16 buoni consigli per l’esordio di una PMI sui Social Media

0
clipboard_001

Ecco come la vedo io. Queste sono le cose che bisogna sapere prima di avventurarsi in una qualunque attività sui media sociali.

1. Differenziate le strategie sociali del vostro profilo da quelle delle vostre pagine istituzionali.

In poche parole su Facebook, Twitter, Google Plus, ecc.. dovrete promuove contenuti leggermente differenti da quelli del sito istituzionale. Ogni canale ha le sue caratteristiche ed i suoi utenti, quindi anche il proprio linguaggio.
Gli utenti che usano Facebook non sempre sono gli stessi, o appartengono agli stessi segmenti, che usano Google Plus o Twitter.
Le campagne sui social media dovrebbero avere l’obiettivo di portare utenti sul sito istituzionale o di e-commerce, mentre il sito dovrebbe invogliare a lasciarsi coinvolgere dalle vostre attività sui social media.
In questo modo avrete creato un vortice in grado di attirare clienti, coinvolgerli e magari farli ritornare o addirittura invitare amici.

2. Se vuoi dei Fan, devi dare loro qualcosa in cambio.

Scordatevi che qualcuno clicchi sul “Mi Piace” della vostra pagina solo perchè siete voi. A meno che non siate un V.i.p. o un grosso brand, nessuno si sentirà gratificato dal semplice fatto di essersi dichiarato vostro Fan.
Capito questo, siete praticamente a metà dell’opera. Per l’altra metà si tratta di trovare qualcosa da condividere coi vostri ipotetici Fan. Foto, Video, Gadgets digitali, Games, buoni consigli, suggerimenti, materiale tecnico, ecc.. Fate voi, l’importante è che sia materiale valido e originale, meglio ancora se con un qualcosa di virale (ma ora forse è ancora presto per il virale).

3. Se potete datevi al Podcast o al Video Blogging.

La gente non ha voglia di leggere. Al massimo guardano una bella immagine, ma leggono poco.
Ascoltare un Podcast mentre si è in auto o in treno, guardare un bel video è invece molto piu’ facile e meno impegnativo. Per agganciare contatti, Podcast e Video sono il massimo.
Lo so, è impegnativo.

 4. Mantenete l’immagine del vostro brand coerente su tutte le piattaforme sociali.

Siamo tutti di memoria corta quando si tratta di ricordare dei nomi. I colori, i suoni e le immagini le ricordiamo meglio. Ecco perchè i colori del vostro brand e l’aspetto grafico dovrebbero essere molto simili su tutte le piattaforme. Lo sfondo della pagina di Twitter, il logo della pagina di Facebook ed il profilo su Google Plus dovrebbero ricordare tutti il vostro brand o l’aspetto del vostro sito.

5. Se hai clienti “mobile”, sviluppa un’App.

Se pensi che alcuni dei tuoi clienti utilizzino uno smartphone per usufruire dei tuoi contenuti, allora devi sviluppare un’App nativa. Oggi è molto facile e ci sono decine di strumenti e servizi a costi bassissimi in grado di trasformare il tuo sito in un’App nativa (es: http://theappifier.com/).

6. Investi qualche soldo in una macchina fotografica ed impara a fare foto accattivanti.

Costa molto meno di un fotografo professionista e ti consente di produrre materiale a rullo continuo.

7.  Integra le foto in ogni piattaforma sociale.

Inonda in web di immagini che in qualche modo riconducano al tuo brand e sarai famoso.
Non dimenticarti di Flickr ed altri servizi dedicati alle foto ed alle immagini. Sono anche questi dei Social Media e fanno il loro dovere al pari di YouTube.

8. Organizza Contest e promuovi Partnership.

I tuoi Fan cresceranno e torneranno. A proposito dei contest, ricorda però che siamo in Italia e che esiste una normativa specifica al riguardo. Quindi, prima di indire un concorso a premi ti consiglio di leggere attentamente la normativa.

9. Dai ai tuoi Fan un buon motivo per tornare.

Contenuti interessanti, video a puntate, giochini e contest sono tutti ottimi ingredienti per far tornare i tuoi Fan sul tuo sito o sulla tua piattaforma.

10. Fornisci ai tuoi visitatori quante piu’ possibili opportunità di connettersi a te socialmente.

In pratica metti i “Social Buttons” ovunque sul sito o sul blog. Dove non fosse possibile (es: background di Twitter) riporta le icone delle piattaforme su cui sei presente.
Semmai a qualcuno, navigando per le tue pagine, venisse voglia di seguirti, non sia mai che non dovesse trovare il modo.

11. Gamify, se puoi

Ovvero, costruisci meccaniche simili a quelle dei video game (punteggi assegnati per ogni commento o like, punteggi per aver portato Fan, ecc..). Questo funziona sempre ed incrementa notevolmente l’interazione tra gli utenti e le tue piattaforme.
Non è una cosa facile e ci sono pochi esperti sul mercato italiano. Pochi, ma non nessuno :)
In alternativa puoi accontentarti di sistemi di gestione commenti tipo “IntenseDibate” o “Disqus”. Certo non sono una piattaforma di Gamification dedicata, ma stavo parlando di accontentarsi.

12.  Crea una community in cui gli utenti possano parlare di loro stessi.

Non è bello a dirsi, ma è la verità: di te non frega niente a nessuno.
Perciò smettila di parlare di te stesso, del tuo brand e di quanto vi sentite fighi. Gli utenti voglio parlare dei fatti loro, se la raccontano tra loro e parleranno anche di te (perciò non dimenticare di ascoltare).
Per evitare che vadano a parlottare alle tue spalle puoi creare e “gestire” una qualche community che abbia a che fare col tuo business. Se non lo fai tu, lo farà qualcun altro.

13. Metti i tuoi Fan in condizione di poter condividere la propria esperienza con altri utenti.

Se una community (vedi sopra) è troppo per te, almeno apri un canale in cui i tuoi Fan o Clienti possano condividere le loro esperienze. Alla gente piace mettersi in mostra, perciò se hai la possibilità dedica una pagina alle loro foto dei tuoi prodotti. “Questo l’ho fatto io”, “Questo è come lo uso io”, ecc..
Alla gente piace certa roba.

14. Strategie chiare

Non partire a braccio, pianifica.
Se stai meditando di aprire un blog, definisci prima un piano editoriale (se non sai cos’è un piano editoriale prova a cercare su Google, se no rinuncia al blog).
Prima di aprire una pagina Facebook, pensa a ciò che vuoi farci con quella pagina. Quali sono gli obiettivi?
Vendere di piu’ non è una strategia ne un obiettivo, ma una conseguenza perciò rimboccati le maniche ed inizia a buttare giù un progettino.

15. Sfrutta al massimo la Welcome Page di Facebook

Ecco alcune fonti di ispirazione:

RED BULL: http://www.facebook.com/redbull
BURT’S BEES: http://www.facebook.com/burtsbees?sk=app_115770428525595
UNO CHICAGO GRILL: http://www.facebook.com/UnoChicagoGrill?sk=app_244772632248723
LIVESCRIBE: http://www.facebook.com/livescribe?sk=app_369666098814
COCACOLA:  http://www.facebook.com/cocacola
OREO: http://www.facebook.com/oreo
TRAVEL CHANNEL: http://www.facebook.com/TravelChannel?sk=app_4949752878

16. Differenzia le strategie in base alla piattaforma usata ed alle tue competenze

Se sei molto bravo in qualcosa, o hai personale con competenze particolari, allora dovresti pensare quale piattaforma sfrutta meglio queste competenze o questi talenti.
Se sei un mago del video-editing, per esempio, potresti creare un canale YouTube che propone video di tua produzione, magari a puntate. Es: http://www.youtube.com/user/Blendtec/featured

 

 Aggiornamenti e consigli dalla rete

Ecco i suggerimenti di altri esperti del settore.

A. Pianifica per non mollare

Di Francesca Concina via LinkedIn

Partendo dal piano editoriale – imprescindibile per il blog – io cerco di far pianificare, almeno nei “minimi indispensabili”, tutte le uscite sui social media per evitare il fenomeno dell’abbandono. Spesso mi capita di trovare aziende che hanno un profilo su Twitter. G+ o altri social, aperto e utilizzato la prima settimana…poi abbandonato. Ecco perché secondo me pianificare è, insieme alla scelta di contenuti rilevanti e del corretto linguaggio per il social di riferimento, fondamentale.

 B. E attento a non fare rumore

Da un suggerimento di Luigi Bauce via LinkedIn

L’unica cosa a mio avviso da sottolineare è la cura con cui si dovranno scegliere i canali di informazione per evitare che l’iperinformazione diventi rumore.

 

 C. Il sondaggio aiuta a riaccendere l’interesse

Da un soggerimento di Azzurra Mancuso via LinkedIn

Aggiungerei anche: Cerca di incentivare il dialogo e di coinvolgere i tuoi fan, ad esempio lanciando sondaggi. Anche i webinar possono essere uno strumento utile per uno scambio di conoscenze davvero multilaterale.

 

Sociologo, Social Media Addicted e Senior Developer.
Si occupa di ICT Coaching, OpenSource, Innovazione, Gamification, User Experience, Social Media e Progettazione di Mobile Applications.

Related Posts:

Post your comment

6 comments

  1. Posted by Guglielmo Cornelli, at Reply

    Bravo Angelo,
    breve, ma con tutti i consigli a posto! ;-)

  2. Posted by Enrica Orecchia, at Reply

    I consigli, compreso quello di Francesca, sono senz’altro ottimi. Il termine PMI, come destinatario, è troppo ampio. Mi limiterei perciò a indirizzarli alle medie imprese (tra i 50 e i 250 dipendenti, quindi di dimensioni anche ragguardevoli) escludendo le piccole (le più grandi non superano i 50 dipendenti, ma la maggior parte ne ha molti meno). In quasi tutte queste ultime manca una pur minima cultura della comunicazione. Parlare a queste aziende di social media è come parlare di marziani.

    • Posted by angelogeminiani, at Reply

      Devo dire che hai ragione quando parli di assenza di "cultura della comunicazione".
      Tuttavia non credo sia una questione di dimensioni aziendali, ma piu' di "cultura aziendale" e gap generazionale.

      Cerco di spiegarmi meglio.
      Una piccola azienda, guidata da un imprenditore aperto e lungimirante, ha molte piu' possibilità di successo sui social media di un'impresa molto piu' grande guidata da un manager ottuso e "padronale".

      La comunicazione sui social media è molto differente dalla comunicazione "istituzionalizzata" a cui sono abituate la maggior parte delle aziende. E' una questione di "cultura aziendale".
      I paradigmi del web 2.0 non sono adattabili alla comunicazione istituzionale, e viceversa.

      Piu' l'azienda è grande e maggiore è la probabilità di trovare manager "omologati" (o cloni o yes man) che tenteranno di osteggiare (anche inconsciamente) qualunque cambiamento o approccio innovativo ai paradigmi utilizzati fino a quel momento.

      Chi si trova ad operare in questo contesto sarà "ingessato" da una manica di burocrati con la presunzione di voler "controllare" e "gestire" (2 concetti che riferiti al web 2.0 assumono tutto un altro significato).

      Molte "medie e grandi" imprese hanno processi e procedure ben definite. Una sorta di routine quotidiana da cui è difficile uscire, che coinvolge e condiziona anche le campagne di comunicazione. E questo con i social media fa a cazzoti, perchè quando ci si espone e ci si mette la faccia bisogna essere pronti a tutto.

      Quindi credo che nel prossimo futuro molte piccole aziende avranno la possibilità di farsi conoscere, crescere ed affermarsi sul mercato proprio grazie alla loro flessibilità, UMILTA' e capacità di comunicare "empaticamente" con il prossimo.

  3. Posted by Elena, at Reply

    Davvero utile, grazie Angelo. Aggiungerei la necessità di avere un sito istituzionale che segua la strategia di social media. Sembra banale, ma ancora adesso molte aziende hanno dei siti inguardabili, oppure non si rendono conto che avere "solo" un bel sito ma non aggiornato non basta più. Sotto questo aspetto ce n'è ancora da lavorare, qui in Italia… Non pensi?

    • Posted by angelogeminiani, at Reply

      Elena, sfondi una porta aperta :)
      La situazione italiana legata all'ICT è piuttosto triste in genere, quando poi si parla di internet allora siamo sul tragico (o tragicomico a seconda dei casi). Lasciamo perdere il discorso Social Media, che per molti si limita all' aprire una pagina su Facebook ed abbandonarla al proprio destino.
      Penso ci sia moltissimo da fare, ma non sono sicuro che le aziende italiane siano disposte a farlo.
      Molti hanno budget risicati e sono piu' propensi ad investire su piattaforme che conoscono meglio, come la carta stampata.

      • Posted by elena, at Reply

        Allora sarà solo questione di tempo… Come anche l'online payment, anni fa era quasi visto un taboo, ora anche gli italiani cominciano a familiarizzare con i metodi disponibili online. L'Italia rimane indietro, ma piano piano raggiunge… :)