Twitter e Facebook? Sì, ma solo se in buona compagnia…

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Twitter e Facebook? Sì, ma solo se in buona compagnia…

Non mi sto riferendo a "Followers" o "Fans". E' innegabile che Facebook, Twitter e compagnia stiano sviluppando un'attrattiva quasi irresistibile per molte Aziende. Sono gratis, facili da implementare, personalizzabili e soprattutto godono di un'enorme visibilità. Perchè non farlo? Vien quasi da chiedersi perchè continuare ad investire sul proprio sito o sul proprio (pesante) blog. Sì, perchè manutenere un sito o un blog costa. Costa fatica, costa denaro, costa fantasia, costa impegno, costa personale, costa consulenza, ecc... Ma c'è il rovescio della medaglia. I Social Media, i Social Network e le Connect Tech piu' in generale hanno cambiato radicalmente la realtà comunicativa del nostro secolo. Oggi viviamo in una realtà in cui le informazioni "fluttuano" in internet miscelandosi tra loro come in una sorta di colloide. Le informazioni (di qualunque natura) si trovano in uno stato finemente disperso, tra la soluzione omogenea e la dispersione eterogenea. I nostri tweet sono gocce nell'immenso mare del microblogging, i nostri fan non dedicano le loro attenzioni solo alla nostra pagina, e neppure i nostri readers vivono in trepida attesa di una nostra news o della pubblicazione di un nuovo video. Se da un lato è vero che le piattaforme sociali godono di un pubblico(?) immenso, dall'altro è comunque ...

Statebook, un Social Network per le P.A.

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Statebook, un Social Network per le P.A.

Non illudetevi, non si tratta del nostro "Bel Paese". Il Dipartimento di Stato Americano sta lanciando un Social Network interno (Statebook) per consentire agli impiegati di condividere meglio le informazioni e favorire la collaborazione. La piattaforma non assomiglierà tanto a Facebook, quanto al ben piu' professionale LinkedIn. La speranza di Richard Boly, direttore di Stato di eDiplomacy (l'ufficio responsabile della creazione del sito), è che gli impiegati utilizzino la piattaforma per migliorare la comunicazione intra-dipartimentale e che condividano sul loro profilo il maggior numero possibile di informazioni. Collaborazione, condivisione delle informazioni e gestione della conoscenza sono spesso fonte di problemi in molte strutture, sia pubbliche che private, sia di grandi che piccole dimensioni. Richard Boly è convinto che i Social Media possano contribuire moltissimo al miglioramento della collaborazione ed alla gestione della conoscenza, offrendo alle strutture che ne fanno un uso professionale un importante strumento di lavoro. A parte il nome (Statebook), l'iniziativa mi sembra molto interessante. Sono un profondo ed accanito sostenitore dei vantaggi che l'utilizzo di piattaforme sociali possono portare nell'ambiente lavorativo, tuttavia sono necessari alcuni cambiamenti. I manager devono abbandonare l'approccio "burocratico" e l'atteggiamento da "controllore" in favore di uno piu' orientato agli obiettivi ed alle strategie di collaborazione. L'utilizzo dei Social Media a livello ...

A cosa serve avere un profilo pubblico su internet?

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A cosa serve avere un profilo pubblico su internet?

Ci sono molte risposte, tutte in parte differenti, a questa domanda. Gran parte delle risposte dipendono da chi ce la sta ponendo. Per questo motivo ho realizzato una mappa concettuale che potesse racchiudere quelli che considero i punti salienti della questione "Profilo Pubblico su Internet". Per riassumere quello che trovate sulla mappa, possiamo dire che un Profilo Pubblico: * Racconta agli altri: chi siamo, che abbiamo confidenza con i media digitali, come siamo, cosa abbiamo fatto e cosa sappiamo fare, quali sono i nostri interessi personali e cosa vorremmo fare in futuro. * Possiamo usarlo: come link quando partecipiamo a blog o forum, nel nostro blog o semplicemente come CV sempre aggiornato (una specie di tamagochi che cresce con noi). * Ha la qualità di essere: immediato, chiaro e sintetico, un eccellente biglietto da visita digitale ricco di contenuti, facilmente trasferibile (es: via e-mail) ed annotabile (es: bookmarking), molto personalizzabile e ricco di link ad altre risorse o siti che parlano di noi. * Conferisce: un certo senso di sicurezza al nostro interlocutore, mentre a noi porta una maggiore autorevolezza, professionalità ed attendibilità. * Favorisce: la vostra visibilità sui motori di ricerca (state pur certi che prima o poi qualcuno "googla" il vostro nome), vi rende rintracciabili e ...

Il lato oscuro del Web 2.0: Il Marketing fatto coi calzini.

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Il lato oscuro del Web 2.0: Il Marketing fatto coi calzini.

Si chiamano "Sockpuppet", e sono quei burattini (fatti con un calzino) che ci hanno divertito tanto da bambini e che oggi divertono ancora i nostri figli. Su internet, invece, il termine assume una connotazione meno giocosa e descrive una falsa identità creata appositamente per ingannarci. In genere sono i Brand che, spinti da un eccesso di autocompiacimento, hanno la trovata di introdursi nelle community on-line per parlare bene di se stessi, lodarsi, promuovere i propri prodotti come se non avessero mai provato nulla di simile, tessere "sincere lodi" di se stessi o criticare la concorrenza. In pratica, non avendo sostenitori sinceri, si affidano ad un calzino per ingannare i propri interlocutori col rischio che gli unici a crederci siano proprio i burattinai. Se, come mi auguro, avete visitato forum o partecipate a qualsiasi community on-line sarete certamente incappati in qualcuno di questi "calzini parlanti". Quando invece il "calzino parlante" decide di aprire un Blog, allora possiamo parlare di "Flog" (o Fake Blog). Anche di Flog ce ne sono tanti in giro e di recente mi è capitato di imbattermi proprio in uno di questi, che appartiene ad una noto brand leader nel settore hi-tech e produttore di note consolle per video game. Un Flog ben ...

Come posso utilizzare i social media per il mio business?

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Come posso utilizzare i social media per il mio business?

A cosa possa servire Twitter ho risposto da un paio di post. Tuttavia un progetto che preveda il raggiungimento di obiettivi nel campo del "Social Media Marketing", non può avvalersi delle forze di un solo strumento. Eccomi allora con una nuova mappa, che estende i concetti sfiorati con la mappa "Ma a che serve Twitter?". Questa volta però ho voluto includere un ventaglio piu' ampio di strumenti (microblogging, blog, podcast, video, social network, forum, customer review, presentation) ed incrociarli con alcuni ipotetici obiettivi di business. Ecco la tabella che riassume schematicamente i concetti illustrati nella mappa "The Business Social Media Map". Ed ecco il risultato tradotto in una mappa concettuale: Chiunque voglia aiutarmi a completarla è, come sempre, il benvenuto. Ho realizzato quattro diverse versioni (si differenziano solo per lo sfondo) che potrete utilizzare a vostro piacimento come sfondo per il desktop, nei vostri blog o nelle vostre presentazioni. Il formato utilizzato è il PNG con le dimensioni 1920x1080. "The Business Social Media Map" - Versione base "The Business Social Media Map" - Sfondo tecnico "The Business Social Media Map" - Sfondo romantico (natura) "The Business Social Media Map" - Sfondo romantico (stazione) "The Business Social Media Map" - ZIP con tutte le immagini

Sei su un Social Network? Ecco come ti rubo l’account!

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Sei su un Social Network? Ecco come ti rubo l’account!

Esistono tecniche particolari non basate su interventi software (alcune tecniche basate su software sono: sniffing, password cracking, keylogging, exploit, spoofing, fishing, DoS, ecc..) per sottrarci informazioni utili che consentano a qualche malintenzionato di appropriarsi di un nostro account, per esempio su facebook. Queste tecniche rientrano sotto il nome di "Ingegneria Sociale" o "Social Engineering". Tuttavia le nostre cattive abitudini nella generazione delle password può togliere il piacere a qualsiasi cracker di cimentarsi in qualsivoglia delle procedure sopracitate. Ecco alcuni esempi da non imitare: Utilizzare come password la propria data di nascita Utilizzare come password il proprio nome o cognome Utilizzare come password il proprio nome utente Utilizzare come password il nome del/la partner Utilizzare frasi come "io", "me" (quando il sistema non preveda una lunghezza minima) Utilizzare il nome del proprio animale domestico Molte di queste informazioni sono informazioni personali e non dovrebbero essere di pubblico dominio, vero? Tuttavia se siete iscritti a Facebook o qualsiasi altro Social Network, o utilizzate Skype, Messenger, banche dati pubbliche, ecc.., molto probabilmente chiunque può facilmente accedervi. Per questo motivo è molto importante generare password casuali che comprendano numeri, lettere e simboli. Password di questo tipo rendono la vita dei malintenzionati molto ma molto difficile. Purtroppo una password come "\|khdtb547'ìà" è difficilmente memorizzabile. Come creare password ...

Facebook è un grande strumento di distrazione…

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Facebook è un grande strumento di distrazione…

Aryn Karpinski non ha dubbi: gli studenti della Ohio State University che fanno attività su Facebook hanno voti piu' bassi di chi non si interessa al portale. Il motivo è che Facebook distrae. Per arrivare a questa eccezionale scoperta, che credo cambierà il destino dell'umanità, c'è voluta pure una ricerca condotta su circa 219 studenti, dei quali ben 148 (assidui utilizzatori di Facebook) con un rendimento scolastico inferiore ai restanti che invece Facebook non l'hanno mai neppure sentito nominare. Anch'io voglio dare il mio contributo alla causa e apporto altre fonti di distrazione che terrei sotto controllo: - La televisione - I fumetti - La radio - I giornali - I libri (quelli sono terribili) - Internet (mettiamocelo tutto) - La chat - Le ragazze in bikini - Il traffico sotto la finestra - Il telefono che squilla sempre - Il telefono del mio vicino/collega che squilla sempre - La posta elettronica e lo spam - I vicini di casa, che mentre tu studi/lavori, tagliano l'erba - Le rondini che in primavera volteggiano fuori dalla nostra finestra Potrei continuare per pagine e pagine. A nessuno è venuto il dubbio che il distrarsi non sia legato al mezzo, ma alla persona e che sia per questo un fatto soggettivo? Facebook è veramente un grande strumento di distrazione? Oppure una eccezionale ...

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