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	<title>Smartfeeling &#187; crowdsourcing</title>
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	<description>enterprise 2.0 and social media</description>
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		<title>Statebook, un Social Network per le P.A.</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 15:22:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[corporate 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[crowdsourcing]]></category>
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Non illudetevi, non si tratta del nostro &#8220;Bel Paese&#8221;.
Il Dipartimento di Stato Americano sta lanciando un Social Network interno (Statebook) per consentire agli impiegati di condividere meglio le informazioni e favorire la collaborazione. La piattaforma non assomiglierà tanto a Facebook, quanto al ben piu&#8217; professionale LinkedIn.
La speranza di Richard Boly, direttore di Stato di eDiplomacy [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2010%2F04%2Fstatebook-un-social-network-per-le-p-a%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2010%2F04%2Fstatebook-un-social-network-per-le-p-a%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/04/usa.png"><img class="alignnone size-full wp-image-510" title="usa" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/04/usa.png" alt="usa" width="200" height="200" /></a></p>
<p>Non illudetevi, non si tratta del nostro &#8220;Bel Paese&#8221;.<br />
Il Dipartimento di Stato Americano sta lanciando un Social Network interno (<strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://ohmygov.com/blogs/general_news/archive/2010/04/17/state-department-to-launch-its-own-social-network-statebook.aspx" target="_blank">Statebook</a></span></strong>) per consentire agli impiegati di condividere meglio le informazioni e favorire la collaborazione. La piattaforma non assomiglierà tanto a <strong>Facebook</strong>, quanto al ben piu&#8217; professionale <strong>LinkedIn</strong>.<br />
La speranza di Richard Boly, direttore di Stato di eDiplomacy (l&#8217;ufficio responsabile della creazione del sito), è che <strong>gli impiegati utilizzino la piattaforma per migliorare la comunicazione intra-dipartimentale</strong> e che condividano sul loro profilo il maggior numero possibile di informazioni.</p>
<p><strong>Collaborazione, condivisione delle informazioni e gestione della conoscenza </strong>sono spesso fonte di problemi in molte strutture, sia pubbliche che private, sia di grandi che piccole dimensioni.<br />
Richard Boly è convinto che i Social Media possano contribuire moltissimo al miglioramento della collaborazione ed alla gestione della conoscenza, offrendo alle strutture che ne fanno un uso professionale un importante strumento di lavoro.</p>
<p>A parte il nome (Statebook), l&#8217;iniziativa mi sembra molto interessante.<br />
Sono un profondo ed accanito sostenitore dei vantaggi che l&#8217;utilizzo di piattaforme sociali possono portare nell&#8217;ambiente lavorativo, tuttavia sono necessari alcuni cambiamenti.<br />
I manager devono abbandonare l&#8217;approccio &#8220;burocratico&#8221; e l&#8217;atteggiamento da &#8220;controllore&#8221; in favore di uno piu&#8217; orientato agli obiettivi ed alle strategie di collaborazione.<br />
L&#8217;utilizzo dei Social Media a livello Enterprise non può essere imposto dall&#8217;alto, non con successo.</p>
<p>Vedi anche:</p>
<ul>
<li> <strong><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/11/enterprise-2-0-dall-archiviazione-documentale-alla-condivisione-documentale/" target="_blank">Archiviazione 2.0: dall&#8217;archiviazione alla condivisione documentale.</a></strong></li>
</ul>
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		<item>
		<title>Internet, vitamine per il nostro cervello collettivo.</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/03/internet-vitamine-per-il-nostro-cervello-collettivo/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/03/internet-vitamine-per-il-nostro-cervello-collettivo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 17:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[crowdsourcing]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
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		<description><![CDATA[
			
				
			
		

Sta emergendo un nuovo tipo di intelligenza, l&#8217;Intelligenza Collettiva.
Uno sciame d&#8217;api, per esempio, quando si muove sembra governato da una sorta di &#8220;cervello&#8221; condiviso o Intelligenza Collettiva.
L&#8217;Intelligenza Collettiva è un modo particolare di funzionamento dell&#8217;intelligenza che, superando il pensiero di gruppo (e le relative tendenze conformiste) ed il cognitivismo individuale, consente alla collettività di cooperare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2010%2F03%2Finternet-vitamine-per-il-nostro-cervello-collettivo%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2010%2F03%2Finternet-vitamine-per-il-nostro-cervello-collettivo%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/collective_intelligence.png"><img class="alignnone size-full wp-image-502" title="collective_intelligence" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/collective_intelligence.png" alt="collective_intelligence" width="316" height="265" /></a></p>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/collective_intelligence.png"></a>Sta emergendo un nuovo tipo di intelligenza, l&#8217;<strong>Intelligenza Collettiva</strong>.<br />
Uno sciame d&#8217;api, per esempio, quando si muove sembra governato da una sorta di &#8220;cervello&#8221; condiviso o Intelligenza Collettiva.</p>
<p>L&#8217;<strong>Intelligenza Collettiva</strong> è un modo particolare di funzionamento dell&#8217;intelligenza che, superando il pensiero di gruppo (e le relative tendenze conformiste) ed il cognitivismo individuale, <strong>consente alla collettività di cooperare mantenendo un livello di prestazioni intellettuali affidabile</strong>.<br />
Vale a dire che in genere le folle sono poco affidabili, conformiste e con una spiccata tendenza al livellamento verso il basso. Piu&#8217; che di Intelligenza Collettiva, nel caso delle <strong>folle </strong>si può parlare di <strong>Stupidità Collettiva</strong> (avete presente uno stadio?).</p>
<p>L&#8217;<strong>Intelligenza Collettiva</strong>, invece, <strong>favorisce la cooperazione con prestazioni affidabili</strong> (avete presente Wikipedia?).<br />
Benchè il concetto di Intelligenza Collettiva possa sembrare complesso e poco attinente al nostro quotidiano, in realtà lo sperimentiamo molto piu&#8217; spesso di quanto si possa immaginare. Al MIT, che hanno fondi e ricercatori, stanno prendendo la cosa molto sul serio già da qualche anno. Nel 2006 Thomas Malone ed alcuni colleghi hanno fondato il CCI, ovvero il <strong><span style="color: #0000ff;"><a title="CCI" href="http://cci.mit.edu/" target="_blank">Center for Collective Intelligence</a> <span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">(nel 2006 si inizia a parlare anche di Enterprise 2.0).</span></span></span></strong></p>
<h3><strong><span style="color: #0000ff;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">&#8220;<span style="color: #333399;">Come possono uomini e computers essere connessi in modo che assieme agiscano piu&#8217; intelligentemente di quanto non sia in grado di fare ogni singolo essere umano o computer? </span>&#8220;</span></span></span></strong></h3>
<p><strong><span style="color: #0000ff;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Questo si chiedono al CCI. Benchè da decenni si parli di Intelligenza Collettiva, oggi proprio grazie ad internet la questione sembra diventare piu&#8217; concreta. Milioni di persone possono condividere informazioni, idee e scambiarsi esperienze. La collaborazione assume nuove forme ed i risultati raccolti nel lavoro di squadra superano di gran lunga quelli dei singoli individui (vi ricorda qualcosa il genoma umano?).</span></span></span></strong></p>
<h2><strong><span style="color: #0000ff;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Le nuove tecnologie <span style="text-decoration: underline;">stanno realmente cambiando</span> il modo di lavore insieme?</span></span></span></strong></h2>
<p><strong><span style="color: #0000ff;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Oppure il web 2.0, l&#8217;enterprise 2.0, le reti collaborative ed il crowdsourcing sono solo chimere, miraggi illusori o utopie di pochi smanettoni un po&#8217; fissati?<br />
Può l&#8217;umanità evolvere verso una capacità superiore di risolvere i problemi, di pensiero e di integrazione attraverso la collaborazione e l&#8217;innovazione?<br />
Oppure siamo destinati all&#8217;esilio delle menti nell&#8217;individualismo cognitivo?</span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"> Internet ha cambiato qualcosa. Un problema molto complesso può essere risolto da milioni di computer che lavorano in tandem e suddiviso tra diversi colleghi che collaborano in tempo reale da un capo all&#8217;altro del pianeta. <strong>Linux</strong> è nato proprio così.</span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;"><a title="OpenWetWare" href="http://openwetware.org/wiki/Main_Page" target="_blank">OpenWetWare </a>è un wiki che contiene milioni di informazioni su materiali, protocolli per esperimenti biologici, schemi, e risultati sperimentali. Ci sono oltre 7.000 persone tra ricercatori e scienziati di tutto il mondo che collaborano attivamente su oltre 13.000 pagine di contenuti. OpenWetWare è la Wikipedia della biologia.<br />
<strong><span style="color: #0000ff;"><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Seguendo il modello tradizionale del progresso scientifico possono passare dai 6 ai 12 mesi (tra pubblicazioni e discussioni) prima che uno scienziato venga a conoscenza delle scoperte di un collega. Con OpenWetWare il tempo massimo è di 6-12 minuti.</span></span></span></strong></span></span></span></strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/QI2zusRlKBs&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/QI2zusRlKBs&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Internet,  l&#8217;Intelligenza Collettiva e la collaborazione possono salvare l&#8217;ecologia del pianeta, possono curare malattie terribili e persino inventare il teletrasporto.<br />
Ma possono fare anche molto meno e servire fini un po&#8217; meno universali e lontani dal nostro quotidiano: <strong>possono salvare le nostre imprese</strong>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>I numeri di Wikipedia</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/01/i-numeri-di-wikipedia/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 07:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[crowdsourcing]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[wikipedia]]></category>

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		<description><![CDATA[
			
				
			
		
Immaginate un mondo in cui ogni singolo essere umano possa liberamente concorrere alla somma di tutta la conoscenza.
Questa non è pura utopia, ma l&#8217;obiettivo della Wikimedia Foundation.
Ci sono buone probabilità di successo e a confermarlo contribuisce anche  l&#8217;ultima raccolta fondi, che ha portato nelle casse della Fondazione circa 8 milioni di dollari.
230.000 donatori (tra cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2010%2F01%2Fi-numeri-di-wikipedia%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2010%2F01%2Fi-numeri-di-wikipedia%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<blockquote><p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/wikimedia_report.png"><img class="alignleft size-full wp-image-482" title="wikimedia_report" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/wikimedia_report.png" alt="wikimedia_report" width="267" height="257" /></a>Immaginate un mondo in cui ogni singolo essere umano possa liberamente concorrere alla somma di tutta la conoscenza.</p></blockquote>
<p>Questa non è pura utopia, ma l&#8217;obiettivo della <strong>Wikimedia Foundation</strong>.<br />
Ci sono buone probabilità di successo e a confermarlo contribuisce anche  l&#8217;ultima raccolta fondi, che ha portato nelle casse della Fondazione circa 8 milioni di dollari.</p>
<p>230.000 donatori (tra cui anche smartfeeling.org), 8 milioni di dollari di cui circa 1.8 mil. da donazioni effettuate da parte di altre illustri Fondazioni. La miglior raccolta fondi in assoluto in tutta la storia di Wikipedia.</p>
<p>Ci sono quindi segnali molto positivi per<a title="Wikipedia Strategic Planning" href="http://strategy.wikimedia.org/wiki/Main_Page" target="_blank"> il futuro di Wikipedia</a>, che si preannuncia quanto mai roseo ed indipendente.<br />
Potete scaricare il report completo a questo link: <a href="http://wikimediafoundation.org/wiki/Annual_Report">http://wikimediafoundation.org/wiki/Annual_Report</a>.</p>
<p>Ma il successo di questa ineguagliabile raccolta fondi dovrebbe infondere ottimismo anche in tutti coloro che credono fermamente nella libertà di internet, che quotidianamente si adoperano per fare della rete un posto migliore, perchè la fiducia data a Wikipedia è la fiducia nei confronti della condivisione, della partecipazione, dell&#8217;informazione libera da vincoli politici ed economici, del bene comune.</p>
<p>Devo ammettere che, come prima cosa questa mattina, leggere la mail della Wikimedia Foundation ha reso molto migliore la mia giornata.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;illusione di controllare la propria comunicazione nell&#8217;era dei Social Media</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/09/lillusione-di-controllare-la-propria-comunicazione-nellera-dei-social-media/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/09/lillusione-di-controllare-la-propria-comunicazione-nellera-dei-social-media/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 08:11:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Siete tutti convinti che ciò che scrivete sul vostro sito sia di vostro dominio?
Parlo di sito web e non di blog o community. Il vostro sito web, quello che non consente in alcun modo l'interazione con i vostri clienti, utenti, dipendenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F09%2Flillusione-di-controllare-la-propria-comunicazione-nellera-dei-social-media%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F09%2Flillusione-di-controllare-la-propria-comunicazione-nellera-dei-social-media%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/control_small.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-343" title="control_small" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/control_small.jpg" alt="control_small" width="394" height="324" /></a></p>
<p>Siete tutti convinti che ciò che scrivete sul vostro sito sia sotto il vostro controllo?<br />
Parlo di sito web e non di blog o community. Il vostro sito web, quello che non consente in alcun modo l&#8217;interazione con i vostri clienti, utenti, dipendenti.</p>
<p>Chi decide cosa e come scrivere sul vostro sito web istituzionale? Voi. Giusto?<br />
Nessun &#8220;estraneo&#8221; (brutto termine, scusate) può in alcun modo interagire con i contenuti da voi decisi, giusto?<br />
E se qualcuno ne dovesse parlare sul proprio blog, su twitter o su facebook, voi ne verreste subito a conoscenza, perchè il vostro responsabile marketing, la vostra redazione o il vostro team di comunicatori sono ben attrezzati e skillati 2.0, giusto?</p>
<p>In ogni caso, mai e poi mai sulla vostra home page comparirà il commento o la critica di un vostro cliente, giusto?<br />
Voglio dire, voi decidete la descrizione dei vostri prodotti/servizi, voi decidete la grafica e le foto, il tono e la forma della comunicazione commerciale. La comunicazione sul vostro sito è vostra, solo vostra. Quella la controllate voi, è l&#8217;ultimo baluardo che vi difende dal mondo la fuori, è la vostra isola di pace e serenità &#8220;comunicativa&#8221;.</p>
<p>Ora, prendete fiato. Un bel respiro, rilassatevi e godetevi la quiete e la sicurezza profusa dal vostro &#8220;baluardo&#8221;, il sito web.</p>
<p>Fatto? Vi lascio ancora qualche istante di piacere. Non abbiate fretta di leggere questo post tutto d&#8217;un fiato.</p>
<h2>La vostra comunicazione non è vostra, benvenuti nella quarta dimensione.</h2>
<p>Non piu&#8217; ormai. Stanno nascendo strumenti che mettono in grado gli utenti di interagire, commentare, confutare, estendere e condividere tutto ciò che voi dite a vostra insaputa e direttamente sulle pagine del vostro caro ed &#8220;istituzionalissimo&#8221; sito web. E&#8217; come se esistesse un universo parallelo in grado di sovrapporsi a quello in cui viviamo.<br />
Una sorta di &#8220;<strong>quarta dimensione</strong>&#8220;, un layer visibile solo a chi condivide i due universi paralleli.</p>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/layers.png"><img class="alignleft size-full wp-image-345" title="layers" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/layers.png" alt="layers" width="216" height="217" /></a>Layers, &#8220;strati&#8221; di informazioni che vengono depositate sul vostro sito istituzionale (o altro) e visibili (reali) a tutti coloro che appartengono anche all&#8217;altro universo. Una vera e propria &#8220;<strong>quarta dimensione dell&#8217;informazione</strong>&#8220;.<br />
In realtà è da tempo che i Social Media hanno aperto l&#8217;accesso a questa quarta dimensione. Blog, Micromedia, Social Networks, e affini hanno creato livelli di comunicazione sovrapposta.</p>
<p>Ma mai, fino ad ora, questi nuovi livelli potevano <strong>sovrapporsi fisicamente</strong> ad altri.<br />
Un blog può scrivere del vostro prodotto, un gruppo su facebook può parlare del vostro brand, un tweet può diffondere una notizia alla velocità del pensiero, ma lo fanno ognuno in un contesto separato e ben definito che può forse sovrapporsi <strong>concettualmente </strong>alla vostra informazione, ma mai <strong>fisicamente</strong>.  I Social Media, fino ad ora, non potevano valicare i confini fisici delle loro piattaforme per far capolino su altre senza l&#8217;esplicito desiderio di un qualche &#8220;responsabile di redazione&#8221;.</p>
<p>Una nuova piccola rivoluzione nella rivoluzione del 2.0. I Social Media e gli &#8220;<strong>User Generated Content&#8221; hanno scoperto come valicare i loro confini</strong>.<br />
E mentre molti di noi ancora faticano a comprendere <a href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=288" target="_blank">Twitter </a>e Frienfeed, ecco che silenziosa ma implacabile si fa strada una nuova generazione di strumenti in grado di rimescolare nuovamente le carte in gioco.</p>
<h2>E&#8217; come un gioco, basta unire i puntini.</h2>
<p>I baluardo che proteggeva la roccaforte della comunicazione aziendale stà cedendo. Ma sotto i colpi di chi o cosa?</p>
<p><a href="http://dotspots.com/#dots/all" target="_blank">DotSpots </a>(Spot the Truth, Connect the Dots): Non mi dilungherò a spiegarvi cosa faccia DotSpots, se avete letto fin qui il concetto vi è chiaro. Provatelo e basta. Per farlo vi servirà <strong>Firefox</strong>. Installate l&#8217;estensione per i browser ed eccovi catapultati nella quarta dimensione. Ogni volta che capiterete su una pagina commentata da altri utenti, vi verranno mostrati evidenziati i paragrafi commentati e compariranno a popup le finestre con i commenti (che voi potete arricchire con la vostra opinione). Anche aggiungere un nuovo commento è estremamente semplice, basta evidenziare il paragrafo di vostro interesse e cliccare su &#8220;Click to add a dot to this paragraph&#8221; (vedi immagine sotto).<br />
<a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/dotspots.png"><img class="size-full wp-image-346 alignnone" title="dotspots" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/dotspots.png" alt="dotspots" width="490" height="179" /></a></p>
<p><a href="http://www.google.com/sidewiki/intl/it/index.html" target="_blank">Google SideWiki</a>: E&#8217; il diretto concorrente di DotSpots, anche se tecnicamente presenta qualche differenza. Anche in questo caso dovete installare un&#8217;estensione per il browser (la Google Toolbar). Le funzionalità SideWiki sono disponibili cliccando sull&#8217;apposito bottone della barra, oppure direttamente nella pagina di navigazione, selezionando il testo desiderato.<br />
<a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/sidewiki.png"><img class="alignnone size-full wp-image-347" title="sidewiki" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/sidewiki.png" alt="sidewiki" width="589" height="129" /></a></p>
<p>Se istallerete sia SideWiki che DotSpots su Firefox, tenete presente che per utilizzare DotSpots dovrete disabilitare temporaneamente SideWiki perchè l&#8217;applicazione di Google non consente a DotSpots di funzionare al 100%.</p>
<p>Ecco fatto, ora tocca a voi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le idee sono come le api&#8230;</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/03/le-idee-sono-come-le-api/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 06:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[crowdsourcing]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>
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		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[api-cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[
			
				
			
		
Spesso mi interrogo sul come nascano le idee, quale sia la scintilla che genera l&#8217;intuizione iniziale. E&#8217; un un&#8217;attività puramente individuale, oppure un processo che vede coinvolti anche gli altri?
E&#8217; possibile categorizzare la nascita di un&#8217;idea secondo un modello logico razionale, oppure dobbiamo rifarci alle teorie quantistiche?
Le idee sono come le api. Ronzano attorno ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F03%2Fle-idee-sono-come-le-api%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F03%2Fle-idee-sono-come-le-api%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a href="http://3.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/ScnXJSpKvjI/AAAAAAAAAXE/I8vKQBr3Eus/s1600-h/beeideas.png" target="_blank" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5317017389710884402" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 186px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_U9qvMvDzEdw/ScnXJSpKvjI/AAAAAAAAAXE/I8vKQBr3Eus/s200/beeideas.png" border="0" alt="" /></a>Spesso mi interrogo sul come nascano le idee, quale sia la scintilla che genera l&#8217;intuizione iniziale. E&#8217; un un&#8217;attività puramente individuale, oppure un processo che vede coinvolti anche gli altri?<br />
E&#8217; possibile categorizzare la nascita di un&#8217;idea secondo un modello logico razionale, oppure dobbiamo rifarci alle teorie quantistiche?</p>
<p>Le idee sono come le api. Ronzano attorno ad un alveare (piu&#8217; o meno diffuso, piu&#8217; o meno &#8220;fisico&#8221;) e sviluppano il massimo valore quando collaborano.<br />
Il ciclo di vita delle api è piu&#8217; o meno questo: <span style="font-style: italic;">uovo</span>, <span style="font-style: italic;">larva</span>, <span style="font-style: italic;">pupa</span>, <span style="font-style: italic;">adulto</span>.<br />
Quando nella nostra mente (fisica o diffusa che sia) nasce un&#8217;intuizione, questa è come un uovo. E&#8217; tutt&#8217;altro che definita, ed è molto lontana sia nella forma che nella sostanza da quello che diverrà una volta passata allo stadio &#8220;adulto&#8221;.<br />
In realtà non sappiamo neppure se quell&#8217;<span style="font-style: italic;">uovo </span>diventerà mai una <span style="font-style: italic;">larva</span>, e se la larva troverà l&#8217;<span style="font-weight: bold;">energia </span>per diventare <span style="font-style: italic;">pupa </span>o se la pupa avrà <span style="font-weight: bold;">nutrici </span>che la porteranno allo stadio di <span style="font-style: italic;">adulto</span>.</p>
<p>Ecco, &#8220;<span style="font-weight: bold;">energia</span>&#8221; e &#8220;<span style="font-weight: bold;">nutrici</span>&#8220;, queste sono i concetti chiave che sovrintendono parte dell&#8217;esistenza di un&#8217;ape. Le api esistono perche esiste l&#8217;<span style="font-weight: bold;">alveare</span>. Ma l&#8217;alverare non è solo un luogo o un&#8217;entità fisica, l&#8217;alveare sono anche le altre api.<br />
Cosa diventa un <span style="font-style: italic;">uovo</span>? Pensate, in 16 giorni può diventare <span style="font-weight: bold;">regina</span>, in 21 giorni diventa <span style="font-weight: bold;">operaia </span>o <span style="font-weight: bold;">nutrice </span>ed in 26 diventa un <span style="font-weight: bold;">fuco</span>. L&#8217;alveare esiste perchè esistono le api, e le api esistono grazie alle loro interazioni nei diversi stadi del loro sviluppo.</p>
<p>Le idee e le api&#8230;<br />
Ultimamente rifletto spesso su quanto le imprese abbiano a cuore l&#8217;apicoltura o &#8220;<span style="font-weight: bold;">api-cultura</span>&#8220;.<br />
Vi lascio riflettere su una massima di <a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;q=%22albert+pike%22&amp;btnG=Cerca&amp;meta=" target="_blank">Albert Pike</a>, che stamattina è stata posta alla mia attenzione per una strana coincidenza:</p>
<div style="text-align: center;">
<blockquote><p>&#8220;Quello che abbiamo fatto per noi stessi muore con noi:<br />
quello che abbiamo fatto per gli altri<br />
e per il mondo rimane ed è immortale&#8221;</p></blockquote>
</div>
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		<title>Enterprise 2.0: parliamo di Crowdsourcing</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2008/12/enterprise-20-parliamo-di-crowdsourcing/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2008/12/enterprise-20-parliamo-di-crowdsourcing/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 06:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[crowdsourcing]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>

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		<description><![CDATA[
			
				
			
		

Crowdsourcing (da wikipedia)
Crowdsourcing (crowd + outsourcing) è un neologismo per un modello di business nel quale un’azienda o un’istituzione richiede lo sviluppo di un progetto, di un servizio o di un prodotto ad un insieme distribuito di persone non già organizzate in un team. Tale processo aviene attraverso degli strumenti web o comunque dei portali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2008%2F12%2Fenterprise-20-parliamo-di-crowdsourcing%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2008%2F12%2Fenterprise-20-parliamo-di-crowdsourcing%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/cv1BGM0CL8E&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/cv1BGM0CL8E&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p><em>Crowdsourcing (da wikipedia)</em></p>
<blockquote><p><strong>Crowdsourcing</strong> (crowd + <a title="Outsourcing" rel="nofollow" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Outsourcing" target="_blank">outsourcing</a>) è un neologismo per un modello di business nel quale un’azienda o un’istituzione richiede lo sviluppo di un progetto, di un servizio o di un prodotto ad un insieme distribuito di persone non già organizzate in un team. Tale processo aviene attraverso degli strumenti web o comunque dei portali su Internet.<br />
[...]<br />
Oggi il crowdsourcing rappresenta per le aziende un nuovo <strong>modello di open enterprise</strong> [...]</p></blockquote>
<p><a href="http://www.linkedin.com/in/funkysurfer" target="_blank">Marco Zamperini</a> ci parla di crowdsourcing, che è un buon esempio di enterprise 2.0 applicato all&#8217;industria del software.<br />
Il concetto centrale è quello di <strong>collaborazione </strong>e partecipazione ad un progetto comune, ed è valido in diversi contesti.<br />
Wikipedia è un buon esempio di crowdsourcing, che descrive perfettamente il concetto di collaborazione attraverso lo strumento del <strong>wiki</strong>.<br />
Il modello del crowdsourcing è un modello &#8220;disperso&#8221; (o diffuso), non centralizzato, che vede la partecipazione di moltissimi utenti alla realizzazione di un progetto comune. Le piccole quantità di tempo che ogni utente/attore dedica al progetto, vanno moltiplicate per il numero di utenti attivi e danno forma ad una enorme quantità di lavoro.<br />
Pensate a quale valore verrebbe sviluppato se i dipendenti di un&#8217;impresa dedicassero il loro tempo libero per contribuire alla crescita di progetti interni, magari proprio mediante l&#8217;utilizzo di un wiki (parleremo dei wiki in seguito).</p>
<p>Un&#8217;altro concetto molto importante per il successo di soluzioni enterprise 2.0 è la <strong>fiducia</strong>, la fiducia nei confronti degli utenti/attori/dipendenti.<br />
Le nuove generazioni non sono certo sprovvedute dal punto di vista tecnologico e di conoscenza dei media. Gran parte di loro utilizzano quotidianamente applicazioni web 2.0 e periferiche molto evolute. Inoltre, la partecipazione ad una attività &#8220;comunitaria&#8221; crea una sorta di codice di autoregolamentazione interno alla comunità stessa (in pratica si cerca di non fare brutte figure e di rispettare il piu&#8217; possibile le linee guida consigliate).</p>
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