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	<title>SMARTFEELING BLOG &#187; enterprise 2.0</title>
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		<title>2012</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 08:55:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco come ho vissuto il 2011 o come vedo il prossimo 2012. Il mio ottimismo ha lasciato il posto ad un atteggiamento molto piu' realista e disincantato. La vedo nera. Beh, male che vada emigro e raggiungo mio fratello.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/2012_image21.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-857" title="2012" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/12/2012_image21-1024x426.jpg" alt="" width="610" height="253" /></a><br />
L&#8217;anno passato</h2>
<p>Per quanto mi riguarda, il 2011 è stato un anno deludente.<br />
I sogni di innovazione, riforma e ringiovanimento del paese in cui vivo si sono infranti contro indifferenza, diffidenza e timore del nuovo, familismo, lentezza, staticità, omologazione e varie <strong>metriche della vanità</strong>.</p>
<blockquote><p><a title="Massima di Albert Einstein" href="http://www.google.it/webhp?sourceid=chrome-instant&amp;ix=hea&amp;ie=UTF-8&amp;ion=1#hl=en&amp;cp=20&amp;gs_id=2c&amp;xhr=t&amp;q=follia+%C3%A8+fare+sempre+la+stessa+cosa&amp;pq=pazzia+%C3%A8+fare+la+stessa+cosa&amp;pf=p&amp;sclient=psy-ab&amp;site=webhp&amp;source=hp&amp;pbx=1&amp;oq=follia+%C3%A8+fare+sempre&amp;aq=0L&amp;aqi=g-L1g-vL2&amp;aql=&amp;gs_sm=&amp;gs_upl=&amp;bav=on.2,or.r_gc.r_pw.r_cp.,cf.osb&amp;fp=45b2d8cdbabb18d&amp;ion=1&amp;biw=1156&amp;bih=829" target="_blank">Follia è fare sempre la stessa cosa</a> aspettandosi risultati diversi (Albert Einstein)</p></blockquote>
<p>Questa massima di Einstein mi è particolarmente cara e sta alla base del metodo scientifico che mi fu insegnato quando frequentavo il liceo. La mia insegnante di Chimica non mancava di  ricordarcelo alla prima buona occasione.</p>
<p>Le &#8220;Metriche della Vanità&#8221; che ho visto applicare da molte imprese nel corso del 2011 mi sono parse come un sintomo di quella stessa follia citata da Albert Einstein.<br />
Citerei nomi e porterei esempi pratici, se solo potessi ancora sperare che  questo servisse a qualcosa.<br />
Ma non servirebbe, perchè la maggior parte delle Aziende preferisce guardare di spalle il mondo che cambia, da uno specchio che riflette prima di tutto l&#8217;immagine di quello che erano.</p>
<p>Una visione apocalittica di un 2012 e 2013 di difficoltà e recessione, ecco cosa mi ha lasciato il 2011. Quest&#8217;anno non ho speranze particolari, voglio essere realistico e smettere di illudermi che un paese ormai vecchio e polveroso come il nostro possa risollevarsi come d&#8217;incanto.<br />
E vero che la speranza è l&#8217;ultima a morire, e la mia è morta con l&#8217;ultima finanziaria fatta al pallottoliere. Un fagiolino qui, uno lì, mettiamoli tutti in banca e lasciamo che cali lo spread.<br />
Ma nessuno li pianta quei fagiolini.</p>
<h2>L&#8217;anno che verrà</h2>
<p>Chi sopravviverà al 2012?<br />
Ecco la domanda del secolo. Ma non è una domanda difficile. Si tratta di scelte in un certo senso Darwiniane: <strong>sopravvive chi ha la maggior capacità di adattamento (e non il piu&#8217; forte)</strong>.<br />
Capite ora cosa voleva dire Einstein? Capite perchè i mastodontici dinosauri si sono estinti? Capite perchè occorre abbandonare lo specchio e le metriche della vanità?</p>
<h2>Le scelte che faremo</h2>
<p>Concludo questo post con un elenco facile da capire anche per un bambino.<br />
La prima parola indica la scelta sbagliata, la seconda quella giusta.</p>
<ul>
<li>IERI v.s. DOMANI</li>
<li>LENTEZZA v.s. AGILITA&#8217;</li>
<li>STATICITA&#8217; v.s. DETERMINAZIONE</li>
<li>IMPULSIVITA&#8217; v.s. RIFLESSIONE</li>
<li>IMMAGINE AZIENDALE v.s. REPUTAZIONE</li>
<li>MONOLOGO v.s. DIALOGO</li>
<li>ABITUDINE v.s. RISCHIO</li>
<li>ASPETTARE v.s. FARE</li>
<li>CHIUSURA v.s. ASCOLTO</li>
<li>SICUREZZA v.s. ESPLORAZIONE</li>
<li>AFFARI v.s ETICA DEGLI AFFARI</li>
<li>GREENWASH v.s. SOSTENIBILITA&#8217;</li>
<li>OFFLINE v.s CONNESSO</li>
<li>BREVETTO v.s. OPENSOURCE</li>
<li>CHIUSURA v.s. CONDIVISIONE</li>
<li>KIT v.s. DIY</li>
</ul>
<div>Non è difficile, giusto?</div>
<p>&nbsp;<br />
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		<title>C&#8217;è chi confonde ancora il web con le streghe</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 11:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi piange il cuore. Sono deluso, purtroppo come molti di voi, dalla classe politica di questo paese, ma nutro grandi speranze grazie alle persone che lo abitano. Passate la parola, condividete, scrivete sui vostri blog e ribellatevi a chi confonde ancora il web con le streghe. Non ho piu&#8217; parole, sono troppo stanco e deluso. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011"><img class="alignleft size-full wp-image-803" title="la vergogna dell'italia" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/05-10-2011-13-15-44.png" alt="la vergogna dell'italia" width="376" height="323" /></a>Mi piange il cuore.<br />
Sono deluso, purtroppo come molti di voi, dalla classe politica di questo paese, ma <strong>nutro grandi speranze grazie alle persone</strong> che lo abitano.</p>
<p>Passate la parola, <strong>condividete</strong>, scrivete sui vostri blog e ribellatevi a chi confonde ancora il web con le streghe.</p>
<p>Non ho piu&#8217; parole, sono troppo stanco e deluso.<br />
Non solo perchè da sempre sostengo la filosofia dell&#8217;Open Source e del Free, non solo perchè credo fermamente e fortemente nella condivisione e nella collaborazione come unico e valido strumento di crescita ed innovazione, ma  anche e soprattutto perchè ci sono beni comuni e principi fondamentali che non andrebbero toccati.</p>
<p>E non parlo di Wikipedia in se, ma del principio di <strong>collaborazione</strong> e <strong>condivisione</strong> che c&#8217;è dietro, del fatto che è un fulgido esempio di cosa milioni di persone, <strong>auto-regolamentandosi</strong>, possono fare senza il bisogno di qualcuno che dica loro cosa e come fare.<br />
Parlo di <strong>DEMOCRAZIA</strong>, non di Wikipedia.</p>
<p>Di questo parlo, di democrazia, e per questo resto attonito e basito.</p>
<p>Scrivetene sui vostri blog, condividete sulla vostra rete sociale, twittate, mandate mail e protestate con tutti i mezzi, tutta la forza e l&#8217;amore che nutrite per la libertà e per internet. Fatelo.<br />
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		<title>Ecco perchè molte Aziende non saranno mai 2.0</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 14:37:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Cambiamento fa paura. Aprirsi al mondo &#8220;Social&#8221; del Web 2.0 può sembrare facile. Probabilmente deve essere proprio così, molte Aziende devono aver pensato che sia sempliccisimo, come aprire una pagina Facebook. Ed ecco che ai milioni di contenuti insulsi ed inutili se ne aggiungono altri. Nulla di male, intendiamoci, e poi costa poco, giusto? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><img class="alignleft size-full wp-image-778" title="Smartfeeling: Social media Changes" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/08/change.jpg" alt="" width="320" height="240" />Il Cambiamento fa paura.</h2>
<p>Aprirsi al mondo &#8220;Social&#8221; del Web 2.0 può sembrare facile.<br />
Probabilmente deve essere proprio così, molte Aziende devono aver pensato che sia sempliccisimo, come aprire una pagina Facebook.<br />
Ed ecco che ai milioni di contenuti insulsi ed inutili se ne aggiungono altri.<br />
Nulla di male, intendiamoci, e poi costa poco, giusto?</p>
<p>E così, con una pagina Facebook, un canale Twitter per i piu&#8217; &#8220;avanti&#8221; e magari anche un blog aziendale ci si sente tutti piu&#8217; Social e 2.0.<br />
Ottimo, se ne siete davvero convinti potete anche fermarvi qui e non leggere oltre.</p>
<p>Tuttavia vorrei parlarvi di <strong>Cambiamenti</strong> e non di Facebook.<br />
Sì, perchè <strong>Social Business</strong> non significa essere su Facebook, ma saper aprirsi in modo profondo e definitivo al cambiamento ed alla condivisione.</p>
<h2>Quale cambiamento?</h2>
<p>I cambiamenti devono essere profondi e trasversali a tutta l&#8217;azienda, a partire dal management e dal CEO.<br />
<strong>Essere 2.0 significa cambiare i propri comportamenti.</strong></p>
<ul>
<li> Gli impiegati devono iniziare a pensare e a lavorare in modo diverso</li>
<li>I manager devono accettare e comprendere i &#8220;<em>Social Customers</em>&#8221; (clienti che partecipano attivamente alla reputazione del brand)</li>
<li>Abbattere i &#8220;silos&#8221; dipartimentali e facilitare la collaborazione e la diffusione delle best-practice</li>
<li>Mettere in grado gli impiegati e i gruppi di lavoro di condividere esperienze e conoscenze acquisite sul campo</li>
<li>Investire nella giusta tecnologia e nelle persone in grado di sviluppare questa tecnologia all&#8217;interno dell&#8217;azienda</li>
</ul>
<div>Tutto questo non può essere portato dall&#8217;esterno, ma deve essere guidato dall&#8217;interno ed in particolar modo dal CEO e da tutti i manager e leader aziendali.<br />
<strong>E&#8217; la testa che deve guidare il corpo</strong>, e non viceversa.<br />
Se i leader non credono nel cambiamento e non danno il buon esempio, ci saranno solo piccoli e temporanei cambiamenti all&#8217;interno della struttura aziendale. Basta poco per tornare alla situazione di chiusura precedente e marchiare come inutili tutti gli sforzi fatti in direzione di un cambiamento che appare dispendioso in termini di tempo e risorse.</div>
<h2>Poche chiacchiere, qui serve rimboccarsi le maniche e agire</h2>
<div> A partire dalla figura &#8220;intoccabile&#8221; dell&#8217;Amministratore Delegato, passando per la Direzione Generale, il Marketing e l&#8217;Amministrazione.<br />
<strong>Il corpo cambia solo se cambia la testa.</strong></div>
<div>Cambiare un&#8217;azienda è molto di piu&#8217; che dire semplicemente &#8220;vogliamo essere un&#8217;azienda innovativa e social&#8221; e poi investire qualche soldo per comprare un software per l&#8217;Enterprise 2.0.<strong> Il software non serve a nulla</strong>, siete voi (manager e amministratori) che con il vostro esempio<strong> dovete indicare la strada ai vostri impiegati</strong>, dipendenti e collaboratori.</div>
<div>Se l&#8217;Amm. Del. non conosce Twitter, se Facebook fa venire la nausea al vostro Direttore Generale o se Friendfeed provoca un attacco di orticaria al Direttore Amministrativo, non dovete assolutamente preoccuparvi: basta rimboccarsi le maniche e tornare a scuola.</div>
<h2>Chi ha voglia di tornare a scuola?</h2>
<div>Tornare a scuola non è facile, soprattutto dopo aver raggiunto certi traguardi.<br />
Tuttavia se volete che la vostra azienda cambi nella direzione in cui sta andando il mercato dovete rendervi conto del fatto che <strong>solo voi (manager e amministratori) potete portarla e guidarla in quella direzione</strong>.</div>
<div>Allora tornare a scuola diventa una chiave strategica per il vostro business e conoscere i meccanismi e gli strumenti che regolano il nuovo paradigma sarà la vostra arma piu&#8217; affilata.</div>
<h2>Amministratore, per cambiare la tua azienda ti serve un &#8220;Social Media Coach&#8221;!</h2>
<div>&#8220;Social Media Coach&#8221; è un termine che non esisteva fino a pochi mesi fa.<br />
E&#8217; una figura nuova ed è ciò  di cui le aziende avrebbero bisogno per avviare questo cambiamento.</div>
<div>Si tratta di una figura a cui affidare la responsabilità per:</div>
<div>
<ul>
<li>Formazione del personale interno, dei manager e dei collaboratori esterni sull&#8217;utilizzo dei Social Media</li>
<li>Snellimento delle procedure per la condivisione della conoscenza aziendale</li>
<li>Definire obiettivi</li>
<li>Definire le migliori strategie e tecnologie da utilizzare</li>
<li>Definire i budget (almeno 3 volte all&#8217;anno)</li>
</ul>
<h2>Ecco perchè molte aziende non saranno mai 2.0</h2>
<div>
<ol>
<li>I bassi fatturati provocano panico ed il panico indirizza verso soluzioni per la riduzione dei costi che non facilitano certo l&#8217;investimento in un &#8220;Social Media Coach&#8221;</li>
<li>L&#8217;Amm. Delegato, la Direzione Generale e la gran parte dei manager hanno paura di ciò che non conoscono. I Social Media li terrorizzano</li>
<li>Il mercato è pieno dei soliti &#8220;venditori di fumo&#8221; che con un&#8217;astuta e ben collaudata strategia di dissimulazione contribuiscono a creare confusione (riconoscerli è facile, in genere vendono &#8220;sepolcri imbiancati&#8221; a cui affibiano nomi di moda tipo &#8220;Social Portal 2.0&#8243; o &#8220;Enterprise Cloud Manager 2.0&#8243;)</li>
<li>Siamo tutti convinti che alla fine basti comprare il software, magari quello che costa di piu&#8217; per non sbagliare</li>
<li>Siamo pigri e presuntuosi.</li>
<li>Molti di noi non hanno ancora capito cosa stia succedendo ai mercati. (che si stiano spostando?)</li>
</ol>
<div>Link Utili:</div>
<div>
<ul>
<li><a title="Social Media Coach" href="http://www.google.it/search?sourceid=chrome&amp;ie=UTF-8&amp;q=social+media+coach">Social Media Coach</a></li>
</ul>
</div>
</div>
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		<title>Ma quanta paura ti fa l&#8217;innovazione?</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2011/04/ma-quanta-paura-ti-fa-linnovazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 09:02:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Innovazione è un’attività di pensiero che, elevando il livello di conoscenza attuale, perfeziona un processo migliorando quindi il tenore di vita dell&#8217;uomo. Innovazione è cambiamento che genera progresso umano; porta con sé valori e risultati positivi, mai negativi. Il cambiamento che porta peggioramento delle condizioni non è innovazione: è regresso. [wikipedia: innovazione] Per me (liberi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-678" title="cat" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2011/04/cat.jpg" alt="" width="587" height="426" /></p>
<blockquote><p><strong>Innovazione</strong> è un’attività di pensiero che, elevando il livello di conoscenza attuale, perfeziona un processo migliorando quindi il tenore di vita dell&#8217;uomo. Innovazione è cambiamento che genera progresso umano; porta con sé valori e risultati positivi, mai negativi. Il cambiamento che porta peggioramento delle condizioni non è innovazione: è regresso. [<a title="innovazione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Innovazione" target="_blank">wikipedia: innovazione</a>]</p></blockquote>
<p>Per me (liberi di condividere o meno) <strong>Innovazione </strong>significa fare qualcosa che<strong> migliori il quotidiano</strong>, <strong>meglio degli altri</strong>.<br />
Quando metti <strong>passione </strong>e <strong>sentimento </strong>in ciò che fai, allora è facile che prima o poi tu faccia qualcosa di realmente innovativo.</p>
<p>Non si innova negli orari di ufficio &#8220;indossando la giacca e la cravatta&#8221;. E&#8217; molto piu&#8217; facile farlo di notte o al mattino prestissimo in &#8220;jeans e maglietta&#8221;. Non si innova seguendo procedure scritte e prassi consolidate, lo si fa uscendo dagli schemi e rompendo la routine. Per questo motivo <strong>gli innovatori non sono simpatici a nessuno, perchè rompono</strong>.</p>
<p>Innovazione e cambiamento vanno di pari passo. E allora, <strong>quanta paura ti fa l&#8217;innovazione?</strong><br />
Ti sei mai trovato faccia a faccia con una vera innovazione? Che cosa hai fatto? Ti sei fermato a riflettere o ti sei riparato dietro ad un alibi qualunque?<br />
O semplicemente non l&#8217;hai riconosciuta come tale.</p>
<p>Internet è stata una grande innovazione. Google ha innovato Internet. Il Web 2.0 ha cambiato nuovamente le carte in tavola portando nuova innovazione. iPhone e iPad stanno cambiando il nostro modo di utilizzare i contenuti forniti da Internet perchè &#8220;c&#8217;è un&#8217;App per questo&#8221;.</p>
<h2>Ora immagina</h2>
<p>Immagina e <strong>pensa a ciò che sei sul web</strong>. Quanti link ti descrivono, quanti portano a te e alla tua azienda, quanti al tuo lavoro. <strong>Questi link sono la tua essenza</strong> e l&#8217;essenza del tuo brand.</p>
<p>Immagina di poter prendere <strong>tutti i tuoi link, tutto ciò che sei sul web</strong> (sito web, e-commerce, twitter, friendfeed, facebook, linkedin, skype, slideshare, youtube, flickr, ecc..) e di poterli <strong>riassumere in un unico brevissimo insieme di numeri</strong>, un codice univoco di 10 cifre. <strong>Questo è il tuo avatar</strong>.</p>
<p>Immagina di poter associare delle etichette (TAG) a questo avatar per <strong>definire una <a title="wikipedia: Tassonomia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tassonomia" target="_blank">tassonomia</a> </strong>(il link porta alla definizione di tassonomia) <strong>che aiuti gli altri a capire chi sei in tre parole chiave</strong>.</p>
<p>Immagina di poter <strong>liberare il tuo avatar sul web</strong>, di lasciarlo libero di vagare per la rete assieme a tutto ciò che ti rappresenta. Un salto su twitter, una capatina su facebook ed una visita al profilo di qualche cliente interessato su linkedin.</p>
<p>Ed ora immagina di <strong>poter toccare il tuo avatar</strong>, di porterlo far uscire dal mondo digitale e dargli vita, in modo che altri possano <strong>vederlo e farselo amico</strong>. Sì, immagina di poter condividere tutto cio che sei sul web con chi incontri per strada, in modo semplice come una stretta di mano.</p>
<p>Riesci a vedere tutto questo?</p>
<h2>Io l&#8217;ho fatto, ho immaginato</h2>
<p>Quasi due anni fa ho immaginato questo. Ho immaginato la possibilità di <strong>realizzare un &#8220;avatar analogico&#8221; della nostra essenza digitale</strong>.<br />
L&#8217; ho immaginato ed ora ve lo presento, perchè <strong>il solo immaginare non significa innovare, ma sognare</strong>.</p>
<h2>Ora prova qualcosa di nuovo</h2>
<p>Se hai paura delle novità, le osservi con scetticismo o non hai alcuna voglia di sperimentare di persona, allora fermati qui.</p>
<p>Se invece hai un telefono cellulare a portata di mano e sei curioso di provare qualcosa di nuovo, allora preparati.<br />
Non temere, non dovrai inviare alcun SMS e neppure spendere un centesimo.</p>
<p><strong>Fai uno squillo a questo numero 0123917000</strong>. Non otterrai alcuna risposta, ma solo il segnale di chiamata rifiutata (per questo motivo non hai costi).<br />
Assicurati che il numero di telefono non sia nascosto, altrimenti &#8220;l&#8217;avatar&#8221; non potrà risponderti.</p>
<p>Attendi qualche secondo (a volte il traffico GSM può ritardare la risposta anche di qualche minuto) e riceverai la risposta dall&#8217;avatar che hai  &#8221;bookmarkato&#8221;.</p>
<p>L&#8217;SMS che ricevi contiene le istruzioni per collegarti la prima volta al server. Il nome utente utilizzato corrisponde al tuo numero di cellulare e la password è stata creata con un algoritmo casuale.</p>
<p><strong>Collegati al sito</strong>, attendi il caricamento dell&#8217;applicazione (la prima volta può richiedere fino ad un minuto di tempo) ed inserisci le tue credenziali. Una volta entrato puoi completare il tuo profilo.</p>
<p><strong>Ora prova con il mio avatar personale</strong> e fai uno squillo allo <strong>0123917070</strong>. Il mio avatar (0123917070) ti risponderà con alcuni dei miei dati personali (puoi usarli per contattarmi).</p>
<h2>Ora Immagina come potresti utilizzare tutto questo per il tuo brand o per te stesso.</h2>
<ul>
<li>Metti il tuo avatar sul biglietto da visita. Il biglietto non lasciarlo al cliente, ma fagli fare lo squillo.</li>
<li>Metti il tuo avatar nella firma della posta elettronica</li>
<li>Assegna un avatar ad ogni prodotto, saprai quanti clienti sono interessati in tempo reale</li>
<li>Crea un avatar che rapprensenti al meglio la tua azienda e distribuiscilo ovunque (vetrine, cataloghi, pubblicità, brochure, GDO, centri commerciali, ecc..)</li>
<li>Non farti mai piu&#8217; trovare in fiera senza un avatar</li>
<li>Prepara un avatar per i tuoi convegni ed offri a chi ti ascolta un modo immediato per &#8220;seguirti&#8221; (follow me &#8211; non piu&#8217; solo su twitter)</li>
</ul>
<p>Il tuo avatar ti tiene aggiornato in tempo reale su quanti ti stanno seguendo e gradisce moltissimo partecipare al buzz sui principali social media.</p>
<h2>Ti piace l&#8217;idea?</h2>
<p>Allora puoi partire anche subito. Se hai bookmarkato il mio avatar (0123917070) saprai anche come contattarmi.<br />
Se sei entusiasta dell&#8217;idea e ci credi veramente, allora puoi entrare a far parte dell&#8217;&#8221;<a title="Enjoy Program" href="http://www.quick-pin.com/enjoy-program/" target="_blank">Enjoy Program</a>&#8221; che ti regala un avatar per tutto il tempo che vuoi.<br />
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		<title>Il ROI nei Social Media? Una stronzata galattica!</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Oct 2010 18:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Andrea Boaretto ci illumina sul ROI dei social media. Devo dire che non ha tutti i torti. Piuttosto che di ROI dovremmo parlare di &#8220;giuste prestazioni&#8221;  in relazione ad un obbiettivo specifico di marketing e definire  se e come i social media possono aiutarci a raggiungerlo. Lucia Barzanò (http://www.quellicheilvino.it/) afferma di vendere il 20% in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="440" height="390" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/MvmtJ822QQ0&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="440" height="390" src="http://www.youtube.com/v/MvmtJ822QQ0&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Andrea Boaretto ci illumina sul <strong>ROI</strong> dei <strong>social media</strong>.</p>
<p>Devo dire che non ha tutti i torti. Piuttosto che di ROI dovremmo parlare di &#8220;giuste prestazioni&#8221;  in relazione ad un obbiettivo specifico di marketing e definire  se e come i social media possono aiutarci a raggiungerlo.</p>
<p>Lucia Barzanò (<a href="http://www.quellicheilvino.it/">http://www.quellicheilvino.it/</a>) afferma di vendere il 20% in piu&#8217; grazie all&#8217;utilizzo dei socialmedia.<br />
Provate anche voi a <a href="http://twitter.com/#!/uccib" target="_blank">seguirla su Twitter</a>.<br />
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		<title>La TV che verrà: Internet TV</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/07/la-tv-che-verra-internet-tv/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 06:18:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuove opportunità di business. Non sarà certo passato inosservato l&#8217;annuncio di Google TV. L&#8217;idea è quella di portare internet nella TV. Detta così non sembra poi una gran novità. In realtà è una rivoluzione che apre nuove opportunità di business. Pensate alla vastità dei contenuti presenti su web ed alla comodità del nostro divano e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Nuove opportunità di business.</h2>
<p>Non sarà certo passato inosservato l&#8217;annuncio di <strong>Google TV</strong>.<br />
L&#8217;idea è quella di portare internet nella TV. Detta così non sembra poi una gran novità.</p>
<p>In realtà è una <strong>rivoluzione </strong>che apre <strong>nuove opportunità di business</strong>. Pensate alla vastità dei contenuti presenti su web ed alla comodità del nostro divano e della nostra poltrona preferita.<br />
<strong>Internet a portata di telecomando</strong>.</p>
<p><strong>Migliaia di applicazioni per l&#8217;intrattenimento e la produttività</strong> comodamente fruibili sdraiati in camera da letto. Internet diventa attraente per una fascia di utenza ancora poco avvezza all&#8217;uso del PC, del Netbook o dello smartphone (quelli che pensano che un iPad sia un tappetino).</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/diTpeYoqAhc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="385" src="http://www.youtube.com/v/diTpeYoqAhc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<h2>L&#8217;e-commerce e  la social intranet vanno in TV.</h2>
<p>Se dovessi elencare tutte le nuove opportunità offerte dalle Web TV, correrei il rischio di dilungarmi troppo. Ma piu&#8217; ci penso e piu&#8217; ne vedo.<br />
Prime tra tutte le opportunità offerte alle Imprese ed alle Agenzie di Comunicazione.<br />
Insomma, è innegabile che la TV sia in tutte le case. E&#8217; presente anche dove i personal computer non lo sono.<br />
Ma è internet a scavalcare i confini geografici; il computer però è scomodo e quando torniamo a casa dal lavoro molte volte preferiamo un bel tuffo carpiato sul divano piuttosto che un&#8217;altro paio d&#8217;ore seduti davanti ad un terminale.</p>
<p>Impugnate il telecomando e pensate invece di poter abbinare il tuffo carpiato ad una <strong>veloce visitina alla intranet</strong> aziendale per un aggiornamento sugli ordini in arrivo, proprio <strong>mentre seguite le previsioni del tempo</strong> per il prossimo week-end, e subito prima dello <strong>shopping on-line</strong>. Il tutto accompagnato dalla musica della vostra <strong>web radio</strong> del cuore.</p>
<p>State intravedendo le nuove opportunità o volete che continui?</p>
<h2>Siete pronti? Allora tenete presente che&#8230;</h2>
<p>La TV non è un PC, ne&#8217; un Netbook, ne&#8217; uno Smartphone e neppure un iPad. Non si utilizzano il mouse e la tastiera, ma il telecomando.<br />
Perciò:</p>
<ul>
<li>Tenete presente che il contenuto è re.
<ul>
<li>Portate gli utenti ai contenuti più velocemente e facilmente possibile.</li>
<li><span style="background-color: #ffffff;">Non interrompete quando gli utenti stanno guardando la TV. </span><span>Al contrario, rendete l&#8217;esperienza visiva migliore.</span></li>
</ul>
</li>
<li>Rispettate il contesto del soggiorno (o della camera da letto).
<ul>
<li>Pensate a quello che gli utenti e non vogliono fare quando stanno vedendo la TV con i loro familiari ed amici.</li>
</ul>
</li>
<li>Ricordate che la televisione è sociale.
<ul>
<li>Considerate come i gruppi potrebbero usare il vostro sito web o la vostra applicazione o intranet.</li>
<li>Offrite alle persone modi di utilizzare il sito o l&#8217;applicazione in contesti sociali.</li>
</ul>
</li>
<li>Imparate i pro ei contro degli schermi TV e audio.
<ul>
<li>Gli schermi televisivi sono più ampi ed i colori possono apparire molto diversi.</li>
<li>Il testo deve essere leggibile a distanza.</li>
<li>Il suono è ora un elemento di interfaccia utente.</li>
</ul>
</li>
<li>Rendetelo molto facile.
<ul>
<li>Offrite scelte semplici e rendete le azioni evidenti e facili da selezionare.</li>
<li><span style="background-color: #ffffff;">Fornite una navigazione semplice e adatta al telecomando.</span></li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Allora, cosa ne pensate delle Web TV? E&#8217; solo una moda passeggera o una nuova opportunità?<br />
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</ul>
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		<title>Twitter e Facebook? Sì, ma solo se in buona compagnia&#8230;</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/05/twitter-e-facebook-si-ma-solo-se-in-buona-compagnia/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 06:57:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non mi sto riferendo a &#8220;Followers&#8221; o &#8220;Fans&#8221;. E&#8217; innegabile che Facebook, Twitter e compagnia stiano sviluppando un&#8217;attrattiva quasi irresistibile per molte Aziende. Sono gratis, facili da implementare, personalizzabili e soprattutto godono di un&#8217;enorme visibilità. Perchè non farlo? Vien quasi da chiedersi perchè continuare ad investire sul proprio sito o sul proprio (pesante) blog. Sì, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Facebook_by_UncleWoodstock.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-539" title="Facebook_by_UncleWoodstock" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Facebook_by_UncleWoodstock-300x300.jpg" alt="Facebook_by_UncleWoodstock" width="300" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/Facebook_by_UncleWoodstock.jpg"></a>Non mi sto riferendo a &#8220;Followers&#8221; o &#8220;Fans&#8221;.<br />
E&#8217; innegabile che <strong>Facebook</strong>, <strong>Twitter </strong>e compagnia stiano sviluppando un&#8217;attrattiva quasi irresistibile per molte Aziende. Sono <strong>gratis</strong>, <strong>facili </strong>da implementare, <strong>personalizzabili </strong>e soprattutto godono di un&#8217;enorme <strong>visibilità</strong>. Perchè non farlo? Vien quasi da chiedersi <strong>perchè continuare ad investire sul proprio sito</strong> o sul proprio (pesante) blog. Sì, perchè <strong>manutenere un sito o un blog costa</strong>. Costa fatica, costa denaro, costa fantasia, costa impegno, costa personale, costa consulenza, ecc&#8230;</p>
<p>Ma c&#8217;è il rovescio della medaglia. I Social Media, i Social Network e le Connect Tech piu&#8217; in generale hanno cambiato radicalmente la realtà comunicativa del nostro secolo. Oggi viviamo in una realtà in cui le informazioni &#8220;fluttuano&#8221; in internet miscelandosi tra loro come in una sorta di <strong><a title="Social Network, la realtà colloidale" href="http://paolodonati.blogspot.com/2009/10/social-network-la-realta-colloidale.html" target="_blank">colloide</a></strong>. <em>Le informazioni </em>(di qualunque natura) <em>si trovano in uno stato finemente disperso, tra la soluzione omogenea e la dispersione eterogenea</em>.</p>
<p>I nostri tweet sono gocce nell&#8217;immenso mare del microblogging, i nostri fan non dedicano le loro attenzioni solo alla nostra pagina, e neppure i nostri readers vivono in trepida attesa di una nostra news o della pubblicazione di un nuovo video.</p>
<p>Se da un lato è vero che <strong>le piattaforme sociali godono di un pubblico<strong>(?)</strong> immenso</strong>, dall&#8217;altro è comunque vero che ogni informazioni si disperde immediatamente in una moltitudine caotica di  flussi informativi.</p>
<p><a title="Social Media Map" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/08/come-posso-utilizzare-i-social-media-per-il-mio-business/" target="_blank">Ogni strumento ha il suo giusto scopo</a>, non dimenticatelo. Una buona strategia comunicativa non può prescindere da questi presupposti. Il sito web ed il blog hanno la funzione di raccogliere i contenuti, organizzarli, conservarli e renderli persistenti (molto piu&#8217; di un tweet). Altre piattaforme, invece, servono molto meglio scopi divulgativi nel breve periodo o favoriscono in modo naturale la partecipazione dei nostri &#8220;followers&#8221; (cliccare su &#8216;mi piace&#8217; è molto piu&#8217; semplice che commentare un articolo).</p>
<p>In ultima analisi, <strong>è il mix di tutte le nostre attività che determina il successo</strong> o meno dei nostri sforzi comunicativi. Focalizzarsi su un unico strumento può voler dire essere destinati al fallimento.<br />
Cosa sarebbe la vostra pagina Facebook se non fosse &#8220;nutrita&#8221; dai contenuti del vostro blog, o dai video della vostro canale YouTube?</p>
<p>Perciò fate molta attenzione a non cadere in facili tentazioni. La strada che sembra piu&#8217; agevole è anche quella piu&#8217; ingannevole. Il Web 2.0 non è fatto da spettatori passivi pronti ad accogliere ogni vostra iniziativa.<a title="L'illusione di controllare la propria comunicazione" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/09/lillusione-di-controllare-la-propria-comunicazione-nellera-dei-social-media/" target="_blank"> Il Web 2.0 è molto diverso da ciò a cui molte Aziende erano abituate</a>.</p>
<p>Vedi anche:</p>
<p><a title="Dal web 1.0 al web 2.0" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/06/limportanza-di-saper-ascoltare-nellera-del-web-2-0/" target="_blank">L&#8217;importanza di saper ascoltare all&#8217;epoca del Web 2.0</a><br />
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		<title>International Forum for Enterprise 2.0</title>
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		<pubDate>Sat, 08 May 2010 06:50:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;International Forum for Enterprise 2.0 torna anche quest&#8217;anno in una veste rinnovata ed un programma molto ampio che si articola in due interessantissime giornate. Dal 9 al 10 Giugno un&#8217;agenda ricchissima di eventi a partecipazione gratuita (tra cui il BarCamp) ed altri a pagamento. Altra grande novità di questa edizione è il contest organizzato per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/ife2_2010.png"><img class="alignleft size-full wp-image-531" title="ife2_2010" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/ife2_2010.png" alt="ife2_2010" width="325" height="286" /></a><strong>L&#8217;International Forum for Enterprise 2.0 </strong>torna anche quest&#8217;anno in una veste rinnovata ed un programma molto ampio che si articola in due interessantissime giornate.</p>
<p>Dal 9 al 10 Giugno <a title="Agenda" href="http://www.enterprise2forum.it/it/agenda" target="_blank">un&#8217;agenda</a> ricchissima di eventi a partecipazione gratuita (tra cui il <a title="E2.0 Camp" href="http://barcamp.org/E20Camp" target="_blank">BarCamp</a>) ed altri a pagamento.</p>
<p>Altra grande novità di questa edizione è il <a title="Contest" href="http://ht.ly/1GefR" target="_blank">contest organizzato per le start-up</a> che stanno lavorando su progetti legati all&#8217;Enterprise 2.0 (wiki, blog, social bookmarking, ecc..).<br />
Avrete così l&#8217;opportunità di incontrare personalmente chi sviluppa soluzioni tecnologiche (anche OpenSource) per semplificare l&#8217;introduzione di questi nuovi paradigmi all&#8217;interno delle vostre imprese.</p>
<p>Se siete degli imprenditori e ancora non avete approfondito le tematiche legate all&#8217; Enterprise 2.0, allora questa è un&#8217;occasione da non perdere. Partecipare al Forum potrebbe essere il primo passo per portare la tua Azienda verso le opportunità offerte dai nuovi paradigmi che regolano internet e la comunicazione d&#8217;impresa.<br />
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		<title>La scelta dei collaboratori</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/04/la-scelta-dei-collaboratori/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 07:35:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[corporate 2.0]]></category>
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		<category><![CDATA[project management 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Web 2.0 sono le persone. Non le macchine, non le piattaforme software, non i template grafici e neppure i fogli di stile, ma le persone. Punto.
Oggi il web marketing è cambiato, ciò che funzionava cinque anni fa ora non produce piu' gli stessi risultati.
Le imprese che vogliono fare Web 2.0 devono cambiare. Punto.
Un Blog, un gruppo su Facebook, un account Twitter, una pagina MySpace o un album su Flickr sono "tentazioni" irresistibili per molte imprese, che inebriate dai fumi del Web 2.0 si gettano a capofitto nel mare dei Social Media.
Molti, tuttavia, rischiano di annegare. Non ci si tuffa in acque sconosciute se non si padroneggia la tecnica del nuoto.
Solo chi è conscio del fatto che il Web 2.0 sono le persone può passare l'esame di nuoto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/04/rooster.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-516" title="moms rooster" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/04/rooster.jpg" alt="moms rooster" width="380" height="357" /></a></p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il Web 2.0 sono le persone. Non le macchine, non le piattaforme software, non i template grafici e neppure i fogli di stile, ma le persone. Punto.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Oggi il web marketing è cambiato, ciò che funzionava cinque anni fa ora non produce piu&#8217; gli stessi risultati.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Le imprese che vogliono fare Web 2.0 devono cambiare. Punto.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Un Blog, un gruppo su Facebook, un account Twitter, una pagina MySpace o un album su Flickr sono &#8220;tentazioni&#8221; irresistibili per molte imprese, che inebriate dai fumi del Web 2.0 si gettano a capofitto nel mare dei Social Media.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Molti, tuttavia, rischiano di annegare. Non ci si tuffa in acque sconosciute se non si padroneggia la tecnica del nuoto.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Solo chi è conscio del fatto che il Web 2.0 sono le persone può passare l&#8217;esame di nuoto.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Voglio raccontarvi una storiella.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">L&#8217;Ing. Gallo, padrone de &#8220;il Pollaio&#8221; sta attraversando un momento di crisi. In realtà molte altre aziende come la sua sono in profonda crisi. La situazione è preoccupante.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">L&#8217;Ing. Gallo inizia a guardarsi attorno per cercare una scappatoia, una via di miglioramento che lo aiuti a superare &#8220;l&#8217;impasse&#8221;. Ben presto scopre che &#8220;la Giungla&#8221;, capitanata dal Sig. Leone sta vivendo un momento di grande prosperità. L&#8217;Ing. Gallo vuole assolutamente conoscere il segreto di Leone e fissa un appuntamento per far visita allo stabilimento del collega.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il Sig. Leone, a dispetto dell&#8217;aria un po&#8217; burbera, è molto cortese e disponibile.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Vede&#8221;, dice il Sig. Leone, &#8220;il mio segrato è molto semplice: scelgo con grande attenzione i miei collaboratori. Ho un metodo infallibile, utilizzo un test di intelligenza&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">L&#8217;Ing. Gallo non sta piu&#8217; nella pelle.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Ecco&#8221;, continua Leone, &#8220;stia a vedere&#8221;. E chiama il Dott. Elefante, il direttore Marketing.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Dott. Elefante&#8221;, domanda Leone, &#8220;risponda per cortesia a questa mia domanda: chi è figlio di tua madre e di tuo padre, ma non è nè tua sorella nè tuo fratello?&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Ma sono io&#8221;, risponde Elefante prima di congedarsi.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Ha capito ora Ing. Gallo?&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">L&#8217;Ing. Gallo è al settimo cielo. &#8220;Certo ho capito! Tutto qui?&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Al suo ritorno a &#8220;il Pollaio&#8221;, l&#8217;Ing. Gallo convoca il Dott. Tacchino per illustargli il test.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Dott. Tacchino, da oggi affronteremo il mercato in un modo nuovo e con nuovi partner che sceglieremo secondo un semplice test.&#8221;, esclama raggiante l&#8217;Ing. Gallo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Ascolti con attenzione, rifletta bene e mi risponda: chi è figlio di tua madre e di tuo padre, ma non è nè tua sorella nè tuo fratello?&#8221;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il Dott. Tacchino sembra perplesso e tentenna: &#8220;Mhh&#8230; devo riflettere. Convocherò i nostri manager migliori per un brain storming. Poi le sapremmo dire&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Così fu. Ma la sessione di brain storming non sembra dare i risultati sperati. I manager, stremati, optano per una pausa e chiedono alla segrataria, la Sig.na Gallina, di portare loro qualche caffè. La Sign.na Gallina deposita i caffè sul tavolo e non può fare a meno di leggere la frase scritta sulla lavagna: &#8220;chi è figlio di tua madre e di tuo padre, ma non è nè tua sorella nè tuo fratello?&#8221;. Sorride e nell&#8217;uscire dalla sala riunioni sussurra: &#8220;facile, ma sono io&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Eureka!&#8221;, esclama il Dott. Tacchino, &#8220;abbiamo la risposta!&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Così Tacchino, gonfio di orgoglio e sicuro del successo, si affretta verso l&#8217;ufficio dell&#8217;Ing. Gallo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Ing. Gallo&#8221;, cinguetta Tacchino, &#8220;abbiamo risolto il test.&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Benissimo&#8221;, ribatte Gallo, &#8220;sapevo di poter contare sul mio team. Allora qual&#8217;è la risposta&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Tacchino sorride e risponde: &#8220;la risposta è molto semplice: è la Sig.na Gallina!&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Ma cosa dice!! Idiota!!&#8221;, tuona l&#8217;Ing. Gallo, &#8220;La risposta esatta è che si tratta del Dott. Elefante&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La morale fatela voi.</div>
<p><strong>Il Web 2.0 sono le persone</strong>. Non le macchine, non le piattaforme software, non i template grafici e neppure i fogli di stile, ma le persone. Punto.</p>
<p>Oggi il web marketing è cambiato, ciò che funzionava cinque anni fa ora non produce piu&#8217; gli stessi risultati.</p>
<p><strong>Le imprese che vogliono fare Web 2.0 devono cambiare</strong>. Punto.</p>
<p>Un Blog, un gruppo su Facebook, un account Twitter, una pagina MySpace o un album su Flickr sono &#8220;tentazioni&#8221; irresistibili per molte imprese, che inebriate dai fumi del Web 2.0 si gettano a capofitto nel mare dei Social Media.</p>
<p>Molti, tuttavia, rischiano di annegare. <span style="text-decoration: underline;">Non ci si tuffa in acque sconosciute se non si padroneggia la tecnica del nuoto</span>.</p>
<p>Solo chi è conscio del fatto che il <span style="text-decoration: underline;"><strong>Web 2.0 sono le persone</strong></span> può passare l&#8217;esame di nuoto.</p>
<h2>Una breve storiella: L&#8217;Ing. Gallo vuole uscire dalla Crisi.</h2>
<p>L&#8217;Ing. Gallo, padrone de &#8220;il Pollaio&#8221; sta attraversando un momento di crisi. In realtà molte altre aziende come la sua sono in profonda crisi. La situazione è preoccupante.</p>
<p>L&#8217;Ing. Gallo inizia a guardarsi attorno per cercare una scappatoia, una via di miglioramento che lo aiuti a superare &#8220;l&#8217;impasse&#8221;.<br />
Ben presto scopre che &#8220;la Giungla&#8221;, capitanata dal Sig. Leone sta vivendo un momento di grande prosperità. L&#8217;Ing. Gallo vuole assolutamente conoscere il segreto di Leone e fissa un appuntamento per far visita allo stabilimento del collega.</p>
<p>Il Sig. Leone, a dispetto dell&#8217;aria un po&#8217; burbera, è molto cortese e disponibile.</p>
<p>&#8220;<em>Vede</em>&#8220;, dice il Sig. Leone, &#8220;<em>il mio segreto è molto semplice: scelgo con grande attenzione i miei collaboratori. Ho un metodo infallibile, utilizzo un test di intelligenza</em>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;Ing. Gallo non sta piu&#8217; nella pelle.</p>
<p>&#8220;<em>Ecco</em>&#8220;, continua Leone, &#8220;<em>stia a vedere</em>&#8220;. E chiama il Dott. Elefante, il direttore Marketing.</p>
<p>&#8220;<em>Dott. Elefante</em>&#8220;, domanda Leone, &#8220;<em>risponda per cortesia a questa mia domanda: chi è figlio di tua madre e di tuo padre, ma non è nè tua sorella nè tuo fratello?</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Ma sono io</em>&#8220;, risponde Elefante prima di congedarsi.</p>
<p>&#8220;<em>Ha capito ora Ing. Gallo?</em>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;Ing. Gallo è al settimo cielo. &#8220;<em>Certo ho capito! Tutto qui?</em>&#8220;.</p>
<p>Al suo ritorno a &#8220;il Pollaio&#8221;, l&#8217;Ing. Gallo convoca il Dott. Tacchino per illustargli il test.</p>
<p>&#8220;<em>Dott. Tacchino, da oggi affronteremo il mercato in un modo nuovo e con nuovi partner che sceglieremo secondo un semplice test.</em>&#8220;, esclama raggiante l&#8217;Ing. Gallo.</p>
<p>&#8220;<em>Ascolti con attenzione, rifletta bene e mi risponda: chi è figlio di tua madre e di tuo padre, ma non è nè tua sorella nè tuo fratello?</em>&#8221;</p>
<p>Il Dott. Tacchino sembra perplesso e tentenna: &#8220;<em>Mhh&#8230; devo riflettere. Convocherò i nostri manager migliori per un brain storming. Poi le sapremo dire</em>&#8220;.</p>
<p>Così fu. Ma la sessione di brain storming non sembra dare i risultati sperati. I manager, stremati, optano per una pausa e chiedono alla segrataria, la Sig.na Gallina, di portare loro qualche caffè. La Sign.na Gallina deposita i caffè sul tavolo e non può fare a meno di leggere la frase scritta sulla lavagna: &#8220;chi è figlio di tua madre e di tuo padre, ma non è nè tua sorella nè tuo fratello?&#8221;. Sorride, e nell&#8217;uscire dalla sala riunioni sussurra: &#8220;<em>facile, ma sono io</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Eureka!</em>&#8220;, esclama il Dott. Tacchino, &#8220;<em>abbiamo la risposta!</em>&#8220;.</p>
<p>Così Tacchino, gonfio di orgoglio e sicuro del successo, si affretta verso l&#8217;ufficio dell&#8217;Ing. Gallo.</p>
<p>&#8220;<em>Ing. Gallo</em>&#8220;, cinguetta Tacchino, &#8220;<em>abbiamo risolto il test.</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Benissimo</em>&#8220;, ribatte Gallo, &#8220;<em>sapevo di poter contare sul mio team. Allora qual&#8217;è la risposta</em>&#8220;.</p>
<p>Tacchino sorride e risponde: &#8220;<em>la risposta è molto semplice: è la Sig.na Gallina!</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Ma cosa dice!! Idiota!!</em>&#8220;, tuona l&#8217;Ing. Gallo, &#8220;<em>La risposta esatta è che si tratta del Dott. Elefante</em>&#8220;.</p>
<p>La morale fatela voi.<br />
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		<title>Internet, vitamine per il nostro cervello collettivo.</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/03/internet-vitamine-per-il-nostro-cervello-collettivo/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/03/internet-vitamine-per-il-nostro-cervello-collettivo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 17:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[crowdsourcing]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
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		<category><![CDATA[connection technologies]]></category>

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		<description><![CDATA[Sta emergendo un nuovo tipo di intelligenza, l&#8217;Intelligenza Collettiva. Uno sciame d&#8217;api, per esempio, quando si muove sembra governato da una sorta di &#8220;cervello&#8221; condiviso o Intelligenza Collettiva. L&#8217;Intelligenza Collettiva è un modo particolare di funzionamento dell&#8217;intelligenza che, superando il pensiero di gruppo (e le relative tendenze conformiste) ed il cognitivismo individuale, consente alla collettività [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/collective_intelligence.png"><img class="alignnone size-full wp-image-502" title="collective_intelligence" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/collective_intelligence.png" alt="collective_intelligence" width="316" height="265" /></a></p>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/collective_intelligence.png"></a>Sta emergendo un nuovo tipo di intelligenza, l&#8217;<strong>Intelligenza Collettiva</strong>.<br />
Uno sciame d&#8217;api, per esempio, quando si muove sembra governato da una sorta di &#8220;cervello&#8221; condiviso o Intelligenza Collettiva.</p>
<p>L&#8217;<strong>Intelligenza Collettiva</strong> è un modo particolare di funzionamento dell&#8217;intelligenza che, superando il pensiero di gruppo (e le relative tendenze conformiste) ed il cognitivismo individuale, <strong>consente alla collettività di cooperare mantenendo un livello di prestazioni intellettuali affidabile</strong>.<br />
Vale a dire che in genere le folle sono poco affidabili, conformiste e con una spiccata tendenza al livellamento verso il basso. Piu&#8217; che di Intelligenza Collettiva, nel caso delle <strong>folle </strong>si può parlare di <strong>Stupidità Collettiva</strong> (avete presente uno stadio?).</p>
<p>L&#8217;<strong>Intelligenza Collettiva</strong>, invece, <strong>favorisce la cooperazione con prestazioni affidabili</strong> (avete presente Wikipedia?).<br />
Benchè il concetto di Intelligenza Collettiva possa sembrare complesso e poco attinente al nostro quotidiano, in realtà lo sperimentiamo molto piu&#8217; spesso di quanto si possa immaginare. Al MIT, che hanno fondi e ricercatori, stanno prendendo la cosa molto sul serio già da qualche anno. Nel 2006 Thomas Malone ed alcuni colleghi hanno fondato il CCI, ovvero il <strong><span style="color: #0000ff;"><a title="CCI" href="http://cci.mit.edu/" target="_blank">Center for Collective Intelligence</a> <span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">(nel 2006 si inizia a parlare anche di Enterprise 2.0).</span></span></span></strong></p>
<h3><strong><span style="color: #0000ff;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">&#8220;<span style="color: #333399;">Come possono uomini e computers essere connessi in modo che assieme agiscano piu&#8217; intelligentemente di quanto non sia in grado di fare ogni singolo essere umano o computer? </span>&#8220;</span></span></span></strong></h3>
<p><strong><span style="color: #0000ff;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Questo si chiedono al CCI. Benchè da decenni si parli di Intelligenza Collettiva, oggi proprio grazie ad internet la questione sembra diventare piu&#8217; concreta. Milioni di persone possono condividere informazioni, idee e scambiarsi esperienze. La collaborazione assume nuove forme ed i risultati raccolti nel lavoro di squadra superano di gran lunga quelli dei singoli individui (vi ricorda qualcosa il genoma umano?).</span></span></span></strong></p>
<h2><strong><span style="color: #0000ff;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Le nuove tecnologie <span style="text-decoration: underline;">stanno realmente cambiando</span> il modo di lavore insieme?</span></span></span></strong></h2>
<p><strong><span style="color: #0000ff;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Oppure il web 2.0, l&#8217;enterprise 2.0, le reti collaborative ed il crowdsourcing sono solo chimere, miraggi illusori o utopie di pochi smanettoni un po&#8217; fissati?<br />
Può l&#8217;umanità evolvere verso una capacità superiore di risolvere i problemi, di pensiero e di integrazione attraverso la collaborazione e l&#8217;innovazione?<br />
Oppure siamo destinati all&#8217;esilio delle menti nell&#8217;individualismo cognitivo?</span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"> Internet ha cambiato qualcosa. Un problema molto complesso può essere risolto da milioni di computer che lavorano in tandem e suddiviso tra diversi colleghi che collaborano in tempo reale da un capo all&#8217;altro del pianeta. <strong>Linux</strong> è nato proprio così.</span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"><a title="OpenWetWare" href="http://openwetware.org/wiki/Main_Page" target="_blank">OpenWetWare </a>è un wiki che contiene milioni di informazioni su materiali, protocolli per esperimenti biologici, schemi, e risultati sperimentali. Ci sono oltre 7.000 persone tra ricercatori e scienziati di tutto il mondo che collaborano attivamente su oltre 13.000 pagine di contenuti. OpenWetWare è la Wikipedia della biologia.<br />
<strong><span style="color: #0000ff;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Seguendo il modello tradizionale del progresso scientifico possono passare dai 6 ai 12 mesi (tra pubblicazioni e discussioni) prima che uno scienziato venga a conoscenza delle scoperte di un collega. Con OpenWetWare il tempo massimo è di 6-12 minuti.</span></span></span></strong></span></span></span></strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/QI2zusRlKBs&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/QI2zusRlKBs&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Internet,  l&#8217;Intelligenza Collettiva e la collaborazione possono salvare l&#8217;ecologia del pianeta, possono curare malattie terribili e persino inventare il teletrasporto.<br />
Ma possono fare anche molto meno e servire fini un po&#8217; meno universali e lontani dal nostro quotidiano: <strong>possono salvare le nostre imprese</strong>.<br />
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