2012

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2012


L’anno passato

Per quanto mi riguarda, il 2011 è stato un anno deludente.
I sogni di innovazione, riforma e ringiovanimento del paese in cui vivo si sono infranti contro indifferenza, diffidenza e timore del nuovo, familismo, lentezza, staticità, omologazione e varie metriche della vanità.

Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi (Albert Einstein)

Questa massima di Einstein mi è particolarmente cara e sta alla base del metodo scientifico che mi fu insegnato quando frequentavo il liceo. La mia insegnante di Chimica non mancava di  ricordarcelo alla prima buona occasione.

Le “Metriche della Vanità” che ho visto applicare da molte imprese nel corso del 2011 mi sono parse come un sintomo di quella stessa follia citata da Albert Einstein.
Citerei nomi e porterei esempi pratici, se solo potessi ancora sperare che  questo servisse a qualcosa.
Ma non servirebbe, perchè la maggior parte delle Aziende preferisce guardare di spalle il mondo che cambia, da uno specchio che riflette prima di tutto l’immagine di quello che erano.

Una visione apocalittica di un 2012 e 2013 di difficoltà e recessione, ecco cosa mi ha lasciato il 2011. Quest’anno non ho speranze particolari, voglio essere realistico e smettere di illudermi che un paese ormai vecchio e polveroso come il nostro possa risollevarsi come d’incanto.
E vero che la speranza è l’ultima a morire, e la mia è morta con l’ultima finanziaria fatta al pallottoliere. Un fagiolino qui, uno lì, mettiamoli tutti in banca e lasciamo che cali lo spread.
Ma nessuno li pianta quei fagiolini.

L’anno che verrà

Chi sopravviverà al 2012?
Ecco la domanda del secolo. Ma non è una domanda difficile. Si tratta di scelte in un certo senso Darwiniane: sopravvive chi ha la maggior capacità di adattamento (e non il piu’ forte).
Capite ora cosa voleva dire Einstein? Capite perchè i mastodontici dinosauri si sono estinti? Capite perchè occorre abbandonare lo specchio e le metriche della vanità?

Le scelte che faremo

Concludo questo post con un elenco facile da capire anche per un bambino.
La prima parola indica la scelta sbagliata, la seconda quella giusta.

  • IERI v.s. DOMANI
  • LENTEZZA v.s. AGILITA’
  • STATICITA’ v.s. DETERMINAZIONE
  • IMPULSIVITA’ v.s. RIFLESSIONE
  • IMMAGINE AZIENDALE v.s. REPUTAZIONE
  • MONOLOGO v.s. DIALOGO
  • ABITUDINE v.s. RISCHIO
  • ASPETTARE v.s. FARE
  • CHIUSURA v.s. ASCOLTO
  • SICUREZZA v.s. ESPLORAZIONE
  • AFFARI v.s ETICA DEGLI AFFARI
  • GREENWASH v.s. SOSTENIBILITA’
  • OFFLINE v.s CONNESSO
  • BREVETTO v.s. OPENSOURCE
  • CHIUSURA v.s. CONDIVISIONE
  • KIT v.s. DIY
Non è difficile, giusto?

 

Sociologo, Social Media Addicted e Senior Developer.
Si occupa di OpenSource, Innovazione, Gamification, User Experience, Social Media e Progettazione di Mobile Applications.

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2 comments

  1. Posted by angelogeminiani, at Reply

    Ecco un'altra chicca del decreto Monti: http://www.youtube.com/watch?v=FVhKQdPFGZA&fe
    Questa non è innovazione, ma una vergogna. I denaro prima della salute?

  2. Pingback: Imparare a Volare ad Atlantide