size-full wp-image-381 alignnone" title="LaBandaDegliOnesti" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/10/LaBandaDegliOnesti.jpg" alt="LaBandaDegliOnesti" width="319" height="319" /></a></p>
<h2 style="font-size: 1.5em;">Tutti 2.0.</h2>
<p><strong>Affidereste i vostri risparmi al fruttivendolo sotto casa?</strong><br />
Ha un buon registratore di cassa e probabilmente è finanziariamente piu&#8217; &#8220;solido&#8221; di molte banche, tuttavia dubito che qualcuno di voi gli affiderebbe i propri risparmi.<br />
Allo stesso modo, deleghereste a quel bravissimo pittore che espone tutte le domeniche nella piazza centrale la campagna marketing per il lancio del vostro ultimo prodotto?<br />
Magari ne verrebbe fuori una campagna eccezionale, ma dubito che lo fareste.</p>
<p><strong>Il WEB 2.0 impazza.</strong> Oggi è tutto 2.0.<br />
Web 2.0, Enterprise 2.0, Marketing 2.0, SEO 2.0, Business 2.0, Trading 2.0, Lending  2.0, Comunicazione 2.0, Strategie 2.0, eccetera 2.0.</p>
<p><strong>Ma siamo proprio sicuri che il contenuto di ciò che ci viene proposto in quelle carinissime e coloratissime confezioni etichettate 2.0 corrisponda realmente alle indicazioni riportate sulla confezione?<br />
E noi, siamo pronti per questi prodotti innovativi? </strong></p>
<p>Da una parte abbiamo la <strong>Crisi</strong>, che non è dovuta ad un&#8217;incertezza temporanea ma al cambiamento profondo di alcuni paradigmi.<br />
Dall&#8217;altra le <strong>Imprese</strong>, che in Italia sono per la maggior parte PMI, che hanno pochi ordini a portafoglio, molte incertezze ma tanta voglia di innovare, di sperimentare e di farcela.<br />
In mezzo ci sono i <strong>Consulenti</strong>, le Società di Consulenza, le Agenzie e le Software House, tutti improvvisamente molto<strong> &#8220;2.0&#8243;</strong>.</p>
<p>Riepilogando: <strong>CRISI -&gt; PMI &lt;- IT/MKT CONSULTING</strong></p>
<p>Miscela esplosiva. Ecco che migliaia di Venditori provenienti dai piu&#8217; disparati settori, dopo un&#8217;infarinatura di &#8220;2.0&#8243; si lanciano famelici sul mercato. Poco importa se i clienti non sanno neppure di cosa si stia parlando (purtroppo non solo i clienti) ed a cosa si vada incontro, l&#8217;importante è fare budget. Agenzie di Consulting che fino a pochi mesi fa proponevano soluzioni di &#8220;Tracciabilità&#8221; oggi propongono &#8220;il Corporate Blog&#8221;, Web Designer che passano dal restyling del sito alla vendita di ambiziosi Social Network Aziendali, Agenzie Marketing che improvvisano &#8220;fanta-mirabolanti&#8221; campagne su Facebook e produttori di sistemi di archiviazione documentale che osano soluzioni &#8220;Enterprise 2.0&#8243; .<br />
<strong>IL CAOS!</strong></p>
<p>E gli Imprenditori? Loro sono un po&#8217; confusi ed il rischio è che perdano un treno importante per il loro futuro.<br />
Io sono il primo ad incitare alla sperimentazione ed all&#8217;introduzione del 2.0, ma va fatto con cognizione di causa e <strong>sotto la <span style="text-decoration: underline;">guida </span>di una mano esperta</strong>, <strong>non sotto la <span style="text-decoration: underline;">spinta </span>di venditori invasati</strong>.</p>
<h2 style="font-size: 1.5em;">La ricetta per smascherare i falsari del 2.0.</h2>
<p>Ma non temete, la ricetta per smascherare i &#8220;fake&#8221; è molto semplice ed è composta da pochi ingredienti ed un unico condimento: <strong>il buon senso</strong>.</p>
<ul>
<li><strong>Valutare le persone</strong>:  Nulla di piu&#8217; facile. Digitate nome e cognome di chi vi si propone su Google. Se nella prima pagina non trovate traccia di un <a title="L'importanza di un profilo su internet" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/10/a-cosa-serve-avere-un-profilo-pubblico-su-internet/" target="_blank">profilo</a> su LinkedIn, di un sito personale, di un blog personale, di una qualche attività su viadeo (o altri network professionali), di un canale friendfeed, della pubblicazione di video su YouTube, di presentazioni su SlideShare, della partecipazione a gruppi di discussione o forum, allora potete avere la certezza che chi vi stà di fronte non ha idea di ciò di cui vi stà parlando. <strong>Il Web 2.0 non si racconta, si fa</strong>.</li>
<li><strong>Valutare le agenzie e le società di consulenza</strong>: Vedi sopra. Sotto con Google, ma questa volta cercate anche un account su Twitter, una pagina su Facebook e valutate la bontà delle attività comunicative fatte sul web. Se <strong>fanno web 2.0</strong>, allora state pur certi che troverete anche i giudizi di qualche cliente. Inoltre non può mancare un corporate blog. Cercatelo e provate a postare un commento un po&#8217; cattivello che metta in dubbio la riuscita dei servizi che propongono. Non vi aspettate una risposta ne&#8217; la pubblicazione del post, se il blog è un<a title="Fake Blog su wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fake_blog" target="_blank"> flog</a>. Ma se l&#8217;agenzia è seria e valida, allora risponderà con tono gentile e trasformerà il vostro commento acido in un punto a favore per la loro immagine di comunicatori su internet.</li>
</ul>
<p>Tutto qui. Quando sentite parlare di &#8220;Blog&#8221;, &#8220;Social Network&#8221;, &#8220;Social Media Marketing&#8221;, &#8220;Social Commerce&#8221;, &#8220;Facebook&#8221;, &#8220;Coinvolgimento dei Clienti&#8221;, deve suonarvi un campanellino d&#8217;allarme ed allora sottoponete il vostro interlocutore e la sua azienda a questo semplicissimo test come appena illustrato. Perchè, come diceva il mio caro nonnino: <em>Tra il dire e il fare&#8230;.</em><br />
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</ul>
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		<title>BEEing: Quando il Web 2.0 diventa Open Source</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 06:39:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; un giovane progetto Open Source completamente &#8220;Made in Italy&#8220;. Si chiama BEEing ed ha a che fare con gli alveari, il miele e l&#8217;operosità delle api. L&#8217;idea del team di sviluppo è quella di fornire alla community una piattaforma per lo sviluppo di soluzioni Enterprise basate sulla filosofia portante dei Social Media. Soluzioni Enterprise 2.0, extranet [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="BEEing - Web 2.0 Open Source" href="http://www.smartfeeling.org/beeing" target="_blank"><img class="size-full wp-image-374 alignnone" title="BEEing" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/10/BEEingAni1.gif" alt="BEEing" width="300" height="250" /></a></p>
<p>E&#8217; un giovane progetto <strong>Open Source</strong> completamente &#8220;<strong><em>Made in Italy</em></strong>&#8220;.<br />
Si chiama <strong><a title="BEEing - Enterprise 2.0 Open Source" href="http://www.smartfeeling.org/beeing" target="_blank">BEEing </a></strong>ed ha a che fare con gli alveari, il miele e l&#8217;operosità delle api.</p>
<p>L&#8217;idea del team di sviluppo è quella di fornire alla community una piattaforma per lo sviluppo di soluzioni Enterprise basate sulla filosofia portante dei Social Media. Soluzioni Enterprise 2.0, extranet ed intranet aziendali, portali B2B e Social Network aziendali sono i progetti che possiamo implementare grazie a BEEing.</p>
<p>Benchè BEEing non nasca come applicazione pronta all&#8217;uso, ma come una base su cui costruire una soluzione ad-hoc o integrare soluzioni esistenti, grazie ai moduli integrati al &#8220;CORE&#8221; BEEing stà assumento sempre piu&#8217; la connotazione di un&#8217;applicazione utilizzabile stand-alone. Infatti, i vari plug-in inclusi (wiki, blog, datastore, ecc..) consentiranno nel tempo un&#8217;utilizzo di BEEing anche come applicativo vero e proprio.</p>
<p>L&#8217;<strong>architettura</strong> del sistema è estremamente <strong>modulare </strong>e basata su una logica di integrazione a <strong>plug-in</strong>. Al modulo base è possibile agganciare plug-in in grado di estendere o sovrascrivere qualsiasi modulo esistente. I plug-in sono infatti in grado di effettuare il deploy di nuove logiche applicative, nuovi database, nuovi temi grafici o nuove maschere di interfaccia utente, così come <strong>widgets </strong>o componenti.</p>
<p>Il <strong>modulo base</strong> fornisce la gestione degli utenti, l&#8217;integrazione con LDAP, la gestione dei ruoli, la gestione e la definizione delle aree visibili in funzione dei ruoli, la gestione del profilo utente, una serie di template per il wiki, il blog, la gestione delle lingue e della localizzazione di tutte le maschere, la dashboard utente personalizzabile, una serie di widgets, la gestione dei parametri di configurazione dell&#8217;ambiente ed un datastore compatibile con le specifiche JSR-00170.</p>
<p>Tutti i moduli distribuiti sono <strong>multi-lingua</strong>, ogni maschera è cioè traducibile in qualsiasi lingua e così pure le informazioni contenute in esse. Per esempio sia il blog che il wiki possono ospitare post o sezioni nelle varie lingue. Gli utenti possono sfogliare i contenuti nella loro lingua madre o nella lingua che l&#8217;amministratore di sistema ha definito come lingua di sistema.</p>
<h2>Lo stato del progetto</h2>
<p>Il progetto è appena uscito, dopo due anni di sviluppo ed implementazioni, dalla fase Alpha. Inizia ora la fase Beta, che fornirà alla piattaforma nuove funzionalità di condivisione, gestione personalizzata ed archiviazione delle informazioni. Inoltre verranno implementati i &#8220;connector&#8221; per i principali Social Networks e l&#8217;integrazione con le svariate API offerte da Google.</p>
<p>Sono in cantiere anche alcuni plug-in verticali, come il modulo di &#8220;Configurazione Prodotto&#8221;, il modulo &#8220;CRM&#8221; ed il modulo &#8220;Social Media Meter&#8221; per la promozione e la gestione di campagne Marketing basata sull&#8217;utilizzo dei Social Media.</p>
<h2>Lo stato del sito e della documentazione</h2>
<p>Il sito di <a href="http://www.smartfeeling.org/beeing" target="_blank">BEEing </a>(http://www.smartfeeling.org/beeing) è invece ancora in fase Alpha, così come la documentazione.<br />
Per ora è disponibile solo la versione italiana con un paio di pagine introduttive.<br />
Iscrivetevi alla mailing list se volete rimanere sempre informati sull&#8217;andamento della documentazione e del progetto.</p>
<p>Il codice sorgente è invece ben documentato e commentato, ma per consultarlo dovete munirvi di un IDE per lo sviluppo in Java (es: Netbeans).<br />
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<li><a href='http://www.smartfeeling.org/blog/2010/09/possiamo-utilizzare-i-social-media-anche-per-la-formazione/' title='Possiamo utilizzare i social media anche per la formazione?'>Possiamo utilizzare i social media anche per la formazione?</a></li>
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</ul>
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		<title>Web 3.0: Quattro chiacchiere con Ralf.</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 06:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<category><![CDATA[chat bot]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo aprile è passato tra pesci divertenti ed altri un po&#8217; meno. Se ieri abbiamo scherzato sul Web 3.0, oggi torniamo ad affrontare l&#8217;argomento parlando di Ralf. Ralf abita qui. Provate a chiedergli &#8220;What&#8217;s your name?&#8221;, e lui vi risponderà &#8220;I&#8217;m Ralf&#8221;. Provate a chiederglielo di nuovo e vi risponderà &#8220;My name is Ralf&#8221;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://1.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SdRU4jrMv3I/AAAAAAAAAY0/Gmfz2eaca2o/s1600-h/chatbots.png" target="_blank" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5319970390457237362" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 214px; height: 179px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SdRU4jrMv3I/AAAAAAAAAY0/Gmfz2eaca2o/s320/chatbots.png" border="0" alt="" /></a>Il primo aprile è passato tra pesci divertenti ed altri un po&#8217; meno.<br />
Se ieri abbiamo scherzato sul Web 3.0, oggi torniamo ad affrontare l&#8217;argomento parlando di Ralf.<br />
<a href="http://www.mendicott.com/" target="_blank">Ralf abita qui</a>. Provate a chiedergli &#8220;What&#8217;s your name?&#8221;, e lui vi risponderà &#8220;I&#8217;m Ralf&#8221;.<br />
Provate a chiederglielo di nuovo e vi risponderà &#8220;My name is Ralf&#8221;.<br />
Voi insistete, ma Ralf non vi manderà mai a quel paese perchè non perde la pazienza. Ralf è un esempio &#8220;vivente&#8221; di ChatBot, un esperimento a cui ha preso parte <a href="http://www.linkedin.com/in/mendicott" target="_blank">Marcus Endicott</a>.</p>
<p>Ralf è parte del progetto <a href="http://www.verbots.com/" target="_blank">Verbots</a>, che potete scaricare e personalizzare.<br />
Io stò già scaricando il player gratuito e nell&#8217;attesa faccio quattro chiacchiere col mio amico Ralf.<br />
Beh, non sarà CADIE, ma ci si stà lavorando sopra.<br />
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		<title>Anche internet è in crisi?</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 05:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[IT]]></category>

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		<description><![CDATA[Direi che la situazione economica poco favorevole non ha certo influito negativamente su internet, che raggiunge 1.596 milioni di utenti con un indice di penetrazione del 23,8%. La tabella che segue riassume la popolazione stimata per zona geografica, il numero di Utenti Internet e l&#8217;indice di penetrazione (P.R. = percentuale di popolazione che usa internet) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://3.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SdMDNYT0Z3I/AAAAAAAAAX8/yMIMOGzh6vk/s1600-h/internet.png" target="_blank" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5319599113253447538" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 155px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SdMDNYT0Z3I/AAAAAAAAAX8/yMIMOGzh6vk/s200/internet.png" border="0" alt="" /></a>Direi che la situazione economica poco favorevole non ha certo influito negativamente su internet, che raggiunge 1.596 milioni di utenti con un indice di penetrazione del 23,8%.</p>
<p>La tabella che segue riassume la popolazione stimata per zona geografica, il numero di Utenti Internet e l&#8217;indice di penetrazione (P.R. = percentuale di popolazione che usa internet) per ogni regione.</p>
<p><a href="http://3.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SdMJC4VCF9I/AAAAAAAAAYU/RnzD25u2pyY/s1600-h/table_internet.png" target="_blank" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5319605529939679186" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 373px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SdMJC4VCF9I/AAAAAAAAAYU/RnzD25u2pyY/s400/table_internet.png" border="0" alt="" /></a><br />
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		<title>Il sesto senso dei &#8220;Twit&#8221;!</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/03/il-sesto-senso-dei-twit/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 07:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[da non perdere]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[IT]]></category>
		<category><![CDATA[realtà virtuale]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[web 3.0]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Twitter è stato il precursore, e per questo è diventato l&#8217;icona del microblogging sociale. Ora troviamo innumerevoli cloni e rivisitazioni del concetto, ma il succo non cambia: messaggi lanciati in una bottiglia che può ospitare un massimo di 140 caratteri. Vengono chiamati &#8220;aggiornamenti di stato&#8221;. Il 90% dei messaggi postati su twitter sono, in apparenza, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://3.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SdB4Y6Qt03I/AAAAAAAAAXs/Cd6IA7PQ3x4/s1600-h/sixthsense.png" target="_blank" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318883529276117874" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 167px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/SdB4Y6Qt03I/AAAAAAAAAXs/Cd6IA7PQ3x4/s200/sixthsense.png" border="0" alt="" /></a>Twitter è stato il precursore, e per questo è diventato l&#8217;icona del microblogging sociale.<br />
Ora troviamo innumerevoli cloni e rivisitazioni del concetto, ma il succo non cambia: messaggi lanciati in una bottiglia che può ospitare un massimo di 140 caratteri.<br />
Vengono chiamati &#8220;aggiornamenti di stato&#8221;.</p>
<p>Il 90% dei messaggi postati su twitter sono, in apparenza, di una banalità disarmante. Ne siete convinti?<br />
Provate a collegarvi per qualche minuto a <a href="http://twittervision.com/maps/show_3d" target="_blank">twittervision</a> e vedrete comparire messaggi del tipo: &#8220;Marco: Sono al bar con Danilo&#8230;.&#8221;, &#8220;Stefano: Vedo una bella bionda passare dalla finestra del mio ufficio&#8230;&#8221;, &#8220;Maggie: Ufff&#8230; riunione col boss!!!&#8221;, ecc&#8230;<br />
Vi interessano? Probabilmente no.<br />
Il fatto è che Marco, Danilo, Stefano e Maggie non sono vostri amici.<br />
Tuttavia, se lo fossero, non la pensereste allo stesso modo.</p>
<p>Essere informati su cosa stanno facendo, o hanno fatto, i vostri amici vi da la senzazione di essergli vicini. E come se loro vi stessero sussurrando: &#8220;Che giornata orribile, magari chiamami nella pausa pranzo che ho voglia di sfogarmi un po&#8217;&#8230;&#8221;, &#8220;Oggi potrei affrontare qualsiasi cosa, se vuoi sfogarti chiamami pure&#8230;&#8221;, &#8220;Non ci sono per nessuno&#8230;&#8221;, &#8220;Vacanze grandiose, non vedo l&#8217;ora di parlartene&#8230;&#8221;.<br />
Gli aggiornamenti di stato delle persone che ci stanno a cuore vengono metabolizzati e rielaborati dal nostro inconscio, lasciandoci delle sensazioni ben precise (&#8220;Maria è triste&#8221;, &#8220;Marco è stressato&#8221;) e degli interessanti spunti di conversazione (&#8220;devo chiedere a Danilo dove è andato a pescare&#8221;, &#8220;voglio che Giulia mi dica assolutamente come raggiungere il nuovo outlet&#8221;).<br />
E&#8217; una sorta di sesto senso, un&#8217;estensione metafisica del nostro &#8220;essere sociale&#8221;.</p>
<p>Possiamo dire che i social media ci forniscono, a modo loro, un qualche tipo di &#8220;sesto senso&#8221;?<br />
Se applichiamo questo &#8220;sesto senso&#8221; alla vita lavorativa, piuttosto che a quella privata, potremmo ottenerne informazioni molto utili. Provate a fare un&#8217;esperimento con i vostri colleghi di lavoro.</p>
<p>L&#8217;idea che la tecnologia possa offrirci un sesto senso mi affascina.<br />
E credo affascini anche Pattie Maes. Questo video non parla di social media, ma ha a che fare con il sesto senso e&#8230; la carta igienica.<br />
<object width="446" height="326" data="http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="bgColor" value="#ffffff" /><param name="flashvars" value="vu=http://video.ted.com/talks/embed/PattieMaes_2009-embed_high.flv&amp;su=http://images.ted.com/images/ted/tedindex/embed-posters/PattieMaes-2009.embed_thumbnail.jpg&amp;vw=432&amp;vh=240&amp;ap=0&amp;ti=481" /><param name="src" value="http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf" /><param name="bgcolor" value="#ffffff" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object><br />
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