Tutto concorre alla “Brand Reputation” e alla perdita del controllo

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Tutto concorre alla “Brand Reputation” e alla perdita del controllo

"La vita è troppo breve per il lavoro sbagliato", recita così il pay-off di SOPO. E come dargli torto. Sopo.it è il portale gestito dalla Ditta Buon Lavoro! S.r.l., vincitrice del bando per idee imprenditoriali innovative promosso dal Governo Italiano Politiche Giovanili dalla regione Puglia, e Principi Attivi. L'idea è quella di realizzare un network in cui i dipendenti delle aziende hanno la possibilità di valutare (in modo anonimo) la qualità del loro lavoro, confrontarsi con altri dipendenti e consulenti in grado di supportarli nel cammino che porta al miglioramento della propria vita lavorativa. Migliorare la qualità del lavoro. Questo è lo scopo. Lo scopo è chiaro, un po' meno il business model (ma il punto non è questo). Vi starete chiedendo come Sopo.it possa toccarvi, vero? Beh, se siete imprenditori e avete dei dipendenti allora vi tocca eccome, anzi tocca il vostro brand. Provate a dare un'occhiata a cosa dicono di Ferrari, in 172 posizione. Azienda in profonda crisi organizzativa e manageriale, crisi dovuta agli stessi Managers. Poco chiara, non trasparente nelle decisioni strategiche, fermo restando che risulta difficile comprendere se vi siano strategie di … Touchè. Ma cosa sta accadendo? Questo è il web 2.0, questo è l'approccio bottom-up, questa è "la voce di chi fa le cose" ...

Internet Nobel per la pace. Pro o Contro?

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Internet Nobel per la pace. Pro o Contro?

Io amo Internet, Punto. Credo sia il miglior strumento che abbiamo a disposizione e che dovrebbe essere  proposto all'Unesco come patrimonio dell'umanità. Adoro anche Wired e spesso appoggio e promuovo le sue iniziative. Ma quando, qualche settima fa, sono venuto a conoscenza dell'iniziativa che candida internet al Nobel per la Pace, devo dire che sono rimasto un po' perplesso. Internet è un mezzo, sono le persone che lo utilizzano a farne qualcosa di buono o di pessimo. Cercando un po' in rete ho trovato molte riflessioni intelligenti, che appoggio, sul perchè questa candidatura è in dissonanza con la stessa Rete. Ve le segnalo: Giacomo Dotta:  Per questo non si può ora accettare la proposta di vedere assegnato a Internet il Nobel per la Pace. Non perchè non si apprezzi la bontà dello strumento, anzi. Però accettare l’attribuzione di un valore significa compiere un passo in una direzione sbagliata. Internet non è “bene” così come non è “male”: ambasciator non porta pena. La Rete non è un mondo di pacifisti così come non è un covo di pedofili: la Rete è semplicemente il più grande degli strumenti che abbiamo a disposizione, il più grande moltiplicatore delle idee e la più grande fucina di contenuti culturali esistenti.... Nicola Mattina: All’inizio, mi ...

A cosa serve avere un profilo pubblico su internet?

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A cosa serve avere un profilo pubblico su internet?

Ci sono molte risposte, tutte in parte differenti, a questa domanda. Gran parte delle risposte dipendono da chi ce la sta ponendo. Per questo motivo ho realizzato una mappa concettuale che potesse racchiudere quelli che considero i punti salienti della questione "Profilo Pubblico su Internet". Per riassumere quello che trovate sulla mappa, possiamo dire che un Profilo Pubblico: * Racconta agli altri: chi siamo, che abbiamo confidenza con i media digitali, come siamo, cosa abbiamo fatto e cosa sappiamo fare, quali sono i nostri interessi personali e cosa vorremmo fare in futuro. * Possiamo usarlo: come link quando partecipiamo a blog o forum, nel nostro blog o semplicemente come CV sempre aggiornato (una specie di tamagochi che cresce con noi). * Ha la qualità di essere: immediato, chiaro e sintetico, un eccellente biglietto da visita digitale ricco di contenuti, facilmente trasferibile (es: via e-mail) ed annotabile (es: bookmarking), molto personalizzabile e ricco di link ad altre risorse o siti che parlano di noi. * Conferisce: un certo senso di sicurezza al nostro interlocutore, mentre a noi porta una maggiore autorevolezza, professionalità ed attendibilità. * Favorisce: la vostra visibilità sui motori di ricerca (state pur certi che prima o poi qualcuno "googla" il vostro nome), vi rende rintracciabili e ...

L’illusione di controllare la propria comunicazione nell’era dei Social Media

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L’illusione di controllare la propria comunicazione nell’era dei Social Media

Siete tutti convinti che ciò che scrivete sul vostro sito sia sotto il vostro controllo? Parlo di sito web e non di blog o community. Il vostro sito web, quello che non consente in alcun modo l'interazione con i vostri clienti, utenti, dipendenti. Chi decide cosa e come scrivere sul vostro sito web istituzionale? Voi. Giusto? Nessun "estraneo" (brutto termine, scusate) può in alcun modo interagire con i contenuti da voi decisi, giusto? E se qualcuno ne dovesse parlare sul proprio blog, su twitter o su facebook, voi ne verreste subito a conoscenza, perchè il vostro responsabile marketing, la vostra redazione o il vostro team di comunicatori sono ben attrezzati e skillati 2.0, giusto? In ogni caso, mai e poi mai sulla vostra home page comparirà il commento o la critica di un vostro cliente, giusto? Voglio dire, voi decidete la descrizione dei vostri prodotti/servizi, voi decidete la grafica e le foto, il tono e la forma della comunicazione commerciale. La comunicazione sul vostro sito è vostra, solo vostra. Quella la controllate voi, è l'ultimo baluardo che vi difende dal mondo la fuori, è la vostra isola di pace e serenità "comunicativa". Ora, prendete fiato. Un bel respiro, rilassatevi e godetevi la quiete e la sicurezza profusa ...

Twitter: che faccio, mi compro dei Followers? Ma sì, facciamo un 100.000! Quant’è?

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Twitter: che faccio, mi compro dei Followers? Ma sì, facciamo un 100.000! Quant’è?

Forse non tutti sanno dell'esistenza di società che vendono "Amici" o "Fans" per Facebook e "Followers" per Twitter. Tra queste spicca Usocial (http://usocial.net), che a prezzi stracciati vi offre 100.000 followers per Twitter (solo 3.479 $) o 5.000 Amici per Facebook (654,30 $). Ma prima di gettarvi nello shopping sfrenato di nuovi "amici" vi consiglio di riflettere su alcuni punti: 1. I Social Media sono per le persone e non per i brand. Se state pensando che è piu' conveniente comprarsi 100.000 "Followers" piuttosto che guadagnarsene qualche decina, allora state pensando da brand. Male, molto male. I Social Media stanno cambiando il marketing ed il modo in cui il marketing deve rivolgersi ai propri ascoltatori. Non dovete "urlare ai quattro venti" le vostre proposte, ma "sussurrarle all'orecchio di chi vi segue con interesse". 2. Quantità o Qualità dei Contatti? Questo è il dilemma di oggi, dell'era del 2.0. A che servono 100.000 contatti se solo lo 0.0001% interagiscono col vostro brand? L'impegno a coinvolgere ed appassionare le persone affinchè contribuiscano al successo del brand, è il fondamento ed pilastro portante del Social Media Marketing stesso. Pensate, a chi parlerete? Chi raggiungerete? Si tratta di persone interessate ai vostri prodotti o a ciò che avete ...

Ma a che serve Twitter?

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Ma a che serve Twitter?

Recentemente mi è capitato di sentirmi porre proprio questa domanda: ma a che serve Twitter? Ho tentato di rispondere con questa mappa concettuale, che mi rendo conto essere solamente abbozzata e forse neppure troppo esaustiva. Nei prossimi giorni, mi riprometto di approfondire i concetti e di proporli con una serie di slides un po' piu' esplicative. Twitter è uno strumento ancora poco conosciuto e molto "sotto-utilizzato" , ma estremamente potente. Possiamo utilizzarlo per: Raccogliere informazioni Fornire informazioni Aiutare i nostri clienti Farci aiutare dai nostri clienti Pubbliche Relazioni Costruire un marchio Monitorare la reputazione di un marchio Incrementare la reputazione di un marchio Monitorare la reputazione del marchio della concorrenza Incrementare il traffico del nostro sito web (blog o altro) Seguire task e progetti con team distribuiti Formare un team distribuito Cercare esperti Reclutare personale Reclutare clienti E le possibilità continuano. Ogni giorno scopro nuovi utilizzi ed utilizzatori sempre piu' creativi. Personalmente sto trovando molto vantaggioso l'utilizzo di Twitter per svolgere una parte delle attività di project management e di bug tracking. Ma allora stai gestendo informazioni riservate in pubblico? Certo che no! E' possibile rendere i propri tweet riservati ed accessibili solo ad utenti autorizzati. E' molto semplice, basta configurare il proprio account (seleziona "Settings"): Ma allora rinunci al tuo account pubblico? Certo che no! Twitter non vi farà certo storie se decidete di aprire ...

Il sesto senso dei “Twit”!

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Il sesto senso dei “Twit”!

Twitter è stato il precursore, e per questo è diventato l'icona del microblogging sociale. Ora troviamo innumerevoli cloni e rivisitazioni del concetto, ma il succo non cambia: messaggi lanciati in una bottiglia che può ospitare un massimo di 140 caratteri. Vengono chiamati "aggiornamenti di stato". Il 90% dei messaggi postati su twitter sono, in apparenza, di una banalità disarmante. Ne siete convinti? Provate a collegarvi per qualche minuto a twittervision e vedrete comparire messaggi del tipo: "Marco: Sono al bar con Danilo....", "Stefano: Vedo una bella bionda passare dalla finestra del mio ufficio...", "Maggie: Ufff... riunione col boss!!!", ecc... Vi interessano? Probabilmente no. Il fatto è che Marco, Danilo, Stefano e Maggie non sono vostri amici. Tuttavia, se lo fossero, non la pensereste allo stesso modo. Essere informati su cosa stanno facendo, o hanno fatto, i vostri amici vi da la senzazione di essergli vicini. E come se loro vi stessero sussurrando: "Che giornata orribile, magari chiamami nella pausa pranzo che ho voglia di sfogarmi un po'...", "Oggi potrei affrontare qualsiasi cosa, se vuoi sfogarti chiamami pure...", "Non ci sono per nessuno...", "Vacanze grandiose, non vedo l'ora di parlartene...". Gli aggiornamenti di stato delle persone che ci stanno a cuore vengono metabolizzati e rielaborati dal nostro inconscio, lasciandoci delle ...

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