Craftivism: le nuove frontiere del fai-da-te
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Written By: angelo.geminiani
Non mi stancherò mai di dirlo: internet è una grande fonte di ispirazione e di idee per chi sa pensare in modo divergente. “Think different”, consiglia Steve Jobs.
Il fai-da-te è sempre esistito, non l’ha certo inventato qualche geek di ultima generazione.
Vuoi mettere la soddisfazione? E poco conta se alla fine ci è costata molto di piu’ di quello che faceva già bella mostra di se in una qualche vetrina del centro o nel grande magazzino di turno.
“L’handmade fa bene alla gente e all’ambiente“, dicono, ma puo’ far bene anche al business di chi sa cogliere i giusti spunti.
Provate a fare un giro su Etsy (www.etsy.com), troverete pezzi letteralmente unici (e forse anche qualche spunto di riflessione).
Esitono anche gruppi estremisti, che “lottano per liberarci dalla schiavitu delle aziende”, come quelli di the Revolutionary Knitting Circle.
By returning production of the essentials of life to the community, we can eradicate the dependence imposed by the elites – giving communities the freedom to guide their own destinies.
Forse esagerano? Forse. Fatto stà che l’handmade non è piu’ solo hobby e bricolage, ma si stà trasformando in una sorta di pensiero sociale: il Craftvism (CRAFT+ACTIVISM), appunto.
Oggetti unici, pezzi d’arte o anche solo meravigliosi esempi di manualità abbandonano le rive del kitsch, eludendo il mercato globale, per approdare alla terra promessa del “Sapere Aude!“.
































June 2nd, 2009 at 5:43 pm
[...] o nuovi modelli di business. Pensate per esempio all’Open Source, al Crowdsourcing o al Craftivism e provate ad immaginare come questi nuovi paradigmi possano rivoluzionare il vostro business. Ecco, [...]