A tutto WEB 2.0! Ma non per tutti….

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LaBandaDegliOnesti

Tutti 2.0.

Affidereste i vostri risparmi al fruttivendolo sotto casa?
Ha un buon registratore di cassa e probabilmente è finanziariamente piu’ “solido” di molte banche, tuttavia dubito che qualcuno di voi gli affiderebbe i propri risparmi.
Allo stesso modo, deleghereste a quel bravissimo pittore che espone tutte le domeniche nella piazza centrale la campagna marketing per il lancio del vostro ultimo prodotto?
Magari ne verrebbe fuori una campagna eccezionale, ma dubito che lo fareste.

Il WEB 2.0 impazza. Oggi è tutto 2.0.
Web 2.0, Enterprise 2.0, Marketing 2.0, SEO 2.0, Business 2.0, Trading 2.0, Lending  2.0, Comunicazione 2.0, Strategie 2.0, eccetera 2.0.

Ma siamo proprio sicuri che il contenuto di ciò che ci viene proposto in quelle carinissime e coloratissime confezioni etichettate 2.0 corrisponda realmente alle indicazioni riportate sulla confezione?
E noi, siamo pronti per questi prodotti innovativi?

Da una parte abbiamo la Crisi, che non è dovuta ad un’incertezza temporanea ma al cambiamento profondo di alcuni paradigmi.
Dall’altra le Imprese, che in Italia sono per la maggior parte PMI, che hanno pochi ordini a portafoglio, molte incertezze ma tanta voglia di innovare, di sperimentare e di farcela.
In mezzo ci sono i Consulenti, le Società di Consulenza, le Agenzie e le Software House, tutti improvvisamente molto “2.0″.

Riepilogando: CRISI -> PMI <- IT/MKT CONSULTING

Miscela esplosiva. Ecco che migliaia di Venditori provenienti dai piu’ disparati settori, dopo un’infarinatura di “2.0″ si lanciano famelici sul mercato. Poco importa se i clienti non sanno neppure di cosa si stia parlando (purtroppo non solo i clienti) ed a cosa si vada incontro, l’importante è fare budget. Agenzie di Consulting che fino a pochi mesi fa proponevano soluzioni di “Tracciabilità” oggi propongono “il Corporate Blog”, Web Designer che passano dal restyling del sito alla vendita di ambiziosi Social Network Aziendali, Agenzie Marketing che improvvisano “fanta-mirabolanti” campagne su Facebook e produttori di sistemi di archiviazione documentale che osano soluzioni “Enterprise 2.0″ .
IL CAOS!

E gli Imprenditori? Loro sono un po’ confusi ed il rischio è che perdano un treno importante per il loro futuro.
Io sono il primo ad incitare alla sperimentazione ed all’introduzione del 2.0, ma va fatto con cognizione di causa e sotto la guida di una mano espertanon sotto la spinta di venditori invasati.

La ricetta per smascherare i falsari del 2.0.

Ma non temete, la ricetta per smascherare i “fake” è molto semplice ed è composta da pochi ingredienti ed un unico condimento: il buon senso.

  • Valutare le persone:  Nulla di piu’ facile. Digitate nome e cognome di chi vi si propone su Google. Se nella prima pagina non trovate traccia di un profilo su LinkedIn, di un sito personale, di un blog personale, di una qualche attività su viadeo (o altri network professionali), di un canale friendfeed, della pubblicazione di video su YouTube, di presentazioni su SlideShare, della partecipazione a gruppi di discussione o forum, allora potete avere la certezza che chi vi stà di fronte non ha idea di ciò di cui vi stà parlando. Il Web 2.0 non si racconta, si fa.
  • Valutare le agenzie e le società di consulenza: Vedi sopra. Sotto con Google, ma questa volta cercate anche un account su Twitter, una pagina su Facebook e valutate la bontà delle attività comunicative fatte sul web. Se fanno web 2.0, allora state pur certi che troverete anche i giudizi di qualche cliente. Inoltre non può mancare un corporate blog. Cercatelo e provate a postare un commento un po’ cattivello che metta in dubbio la riuscita dei servizi che propongono. Non vi aspettate una risposta ne’ la pubblicazione del post, se il blog è un flog. Ma se l’agenzia è seria e valida, allora risponderà con tono gentile e trasformerà il vostro commento acido in un punto a favore per la loro immagine di comunicatori su internet.

Tutto qui. Quando sentite parlare di “Blog”, “Social Network”, “Social Media Marketing”, “Social Commerce”, “Facebook”, “Coinvolgimento dei Clienti”, deve suonarvi un campanellino d’allarme ed allora sottoponete il vostro interlocutore e la sua azienda a questo semplicissimo test come appena illustrato. Perchè, come diceva il mio caro nonnino: Tra il dire e il fare….

Sociologo, Social Media Addicted e Senior Developer.
Si occupa di ICT Coaching, OpenSource, Innovazione, Gamification, User Experience, Social Media e Progettazione di Mobile Applications.

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