Statebook, un Social Network per le P.A.

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Statebook, un Social Network per le P.A.

Non illudetevi, non si tratta del nostro "Bel Paese". Il Dipartimento di Stato Americano sta lanciando un Social Network interno (Statebook) per consentire agli impiegati di condividere meglio le informazioni e favorire la collaborazione. La piattaforma non assomiglierà tanto a Facebook, quanto al ben piu' professionale LinkedIn. La speranza di Richard Boly, direttore di Stato di eDiplomacy (l'ufficio responsabile della creazione del sito), è che gli impiegati utilizzino la piattaforma per migliorare la comunicazione intra-dipartimentale e che condividano sul loro profilo il maggior numero possibile di informazioni. Collaborazione, condivisione delle informazioni e gestione della conoscenza sono spesso fonte di problemi in molte strutture, sia pubbliche che private, sia di grandi che piccole dimensioni. Richard Boly è convinto che i Social Media possano contribuire moltissimo al miglioramento della collaborazione ed alla gestione della conoscenza, offrendo alle strutture che ne fanno un uso professionale un importante strumento di lavoro. A parte il nome (Statebook), l'iniziativa mi sembra molto interessante. Sono un profondo ed accanito sostenitore dei vantaggi che l'utilizzo di piattaforme sociali possono portare nell'ambiente lavorativo, tuttavia sono necessari alcuni cambiamenti. I manager devono abbandonare l'approccio "burocratico" e l'atteggiamento da "controllore" in favore di uno piu' orientato agli obiettivi ed alle strategie di collaborazione. L'utilizzo dei Social Media a livello ...

Internet, vitamine per il nostro cervello collettivo.

Categories: crowdsourcing, enterprise 2.0, internet, social media, social network, web 2.0
Internet, vitamine per il nostro cervello collettivo.

Sta emergendo un nuovo tipo di intelligenza, l'Intelligenza Collettiva. Uno sciame d'api, per esempio, quando si muove sembra governato da una sorta di "cervello" condiviso o Intelligenza Collettiva. L'Intelligenza Collettiva è un modo particolare di funzionamento dell'intelligenza che, superando il pensiero di gruppo (e le relative tendenze conformiste) ed il cognitivismo individuale, consente alla collettività di cooperare mantenendo un livello di prestazioni intellettuali affidabile. Vale a dire che in genere le folle sono poco affidabili, conformiste e con una spiccata tendenza al livellamento verso il basso. Piu' che di Intelligenza Collettiva, nel caso delle folle si può parlare di Stupidità Collettiva (avete presente uno stadio?). L'Intelligenza Collettiva, invece, favorisce la cooperazione con prestazioni affidabili (avete presente Wikipedia?). Benchè il concetto di Intelligenza Collettiva possa sembrare complesso e poco attinente al nostro quotidiano, in realtà lo sperimentiamo molto piu' spesso di quanto si possa immaginare. Al MIT, che hanno fondi e ricercatori, stanno prendendo la cosa molto sul serio già da qualche anno. Nel 2006 Thomas Malone ed alcuni colleghi hanno fondato il CCI, ovvero il Center for Collective Intelligence (nel 2006 si inizia a parlare anche di Enterprise 2.0). "Come possono uomini e computers essere connessi in modo che assieme agiscano piu' intelligentemente di quanto non ...

I numeri di Wikipedia

Categories: crowdsourcing, open source, web 2.0
I numeri di Wikipedia

Immaginate un mondo in cui ogni singolo essere umano possa liberamente concorrere alla somma di tutta la conoscenza. Questa non è pura utopia, ma l'obiettivo della Wikimedia Foundation. Ci sono buone probabilità di successo e a confermarlo contribuisce anche  l'ultima raccolta fondi, che ha portato nelle casse della Fondazione circa 8 milioni di dollari. 230.000 donatori (tra cui anche smartfeeling.org), 8 milioni di dollari di cui circa 1.8 mil. da donazioni effettuate da parte di altre illustri Fondazioni. La miglior raccolta fondi in assoluto in tutta la storia di Wikipedia. Ci sono quindi segnali molto positivi per il futuro di Wikipedia, che si preannuncia quanto mai roseo ed indipendente. Potete scaricare il report completo a questo link: http://wikimediafoundation.org/wiki/Annual_Report. Ma il successo di questa ineguagliabile raccolta fondi dovrebbe infondere ottimismo anche in tutti coloro che credono fermamente nella libertà di internet, che quotidianamente si adoperano per fare della rete un posto migliore, perchè la fiducia data a Wikipedia è la fiducia nei confronti della condivisione, della partecipazione, dell'informazione libera da vincoli politici ed economici, del bene comune. Devo ammettere che, come prima cosa questa mattina, leggere la mail della Wikimedia Foundation ha reso molto migliore la mia giornata.

L’illusione di controllare la propria comunicazione nell’era dei Social Media

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L’illusione di controllare la propria comunicazione nell’era dei Social Media

Siete tutti convinti che ciò che scrivete sul vostro sito sia sotto il vostro controllo? Parlo di sito web e non di blog o community. Il vostro sito web, quello che non consente in alcun modo l'interazione con i vostri clienti, utenti, dipendenti. Chi decide cosa e come scrivere sul vostro sito web istituzionale? Voi. Giusto? Nessun "estraneo" (brutto termine, scusate) può in alcun modo interagire con i contenuti da voi decisi, giusto? E se qualcuno ne dovesse parlare sul proprio blog, su twitter o su facebook, voi ne verreste subito a conoscenza, perchè il vostro responsabile marketing, la vostra redazione o il vostro team di comunicatori sono ben attrezzati e skillati 2.0, giusto? In ogni caso, mai e poi mai sulla vostra home page comparirà il commento o la critica di un vostro cliente, giusto? Voglio dire, voi decidete la descrizione dei vostri prodotti/servizi, voi decidete la grafica e le foto, il tono e la forma della comunicazione commerciale. La comunicazione sul vostro sito è vostra, solo vostra. Quella la controllate voi, è l'ultimo baluardo che vi difende dal mondo la fuori, è la vostra isola di pace e serenità "comunicativa". Ora, prendete fiato. Un bel respiro, rilassatevi e godetevi la quiete e la sicurezza profusa ...

Le idee sono come le api…

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Le idee sono come le api…

Spesso mi interrogo sul come nascano le idee, quale sia la scintilla che genera l'intuizione iniziale. E' un un'attività puramente individuale, oppure un processo che vede coinvolti anche gli altri? E' possibile categorizzare la nascita di un'idea secondo un modello logico razionale, oppure dobbiamo rifarci alle teorie quantistiche? Le idee sono come le api. Ronzano attorno ad un alveare (piu' o meno diffuso, piu' o meno "fisico") e sviluppano il massimo valore quando collaborano. Il ciclo di vita delle api è piu' o meno questo: uovo, larva, pupa, adulto. Quando nella nostra mente (fisica o diffusa che sia) nasce un'intuizione, questa è come un uovo. E' tutt'altro che definita, ed è molto lontana sia nella forma che nella sostanza da quello che diverrà una volta passata allo stadio "adulto". In realtà non sappiamo neppure se quell'uovo diventerà mai una larva, e se la larva troverà l'energia per diventare pupa o se la pupa avrà nutrici che la porteranno allo stadio di adulto. Ecco, "energia" e "nutrici", queste sono i concetti chiave che sovrintendono parte dell'esistenza di un'ape. Le api esistono perche esiste l'alveare. Ma l'alverare non è solo un luogo o un'entità fisica, l'alveare sono anche le altre api. Cosa diventa un uovo? Pensate, in 16 giorni ...

Enterprise 2.0: parliamo di Crowdsourcing

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Enterprise 2.0: parliamo di Crowdsourcing

Crowdsourcing (da wikipedia) Crowdsourcing (crowd + outsourcing) è un neologismo per un modello di business nel quale un’azienda o un’istituzione richiede lo sviluppo di un progetto, di un servizio o di un prodotto ad un insieme distribuito di persone non già organizzate in un team. Tale processo aviene attraverso degli strumenti web o comunque dei portali su Internet. [...] Oggi il crowdsourcing rappresenta per le aziende un nuovo modello di open enterprise [...] Marco Zamperini ci parla di crowdsourcing, che è un buon esempio di enterprise 2.0 applicato all'industria del software. Il concetto centrale è quello di collaborazione e partecipazione ad un progetto comune, ed è valido in diversi contesti. Wikipedia è un buon esempio di crowdsourcing, che descrive perfettamente il concetto di collaborazione attraverso lo strumento del wiki. Il modello del crowdsourcing è un modello "disperso" (o diffuso), non centralizzato, che vede la partecipazione di moltissimi utenti alla realizzazione di un progetto comune. Le piccole quantità di tempo che ogni utente/attore dedica al progetto, vanno moltiplicate per il numero di utenti attivi e danno forma ad una enorme quantità di lavoro. Pensate a quale valore verrebbe sviluppato se i dipendenti di un'impresa dedicassero il loro tempo libero per contribuire alla crescita di progetti interni, magari proprio mediante ...

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