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	<title>Smartfeeling &#187; corporate 2.0</title>
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	<description>enterprise 2.0 and social media</description>
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		<title>La TV che verrà: Internet TV</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/07/la-tv-che-verra-internet-tv/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 06:18:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[IT]]></category>
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		<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[
			
				
			
		
Nuove opportunità di business.
Non sarà certo passato inosservato l&#8217;annuncio di Google TV.
L&#8217;idea è quella di portare internet nella TV. Detta così non sembra poi una gran novità.
In realtà è una rivoluzione che apre nuove opportunità di business. Pensate alla vastità dei contenuti presenti su web ed alla comodità del nostro divano e della nostra poltrona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<h2>Nuove opportunità di business.</h2>
<p>Non sarà certo passato inosservato l&#8217;annuncio di <strong>Google TV</strong>.<br />
L&#8217;idea è quella di portare internet nella TV. Detta così non sembra poi una gran novità.</p>
<p>In realtà è una <strong>rivoluzione </strong>che apre <strong>nuove opportunità di business</strong>. Pensate alla vastità dei contenuti presenti su web ed alla comodità del nostro divano e della nostra poltrona preferita.<br />
<strong>Internet a portata di telecomando</strong>.</p>
<p><strong>Migliaia di applicazioni per l&#8217;intrattenimento e la produttività</strong> comodamente fruibili sdraiati in camera da letto. Internet diventa attraente per una fascia di utenza ancora poco avvezza all&#8217;uso del PC, del Netbook o dello smartphone (quelli che pensano che un iPad sia un tappetino).</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/diTpeYoqAhc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="385" src="http://www.youtube.com/v/diTpeYoqAhc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<h2>L&#8217;e-commerce e  la social intranet vanno in TV.</h2>
<p>Se dovessi elencare tutte le nuove opportunità offerte dalle Web TV, correrei il rischio di dilungarmi troppo. Ma piu&#8217; ci penso e piu&#8217; ne vedo.<br />
Prime tra tutte le opportunità offerte alle Imprese ed alle Agenzie di Comunicazione.<br />
Insomma, è innegabile che la TV sia in tutte le case. E&#8217; presente anche dove i personal computer non lo sono.<br />
Ma è internet a scavalcare i confini geografici; il computer però è scomodo e quando torniamo a casa dal lavoro molte volte preferiamo un bel tuffo carpiato sul divano piuttosto che un&#8217;altro paio d&#8217;ore seduti davanti ad un terminale.</p>
<p>Impugnate il telecomando e pensate invece di poter abbinare il tuffo carpiato ad una <strong>veloce visitina alla intranet</strong> aziendale per un aggiornamento sugli ordini in arrivo, proprio <strong>mentre seguite le previsioni del tempo</strong> per il prossimo week-end, e subito prima dello <strong>shopping on-line</strong>. Il tutto accompagnato dalla musica della vostra <strong>web radio</strong> del cuore.</p>
<p>State intravedendo le nuove opportunità o volete che continui?</p>
<h2>Siete pronti? Allora tenete presente che&#8230;</h2>
<p>La TV non è un PC, ne&#8217; un Netbook, ne&#8217; uno Smartphone e neppure un iPad. Non si utilizzano il mouse e la tastiera, ma il telecomando.<br />
Perciò:</p>
<ul>
<li>Tenete presente che il contenuto è re.
<ul>
<li>Portate gli utenti ai contenuti più velocemente e facilmente possibile.</li>
<li><span style="background-color: #ffffff;">Non interrompete quando gli utenti stanno guardando la TV. </span><span>Al contrario, rendete l&#8217;esperienza visiva migliore.</span></li>
</ul>
</li>
<li>Rispettate il contesto del soggiorno (o della camera da letto).
<ul>
<li>Pensate a quello che gli utenti e non vogliono fare quando stanno vedendo la TV con i loro familiari ed amici.</li>
</ul>
</li>
<li>Ricordate che la televisione è sociale.
<ul>
<li>Considerate come i gruppi potrebbero usare il vostro sito web o la vostra applicazione o intranet.</li>
<li>Offrite alle persone modi di utilizzare il sito o l&#8217;applicazione in contesti sociali.</li>
</ul>
</li>
<li>Imparate i pro ei contro degli schermi TV e audio.
<ul>
<li>Gli schermi televisivi sono più ampi ed i colori possono apparire molto diversi.</li>
<li>Il testo deve essere leggibile a distanza.</li>
<li>Il suono è ora un elemento di interfaccia utente.</li>
</ul>
</li>
<li>Rendetelo molto facile.
<ul>
<li>Offrite scelte semplici e rendete le azioni evidenti e facili da selezionare.</li>
<li><span style="background-color: #ffffff;">Fornite una navigazione semplice e adatta al telecomando.</span></li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Allora, cosa ne pensate delle Web TV? E&#8217; solo una moda passeggera o una nuova opportunità?</p>
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		<item>
		<title>La scelta dei collaboratori</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/04/la-scelta-dei-collaboratori/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/04/la-scelta-dei-collaboratori/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 07:35:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[corporate 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[project management 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Web 2.0 sono le persone. Non le macchine, non le piattaforme software, non i template grafici e neppure i fogli di stile, ma le persone. Punto.
Oggi il web marketing è cambiato, ciò che funzionava cinque anni fa ora non produce piu' gli stessi risultati.
Le imprese che vogliono fare Web 2.0 devono cambiare. Punto.
Un Blog, un gruppo su Facebook, un account Twitter, una pagina MySpace o un album su Flickr sono "tentazioni" irresistibili per molte imprese, che inebriate dai fumi del Web 2.0 si gettano a capofitto nel mare dei Social Media.
Molti, tuttavia, rischiano di annegare. Non ci si tuffa in acque sconosciute se non si padroneggia la tecnica del nuoto.
Solo chi è conscio del fatto che il Web 2.0 sono le persone può passare l'esame di nuoto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2010%2F04%2Fla-scelta-dei-collaboratori%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2010%2F04%2Fla-scelta-dei-collaboratori%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/04/rooster.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-516" title="moms rooster" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/04/rooster.jpg" alt="moms rooster" width="380" height="357" /></a></p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il Web 2.0 sono le persone. Non le macchine, non le piattaforme software, non i template grafici e neppure i fogli di stile, ma le persone. Punto.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Oggi il web marketing è cambiato, ciò che funzionava cinque anni fa ora non produce piu&#8217; gli stessi risultati.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Le imprese che vogliono fare Web 2.0 devono cambiare. Punto.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Un Blog, un gruppo su Facebook, un account Twitter, una pagina MySpace o un album su Flickr sono &#8220;tentazioni&#8221; irresistibili per molte imprese, che inebriate dai fumi del Web 2.0 si gettano a capofitto nel mare dei Social Media.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Molti, tuttavia, rischiano di annegare. Non ci si tuffa in acque sconosciute se non si padroneggia la tecnica del nuoto.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Solo chi è conscio del fatto che il Web 2.0 sono le persone può passare l&#8217;esame di nuoto.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Voglio raccontarvi una storiella.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">L&#8217;Ing. Gallo, padrone de &#8220;il Pollaio&#8221; sta attraversando un momento di crisi. In realtà molte altre aziende come la sua sono in profonda crisi. La situazione è preoccupante.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">L&#8217;Ing. Gallo inizia a guardarsi attorno per cercare una scappatoia, una via di miglioramento che lo aiuti a superare &#8220;l&#8217;impasse&#8221;. Ben presto scopre che &#8220;la Giungla&#8221;, capitanata dal Sig. Leone sta vivendo un momento di grande prosperità. L&#8217;Ing. Gallo vuole assolutamente conoscere il segreto di Leone e fissa un appuntamento per far visita allo stabilimento del collega.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il Sig. Leone, a dispetto dell&#8217;aria un po&#8217; burbera, è molto cortese e disponibile.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Vede&#8221;, dice il Sig. Leone, &#8220;il mio segrato è molto semplice: scelgo con grande attenzione i miei collaboratori. Ho un metodo infallibile, utilizzo un test di intelligenza&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">L&#8217;Ing. Gallo non sta piu&#8217; nella pelle.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Ecco&#8221;, continua Leone, &#8220;stia a vedere&#8221;. E chiama il Dott. Elefante, il direttore Marketing.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Dott. Elefante&#8221;, domanda Leone, &#8220;risponda per cortesia a questa mia domanda: chi è figlio di tua madre e di tuo padre, ma non è nè tua sorella nè tuo fratello?&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Ma sono io&#8221;, risponde Elefante prima di congedarsi.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Ha capito ora Ing. Gallo?&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">L&#8217;Ing. Gallo è al settimo cielo. &#8220;Certo ho capito! Tutto qui?&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Al suo ritorno a &#8220;il Pollaio&#8221;, l&#8217;Ing. Gallo convoca il Dott. Tacchino per illustargli il test.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Dott. Tacchino, da oggi affronteremo il mercato in un modo nuovo e con nuovi partner che sceglieremo secondo un semplice test.&#8221;, esclama raggiante l&#8217;Ing. Gallo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Ascolti con attenzione, rifletta bene e mi risponda: chi è figlio di tua madre e di tuo padre, ma non è nè tua sorella nè tuo fratello?&#8221;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il Dott. Tacchino sembra perplesso e tentenna: &#8220;Mhh&#8230; devo riflettere. Convocherò i nostri manager migliori per un brain storming. Poi le sapremmo dire&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Così fu. Ma la sessione di brain storming non sembra dare i risultati sperati. I manager, stremati, optano per una pausa e chiedono alla segrataria, la Sig.na Gallina, di portare loro qualche caffè. La Sign.na Gallina deposita i caffè sul tavolo e non può fare a meno di leggere la frase scritta sulla lavagna: &#8220;chi è figlio di tua madre e di tuo padre, ma non è nè tua sorella nè tuo fratello?&#8221;. Sorride e nell&#8217;uscire dalla sala riunioni sussurra: &#8220;facile, ma sono io&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Eureka!&#8221;, esclama il Dott. Tacchino, &#8220;abbiamo la risposta!&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Così Tacchino, gonfio di orgoglio e sicuro del successo, si affretta verso l&#8217;ufficio dell&#8217;Ing. Gallo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Ing. Gallo&#8221;, cinguetta Tacchino, &#8220;abbiamo risolto il test.&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Benissimo&#8221;, ribatte Gallo, &#8220;sapevo di poter contare sul mio team. Allora qual&#8217;è la risposta&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Tacchino sorride e risponde: &#8220;la risposta è molto semplice: è la Sig.na Gallina!&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8220;Ma cosa dice!! Idiota!!&#8221;, tuona l&#8217;Ing. Gallo, &#8220;La risposta esatta è che si tratta del Dott. Elefante&#8221;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 268px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La morale fatela voi.</div>
<p><strong>Il Web 2.0 sono le persone</strong>. Non le macchine, non le piattaforme software, non i template grafici e neppure i fogli di stile, ma le persone. Punto.</p>
<p>Oggi il web marketing è cambiato, ciò che funzionava cinque anni fa ora non produce piu&#8217; gli stessi risultati.</p>
<p><strong>Le imprese che vogliono fare Web 2.0 devono cambiare</strong>. Punto.</p>
<p>Un Blog, un gruppo su Facebook, un account Twitter, una pagina MySpace o un album su Flickr sono &#8220;tentazioni&#8221; irresistibili per molte imprese, che inebriate dai fumi del Web 2.0 si gettano a capofitto nel mare dei Social Media.</p>
<p>Molti, tuttavia, rischiano di annegare. <span style="text-decoration: underline;">Non ci si tuffa in acque sconosciute se non si padroneggia la tecnica del nuoto</span>.</p>
<p>Solo chi è conscio del fatto che il <span style="text-decoration: underline;"><strong>Web 2.0 sono le persone</strong></span> può passare l&#8217;esame di nuoto.</p>
<h2>Una breve storiella: L&#8217;Ing. Gallo vuole uscire dalla Crisi.</h2>
<p>L&#8217;Ing. Gallo, padrone de &#8220;il Pollaio&#8221; sta attraversando un momento di crisi. In realtà molte altre aziende come la sua sono in profonda crisi. La situazione è preoccupante.</p>
<p>L&#8217;Ing. Gallo inizia a guardarsi attorno per cercare una scappatoia, una via di miglioramento che lo aiuti a superare &#8220;l&#8217;impasse&#8221;.<br />
Ben presto scopre che &#8220;la Giungla&#8221;, capitanata dal Sig. Leone sta vivendo un momento di grande prosperità. L&#8217;Ing. Gallo vuole assolutamente conoscere il segreto di Leone e fissa un appuntamento per far visita allo stabilimento del collega.</p>
<p>Il Sig. Leone, a dispetto dell&#8217;aria un po&#8217; burbera, è molto cortese e disponibile.</p>
<p>&#8220;<em>Vede</em>&#8220;, dice il Sig. Leone, &#8220;<em>il mio segreto è molto semplice: scelgo con grande attenzione i miei collaboratori. Ho un metodo infallibile, utilizzo un test di intelligenza</em>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;Ing. Gallo non sta piu&#8217; nella pelle.</p>
<p>&#8220;<em>Ecco</em>&#8220;, continua Leone, &#8220;<em>stia a vedere</em>&#8220;. E chiama il Dott. Elefante, il direttore Marketing.</p>
<p>&#8220;<em>Dott. Elefante</em>&#8220;, domanda Leone, &#8220;<em>risponda per cortesia a questa mia domanda: chi è figlio di tua madre e di tuo padre, ma non è nè tua sorella nè tuo fratello?</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Ma sono io</em>&#8220;, risponde Elefante prima di congedarsi.</p>
<p>&#8220;<em>Ha capito ora Ing. Gallo?</em>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;Ing. Gallo è al settimo cielo. &#8220;<em>Certo ho capito! Tutto qui?</em>&#8220;.</p>
<p>Al suo ritorno a &#8220;il Pollaio&#8221;, l&#8217;Ing. Gallo convoca il Dott. Tacchino per illustargli il test.</p>
<p>&#8220;<em>Dott. Tacchino, da oggi affronteremo il mercato in un modo nuovo e con nuovi partner che sceglieremo secondo un semplice test.</em>&#8220;, esclama raggiante l&#8217;Ing. Gallo.</p>
<p>&#8220;<em>Ascolti con attenzione, rifletta bene e mi risponda: chi è figlio di tua madre e di tuo padre, ma non è nè tua sorella nè tuo fratello?</em>&#8221;</p>
<p>Il Dott. Tacchino sembra perplesso e tentenna: &#8220;<em>Mhh&#8230; devo riflettere. Convocherò i nostri manager migliori per un brain storming. Poi le sapremo dire</em>&#8220;.</p>
<p>Così fu. Ma la sessione di brain storming non sembra dare i risultati sperati. I manager, stremati, optano per una pausa e chiedono alla segrataria, la Sig.na Gallina, di portare loro qualche caffè. La Sign.na Gallina deposita i caffè sul tavolo e non può fare a meno di leggere la frase scritta sulla lavagna: &#8220;chi è figlio di tua madre e di tuo padre, ma non è nè tua sorella nè tuo fratello?&#8221;. Sorride, e nell&#8217;uscire dalla sala riunioni sussurra: &#8220;<em>facile, ma sono io</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Eureka!</em>&#8220;, esclama il Dott. Tacchino, &#8220;<em>abbiamo la risposta!</em>&#8220;.</p>
<p>Così Tacchino, gonfio di orgoglio e sicuro del successo, si affretta verso l&#8217;ufficio dell&#8217;Ing. Gallo.</p>
<p>&#8220;<em>Ing. Gallo</em>&#8220;, cinguetta Tacchino, &#8220;<em>abbiamo risolto il test.</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Benissimo</em>&#8220;, ribatte Gallo, &#8220;<em>sapevo di poter contare sul mio team. Allora qual&#8217;è la risposta</em>&#8220;.</p>
<p>Tacchino sorride e risponde: &#8220;<em>la risposta è molto semplice: è la Sig.na Gallina!</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Ma cosa dice!! Idiota!!</em>&#8220;, tuona l&#8217;Ing. Gallo, &#8220;<em>La risposta esatta è che si tratta del Dott. Elefante</em>&#8220;.</p>
<p>La morale fatela voi.</p>
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		<title>Statebook, un Social Network per le P.A.</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/04/statebook-un-social-network-per-le-p-a/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/04/statebook-un-social-network-per-le-p-a/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 15:22:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[corporate 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[crowdsourcing]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[collaborazione]]></category>
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		<category><![CDATA[impiegati]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[
			
				
			
		

Non illudetevi, non si tratta del nostro &#8220;Bel Paese&#8221;.
Il Dipartimento di Stato Americano sta lanciando un Social Network interno (Statebook) per consentire agli impiegati di condividere meglio le informazioni e favorire la collaborazione. La piattaforma non assomiglierà tanto a Facebook, quanto al ben piu&#8217; professionale LinkedIn.
La speranza di Richard Boly, direttore di Stato di eDiplomacy [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2010%2F04%2Fstatebook-un-social-network-per-le-p-a%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2010%2F04%2Fstatebook-un-social-network-per-le-p-a%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/04/usa.png"><img class="alignnone size-full wp-image-510" title="usa" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/04/usa.png" alt="usa" width="200" height="200" /></a></p>
<p>Non illudetevi, non si tratta del nostro &#8220;Bel Paese&#8221;.<br />
Il Dipartimento di Stato Americano sta lanciando un Social Network interno (<strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://ohmygov.com/blogs/general_news/archive/2010/04/17/state-department-to-launch-its-own-social-network-statebook.aspx" target="_blank">Statebook</a></span></strong>) per consentire agli impiegati di condividere meglio le informazioni e favorire la collaborazione. La piattaforma non assomiglierà tanto a <strong>Facebook</strong>, quanto al ben piu&#8217; professionale <strong>LinkedIn</strong>.<br />
La speranza di Richard Boly, direttore di Stato di eDiplomacy (l&#8217;ufficio responsabile della creazione del sito), è che <strong>gli impiegati utilizzino la piattaforma per migliorare la comunicazione intra-dipartimentale</strong> e che condividano sul loro profilo il maggior numero possibile di informazioni.</p>
<p><strong>Collaborazione, condivisione delle informazioni e gestione della conoscenza </strong>sono spesso fonte di problemi in molte strutture, sia pubbliche che private, sia di grandi che piccole dimensioni.<br />
Richard Boly è convinto che i Social Media possano contribuire moltissimo al miglioramento della collaborazione ed alla gestione della conoscenza, offrendo alle strutture che ne fanno un uso professionale un importante strumento di lavoro.</p>
<p>A parte il nome (Statebook), l&#8217;iniziativa mi sembra molto interessante.<br />
Sono un profondo ed accanito sostenitore dei vantaggi che l&#8217;utilizzo di piattaforme sociali possono portare nell&#8217;ambiente lavorativo, tuttavia sono necessari alcuni cambiamenti.<br />
I manager devono abbandonare l&#8217;approccio &#8220;burocratico&#8221; e l&#8217;atteggiamento da &#8220;controllore&#8221; in favore di uno piu&#8217; orientato agli obiettivi ed alle strategie di collaborazione.<br />
L&#8217;utilizzo dei Social Media a livello Enterprise non può essere imposto dall&#8217;alto, non con successo.</p>
<p>Vedi anche:</p>
<ul>
<li> <strong><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/11/enterprise-2-0-dall-archiviazione-documentale-alla-condivisione-documentale/" target="_blank">Archiviazione 2.0: dall&#8217;archiviazione alla condivisione documentale.</a></strong></li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Social Media Tour: da non perdere</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/03/social-media-tour-da-non-perdere/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/03/social-media-tour-da-non-perdere/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 16:17:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[corporate 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
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		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[
			
				
			
		

Social Media Tour
Perchè Internet fa davvero bene all&#8217;Italia.
Da Firenze, passando per Milano e Roma, un tour di eventi gratuiti per spiegare come i Social Media possano contribuire a rilanciare l&#8217;Italia, nel mondo.
Clicca qui per registrarti.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2010%2F03%2Fsocial-media-tour-da-non-perdere%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2010%2F03%2Fsocial-media-tour-da-non-perdere%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Ve_3kt8bBVo&amp;rel=0&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/Ve_3kt8bBVo&amp;rel=0&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<h1>Social Media Tour</h1>
<p>Perchè Internet fa davvero bene all&#8217;Italia.</p>
<p>Da Firenze, passando per Milano e Roma, un tour di eventi gratuiti per spiegare come i Social Media possano contribuire a rilanciare l&#8217;Italia, nel mondo.</p>
<p><a title="Registrati" href="http://socialmediatour.it/" target="_blank">Clicca qui per registrarti.</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Connection Technologies sempre piu&#8217; flessibili.</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/02/connection-technologies-sempre-piu-flessibili/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/02/connection-technologies-sempre-piu-flessibili/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 12:26:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[corporate 2.0]]></category>
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		<category><![CDATA[featured]]></category>
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		<category><![CDATA[social network]]></category>
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		<description><![CDATA[
			
				
			
		

Portare le nuove &#8220;ConnectTech&#8221; (o Social Media) all&#8217;interno dell&#8217;azienda non è cosa facile.
Molti concetti che fanno il successo del Web 2.0 (condivisione, user generated contents, profilo pubblico) sembrano stridere se nominati ad alta voce all&#8217;interno dei corridoi aziendali.
Una cosa è certa, l&#8217;Enterprise 2.0 non è il Web 2.0. Perciò non c&#8217;è da meravigliarsi se molti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2010%2F02%2Fconnection-technologies-sempre-piu-flessibili%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2010%2F02%2Fconnection-technologies-sempre-piu-flessibili%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a title="BEEing" href="http://www.smartfeeling.org/beeing/2010/02/18/la-flessibilita-di-beeing/" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-486" title="BEEing: tecnologia flessibile" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/flexible2.png" alt="BEEing: tecnologia flessibile" width="343" height="324" /></a></p>
<p>Portare le nuove &#8220;ConnectTech&#8221; (o Social Media) all&#8217;interno dell&#8217;azienda non è cosa facile.<br />
Molti concetti che fanno il successo del Web 2.0 (condivisione, user generated contents, profilo pubblico) sembrano stridere se nominati ad alta voce all&#8217;interno dei corridoi aziendali.</p>
<p>Una cosa è certa, l&#8217;Enterprise 2.0 non è il Web 2.0. Perciò non c&#8217;è da meravigliarsi se molti progetti partono con grandi idee ed obiettivi ambiziosi e finiscono poi con il ritrovarsi intrappolati tra le maglie della rete aziendale fatta di procedure scritte e prassi consolidate.</p>
<p>Gli strumenti &#8220;sociali&#8221; da applicare all&#8217;interno di un&#8217;azienda devono essere <strong>molto piu&#8217; flessibili e personalizzabili</strong> (e controllabili) di quelli che potremmo applicare tranquillamente al di fuori dei cancelli aziendali.</p>
<p>Questi i presupposti da cui sono partiti gli sviluppatori del primo framework Italiano orientato allo sviluppo di soluzioni Enterprise 2.0: <a title="BEEing" href="http://www.smartfeeling.org/beeing/2010/02/18/la-flessibilita-di-beeing/" target="_blank">BEEing</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Tutto concorre alla &#8220;Brand Reputation&#8221; e alla perdita del controllo</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/01/tutto-concorre-alla-brand-reputation-e-alla-perdita-del-controllo/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2010/01/tutto-concorre-alla-brand-reputation-e-alla-perdita-del-controllo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 09:29:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[corporate 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
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		<category><![CDATA[reputation 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[reputazione]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>

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		<description><![CDATA[
			
				
			
		
&#8220;La vita è troppo breve per il lavoro sbagliato&#8220;, recita così il pay-off di SOPO. E come dargli torto.
Sopo.it è il portale gestito dalla Ditta Buon Lavoro! S.r.l., vincitrice del bando per idee imprenditoriali innovative promosso dal Governo Italiano Politiche Giovanili dalla regione Puglia, e Principi Attivi.
L&#8217;idea è quella di realizzare un network in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2010%2F01%2Ftutto-concorre-alla-brand-reputation-e-alla-perdita-del-controllo%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2010%2F01%2Ftutto-concorre-alla-brand-reputation-e-alla-perdita-del-controllo%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a title="Sito ufficiale Sopo" href="http://www.sopo.it" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-450" title="sopo" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/sopo.png" alt="sopo" width="265" height="218" /></a>&#8220;<em>La vita è troppo breve per il lavoro sbagliato</em>&#8220;, recita così il pay-off di SOPO. E come dargli torto.</p>
<p><a href="http://www.sopo.it" target="_blank">Sopo.it</a> è il portale gestito dalla Ditta Buon Lavoro! S.r.l., vincitrice del bando per idee imprenditoriali innovative promosso dal Governo Italiano Politiche Giovanili dalla regione Puglia, e <a title="Bollenti Spiriti" href="http://bollentispiriti.regione.puglia.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=187&amp;Itemid=219" target="_blank">Principi Attivi</a>.<br />
L&#8217;idea è quella di realizzare un network in cui i dipendenti delle aziende hanno la possibilità di valutare (in modo <strong>anonimo</strong>) la qualità del loro lavoro, confrontarsi con altri dipendenti e consulenti in grado di supportarli nel cammino che porta al miglioramento della propria vita lavorativa.</p>
<p><strong>Migliorare la qualità del lavoro</strong>. Questo è lo scopo.<br />
Lo scopo è chiaro, un po&#8217; meno il business model (ma il punto non è questo).</p>
<p>Vi starete chiedendo come Sopo.it possa toccarvi, vero? Beh, se siete imprenditori e avete dei dipendenti allora vi tocca eccome, anzi tocca il vostro brand.<br />
Provate a dare un&#8217;occhiata a <a href="http://www.sopo.it/company/570/Ferrari" target="_blank">cosa dicono di Ferrari</a>, in 172 posizione.</p>
<blockquote><p><em>Azienda in profonda crisi organizzativa e manageriale, crisi dovuta agli stessi Managers. Poco chiara, non trasparente nelle decisioni strategiche, fermo restando che risulta difficile comprendere se vi siano strategie di … </em></p></blockquote>
<p>Touchè.</p>
<h2>Ma cosa sta accadendo?</h2>
<p>Questo è il web 2.0, questo è l&#8217;approccio bottom-up, questa è &#8220;<strong><em>l</em><em>a voce di chi fa le cose</em>&#8221; e non di chi viene pagato per raccontarle</strong>.<br />
E questo è ciò che oggi concorre anche alla reputazione del vostro marchio. Pensate a cosa accadrebbe se domani una qualche rete televisiva decidesse di fare un servizio sul web 2.0 e sul mondo del lavoro (del tipo &#8220;Una rivoluzione 2.0 nel mondo del lavoro&#8221;) e citasse il portale sopo.it, come spesso accade oggi con facebook.<br />
Anni di marketing e ricchi budget buttati al vento? Probabilmente no, ma sicuramente sarebbe una bella prova di &#8220;modernità&#8221; per molte imprese.<br />
Le piu&#8217; &#8220;2.0&#8243; riuscirebbero a cogliere l&#8217;occasione di migliorarsi e potrebbero trarre vantaggi anche da questo, ma forse non comparirebbero neppure agli ultimi posti della classifica.</p>
<h3>La perdita del controllo.</h3>
<p>E&#8217; l&#8217; incubo di molti imprenditori ancora troppo legati a retaggi del passato. <a title="L’illusione di controllare la propria comunicazione nell’era dei Social Media" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/09/lillusione-di-controllare-la-propria-comunicazione-nellera-dei-social-media/" target="_blank">Il controllo è solo un&#8217;illusione</a>.<br />
Oggi il vero controllo si ottiene <strong>partecipando alla conversazione</strong>, e non con imposizioni restrittive.<br />
E&#8217; una rivoluzione, è vero. Ma quando si parla di cambiamento prodotto dal web 2.0, e oggi se ne straparla in tutte le salse, si parla in fondo proprio di questo.<br />
&#8220;<strong>Bottom-Up</strong>&#8221; non dovrebbe suonare come una minaccia, ma come un&#8217;<strong>opportunità</strong>. L&#8217;opportunità di mettersi in gioco e migliorare, crescere e consolidare il proprio business e la propria azienda che, non dimentichiamolo, è fatta soprattutto di persone (e dalle persone).</p>
<p>Quindi, se state pensando di limitare l&#8217;accesso ad internet dei vostri dipendenti o di far depositare i cellulari in un apposito armadietto, ripensateci.<br />
Internet non è certo il problema o la causa principale della distrazione dei vostri dipendenti. Semmai è un&#8217; opportunità per voi.<br />
Ma se i vostri impiegati manifestano un calo di produttività, probabilmente dovreste cercare le cause e non i sintomi.</p>
<p>Secondo voi, in un contesto economico come quello attuale, le aziende possono trovare giovamento da un maggior coinvolgimento dei loro dipendenti?<br />
La qualità del lavoro può influire sulla resa?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Enterprise 2.0: dall&#8217; &#8220;Archiviazione Documentale&#8221; alla &#8220;Condivisione Documentale&#8221;</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/11/enterprise-2-0-dall-archiviazione-documentale-alla-condivisione-documentale/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/11/enterprise-2-0-dall-archiviazione-documentale-alla-condivisione-documentale/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 09:41:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[corporate 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[presentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.smartfeeling.org/blog/?p=402</guid>
		<description><![CDATA[In questa presentazione ho cercato di affrontare il concetto di "Archiviazione Documentale" da un punto di vista collaborativo, quello dei progetti Enterprise 2.0.
Per moltissime imprese è ancora difficile comprendere i vantaggi di soluzioni Enterprise 2.0.
Troppo spesso si confonde l'Enterprise 2.0 con il Web 2.0. Tuttavia utilizzare strumenti come i Social Media all'interno dell'azienda e ben altra cosa che farlo a scopo personale e privato per il proprio svago.
Dedicare tempo e risorse ad attività "sociali" all'interno e verso l'esterno dell'azienda fornisce alle imprese un grandissimo vantaggio competitivo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F11%2Fenterprise-2-0-dall-archiviazione-documentale-alla-condivisione-documentale%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F11%2Fenterprise-2-0-dall-archiviazione-documentale-alla-condivisione-documentale%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<div id="__ss_2481929" style="width: 425px; text-align: left;"><a style="font:14px Helvetica,Arial,Sans-serif;display:block;margin:12px 0 3px 0;text-decoration:underline;" title="Archiviazione2.0" href="http://www.slideshare.net/angelo.geminiani/archiviazione20">Archiviazione2.0</a><object style="margin:0px" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=archiviazione2-0-091112030959-phpapp01&amp;stripped_title=archiviazione20" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed style="margin:0px" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=archiviazione2-0-091112030959-phpapp01&amp;stripped_title=archiviazione20" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="font-size: 11px; font-family: tahoma,arial; height: 26px; padding-top: 2px;">View more <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/">documents</a> from <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/angelo.geminiani">Gian Angelo Geminiani</a>.</div>
</div>
<p>In questa presentazione ho cercato di affrontare il concetto di &#8220;Archiviazione Documentale&#8221; da un punto di vista collaborativo, quello dei progetti Enterprise 2.0.<br />
Per moltissime imprese è ancora difficile comprendere i vantaggi di soluzioni Enterprise 2.0.<br />
Troppo spesso si confonde l&#8217;Enterprise 2.0 con il Web 2.0. Tuttavia utilizzare strumenti come i Social Media all&#8217;interno dell&#8217;azienda e ben altra cosa che farlo a scopo personale e privato per il proprio svago.<br />
Dedicare tempo e risorse ad attività &#8220;sociali&#8221; all&#8217;interno e verso l&#8217;esterno dell&#8217;azienda fornisce alle imprese un grandissimo vantaggio competitivo.</p>
<p>Anche un semplice progetto di &#8220;Archiviazione Documentale&#8221; può trasformarsi in un progetto collaborativo in grado di innestare una spirale di miglioramento dei processi e crescita del personale interno.<br />
Già, perchè non dobbiamo dimenticarci del personale interno.</p>
<p>Secondo voi, sono piu&#8217; i rischi o i vantaggi nell&#8217;affrontare un progetto di questo tipo. E perchè?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/11/enterprise-2-0-dall-archiviazione-documentale-alla-condivisione-documentale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Enterprise 2.0: a scuola di web 2.0 per ri-abituarsi a scrivere</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/11/enterprise-2-0-a-scuola-di-web-2-0-per-ri-abituarsi-a-scrivere/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/11/enterprise-2-0-a-scuola-di-web-2-0-per-ri-abituarsi-a-scrivere/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 08:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[corporate 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[La ricerca della professoressa di retorica  Andrea Lunsford, recentemente segnalata in un articolo comparso sull'ultimo numero di Wired ("i letterati di Twitter" di Clive Thompson), mi ha stimolato a riflettere nuovamente sulle cause che rendono la comunicazione e la condivisione delle informazioni tanto difficile all'interno di molte strutture aziendali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/mail_old.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-391" title="mail_old" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/mail_old-300x221.jpg" alt="mail_old" width="300" height="221" /></a> La ricerca della professoressa di retorica  <a title="Andrea Lunsford" href="http://www.stanford.edu/~lunsfor1/" target="_blank">Andrea Lunsford</a>, recentemente segnalata in un articolo comparso sull&#8217;ultimo numero di Wired (<a title="I Lettarati di Twitter - WIRED" href="http://www.wired.it/magazine/archivio/2009/09/password/clive-thompson-i-letterati-di-twitter.aspx" target="_blank">&#8220;i letterati di Twitter</a>&#8221; di Clive Thompson), mi ha stimolato a riflettere nuovamente sulle cause che rendono la comunicazione e la condivisione delle informazioni tanto difficile all&#8217;interno di molte strutture aziendali.</p>
<p>Tra le varie cause di ordine culturale e strutturale, c&#8217;è anche il fatto che molti impiegati (e anche qualche manager) hanno perso l&#8217;abitudine di scrivere. Per molti, l&#8217;ultima volta in cui è stato prodotto un testo scritto risale ai trascorsi scolastici e non si tratta certo di scritti con particolari finalità comunicative (semmai finalizzate a prendere un bel voto).</p>
<p>Ma scrivere per il giudizio del professore o del proprio capo ufficio, non è come scrivere per comunicare, per discutere, per convincere, organizzare o condividere informazioni. La &#8220;prosa&#8221; aziendale (così come quella accademica) è ben diversa da quella che scopriamo leggendo gli articoli in un blog, i micro-aggiornamenti di twitter o i messaggi liofilizzati di un SMS.</p>
<p>La grande differenza sta negli <strong>obiettivi</strong>.<br />
Quando si scrive una relazione per il capo lo scopo <strong>non </strong>è quello di <strong>comunicare </strong>(nel senso sociale del termine) o discutere qualche concetto, ma di riportare su carta quanto già detto e discusso in precedenza. Non abbiamo la pretesa o il desiderio che quel documento arricchisca in alcun modo o stimoli una qualunque conversazione. A voi è mai capitato di leggere i verbali di un&#8217;assemblea o il resoconto di una riunione trovandovi i punti di vista o l&#8217;opinione dell&#8217;autore?</p>
<p>La scrittura &#8220;<strong>sociale</strong>&#8221; è ben altra cosa. Quando scriviamo per gli altri, per fornire una qualche spiegazione, per discutere un concetto, per condividere emozioni o per organizzare un evento di gruppo, dobbiamo essere in grado di variare il tono e la forma del nostro esposto in funzione di chi abbiamo di fronte ed allo <strong>scopo di essere ben compresi</strong>. Non conta tanto il numero di informazioni espresse, quanto il modo e la chiarezza con cui le esprimiamo. In questo senso, ci si aspetta un feedback da parte dell&#8217;interlocutore che ci informi sul fatto che ciò che abbiamo detto sia stato compreso.</p>
<h2>A scuola dai Social Media per imparare a condividere e comunicare.</h2>
<p>Il punto è che molte organizzazioni si strutturano a &#8220;silos&#8221; compartimentali non per scelta razionale, ma per una sorta di automatismo indotto dal fatto che molti individui hanno &#8220;perso&#8221; l&#8217;abitudine di comunicare e produrre informazioni per gli altri.<br />
L&#8217;utilizzo dei Social Media all&#8217;interno delle imprese può diventare un validissimo strumento per l&#8217;accrescimento culturale del personale interno, ri-abituando le persone (o istruendole) a comunicare.<br />
Il <strong>blog </strong>interno, l&#8217;utilizzo di <strong>Twitter </strong>o <strong>Yammer</strong>, la <strong>chat </strong>aziendale, possono essere non solo degli eccezionali media per le informazioni aziendali, ma anche delle vere e proprie &#8220;<strong><em>palestre di comunicazione&#8221;</em></strong>.<br />
Perchè, come già detto ormai in tutte le salse, <strong>il successo non è dovuto agli strumenti, ma alle persone</strong>.</p>
<p>Non credete anche voi che l&#8217;utilizzo dei Social Media all&#8217;interno delle imprese possa produrre molti cambiamenti positivi?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>A tutto WEB 2.0! Ma non per tutti&#8230;.</title>
		<link>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/10/a-tutto-web-2-0-ma-non-per-tutti/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 09:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[IT]]></category>
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Tutti 2.0.
Affidereste i vostri risparmi al fruttivendolo sotto casa?
Ha un buon registratore di cassa e probabilmente è finanziariamente piu&#8217; &#8220;solido&#8221; di molte banche, tuttavia dubito che qualcuno di voi gli affiderebbe i propri risparmi.
Allo stesso modo, deleghereste a quel bravissimo pittore che espone tutte le domeniche nella piazza centrale la campagna marketing per il lancio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/10/LaBandaDegliOnesti.jpg"><img class="size-full wp-image-381 alignnone" title="LaBandaDegliOnesti" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/10/LaBandaDegliOnesti.jpg" alt="LaBandaDegliOnesti" width="319" height="319" /></a></p>
<h2 style="font-size: 1.5em;">Tutti 2.0.</h2>
<p><strong>Affidereste i vostri risparmi al fruttivendolo sotto casa?</strong><br />
Ha un buon registratore di cassa e probabilmente è finanziariamente piu&#8217; &#8220;solido&#8221; di molte banche, tuttavia dubito che qualcuno di voi gli affiderebbe i propri risparmi.<br />
Allo stesso modo, deleghereste a quel bravissimo pittore che espone tutte le domeniche nella piazza centrale la campagna marketing per il lancio del vostro ultimo prodotto?<br />
Magari ne verrebbe fuori una campagna eccezionale, ma dubito che lo fareste.</p>
<p><strong>Il WEB 2.0 impazza.</strong> Oggi è tutto 2.0.<br />
Web 2.0, Enterprise 2.0, Marketing 2.0, SEO 2.0, Business 2.0, Trading 2.0, Lending  2.0, Comunicazione 2.0, Strategie 2.0, eccetera 2.0.</p>
<p><strong>Ma siamo proprio sicuri che il contenuto di ciò che ci viene proposto in quelle carinissime e coloratissime confezioni etichettate 2.0 corrisponda realmente alle indicazioni riportate sulla confezione?<br />
E noi, siamo pronti per questi prodotti innovativi? </strong></p>
<p>Da una parte abbiamo la <strong>Crisi</strong>, che non è dovuta ad un&#8217;incertezza temporanea ma al cambiamento profondo di alcuni paradigmi.<br />
Dall&#8217;altra le <strong>Imprese</strong>, che in Italia sono per la maggior parte PMI, che hanno pochi ordini a portafoglio, molte incertezze ma tanta voglia di innovare, di sperimentare e di farcela.<br />
In mezzo ci sono i <strong>Consulenti</strong>, le Società di Consulenza, le Agenzie e le Software House, tutti improvvisamente molto<strong> &#8220;2.0&#8243;</strong>.</p>
<p>Riepilogando: <strong>CRISI -&gt; PMI &lt;- IT/MKT CONSULTING</strong></p>
<p>Miscela esplosiva. Ecco che migliaia di Venditori provenienti dai piu&#8217; disparati settori, dopo un&#8217;infarinatura di &#8220;2.0&#8243; si lanciano famelici sul mercato. Poco importa se i clienti non sanno neppure di cosa si stia parlando (purtroppo non solo i clienti) ed a cosa si vada incontro, l&#8217;importante è fare budget. Agenzie di Consulting che fino a pochi mesi fa proponevano soluzioni di &#8220;Tracciabilità&#8221; oggi propongono &#8220;il Corporate Blog&#8221;, Web Designer che passano dal restyling del sito alla vendita di ambiziosi Social Network Aziendali, Agenzie Marketing che improvvisano &#8220;fanta-mirabolanti&#8221; campagne su Facebook e produttori di sistemi di archiviazione documentale che osano soluzioni &#8220;Enterprise 2.0&#8243; .<br />
<strong>IL CAOS!</strong></p>
<p>E gli Imprenditori? Loro sono un po&#8217; confusi ed il rischio è che perdano un treno importante per il loro futuro.<br />
Io sono il primo ad incitare alla sperimentazione ed all&#8217;introduzione del 2.0, ma va fatto con cognizione di causa e <strong>sotto la <span style="text-decoration: underline;">guida </span>di una mano esperta</strong>, <strong>non sotto la <span style="text-decoration: underline;">spinta </span>di venditori invasati</strong>.</p>
<h2 style="font-size: 1.5em;">La ricetta per smascherare i falsari del 2.0.</h2>
<p>Ma non temete, la ricetta per smascherare i &#8220;fake&#8221; è molto semplice ed è composta da pochi ingredienti ed un unico condimento: <strong>il buon senso</strong>.</p>
<ul>
<li><strong>Valutare le persone</strong>:  Nulla di piu&#8217; facile. Digitate nome e cognome di chi vi si propone su Google. Se nella prima pagina non trovate traccia di un <a title="L'importanza di un profilo su internet" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/10/a-cosa-serve-avere-un-profilo-pubblico-su-internet/" target="_blank">profilo</a> su LinkedIn, di un sito personale, di un blog personale, di una qualche attività su viadeo (o altri network professionali), di un canale friendfeed, della pubblicazione di video su YouTube, di presentazioni su SlideShare, della partecipazione a gruppi di discussione o forum, allora potete avere la certezza che chi vi stà di fronte non ha idea di ciò di cui vi stà parlando. <strong>Il Web 2.0 non si racconta, si fa</strong>.</li>
<li><strong>Valutare le agenzie e le società di consulenza</strong>: Vedi sopra. Sotto con Google, ma questa volta cercate anche un account su Twitter, una pagina su Facebook e valutate la bontà delle attività comunicative fatte sul web. Se <strong>fanno web 2.0</strong>, allora state pur certi che troverete anche i giudizi di qualche cliente. Inoltre non può mancare un corporate blog. Cercatelo e provate a postare un commento un po&#8217; cattivello che metta in dubbio la riuscita dei servizi che propongono. Non vi aspettate una risposta ne&#8217; la pubblicazione del post, se il blog è un<a title="Fake Blog su wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fake_blog" target="_blank"> flog</a>. Ma se l&#8217;agenzia è seria e valida, allora risponderà con tono gentile e trasformerà il vostro commento acido in un punto a favore per la loro immagine di comunicatori su internet.</li>
</ul>
<p>Tutto qui. Quando sentite parlare di &#8220;Blog&#8221;, &#8220;Social Network&#8221;, &#8220;Social Media Marketing&#8221;, &#8220;Social Commerce&#8221;, &#8220;Facebook&#8221;, &#8220;Coinvolgimento dei Clienti&#8221;, deve suonarvi un campanellino d&#8217;allarme ed allora sottoponete il vostro interlocutore e la sua azienda a questo semplicissimo test come appena illustrato. Perchè, come diceva il mio caro nonnino: <em>Tra il dire e il fare&#8230;.</em></p>
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		<item>
		<title>A cosa serve avere un profilo pubblico su internet?</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 09:48:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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Ci sono molte risposte, tutte in parte differenti, a questa domanda.
Gran parte delle risposte dipendono da chi ce la sta ponendo.
Per questo motivo ho realizzato una mappa concettuale che potesse racchiudere quelli che considero i punti salienti della questione &#8220;Profilo Pubblico su Internet&#8221;.
Per riassumere quello che trovate sulla mappa, possiamo dire che un Profilo Pubblico:
* [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F10%2Fa-cosa-serve-avere-un-profilo-pubblico-su-internet%2F"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F10%2Fa-cosa-serve-avere-un-profilo-pubblico-su-internet%2F&amp;source=angelogeminiani&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/smartfeeling/3983504866/sizes/l/in/photostream/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-352" title="profile_thumb" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/10/profile_thumb.png" alt="profile_thumb" width="256" height="246" /></a>Ci sono molte risposte, tutte in parte differenti, a questa domanda.<br />
Gran parte delle risposte dipendono da chi ce la sta ponendo.</p>
<p>Per questo motivo ho realizzato una mappa concettuale che potesse racchiudere quelli che considero i punti salienti della questione &#8220;Profilo Pubblico su Internet&#8221;.</p>
<p>Per riassumere quello che trovate sulla mappa, possiamo dire che un <strong>Profilo Pubblico</strong>:</p>
<p><strong><em>* Racconta agli altri:</em></strong> chi siamo, che abbiamo confidenza con i media digitali, come siamo, cosa abbiamo fatto e cosa sappiamo fare, quali sono i nostri interessi personali e cosa vorremmo fare in futuro.</p>
<p><strong><em>* Possiamo usarlo</em></strong>: come link quando partecipiamo a blog o forum, nel nostro blog o semplicemente come CV sempre aggiornato (una specie di tamagochi che cresce con noi).</p>
<p><strong><em>* Ha la qualità di essere</em></strong>: immediato, chiaro e sintetico, un eccellente biglietto da visita digitale ricco di contenuti, facilmente trasferibile (es: via e-mail) ed annotabile (es: bookmarking), molto personalizzabile e ricco di link ad altre risorse o siti che parlano di noi.</p>
<p><strong><em>* Conferisce:</em></strong> un certo senso di sicurezza al nostro interlocutore, mentre a noi porta una maggiore autorevolezza, professionalità ed attendibilità.</p>
<p><strong><em>* Favorisce</em></strong>: la vostra visibilità sui motori di ricerca (state pur certi che prima o poi qualcuno &#8220;googla&#8221; il vostro nome), vi rende rintracciabili e facilita molto le relazioni professionali.</p>
<p><strong><em>* Ma non confondiamolo con:</em></strong> il nostro sito personale, un posto in cui incontrare amici o pubblicare ogni nostra bravata (le foto in cui ubriachi cavalcate un cassonetto della spazzatura, mettetele su facebook e tenetele riservate &#8211; se proprio dovete farlo).</p>
<p><strong><em>* Potete realizzarne uno</em></strong>: in LinkedIn, Viadeo, Xing o in un social network generico, tipo Facebook (in questo caso però vi sconsiglio vivamente di utilizzarlo anche per scopi privati). In alternativa potreste farvi un sito personale, magari appoggiandovi alle Google Pages.</p>
<p>Trovate la mappa su <a href="http://www.flickr.com/photos/smartfeeling/3983504866/sizes/l/in/photostream/" target="_blank">Flickr</a>, oppure <a href="http://www.smartfeeling.org/downloads/profile.zip">qui (archivio ZIP da circa 1Mb)</a>.</p>
<p><a href="http://cmapspublic3.ihmc.us/rid=1GLPSXWSY-1D50FGJ-B78/Profile.cmap" target="_blank">Qui invece il link alla directory pubblica Smartfeeling che ospita la mappa</a> (sempre aggiornata anche in base ai vostri consigli).</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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